La pitta cu maiu è una tipica focaccia calabrese a base di fiori di sambuco. Infatti, il termine dialettale “maiu” o “maio” significa proprio Maggio, mese durante il quale, il sambuco fiorisce.
Si tratta di un focaccia morbida e tanto profumata che ha origine davvero antiche. Mi è stato raccontato che veniva preparata quando si faceva il pane. Quindi si toglieva un pezzo di impasto e con questo venivano preparate delle focacce, arricchite con i bianchi fiorellini dell’albero del sambuco.
In genere, la pitta cu maiu, si prepara con acqua, farina, lievito di birra (o meglio ancora lievito madre), fiori si sambuco e olio EVO. Ma si aggiunge anche lo strutto.
Ricordiamoci che tutte le ricette antiche nel corso degli anni, hanno subíto cambiamenti, ma soprattutto ogni famiglia e ogni persona poi, elabora un proprio modo di fare le cose. Per esempio, alcuni la fanno più sottile, altri più alta. C’è chi aggiunge i ciccioli di maiale, che nel nostro dialetto sono chiamati “resimugjie”. Poi anche il termine stesso cambia da zona a zona.
Così come molti non usano più lo strutto. Anche perché una volta ogni famiglia aveva una scorta di grasso in casa, vista l’abitudine anche diffusa di allevare maiali. Quindi si trattava sicuramente di un prodotto più genuino. Oggi non sempre si ha a disposizione una situazione del genere e lo strutto al banco frigo del supermercato sicuramente non è la stessa cosa. Ecco, quando parliamo di tradizione dovremmo considerare anche queste varianti. Quindi va bene un buonissimo olio Extravergine d’oliva..
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- DifficoltàFacile
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione10 Minuti
- Tempo di riposo3 Ore
- Tempo di cottura30 Minuti
- Porzioni10Persone
- Metodo di cotturaForno
- CucinaRegionale Italiana
- StagionalitàPrimavera
- RegioneCalabria
Ingredienti per fare la pitta cu maiu:
Ovviamente queste possono essere dosi indicative. Ognuno poi può farla come preferisce.
Dosi per una focaccia di circa 24/26 cm. di diametro:
Inoltre avrete bisogno di:
- Energia 135,36 (Kcal)
- Carboidrati 22,12 (g) di cui Zuccheri 0,54 (g)
- Proteine 3,86 (g)
- Grassi 4,56 (g) di cui saturi 0,67 (g)di cui insaturi 0,26 (g)
- Fibre 1,41 (g)
- Sodio 195,75 (mg)
Valori indicativi per una porzione di 50 g elaborati in modo automatizzato a partire dalle informazioni nutrizionali disponibili sui database CREA* e FoodData Central**. Non è un consiglio alimentare e/o nutrizionale.
* CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione: https://www.crea.gov.it/alimenti-e-nutrizione https://www.alimentinutrizione.it ** U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. FoodData Central, 2019. https://fdc.nal.usda.gov
Strumenti per fare la pitta cu maiu:
Avrete bisogno di:
Procedimento:
Procedete come per una semplice focaccia:
Per quanto riguarda i fiori di sambuco, potete tenerli chiusi in un panno, per un paio di giorni. In questo modo riuscirete a sfilarli più facilmente. Oppure se avete quelli sott’olio, regolatevi con la quantità da aggiungere. Io su questa dose ne metto circa 4 cucchiai abbondanti e posso dirvi che la focaccia verrà ancora più morbida rispetto a quando usate quelli freschi.
Per prima cosa, mettete in una ciotola, la farina e unite l’acqua con il lievito sciolto.
Dopo iniziate a impastare e unite anche l’olio e il sale.
Adesso prendete gli ombrelli di fiori di sambuco e aggiungete solo i fiorellini nell’impasto.
Quindi continuate a impastare e lasciate lievitare per circa un paio di ore.
Quando l’impasto avrà raggiunto il raddoppio, potete procedere. Quindi ungete una teglia con olio EVO e iniziate a stendere la focaccia.
A questo punto aggiungete altri fiorellini di sambuco, sulla superficie.
Consigli per la pitta cu maiu:
Come già detto, se volete potete aggiungere dello strutto per rendere ancora più morbido l’impasto. Andranno bene 50 grammi su questa dose.
Curiosità sul sambuco:
Il sambuco È una pianta spontanea e si trova un po’ in tutta la penisola.
Cresce lungo i corsi d’acqua ma anche nei centri urbani e ai bordi delle strade. Ovviamente cerchiamo sempre di raccogliere i fiorellini lontani dallo smog.
Conoscete la leggenda di Holda?
Secondo il folklore germanico medievale, all’interno degli alberi di sambuco, dimorava una giovane donna dai lunghi capelli dorati dal nome HOLDA.. I contadini avevano cosi grande rispetto per il sambuco che ogni volta che lo incontravano nei campi, si toglievano il cappello. Avevano quasi timore nel toccarlo e ogni volta che avevano la necessità di prenderne un ramo, si inginocchiavano davanti all’albero, con le mani giunte, recitando la preghiera: “Frau Holda, dammi un poco del tuo legno e io, quando crescerà, ti darò qualcosa di mio”.
Dosi variate per porzioni
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