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La cucina di Carlotta
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Sauza di fave

La sauza di fave è un tipico piatto calabrese, anzi credo proprio tipico del mio paese, Cirò Marina.

La parola “sauza” starebbe a significare salsa. Poi nel dialetto viene trasformata anche in “savuza”. Ma non so dire di più sull’etimologia di questa parola. Per questa ricetta è fondamentale che le fave siano tenere. Quindi sceglietele accuratamente.

È un piatto povero che nasce dall’esigenza di creare qualcosa di buono senza buttare nulla.
A me fa pensare a un contadino che stanco torna nella sua casetta di campagna. Vicino al camino, un secchio pieno di fave. Nella credenza un pezzo di pane indurito. In una vecchia bottiglia, del vino “iut all’ocit” (un modo per dire che il vino non è più buono ed è diventato aceto). Ha fame, poche provviste in casa e fuori è già buio.
Così prende le fave, ma se usasse solo il seme, il piatto sarebbe misero. E allora giù tutto in pentola. Anche i baccelli. Qualche fogliolina di menta selvatica cresciuta appena fuori la porta di casa, un pizzico di peperoncino macinato conservato tra le sue spezie e la mollica di quel tozzo di pane che non riesce a buttar via. Lo stesso fa con il vino aperto da giorni e dal sapore ormai cambiato.

Tra il calore del fuoco e l’incertezza del domani, assapora quel piatto povero ma ricco di tante cose che un po’ ci sono state tramandate. Lui non lo sa ma ha appena creato un piatto buonissimo.

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Sauza di fave calabrese
  • DifficoltàFacile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione1 Ora
  • Tempo di cottura1 Ora
  • Porzioni4Persone
  • Metodo di cotturaFornelloBollitura
  • CucinaRegionale Italiana
  • StagionalitàPrimavera
  • RegioneCalabria
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Ingredienti per fare la sauza di fave:

800 g fave (con tutto il baccello. Biologiche e tenere)
170 g mollica (circa di pane raffermo)
1 spicchio aglio
40 ml aceto di vino bianco (circa)
6 cucchiai olio extravergine d’oliva (circa)
Qualche foglia mentuccia
q.b. acqua (per sbollentare le fave)
q.b. sale
1 cucchiaio peperoncino in polvere (rosso piccante o dolce se preferite)

Ovviamente le dosi possono essere indicativa

285,18 Kcal
calorie per porzione
Info Chiudi
  • Energia 285,18 (Kcal)
  • Carboidrati 39,90 (g) di cui Zuccheri 7,11 (g)
  • Proteine 16,13 (g)
  • Grassi 4,49 (g) di cui saturi 0,72 (g)di cui insaturi 1,34 (g)
  • Fibre 12,01 (g)
  • Sodio 449,75 (mg)

Valori indicativi per una porzione di 250 g elaborati in modo automatizzato a partire dalle informazioni nutrizionali disponibili sui database CREA* e FoodData Central**. Non è un consiglio alimentare e/o nutrizionale.

* CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione: https://www.crea.gov.it/alimenti-e-nutrizione https://www.alimentinutrizione.it ** U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. FoodData Central, 2019. https://fdc.nal.usda.gov

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Procedimento:

Per prima cosa pulite i baccelli privandoli della parte filamentosa che si trova ai lati. Lavateli per bene per evitare di avere residui di terra. Se sono molto teneri, come nel mio caso, potete lasciarle cosi intere.

Queste fave erano davvero tenere e fresche visto che venivano direttamente dall’orto di uno zio. Genuine genuine. Una volta lavate fatele bollire per farle cuocere.

A parte, in una padella mettete l’olio, con lo spicchio d’aglio leggermente schiacciato e fatelo dorare. A questo punto aggiungetevi le fave scolate e fatele saltare, aggiungendo anche il pepe rosso in polvere. Conservate l’acqua di cottura delle fave, che vi servirà per aggiungerla nella padella, man mano che si seccano. Non troppa mi raccomando. magari un mestolino per volta.

Aggiungete anche la mentuccia tritata e il sale. Lasciate cuocere per circa mezz’oretta, ma comunque assaggiatele per verificare la cottura. Alla fine quando l’acqua sarà asciugata aggiungete la mollica del pane e mescolate tutto.

Aggiungete un altro po’ d’acqua se si secca troppo. Alla fine della cottura sfumate con l’aceto e fate evaporare. Se vi piacciono le fave, non può non piacervi

Consigli letterari e cultura:


Ci sono tantissime storie e “tabù” attorno alla figura delle fave e a questo proposito il docente universitario, presso l’Università della Calabria, Giovanni Sole, ha scritto un libro molto interessante : “Il tabù delle fave: “Pitagora e la ricerca del limite.” Un libro che ho trovato davvero molto bello e che mi ha fatto conoscere tantissime cose che non sapevo e che nemmeno potevo immaginare. “Pitagora proibì l’uso delle fave. Aristotele racconta che tra i motivi c’era il fatto che le considerava piante impure, poiché presentavano una forte somiglianza con i genitali degli uomini. Inoltre erano un cibo impuro perché repellenti. Alcuni le paragonavano al feto dei topi…..”

“In Calabria, si raccontano diverse storie che rimarcano il carattere magico delle fave. A Rende, ancora oggi molti pensano che nella stanza di una casa si aggiri uno spettro che chiede continuamente perdono ai vivi. Un tempo quell’uomo era stato un ricco proprietario terriero, il quale angariava i poveri coloni. In occasione di un terremoto, il pavimento della sua abitazione crollò e lui mentre stava mangiando un enorme piatto di carne arrostita, andò a finire in un recipiente di terracotta pieno di fave destinate ai maiali e ai suoi contadini, ma improvvisamente si senti male e mori”.
“Le fave nella tradizione popolare e tra i pitagorici erano dunque o un cibo sacro agli dei o un cibo caro ai morti, due motivi più che validi per renderli oggetto di tabù”
Le fave divennero comunque un cibo preziosissimo per i contadini.” FONTE WEB

Conservazione e consigli per la sauza di fave:

Potete conservare la sauza in frigo per qualche giorno.

Usate solo fave biologiche e tenere.


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