Pasta dei Malavoglia di Verga
Tanti sono gli scrittori che amano e hanno amato inserire cenni culinari, quando non vere e proprie ricette, anche Verga se ne è occupato, del resto la Cucina è parte integrante della Cultura di un popolo. Le abitudini alimentari, dettate dalla contingenza ma mitigate ed adattate dalla cultura, spesso dalle influenze di chi è passato da quei luoghi contaminandoli, lasciando abitudini e prodotti ma anche prendendone.

Per essere il piatto di modesti pescatori sembrerebbe un piatto mica tanto economico, ma se pensiamo alle abitudini ed al loro modo di vivere e lavorare ci si rende conto che è un piatto autarchico. Quando c’era abbondanza di Tonni e Alici, certamente li conservavano, sotto sale la maniera più probabile, in seguito impararono a metterli sott’olio il Tonno, lo poterono fare, naturalmente e facilmente, quelli che di olio disponevano.
Per chi abita nelle zone dei Malavoglia sia il Sale che l’Olio di Olivo è facile che siano di produzione propria, non è raro il caso che la gente si dedicasse alla pesca in estate e nei periodi di passo e all’agricoltura per il resto del tempo. Erano tempi in cui era vietato riposarsi, figuriamoci annoiarsi. C’era poco lavoro per psicologi e psicoanalisti.
L’aglio, il Prezzemolo e il Peperoncino venivano dall’orto, chi non ne aveva uno? Il Pane dal grano che chiunque era in grado di coltivarsi, quanto meno per uso di casa. Inutile dire che anche pane e pasta venivano fatti in casa, forse solo quest’ultima, qualche volta la si comperava, insieme a qualche cartina di Pepe Nero, così si chiamavano delle piccolissime bustine contenenti un pizzico della preziosissima spezia.
La prima volta la mangiai proprio ad Aci Trezza, vista mare, non ricordo più come si chiamasse la trattoria in zona porto. Ne ho ancora un ricordo sublime, ho cercato di rifarlo e devo dire che l’ho quasi ritrovato, credo d’aver capito il trucco perché non sia solo una specie di Puttanesca e, tutto sommato è come per la Sangiovannina (clicca per l’intera ricetta).
occorrente per due piatti di Pasta dei Malavoglia di Verga

- 160/180 gr di Spaghetti di Semola di Grano Duro
- 60/80 gr di Tonno Sott’Olio di eccellente qualità
- 6/10 filetti di Acciughe sotto sale non seconde a nessuno
- 6 cucchiai di Olio Evo
- due Spicchi di Aglio
- 5 o 6 di Pelati freschi o in scatola
- 50 gr di Olive in Salamoia
- un mazzetto di Prezzemolo
- un Peperoncino
- una spolverata di Pepe Nero
- Sale se proprio occorre nell’acqua della pasta
- 100 gr di Pane non fresco

passo passo degli Spaghetti dei Malavoglia di Verga
- Scaldare Olio con Aglio Tritato
- Aggiungere il Tonno sminuzzato e metà delle Acciughe
- Soffriggere appena e aggiungere i Pelati schiacciati tra le mani
- A salsa quasi cotta aggiungere Olive e il resto delle Acciughe sminuzzate
- intanto sminuzzare la mollica del pane
- ungere una padella e tostare il pane aggiungendo Aglio, Peperoncino e Prezzemolo tritatissimi
- Servire con una spolverata di Pane Tostato e Prezzemolo fresco, volendo, Pepe

Qualche nozione in più sulla Pasta dei Malavoglia di Verga
Volendo, aggiungete pure qualche gambo di Prezzemolo all’intingolo iniziale.
Abbiamo usato gli Spaghetti, forse la più classica delle paste e quella che più probabilmente si trovava nella bottega dove i Malavoglia potevano acquistarla. Ritengo però che questo sugo si adatti a tante altre paste lunghe o corte. Ci vedrei bene delle Linguine o anche Penne, Sedani, Calamarata, …
Dato che deve essere un sugo leggero è meglio usare Pelati, di San Marzano Freschi in piena estate e in scatola in altre stagioni, credo che in pochi siate forniti di Pelati Fatti in Casa, certo, se ce ne fossero, sarebbero i migliori.

Non lesinate nella qualità del Tonno e delle Alici, sono l’unica cosa di un certo valore che userete. Il Tonno sia in tranci sani e le Alici, possibilmente Sotto Sale, come quelle che ogni anno ci facciamo noi, la ricetta la troverete cliccando.
Soffriggete a fiamma bassa, lasciate che le Alici si disfino pian piano aiutandoli con una forchetta. Il Tonno lasciatelo a pezzi grandi, disfateli solo dopo l’aggiunta dei Pelati.
La cottura, una volta aggiunto il pomodoro, deve essere rapida, non più di una ventina di minuti, il tempo di far venire a bollire l’acqua della pasta, se non usate l’induzione. In prossimità del calare la pasta vanno aggiunte le Olive in Salamoia (clicca per la nostra ricetta), volendo, denocciolate e le Acciughe Sminuzzate.
Finora non abbiamo aggiunto Sale alla Salsa, fate un assaggio, non ne dovrebbe occorrere, specie se le Acciughe sono ancora Sotto Sale e non passate ancora nell’Olio.
Una preparazione a parte è il Pane Asciugato (clicca per altri suggerimenti), mi raccomando non fritto, Atturrato, cioè piuttosto tostato, come dicono in Sicilia. Si usa pane di qualche giorno, la crosta del pane va tolta, la Mollica lasciatela grossolana, la padella solo unta. Il pane, prima di passarlo in padella, mischiatelo abbondantemente con Aglio, Prezzemolo e Peperoncino tritati al massimo. La fiamma sia bassa, la cottura delicata, non deve assolutamente bruciare, solo asciugare e abbrustolire, incorporando il condimento.

Servire spargendo sulla pasta pronta, ben condita nel ripasso e risottatura nella Salsa, un pugno di Pane Atturrato, che, non so in Sicilia, in un buon resto del sud si chiama il Formaggio dei Poveri.
Fate questo piatto, vedrete come smentirà la sua fama di Piatto per Poveri Pescatori di una Sicilia Depressa e Derelitta. C’ha ragione quello, i poveri mangiano meglio dei Ricchi.
NOTE
SIAMO IN FACEBOOK, CLICCANDO QUI LA PAGINA, IL GRUPPO MOLTO SEGUITO È
C’HAMA MANGIÀ JOSC . . . MAMM CE CROC STU MANGIÀ
Clicca Tonno o Acciughe per altre ricette con questi ingredienti
ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI
- Risotto con Taleggio e Gorgonzola alle Pere
- Zanchette e Sogliole al Limone
- Maccheroncini con Senape
- Pesto di Noci e Pomodori Secchi
- Pasta con Calamari Ripieni



