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Pesto di Noci e Pomodori Secchi

Pesto di Noci e Pomodori Secchi

Dopo i bagordi del Carnevale arriva la Quaresima, dopo i bagordi d’ogni giorno, si potrebbe dire oggi, ogni tanto un piatto salutare, leggero e vegano male non fa.

Parlare dei benefici della Frutta Secca e dell’Olio Extra Vergine di Oliva lo ritengo ormai inutile, quando poi con questi ingredienti si ottiene anche qualcosa di gustoso il risultato l’abbiamo portato a casa.

Questo Pesto ha come destinazione di elezione il condimento di una pasta, lunga o corta che sia, ma può essere estremamente gustoso come complemento per Panini o Tartine a base di Formaggi o di nulla, da solo sta benissimo.

Occorrente per due piatti di Pasta con il Pesto di Noci e Pomodori Secchi

  • Dieci Noci possibilmente azionali
  • 4 o 5 Pomodori Secchi
  • uno piccolo spicchio di Aglio
  • un ciuffo di Basilico
  • 5 o 6 cucchiai di Olio Extra Vergine di Oliva
  • quel che serve di Sale
  • se gradite del Pepe Nero

Preparazione della Pasta con Pesto di Noci e Pomodori Secchi

I Pesti si dovrebbero fare nei mortai, oggi è tanto più comodo usare un frullatore, lo si vede fare anche ai grandi chefs. In questo caso, dato che il nemico della buona riuscita è il riscaldamento delle lame, consiglio di tenerle in congelatore o, almeno, frigo, insieme agli ingredienti, così che sia più difficile scaldarsi.

Procuratici i Gherigli delle Noci, rompendole o aprendo la busta dove sono già pronti, li riponiamo in un mortaio o un frullatore, seguono i Pomodori Secchi sminuzzati e il resto con la metà dell’Olio.

I Pomodori Secchi abitualmente li teniamo sott’Olio, acquistandoli secchi. Velocemente li idratiamo e laviamo moderatamente, è bene che conservino il loro sale, prima di porli ordinatamente in un barattolo e coprirli con Olio EVO, che in parte, ben condito, andrà nel Pesto. Li condiamo, volendo, con Aglio e Peperoncino, anche, niente, metteremo in seguito ciò che è più adatto.

Ora non resta che pestare o frullare con lunghi intervalli di raffreddamento, sempre per moderare il riscaldamento.

Alla fine giudichiamo la fluidità e la sapidità, all’occorrenza correggiamo.

Intanto l’acqua bolle e al bollore, salato opportunamente, caliamo la pasta che portiamo ad una giusta cottura al dente. Quando la pasta è pronta la condiamo in una ciotola, aggiungendo, se occorre, un po’ d’acqua di cottura e olio, nell’eventualità anche sale e pepe.

NOTE
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C’HAMA MANGIÀ JOSC . . . MAMM CE CROC STU MANGIÀ

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