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Biografia

Mi chiamo Laura, sto iniziando un blog di cucina ma non mi reputo una brava cuoca……forse ho tante idee e molte ricette salvate su un’agenda che tengo con me da quasi trent’anni.
Infatti vorrei aggiornare il mio blog con le vecchie e antiche ricette perchè penso che se sono state tramandate da tante generazioni senza internet sono sicuramente le più preziose…e degne di essere provate .

I miei, o direi meglio nostri, esperimenti li ho cominciati da piccolissima insieme a mio fratello minore in realtà io ero a quei tempi…in “seconda”;il mio ruolo con lui era diciamo più da lavapiatti che da cuoca.
Ho anche un’ eredità di famiglia di provette cuoche: mamma Rosaria, zia Anna, nonna Fernanda e alla morte di mia madre anche mio padre si dilettava con ricette ormai diventate “di famiglia” rimaste famose come la “focaccia del nonno” o le “crocchette di patate” …non devo certo dimenticare anche le mie sopraffine amiche cuoche che in tanti anni mi hanno offerto le loro migliori ricette .

Sono convinta che molti segreti di cucina non si imparano su internet; bisogna respirare e osservare mani esperte, infatti una brava cuoca non pesa mai nulla e non guarda l’orologio per la cottura. Quando ero più giovane chiedevo sempre queste misure e questi tempi a mia madre che mi rispondeva sempre molto vagamente poichè sopratutto la cottura dipende dal forno che avete .. e con il tempo e infinite prove … lo conoscerete!!

Sono nata nelle Marche e anche tutte le cuoche che mi hanno istruito sono di quella zona mentre mio padre mi ha dato un’impronta culinaria più meridionale.
La mamma passava molte ore in cucina infatti io me la ricordo sempre nella nostra grande cucina con un bel grembiule (rigorosamente fatto a mano dalla zia Anna) a fare la sfoglia per le tagliatelle della domenica o la mitica crostata che piaceva tanto al babbo che mangiava la mattina nel caffè-latte.
Nei giorni vicino a Natale preparava i “cappelletti”da non confondere con i tortellini per il differente ripieno.Era veramente un momento magico…ancora ricordo il profumo del ripieno e la stesa di tutti i cappelletti fatti tutti identici su un mobile a tre piani in cucina con sopra le tovaglie, anche in quell’occasione io avevo il compito di sistemarli vicini vicini per poterli asciugare tutti.A Carnevale preparava le cresciole , le ciambelline dolci con il buco e la cicerchiata.
Per Pasqua il lavoro aumentava;la mamma preparava le crescie sia “brusca ” sia dolce
e la mattina presto con il babbo le portavano a cuocere in un forno del nostro paese.
Il lavoro, se ci penso ora, era immane …la mamma cominciava dal pomeriggio a impastare per poi farle poi lievitare 4 volte e si svegliava anche la notte (alle 2) per l’ultima lievitatura. Quando le riportavano a casa il risultato, per me bambina,era sempre strabiliante: l’odore innondava la casa e la trepidazione di assaggiarne una era grande!
La più piccola era finalizzata al primo assaggio e probabilmente era anche la più buona non so se perchè era ben cotta o ne toccava un pezzettino piccolo per uno…

“Non c’è uomo che non mangi e non beva; pochi, però, sono quelli che apprezzano il buon sapore”.(Antico detto cinese).
Sono certa che il “buon sapore “si apprezza se abbiamo avuto nel corso della vostra vita dei buoni MAESTRI …e non solo in cucina !!!

Vorrei infine ringraziare mio figlio perchè è lui che mi aiuta ogni giorno a migliorare questo BLOG nella parte grafica.

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