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Riso indice glicemico e diabete di tipo 2 | quale preferire e come deamidarlo

Riso indice glicemico e diabete di tipo 2 | quale preferire e come deamidarlo

Riso indice glicemico e diabete di tipo 2 | quale preferire e come deamidarlo.
Condivido i miei appunti.

Riso indice glicemico e diabete di tipo 2 | quale preferire e come deamidarlo

FAQ – Domande frequenti su riso e diabete

Tra le domande più frequenti in tema di diabete e riso:
– Chi ha il diabete può mangiare il riso?
– Quale tipo di riso va bene per i diabetici?
– Quale riso ha indice glicemico più basso?

Sono tutte domande che dovresti porre al tuo diabetologo!
Detto questo, ti lascio i miei appunti personali sull’argomento.

Indice glicemico e carico glicemico spiegati in modo chiaro

Riso | indice glicemico

L’indice glicemico del riso assume valori differenti secondo il tipo, il processo produttivo e il metodo di cottura.

Indice glicemico del riso
– riso selvatico o riso selvaggio IG 30;
– riso venere IG 45;
– riso basmati integrale IG 45;
– riso basmati IG 50;
– riso integrale IG 50;
– riso parboiled [letteralmente parzialmente bollito] valori nutrizionali simili a quelli del riso integrale ma contenuto di fibre inferiore IG 50;
– riso rosso IG 55;
– riso comune IG 70.

Inoltre:
– riso soffiato e gallette di riso IG 60;
– latte di riso IG 85;
– farina di riso IG 95.

Fonte: Metodo Montignac.

Consigli
– evita il riso bianco e preferisci varietà a basso indice glicemico;
– evita riso soffiato e gallette di riso, latte di riso, farina di riso;
inizia il pasto con una porzione abbondante di verdura cruda o cotta e abbina il riso a fibre, proteine magre e grassi buoni per rallentare l’assorbimento dei carboidrati.

Preparazione del riso

Preparazione del riso

Accorgimenti utili per la preparazione del riso al fine di ridurne l’impatto glicemico.

SCIACQUA IL RISO PER ELIMINARE ALMENO PARZIALMENTE L’AMIDO
– versa il riso in una ciotola con acqua fredda;
– mescola e strofina i chicchi tra le mani;
– scola il riso utilizzando un colino a maglie fitte;
– continua a sciacquarlo, all’interno del colino a maglie fitte, sotto l’acqua corrente finché l’acqua non risulta limpida e trasparente.

DEAMIDA IL RISO

Come deamidare il riso
Per chi segue una dieta a basso indice glicemico e per chi è diabetico è utile deamidare il riso:
1] aiutandoti con un colino a maglie strette, sciacqua il riso sotto l’acqua corrente per eliminare parte dell’amido;
2] mettilo in ammollo in acqua fredda per circa 2 ore – per il riso basmati bastano 30 minuti – mescolando di tanto in tanto e cambiando l’acqua almeno un paio di volte;
3] infine, sciacqua nuovamente e scola accuratamente.

Come deamidare il riso_collage

Fonte: annachiararagone.it.

Se assaggi un chicco avrai la sensazione di mangiare un riso precotto.

La deamidazione va fatta per tutti i tipi di riso?
In caso di iperglicemiaprediabete e diabete di tipo 2 è sempre consigliata.
Aiuta a ridurre la quantità di amido disponibile per l’assorbimento rapido con un impatto glicemico attenuato.

Alcune varietà di riso, anche se cotte a lungo, tendono a rimanere dure e tenaci al centro.
La deamidazione riduce i tempi di cottura e migliora la consistenza.

Le ricette di riso e risotti presenti nel blog prevedono e descrivono il procedimento della deamidazione.

Per il procedimento dettagliato passo passo puoi leggere il tutorial cliccando sul seguente link: come deamidare il riso per ridurne l’impatto glicemico e cottura del riso deamidato.

Nella mia dispensa

No sponsorizzazione.
Questo contenuto non è frutto di una collaborazione con brand.
Sono semplici consigli d’acquisto da una cucina vera.

– riso parboiled integrale più gusto e fibra, cottura 10 minuti SCOTTI;
– riso basmati brand vari;
– riso, farro + grano Senatore Cappelli, cottura 8 minuti GALLO.

Un’alternativa valida e veloce sembra essere il riso precotto ‘riso pronto da condire Gallo’ pronto in 2 minuti in microonde o padella – sempre da testare!

Dal Dietometro Accu-Chek | disponibile anche come app per il cellulare
60 g di riso parboiled peso crudo corrispondono a 135 g di riso peso cotto | CHO 48,7 g;
80 g di riso parboiled peso crudo corrispondono a 180 g di riso peso cotto | CHO 65 g;
100 g di riso parboiled peso crudo corrispondono a 225 g di riso peso cotto | CHO 81,3 g.

Conclusioni

Patateriso possono rientrare nell’alimentazione di una persona che soffre di iperglicemia, prediabete e diabete nelle grammature e con la frequenza indicate nello schema alimentare dal professionista che la segue.
Gli abbinamenti incidono sulla risposta glicemica che rimane sempre e comunque personale e ci sono casi in cui il professionista ritiene opportuno non inserirli nella dieta.

Ti do una dritta, se il riso ti è vietato una soddisfacente alternativa è la pasta per minestra: risoni o simintedda [semi] che trovi anche in formato integrale con il nome rosmarini della granoro.
In ogni caso: per evitare picchi glicemici, è opportuno cuocere la pasta separatamente per poi sciacquarla e aggiungerla al condimento preparato a parte; in questo modo l’amido rilasciato dalla pasta nell’acqua di cottura viene eliminato.

Se desideri approfondire anche l’argomento diabete e patate leggi l’articolo cliccando sul seguente link: patate e diabete.

Contributi divulgativi del Professore Enzo Bonora

Contributi divulgativi del Professore Enzo Bonora su riso e diabete

Attingendo ai contributi divulgativi del Professore Enzo Bonora, annoto alcune considerazioni.

Il riso è uno degli alimenti più ricco in carboidrati.
Considerando il contesto in cui sto scrivendo, non posso esimermi dal sottolineare che il riso è uno degli alimenti che più fa salire la glicemia a chi ha il diabete. Facendo il giro in reparto al mattino capivo subito dalle glicemie dei pazienti ricoverati se il menu del giorno prima aveva incluso il riso [sempre scotto in ospedale e quindi ancora più impattante sulla glicemia].
Non ci sono grandi differenze nel contenuto in carboidrati dei vari tipi di riso. In media siamo intorno a 80 g per 100 g di alimento crudo. Un po’ meno in quello integrale, un po’ di più nel basmati [di cui però ci sono diverse varietà e provenienze].
L’indice glicemico è più basso con il basmati che con il riso bianco classico [i nostri Arborio, Carnaroli, Vialone Nano, eccetera]: circa 45 rispetto a circa 70. Anche il riso integrale ha indice glicemico più basso [circa 55] e il parboiled sta a metà strada fra basmati e integrale [circa 50]. Si tratta di valori medi perché le differenze fra le varie tipologie di riso sono sensibili [vedi tabelle internazionali degli indici glicemici].
Ci sono poi le differenze nel metodo di cottura a condizionare diversi effetti sulla glicemia: la bollitura fa perdere un po’ di amido che la cottura a risotto non fa. E so che qualcuno applica metodi più o meno sofisticati di “lavatura prima della cottura” per ridurre la quota di amido.
Fa un esempio:
La foto rappresenta il risotto mantovano [con il pesto di salamella] che ho mangiato oggi a pranzo. Riso Vialone Nano molto al dente. Avessi avuto il diabete la porzione sarebbe stata come nella foto a sinistra. Più o meno 50 g di riso [40 g di carboidrati assorbiti lentamente per effetto dei grassi e delle proteine delle salamelle]. Non avendo io il diabete ne ho mangiato come nella foto a destra. Almeno 20 g di più.

Chi ha il diabete sa bene che pochi alimenti fanno salire la glicemia più del riso bianco. Bisogna mangiarlo raramente, in quantità limitata e molto molto al dente.
Un’alternativa con minore impatto sulla glicemia è il riso venere [integrale]. Ancora minore è l’impatto se questo riso viene condito con ortaggi [fa un esempio qualche pezzetto di formaggio e prosciutto ma questo lo rende più ricco di calorie e se ne deve tenere conto].
Ancora minore è l’impatto del riso se è preceduto da una abbondante terrina di verdura cruda. Le fibre intrappolano l’amido e ne ritardano digestione e assorbimento.
Importante in ogni caso, in presenza di diabete, è fondamentale costruirsi un’esperienza sull’impatto di questo e tutti gli altri alimenti sulla glicemia. Significa misurare prima e due ore dopo averlo mangiato. Possibilmente più di una volta per avere informazione più affidabile. Se l’incremento glicemico è contenuto [inferiore a 50 mg] si può mettere un “bollino verde” su quel tipo di alimento. Altrimenti meglio lasciar perdere.
Segui il Professore Enzo Bonora sui suoi canali social Facebook Enzo Bonora contro il Diabete e Youtube Enzo Bonora – Divulgazione in tema di Diabete.

* NOTE

Cucina facile a basso impatto glicemico!
iperglicemia prediabete e diabete qui trovi ricette dedicate… che fanno felice tutta la famiglia!
I contenuti del blog sono costantemente aggiornati: non ho mai smesso di imparare e integrare.

Abitudini che possono aiutare a gestire la glicemia
– inizia il pasto con un’abbondante porzione di verdura cruda o cotta;
– inverti l’ordine delle portate: consuma prima il contorno e il secondo poi il primo piatto.
Secondo uno studio della Società Italiana di Diabetologia – SID, 2016, invertire l’ordine delle portate principali può contribuire a ridurre la glicemia post-prandiale.
Tuttavia, questa pratica non è più presente nelle linee guida aggiornate della stessa SID.
Ricorda
– un pasto bilanciato deve contenere tutti i nutrienti: carboidrati, proteine, grassi & fibre.
Importante
– le ricette vanno adeguate e preparate nel rispetto delle proporzioni e delle combinazioni alimentari indicate nel proprio schema alimentare.

© Niente copia-incolla.
Non pubblicare ricette o testi del blog altrove. Puoi condividere il link: lì trovi tutto per intero. Grazie!

Chi sono in breve
Mi chiamo Francesca.
Il blog nasce dalla mia esperienza personale dopo la diagnosi di prediabete di mio marito.
Non sono un medico/diabetologo/nutrizionista: ciò che condivido non sostituisce un parere professionale.
La laurea in Scienze Agrarie mi ha fornito un’ottima conoscenza della chimica degli alimenti e degli alimenti.⁣
Obiettivo: imparare, tutt* dalla stessa parte del campo.
Sul blog, sui social e sui canali collegati troverai un ambiente familiare con info scientifiche ma semplici.

Pagina Facebook collegata al Blog → A zucchero zero – Pagina Facebook e sul Profilo Instagram → A zucchero zero – Profilo Instagram.

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Pubblicato da azuccherozero

Mi chiamo Francesca e la mia mission è: prevenire o tardare l’insorgenza del diabete attraverso un’alimentazione corretta.

8 Risposte a “Riso indice glicemico e diabete di tipo 2 | quale preferire e come deamidarlo”

  1. Ciao Martina, non conosco questa tipologia di riso ma da quel che leggo è particolarmente ricco di amido e, una volta cotto, più appiccicoso rispetto ad altri tipi di riso pertanto in caso di iperglicemia non lo utilizzerei al posto del basmati.

  2. Ciao Francesca. Visto che ho dei dubbi riguardo la qualità del Riso Basmati integrale (ho chiesto a varie marche_importatori di alimenti biologici, ma c’è stato uno scaricabarile e – come succede di solito con i prodotti bio quando si vuole approfondire riguardo i controlli/qualità – non mi hanno risposto), gentilmente ti vorrei chiedere se secondo te c’è qualche riso integrale italiano che abbia caratteristiche simili al basmati, in particolare per la digeribilità e il basso indice glicemico (magari da diminuire ulteriormente seguendo i consigli che dai nell’articolo).

    Ho sentito parlare dell’Apollo, ma non è di facile reperibilità.
    Di solito – quando possibile – cerco di scegliere prodotti italiani, ma soprattutto in estate preferivo il Basmati perchè ha un’azione rinfrescante (come risulta anche dalla medicina ayurvedica), ma dopo i problemi del 2019 con i semi di sesamo dall’India contaminati dall’ossido di etilene nonostante la certificazione Bio, e considerando che in realtà il problema ha toccato altri alimenti ed erbe, non mi fido più di tanto a comprare il Basmati, quindi sto cercando un’alternativa.
    Se poi dovessi trovare un Riso Basmati di qualità accertata non avrei problemi a comprarlo, ma al momento non ho trovato niente.

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