Dopo aver pelato le pere tagliarle a fettine sottili, oppure tritate nel robot, dipende dai vostri gusti, io le faccio in tutt’e due versioni; mettetele in una ciotola e copritele con il vino, lasciatele in infusione per una notte; rilascerà colore e aroma.
Al mattino sgocciolate e unite lo zucchero e i chiodi di garofano, mescolate e lasciate macerare fino al mattino successivo. Non coprite con alcun coperchio, al massimo una garza sottile.
Al mattino mettete la pentola sul fornello a fiamma bassa e portate a bollore, calcolate cinque minuti e poi spegnete, se fate cuocere una quantità maggiore raddoppiate il tempo. Fate riposare fino al mattino successivo, senza utilizzare il coperchio. Ripetete questa operazione per tre volte, vi accorgerete che sono pronte quando, da fredde avranno una bella consistenza sciropposa e densa, dipende molto dal tipo di pere, se sono più o meno acquose. Una volta pronte, se volete eliminate i chiodi di garofano e versate nei vasetti, sterilizzate e avrete una mostarda squisitissima per qualche tempo, da accompagnare alle vostre pietanze.
Servite con formaggi stagionati sia di pecora che di capra; io la tasto sempre su queste varietà, poiché mio figlio, li produce in azienda
Una mostarda ottima anche per accompagnare il bollito, ideale con carne cruda, robiola di pecora stagionata e granella di nocciole
Carne cruda di Fassona battuta al coltello con formaggio, mostarda e nocciole
Mostarda di pere ubriache con vino Cortese.