Guida per preparare panettoni& Co. (anche colombe e pandori)

Panettone Morandin marron glacèes e cioccolato
Panettoncino da 100 g Morandin, con marron glacèes e cioccolato

 

 

Di recente c’è stata una panettonata di gruppo e io come tantissime altre persone abbiamo realizzato tutti insieme il Panettone di Morandin con il mix aromatico di Favorito. La Panettonata è stata resa possibile grazie a Patrizia Nofi che ha creato un evento al’interno del suo gruppo fb “Tutti pazzi per il Pane” e ha scelto me per capitanare la panettonata collettiva.

Abbiamo affrontato vari argomenti, riflettuto su alcune cose e ho postato tante indicazioni, foto e video. E, infine, abbiamo sfornato nell’arco di quel fine settimane tanti panettoni!

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Panettonata collettiva

 

 

 

Così oggi ho deciso di raccogliere tutte quelle indicazioni postate e di approfondire alcuni aspetti di modo da creare una sorta di mini guida per prepararsi al meglio in vista del Natale. Noi impastatori folli e compulsivi amiamo realizzare i nostri lievitati in casa e nessuno può mettere in dubbio che i nostri prodotti homemade sono migliori di quelli commerciali. Ciò vale per pizze, focacce, brioche, etc… E per i panettoni?

A meno che non si tratta di acquistare i panettoni di grandi Maestri come Massari, Pepe, Morandin, Sal DeRiso… che hanno un loro laboratorio artigianale e si è certi che utilizzano la pasta madre per questi grandi lievitati delle feste, quelli commerciali della grande distribuzione peccano in molte cose. Ora non voglio dilungarmi nella questione di ciò che è buono e giusto comprare, sicuramente chi ha provato un panettone artigianale realizzato con pasta madre ha riscontrato una notevole differenza in termini di profumi, odori e sapori! E sicuramente riscontrato differenze qualitative, dovuto alle materie prime utilizzate! 😉

E’ possibile realizzare un panettone con lievito madre in casa?

Certamente!!!

Però affrontare questo grande lievitato delle feste a cuor leggero lo sconsiglio, meglio informarsi adeguatamente su ciò che occorre sapere per prepararsi a realizzare il panettone in casa. I fallimenti (forse necessari) ci saranno probabilmente, ma vi permetteranno di capire di volta in volta gli errori commessi. Ma se vi approcciate con cognizione di causa e avete a disposizione TUTTI gli strumenti opportuni non è detto che fallirete…

Quindi, oggi ho stilato una piccola guida per panettoni, valevole anche per i pandori e le colombe. Insomma, per tutti questi prodotti appartenenti al genus dei “Grandi lievitati delle feste”.

Leggete e riflettete attentamente e considerate che sebbene c’è dietro un grande impegno in termini di tempo speso e di danaro, si tratta in ogni caso di uno sforzo che val la pena effettuare per portare a tavola dei prodotti davvero genuini e di qualità! Considerate poi che un panettone artigianale può arrivare a costare 35 euro al Kg, in casa la spesa si aggira intorno ai 10-12 euro al Kg. Soldi, vi assicuro, molto ben spesi!

Lo sapete che il panettone ha un suo “Disciplinare” regolamentato dalla legge?

Decreto Ministeriale 22 luglio 2005
Art. 1.
Panettone
1. La denominazione «panettone» e’ riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.
2. Salvo quanto previsto all’art. 7, l’impasto del panettone contiene i seguenti ingredienti:
a) farina di frumento;
b) zucchero;
c) uova di gallina di categoria «A» o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantita’ tali da garantire non meno del quattro per cento in tuorlo;
d) materia grassa butirrica, in quantita’ non inferiore al sedici per cento;
e) uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantita’ non inferiore al venti per cento;
f) lievito naturale costituito da pasta acida;
g) sale.
3. E’ facolta’ del produttore aggiungere anche i seguenti ingredienti:
a) latte e derivati;
b) miele;
c) malto;
d) burro di cacao;
e) zuccheri;
f) lievito avente i requisiti di cui all’art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1998, n. 502, fino al limite dell’un per cento;
g) aromi naturali e naturali identici;
h) emulsionanti;
i) il conservante acido sorbico;
j) il conservante sorbato di potassio.
4. Il calcolo delle percentuali degli ingredienti menzionati ai commi 2 e 3 e’ effettuato conformemente all’Allegato I, punto 1;
5. Il panettone e’ prodotto secondo il procedimento di cui all’Allegato II, punto 1.

Detto questo, da cosa iniziare?

LA FARINA

Nono sottovalutate questo aspetto, occorre utilizzare una farina che non deve essere semplicemente forte, ma adeguata a questo grande lievitato. Si richiede solitamente una farina specifica per panettoni, con W 340 – 380, P/L 0,55. Le farine più forti danno buoni risultati, ma non sempre grandi prodotti, con rischi di vario tipo, non ultimo una maggiore secchezza del prodotto finale e shelf life inferiore. Farina tecnica per panettoni significa utilizzare una farina che abbia una forza adeguata, ma non solo, che sia dotata di altre caratteristiche che la rendono adatta ad assorbire tutti quei grassi che un grande lievitato contiene (uova, tuorli, burro). Questo detto molto sinteticamente… Esistono in commercio diverse farine specifiche, acquistabili on line. Ci sono le spese di spedizione? Beh, se calcolate tutti i possibili soldi che rischiate di gettare al vento con farine generiche per insuccessi vari (l’impasto perde la corda, oppure perché otterrete un prodotto di bassa qualità, magari più secco con shelf life inferiore…). E poi una farina non tecnica non perdona errori e inesattezze durante il procedimento, insomma il risultato è sempre incerto con farine non specifiche.

La qualità della farina dipende dalle proteine che contiene ma non solo, anche dall’equilibrio che si determina tra di loro. Durante l’impastamento con i liquidi presenti nella ricetta, si forma una rete glutinica capace di donare corpo alla pasta e permettere l’espansione di bolle di anidride carbonica in fase di cottura e l’ossigenazione agli enzimi del lievito durante la fermentazione. Ricapitolando, una farina specifica per panettoni permette di:

  1. assorbire la quantità di acqua necessaria con il giusto tempo di impastamento
  2. regolamentare l’impasto durante la fermentazione, la formatura, la lievitazione e la cottura
  3. uno sviluppo del prodotto adeguato
  4. un volume adeguato, con le caratteristiche dell’alveolatura tipica dei panettoni

Solitamente, la farina specifica è vendibile in sacchi da 5 kg, la cosa positiva è che è adatta anche a tutte quei prodotti con lunga lievitazione, brioche, babà, kugelhupf, etc.

LA PASTA MADRE

L’utilizzo del lievito madre è richiesto dal Disciplinare di produzione del Panettone. Si intende per “lievito naturale” un impasto costituito da acqua e farina di frumento, acidificato dalla attività fermentativa di lieviti e batteri lattici derivanti dalla madre. Si intende per “madre” una porzione d’impasto di lievito naturale prelevata da una lavorazione precedente che funge da innesto microbico (fonte).

Per prepararsi in vista del panettone occorre sì utilizzare il lievito madre, ma esso va preparato adeguatamente. Occorre effettuare rinfreschi preparatori tenendo la pasta madre a temperatura ambiente e se del caso fare rinfreschi al doppio della farina. Consiglio di rinfrescare piccole quantità di pasta madre, per non ritrovarsi con molto avanzo. Basterà rinfrescare anche solo 20 g. Ora, tralasciando le varie gestioni particolari che usano alcuni maestri, come la pasta madre in acqua, io mi limito ad effettuare rinfreschi quotidiani per circa una settimana, tenendola talvolta legata. Si userà in questi rinfreschi quotidiani sempre la stessa farina utilizzata per il panettone

Solitamente, un rinfresco normale si fa in questo modo:

 20 g PM – 20 farina – 10 g di acqua (consigliabile al 40%, quindi 8 g di acqua)

Un rinfresco al doppio della farina, invece in questo modo:

20 g PM – 40 g farina- 20 g acqua (acqua al 40% quindi 16 g)

Rinfrescare tutti i giorni in questo modo e la sera prima di impastare il panettone fare bagnetto in acqua calda per 10-15 minuti, fare un rinfresco al doppio e poi effettuare la legatura. Il bagnetto va fatto PRIMA del rinfresco in acqua calda con un cucchiaino raso di zucchero. La durata del bagnetto varia da un minimo di 10 minuti ad un massimo di 20 minuti, a seconda della acidità. Io mi attengo sempre sui 10-12 minuti. Trascorso questo tempo, la Pasta Madre va strizzata con le mani e si procede a un nuovo rinfresco. In questo caso, però, la quantità d’acqua del rinfresco dovrà essere del 30% dal momento che la Pasta Madre sarà comunque pregna dell’acqua assorbita durante il bagnetto. Consiglio, dunque, di pesare sempre il lievito prima di procedere con il bagnetto!

Il giorno dell’impasto effettuare i classici 3 rinfreschi tenendola la pasta madre a 28°, a distanza di 3/4 ore tenendola alla temperatura di 26°-28°.

Ad esempio, prevedendo di fare il primo impasto la sera (solitamente si fa sempre di sera) alle ore 19:30, effettuare i rinfreschi con questa scaletta: ore 8- ore 12 – ore 15 :30.

Nell’impasto non serve troppo lievito e il profumo dello stesso dev’essere alcolico, non di acido acetico. Insomma, il giusto equilibrio tra lattico ed acetico. Molti consigliano di assaggiarla!

Ecco, un video sul rinfresco della pasta madre.

 

BURRO PER I PANETTONI / PANDORI

Il burro italiano è solitamente un burro da AFFIORAMENTO in quanto la produzione del burro italiano è condizionata dalla produzione del parmigiano/grana, in cui si usa latte parzialmente scremato per affioramento della crema. Questa crema è poi trasformata in burro in condizioni e tempi che non consentono un prodotto di qualità… Affinché il burro sia di qualità occorre che la crema venga separata in modo corretto (separare la crema a temperature ottimali per ottenere un burro migliore, che però non sono quelli per ottenere il grana)… Ovviamente non tutti i burro italiani sono così, basti pensare al Beppino Occelli (costo 17.20 al kg…).

Il burro che a noi interessa è quello ottenuto da CENTRIFUGA. Il latte appena munto viene inserito in macchine che sfruttando la forza centrifuga separano la panna dal latte e in questo modo le proprietà nutritive ed organolettiche rimangono invariate.

Quindi, quale burro acquistare ? Deve avere almeno l’82% di massa grassa. Possiamo ritrovare il Beppino Occelli o il Lurpack non salato, più quello di alcune latterie locali… Burro bavarese/tedesco del Lidl , MD, Tuodi etc. Vi è anche il burro Corman usato in pasticceria professionale et similia.

La qualità e la quantità della materia grassa hanno un ruolo determinante nel gusto e nella struttura ricercata del panettone. Non sottovalutate questo aspetto, insieme a tanti altri.

 

UOVA

Il disciplinare parla di uova fresche e/o tuorli pastorizzati. Quindi, sono adatti sia le uova fresche che gli ovo prodotti (cioè le uova pastorizzate). La quantità da incorporare dipende dalla ricetta, ma in genere deve corrispondere al 14% sui due impasti (12% nel primo – 2% nel secondo). Normalmente si usano solo tuorli per la produzione di un buon panettone poiché aiutano a legare gli altri ingredienti in fase di impasto grazie alla presenza di lecitine.

Ora, non affronto la questione uova fresche-uova pastorizzate, ma chi impasta 3-4 kg di panettoni avendo la ciotola dell’impastatrice da 6,7 litri, ciò richiede di utilizzare circa 40 albumi, con un avanzo di 40 albumi per 1,600 kg di albumi… Se vi va, questa è la sezione “Ricette con albumi” del blog! 😉

SOSPENSIONI 

Le sospensioni del panettone classico sono: uvetta, arancia candita e cedro candito, etc. ma sono tutte sostituibili secondo i vostri gusti. Diverse sono le possibilità:

1) uvetta (poi vedremo come reidratarla)

2) marron glacèes (vi segnalo la mia ricetta sul mio blog, sono buonissime)

3) scorzette di arancia (le mie sono fatte in casa, ma non sono candite, ma zuccherate, e sono un buon compromesso. Quelle del super non piacciono a nessuno, mentre la canditura vera e propria richiede un paio di settimane. Ecco la ricetta dei veri canditi di arancia.)

4) albicocche morbide

5) mirtilli/cranberries/frutti rossi in generale da abbinare magari al cioccolato bianco. Esistono diverse versioni, duri o morbidi. Nel primo caso, consiglio di trattarli come l’uvetta. Se i cranberries sono morbidi consiglio di sciacquarli soltanto

6) cioccolato fondente da abbinare alle sospensioni “umide ” di cui sopra.

7) fichi secchi, noci e cioccolato

8) pistacchio e cioccolato bianco

9) solo cioccolato. In questo caso il rischio che il panettone sia più secco è maggiore perchè esso trattiene l’umidità intrinseca del panettone (mentre le altre tipologie di sospensioni la rilasciano). Si consiglia di ridurre il peso del 20% della grammatura totale prevista per le sospensioni. Si consiglia di usare del cioccolato tagliato a coltello 1x1cm e di metterlo in freezer per evitare possa macchiare l’impasto.

10) frutta esotica disidratata (papaya, mango, ananas, cocco, etc)

UVETTA

Il panettone con l’uvetta è un classico della tradizione. Il peso dell’uvetta di una ricetta è da considerarsi reidratata. Essa va trattata in un certo modo.

Sciacquarla molto bene perche l’uvetta è molto sporca. Poi metterla in acqua molto calda, diciamo sui 40° e tenerla per 2-3 ore nel pentolino. Trascorso questo tempo, sciacquarla sotto acqua corrente tiepida e porla in un colino a sgocciolare bene. Poi metterla avvolta in un canovaccio tamponando bene con carta scottex. Questa operazione va fatta la sera prima, cioè la sera in cui si fa il primo impasto, oppure 2-3 giorni prima avendo cura di conservarla in frigorifero. Quella che avanza (reidratata peserà di più) sfruttatela per dolcetti o congelatela.

Qui un video sull’aggiunta delle sospensioni nell’impasto del panettone.

 

ZUCCHERO

La quantità di zucchero varia in funzione del risultato che si desidera. In ogni caso, consiglio di seguire le ricette dei Maestri, rispettando la grammatura. Lo zucchero partecipa alla colorazione della crosta, ma soprattutto assicura il nutrimento indispensabile per le cellule del lievito, permettendo una buona fermentazione. Ho letto che si può sostituire una piccola parte di zucchero con miele o zucchero invertito (1-2%) sul totale per avere una pasta con colorazione più accentuata e una morbidezza del prodotto più lunga poiché questi ingredienti evitano che il prodotto si secchi rapidamente. Molte ricette del Maestro Favorito prevedono l’aggiunta di zucchero invertito appunto (miele).

AROMI

Un buon panettone artigianale richiede l’utilizzo di aromi naturali. Solitamente si aggiunge all’impasto un MIX AROMATICO, preparato in casa. Trovate la ricetta sul blog, del Maestro Favorito. Esso può essere preparato anche qualche giorno prima dell’inizio della preparazione dei panettoni, conservandolo in frigo, oppure finanche congelato. Si congela tranquillamente per mesi. In sostituzione o in aggiunta consiglio l’utilizzo di buone bacche di vaniglia. Massari utilizza un mix di tre vaniglie con provenienze diverse: Tahiti, Bourbon e Messico. Io uso la qualità Bourbon del Madagascar, estraendo i semini, i quali possono essere aggiunti al secondo impasto, oppure miscelati al burro. Inoltre, sono solita conservare la bacche di vaniglia svuotate nello zucchero semolato. Quindi, nelle mie preparazioni utilizzo anche zucchero vanigliato. 

E che profumo ragazzi!

Qui trovate la sequenza di preparazione del mix aromatico: https://www.facebook.com/Dolcesalatoconlucia/posts/905577029573006?match=bWl4

ALTRE NOTE (continuate a leggere per favore)

PLANETARIA/ IMPASTATRICE

Quando impastate cercate di non far surriscaldare troppo l’impasto. Se del caso, fermatevi e riponetelo a raffreddare in frigo 10 minuti, anche più di una volta se è necessario.

A proposito di questo, consiglio appunto di dotarvi di una planetaria. Il panettone (come il pandoro e la colomba) sono lievitati complessi, ricchi di ingredienti, e necessitano di un’ottima maglia glutinica, un impasto perfettamente incordato, dovrà fare un effetto velo. Questo si ottiene sicuramente con una impastatrice, e ricordatevi che gli ingredienti vanno aggiunti molto lentamente, dovranno essere assorbiti prima di aggiungere il successivo, e l’impasto ogni volta dovrà riprendere corda. Il panettone è una ricetta con svariati passaggi, ognuno di essi deve essere eseguito alla perfezione per un buon risultato finale. Eventuali errori commessi in una o più fase comprometteranno inevitabilmente il risultato finale. Cosa succederà? Il panettone avrà difficoltà a crescere nello stampo oppure al momento del capovolgimento crollerà miserabilmente.

Quindi, approfittate del Natale per regalarvi una planetaria, io ho un Kenwood da 1500 watt e ciotola da 6,7 litri, la considero la mia più fedele amica. Sono soldi molto ben spesi. Esistono anche planetarie più economiche, non è necessario svenarsi, si può trovare di tutto secondo le proprie possibilità.

Utilizzare l’impastatrice vi semplificherà la vita e ricordatevi di usare velocità basse (minima o vel 1), e solo verso la fine passare a vel. 2 o 3, ma per pochi secondi), in modo da non surriscaldare troppo l’impasto. Se la vostra impastatrice dovesse surriscaldarsi troppo, mettete uno strofinaccio inumidito e messo in freezer tra il corpo motore e la ciotola, oppure dei ghiaccioli intorno la ciotola, fissati con elastici. L’importante è non superare i 24-25° dell’impasto e avere sempre una buona corda.

 

TERMOMETRI

E proprio a proposito di temperature, vi voglio ricordare che altro acquisto indispensabile è il termometro. Servirà per misurare l’ambiente di lievitazione (ricordiamo che l’impasto deve lievitare a 28°) e misurare il cuore del panettone perchè raggiunta una certa temperatura questo indicherà il momento opportuno per sfornarlo. Solitamente si sforna ad una temperatura che va un un range di 92-94°. Non di più altrimenti si rischierà di avere un prodotto più secco ed asciutto.

Questi sono i miei termometri (nel frattempo se n’è aggiunto una altro e ne ho uno a infrarossi), ma ne va bene uno solo a sonda.

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Quindi, il termometro è indispensabile per il controllo dell’ambiente. Badate bene che se il primo impasto non è sufficientemente lievitato (solitamente occorrono 10-12 ore, ma talvolta anche 8-9 ore), ciò farà ritardare la successiva lievitazione pari ad un tempo uguale a tre volte la mancanza di tempo sottratto all’impasto precedente.

CELLA DI LIEVITAZIONE

E’ indispensabile mantenere costante la temperatura di lievitazione, credetemi. Io mi sono autocostruita un mobile atto a “cella di lievitazione”. Potete visualizzarlo in questo album. A prescindere da un mobile nuovo (anche economico), potrete utilizzare un mobile di riciclo, una grande scatola di plastica, un vecchio forno/frigo…Insomma, ci si arrangia come si può. Ed occorreranno:

  1. cavo riscaldante (io da 50 watt) per terrari
  2. termostato

In pratica, come funziona una cella di lievitazione? Fondamentale un termostato che è impostato per alimentare la serpentina che produce calore (il cavo) quando la temperatura dovesse scendere al di sotto di una certa soglia impostata, in questo caso 28°. Quindi, regola la serpentina se la temperatura scende, mantenendo quella impostata per tutto il tempo in cui la teniamo accesa. Se all’interno dell’ambiente la temperatura è costante, la serpentina si spegne, e così via. Può essere utilizzato qualsiasi mobile di riciclo, ma è preferibile usare dei pannelli di coibentazione (di polistirolo o altro materiale isolante). Se il mobile ha l’anta a vetro, come il mio, con un clima piuttosto freddo risulta un po’ più difficoltoso mantenere la temperatura, ma io ho risolto coprendolo con un plaid. Qualsiasi cosa sarà utile per non disperdere eccessivamente il calore. 😉

Per le dimensioni, dipende dallo spazio che avete a disposizione, io consiglio una larghezza e profondità tale da potervi mettere una classica griglia da forno 45x35cm.

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I panettoni messi a lievitare all’interno della cella dovranno essere coperti da pellicola alimentare (l’umidità all’interno in realtà dovrebbe essere sufficiente, in ogni caso si dovrebbe utilizzare una cella col 60% di umidità). Ma in questi casi parliamo di celle di lievitazione professionali che dispongono anche del controllo dell’umidità.

Comunque, dopo che sono cresciuti quasi a 3-4 cm dal bordo io tolgo la pellicola.

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ALTRE UTILITA’

PIANO IN ACCIAIO

Sicuramente una superficie fredda e liscia ci agevolerà molto nelle nostre operazioni di pirlatura. Se siete fortunati a disporre di un piano in marmo, okite et similia usate pure quello. Oppure basterà acquistare un foglio di acciaio e disporlo sul vostro top di cucina oppure incollarlo su un asse di legno. A me l’ha procurato il mio amore Francesco che ha scritto questa guida (cliccare sul link)

Potete acquistarlo presso un’azienda che produce acciaio per cucine e laboratori oppure su Internet si trova tranquillamente (acciaio inox aisi 304 o aisi 316 sono le due tipologie di inox che si usano a livello alimentare).

 

 

CAPOVOLGIMENTO FINALE

E’ necessario? Ma certo, perchè ne guadagnerà in struttura e sofficità. Appena sfornato è talmente soffice che collasserebbe su se stesso. Quindi, armatevi di coraggio e procedete. Consiglio di munirvi di ferri da maglia (consiglio il n° 3,5) o di apposite forche per panettoni, oppure spilloni per barbecue che sono perfetti. Infatti, le forche e gli spilloni hanno la punta appuntinta e trafiggono con facilità i pirottini, soprattutto quelli ondulati. Mentre i ferri da maglia fanno più difficoltà a bucare il pirottino, quindi bucatelo prima con una forbice appuntita per agevolarvi nell’operazione.

Capovolgete i panettoni in maniera che non si affloscino e l’umidità evaporando rimanga nel pirottino, tenendoli appesi a testa in giù per 3 orette. Quindi, rigirateli, togliete i ferri e fateli riposare altre 12 ore scoperti, prima di confezionarli.

CONFEZIONAMENTO

Dopo che i panettoni hanno riposato 12-14 ore e le nostre fatiche sono terminate, resta il momento più atteso. Mangiarlo?? Giammai, il panettone va fatto assolutamente riposare qualche giorno onde consentire il giusto assorbimento dei sapori e degli aromi, che si amalgameranno tra di loro. Diciamo che 4-45 giorni andranno bene (quindi, nascondetelo in qualche mobile ihih).

Intanto, si conserveranno in buste trasparenti in polipropilene oppure sacchetti moplefan che sono l’ideale per confezionare un panettone, un pandoro o una colomba pasquale.

Consigli d’uso: vaporizzare l’interno dei sacchetti con uno spruzzino in cui avrete messo dell’alcool per liquori a 95°, questo, aiuterà la conservazione dei nostri panettoni. Poi sigillate bene con unn nastro. In questo modo i panettoni si conserveranno tranquillamente per 30-40 giorni. Le buste dovranno avere questa dimensione: 35×45 oppure 40×50 cm.

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E, ultimo, ma non ultima cosa importante…

PAZIENZA, tanta pazienta! Tanta passione, dedizione, cura dei dettagli ed attenzione…Inoltre, anche tanta calma. Non siate frettolosi nell’inserire i vari ingredienti o nell’eseguire i vari passaggi. Chiaramente, dato il grande lavoro che c’è dietro sono richiesti anche dei giorni liberi, basterà avere un giorno e mezzo libero da dedicare INTERAMENTE al panettone, ovvero mezza giornata in cui verrà effettuato il primo impasto e l’intera giornata del giorno seguente. Mentre nei giorni antecedenti la preparazione, basteranno solo 10-15 minuti del vostro tempo per effettuare i rinfreschi periodici e quotidiani al vostro lievito. Quindi, cercate di prepararlo durante in quei quasi due giorni in cui sarete liberi da impegni, ok?

Fare un panettone richiede più prove, provate a farne più di uno, effettuate delle prove tutte le settimane in vista del Natale. Solo dai vostri fallimenti , potrete comprendere cosa avevate sbagliato.

Credo di aver scritto quasi tutto quello che occorre per la riuscita di un buon prodotto casalingo. E’ un post lunghissimo, c’è tanto da leggere, ma credetemi, sono tutte nozioni indispensabili per approcciarvi al grande lievitato qual è il panettone (e ciò vale anche per il pandoro e la colomba).

E ora non vi resta che impastare e ricordatevi di usare possibilmente tutti ingredienti freddi di frigo, tranne il burro che dovrà essere a pomata. Per renderlo a pomata tiratelo dal frigo un po’ di tempo prima (quanto tempo prima dipenderà dalla temperatura ambientale) oppure passarlo pochissimi secondi al microonde.

Ora non vi resta che fare la spesa e stampare questa guida!

Vi lascio alle ricette dei grandi lievitati presenti sul blog:

Panettone con patata di Favorito

Panettone di Morandin

Pandoro di Pignataro

Il mio pandoro a lievitazione naturale

Veneziana (senza glassa)

Colomba con patata di Favorito

Colomba di Morandin

Colomba all’olio extravergine d’oliva

Veneziana a lievitazione naturale

Kugelhupf

Veneziana di Favorito

E spero di arricchire questa sezione di ricette dei “Grandi lievitati delle feste”

Spero di avervi fatto cosa gradita con questa mini guida (piuttosto lunga) e vi invito a cliccare “Mi piace” su questa pagina https://www.facebook.com/pages/Dolcesalatoconlucia/441574555973258 per non perdervi tutte le novità!

 

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