Amaretti alla rosa – Ricetta ligure con farina di mandorle e sciroppo di rose

Amaretti allo sciroppo di rose

Ho preparato gli amaretti alla rosa in collaborazione con il negozio l’Arbanella, emporio BIO, a chilometro zero nel cuore del centro storico di Genova. Fra i prodotti in vendita all’Arbanella ci sono lo sciroppo e le conserve dell’Azienda agricola biologica di Maria Giulia Scolaro, in Valle Scrivia alle porte dell’Antola. La signora Maria Giulia coltiva frutta e fiori con cui prepara sciroppi, marmellate e gelatine. Lo sciroppo di rose è presidio slow food. Proprio con questo sciroppo divino ho impastato gli amaretti alla rosa. È una ricetta mi ha incantato subito, l’ho trovata sul bel libro di Maria Giulia Scolaro e Ilaria Fioravanti: una raccolta di ricette, storie e preparazioni tutte a base di rosa. Per me, che adoro cucinare con la rosa, un invito a nozze.

Ma quel che veramente mi conquista degli amaretti alla rosa è che la ricetta è ligure. Nella mia regione, infatti, gli amaretti sono un dolcetto tipico, ma anche in Sicilia si fanno dei biscotti morbidi pressoché identici. In Sardegna, poi, si fanno dei piccoli dolci senza cottura a base di mandorle e aromatizzati ai fiori, che si chiamano Gueffus. Ma questi amaretti liguri, con farina di mandorle, limone e rosa, potrebbero anche essere dolci persiani o libanesi, se cosparsi di granella di pistacchio. Questo mi incanta: è un dolcetto cosmopolita, che unisce popoli e genti con la sua straordinaria bontà e di cui nessuno può veramente rivendicare l’origine. O, forse, potremmo farlo tutti.

  • DifficoltàBassa
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione15 Minuti
  • Tempo di riposo1 Ora
  • Tempo di cottura10 Minuti
  • Porzioni10
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana

Cosa occorre per gli amaretti alla rosa

Sul libro Rosa, rosae. Declinare le rose in cucina (che vi consiglio di acquistare) la ricetta è leggermente diversa da quella che ho preparato io.
  • 150 gmandorle (ridotte in farina)
  • 200 gzucchero (a velo)
  • 1limone (non trattato. solo un pezzetto di scorza)
  • 2 cucchiaisciroppo di rose
  • 2 gocceessenza di mandorla (amara)
  • 4 gocceessenza di rose
  • 45 galbumi (leggermente battuti. Sono meno di due)
  • 50 gzucchero a velo (quel che occorre per spolverare gli amaretti)

Strumenti

Per questa ricetta mi ha aiutato tantissimo usare il mixer montato sul motore della mia planetaria nuova. Essendo potentissimo, ha frullato in un attimo regalandomi un risultato (quasi) perfetto. La potenza del motore garantisce una farina di mandorle finissima; lo stesso vale per lo zucchero, che potremo trasformare da semolato in polvere impalpabile. Diversamente, occorrono ingredienti già pronti oppure un buon macina semi.

    Come preparare gli amaretti alla rosa

    1. Amaretti allo sciroppo di rose del la Valle Scrivia

      Per prima cosa maciniamo le mandorle e riduciamole in farina sottilissima. Poi frulliamo lo zucchero con la buccia di limone. Il mio zucchero era semolato ed è diventato impalpabile e profumato di limone. Uniamo nel mixer zucchero e mandorle e frulliamo ancora brevemente. Quindi aggiungiamo l’essenza di mandorle e quella di rosa e due cucchiai di sciroppo di rose. Infine amalgamiamo tutto con l’albume: attenzione però a non aggiungerne troppo, come è successo a me. Due sono troppi: mettiamone uno, azioniamo e poi, pian piano, coliamo ancora il poco che serve per ottenere un composto colloso modellabile. Formiamo tante palline (non più grandi di una noce) con le mani, e rotoliamole nello zucchero a velo. Quindi disponiamole larghe in una teglia foderata di carta forno.

      Lasciamo riposare in frigorifero un’ora, quindi cuociamo a 160° per dieci minuti. Gli amaretti alla rosa devono creparsi in superficie, ma rimanere morbidi nel cuore.

    Note pasticcere

    Ho aggiunto qualche goccia di essenza che nella ricetta del libro non c’erano. Lavorare con le essenze mi piace perché aggiungono sapore alle preparazioni, ma non dolcezza. Soprattutto con i fiori, tuttavia, ci vogliono essenze di ottima qualità e dosate con attenzione, in modo da ottenere solo una sfumatura di sapore.
    Se vuoi sapere tutto sulle essenze, leggi la ricetta della Torta di rose (veramente buona). Nelle note troverai riferimenti ed indirizzo per acquistare le migliori.
    Quella morbidissima torta sa veramente di rosa, e così pure il budino persiano, con latte di cocco e granella di pistacchio, le mini tortine ai fiori, glassate alla rosa o alla violetta e il bianco mangiare alla mandorla, con riduzione alla rosa e pesche. Tutte queste ricette, al profumo di rose, si possono fare anche con lo sciroppo di rose, a patto di diminuire leggermente lo zucchero.

    Infine lo sciroppo di rose è ottimo nel tè o nell’acqua calda, dopo uno sforzo, una gita, un allenamento. Scalda e conforta e, inoltre, è ricco di vitamina C. Sul gelato di crema o sul sorbetto di pesca o di limone poi, è davvero buonissimo.

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    Nota: In questa ricetta sono presenti link di affiliazione.

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    Pubblicato da lareginadelfocolare

    Mi chiamo Silvia e vivo a Genova. Da tanti anni cucino per amore. Se volete conoscermi meglio, venite a fare quattro chiacchiere in cucina.

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