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Pasta

Gramigna con piselli e moscardini

Gramigna con piselli e moscardini

Gramigna: un tipo di pasta corta che mi piace abbinare ai legumi. Qualche volta mi capita di usarla anche per la preparazione di piatti semplici ma nel contempo un po’ particolari.

Questa volta ho preparato un piatto della tradizione partenopea: I moscardini con i piselli novelli e per completare il piatto ho fatto cuocere la gramigna a mo’ di risotto, cioè facendo cuocere la pasta dentro i piselli con i moscardini aggiungendo del brodo a mano a mano che la pasta cuoceva proprio come un risotto.

Non ero proprio sicura che il piatto sarebbe stato gradito dalla mia dolce metà e da mia figlia, in attesa di due gemelle.

Ma l’esperimento è pienamente riuscito tanto che mi affretto a scrivere e a pubblicare la ricetta sul mio blog in rifacimento, dove potrete sicuramente trovare tante altre ricette saporite e leggere come mi impone la mia salute ormai precaria.

Seguitemi dunque ai fornelli miei estimatori e… Buon Appetito!

Vi leccherete le dita vi assicuro

Occorrente

300 g di moscardini

200 g di gramigna n°59 della Garofalo

300 g di piselli novelli surgelati

½ cipolla

Sale q.b.

Peperoncino (se gradito)

1 cubetto di Brodo vegetale

Prezzemolo tritato (da aggiungere a fine cottura mescolando)

Olio EVO q.b.

Procedimento

Ho pulito bene i moscardini tagliando ad anelli le sacche e separando l’uno dall’altro i tentacoli.

In un tegame ho messo l’olio a piacere e la cipolla ben tritata, poi vi ho aggiunto i moscardini facendoli arrossare e infine i piselli novelli.

Ho fatto cuocere il tutto per 15 minuti, salando e pepando a piacere.

Intanto ho preparato del brodo vegetale che mi servirà per la cottura della pasta.

A questo punto ho preparato del brodo vegetale servendomi di un cubetto di brodo biologico.

E, al bollore, ho versato la pasta e l’ho fatta cuocere proprio come un risotto aggiungendo altro brodo all’occorrenza.

Terminata la cottura della pasta Vi ho aggiunto del prezzemolo tritato finemente e ho mescolato il tutto.
Ho servito in piatti individuali.

Spaghetti allo scammaro

Spaghetti allo scammaro

Oggi voglio proporre la mia versione di un piatto tradizionale di magro napoletano di origine molto antica: gli spaghetti allo scammaro.

Scammarare  secondo l’etimologia  è il contrario del vocabolo cammarare e si riferisce al permesso concesso ai monaci  anziani di poter mangiare  in camera la carne nei periodi di astinenza delle carni in quaresima.

Scammarare e il derivato scammaro quindi vuol dire mangiare di magro.
In genere vengono proposti nei giorni in cui non si mangia carne e io quest’anno li ho riproposti il venerdì santo con una mia versione rivisitata.

Purtroppo ho dovuto trascurare il mio povero blogghino per qualche mese avendo avuto dei seri probleni da salute da risolvere ma da oggi in poi mi propongo di guadagnare il tempo perduto forzatamente.

Provateli non ve ne pentirete! Sono semplici, sfiziosi e veloci.  Il condimento si prepara durante la cottura della pasta e richiede solo un minimo di attenzione.

scammaro

Occorrente per 2 persone
160 g di spaghetti
4 filetti di acciuga sottolio
1 spicchio d’aglio
10 olive nere di Gaeta
15 g di capperi sottosale
15 g di pinoli
15 g di uvetta
1 cucchiaio di pangrattato
Ricotta salata di Pecora grattuggiata
Olio Evo qb

Preparazione
Tritate lo spicchio d’aglio finemente e mettetelo in una padella che possa poi contenere anche la pasta con i filetti d’acciuga e abbondante olio EVO.
Mettete anche a bollire abbondante acqua per la pasta.
Fate sciogliere le acciughe e poi aggiungete le olive denocciolate a pezzetti, i capperi dissalati, i pinoli e l’uva passa.
Fate cuocere il sughetto aggiungendo un po’ di acqua calda.
Intanto avrete lessato la pasta al dente e scolata bene bene.
Prima di aggiungere la pasta nel tegame aggiungete a piacere 1 o 2 cucchiai di pangrattato nel sugo e soffriggete il tutto mescolando.

Peperoni al Forno con Bucatini

bloggif_53d52c5123bc8 Peperoni al forno con bucatini

Ho scelto questa ricetta molto gustosa per la partecipazione al Concorso bandito da Terra di Fuoco.

C’è tanto dei sapori e dei colori della mia terra con i prodotti tipici che quì al Nord può essere difficile trovare a meno di pagarli a peso d’oro!!!

E’ una ricetta che ho ereditato da mia zia Pia, ottima cuoca,  e che mi fa meritare sempre gli elogi dai miei commensali.

Per i peperoni mia zia diceva che per la perfetta riuscita del piatto  la quantità di peperoni da usare era  3 per ogni Kg di peperoni e variamente  colorati e carnosi

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Con questo piatto partecipo al contest  organizzato da Terra di Fuoco, un contest 
dedicato alla diffusione della conoscenza dei prodotti di eccellenza campani e teso a creare un filo diretto tra produttori di eccellenze, blogger e appassionati.
Il contest ci chiede di prendere a cuore  un prodotto e di adottarlo valorizzandolo in un piatto”
Ingredienti

Peperoni gialli, verdi, rossi (3/4 a kg)
1000 gr Pomodori S.Marzano
Basilico
Origano
Olive nere di Gaeta a piacere
Capperi
Aglio tagliato sottile
Acciughe di Cetara a piacere
Olio EVO
500 gr Bucatini
Esecuzione

Far cuocere i peperoni sulla fiamma o in forno, ma non tanto in modo che spellandoli rimangano interi. Raccogliere l’acqua di cottura dei peperoni e tenerla da parte.

Far cuocere molto al dente i bucatini in acqua bollente salata. Appena si piegano bene scolateli e fermatene la cottura con acqua fredda.

Intanto avrete lavato e tagliato a crudo una metà dei pomodori a pezzetti, snocciolato le olive e dissalato bene i capperi, messo nel sugo a freddo l’aglio tagliuzzato, l’origano, sale ed olio.

Mescolate bene tutto ed aggiungetevi anche il sugo dei peperoni tenuto da parte. Aggiungervi i bucatini e condirli accuratamente. Riempire i peperoni con una parte della pasta e delle acciughe sott’olio, secondo il gusto.

Intanto prendete una teglia da forno e mettetevi sul fondo un po’ di pomodoro passato e salato ed i peperoni ripieni di pasta.

Ricoprite il tutto con salsa di pomodoro fresca, basilico, olio e una bella spolverata di pangrattato.

A questo punto potete infornare in forno ben caldo per 30/45 m.

Farli intiepidire e serviteli in tavola. Sono ottimi anche freddi.

Chicche di patate con zucchine e gamberetti

Chicche di patate con zucchine e gamberetti

Chicche di patate con zucchine e gamberetti

Queste chicche di patate che pubblico per l’evento #gnoccoricetta #giovedìgnocchi sono una ricetta realizzata qualche tempo fa  che avevo tra le bozze in sospeso.
Un condimento molto semplice da realizzare in poco tempo con ingredienti recuperati dal mio freezer.
Le chicche di patate non sono altro che degli gnocchetti: io questa volta ho adoperato quelli del supermercato dal banco della pasta fresca ma non  difficile prepararli in casa utilizzando la ricetta classica degli gnocchi di patate , tagliandoli però non più grandi di un cece.

Li ho conditi con qualche cucchiaio di panna da cucina aggiunta all’ultimo momento nel sugo preparato.

Sono davvero buonissimi: vi consiglio di provarli!

chicche 1    Chicche di patate con zucchine e gamberetti

Occorrente (per 2 persone)

1 busta di chicche di patate
½ scalogno tritato
1 zucchina verde grattugiata
100 g di gamberetti surgelati
Panna da cucina qb
Olio EVO qb
Sale
Pepe

Un pò di vino bianco per sfumare i gamberetti

Procedimento
Tritate lo scalogno e fatelo appassire in un po’ di olio. Aggiungete i gamberetti che sfumerete con un poco di vino bianco e la zucchina grattugiata con una grattugia a fori medi e poi aggiungete un po’ di acqua .
Nel frattempo fate cuocere le chicche di patate in acqua bollente salata, scolatele appena vengono a galla (1 paio di minuti dal bollore) e versatele nell’intingolo preparato cui avrete aggiunto la panna da cucina.
Servitele ben calde e… Buon Appetito!

Pasta Mista Fagioli e Cozze

Pasta Mista Fagioli e cozze  pasta1

Propongo per la raccolta di ricette campane di Terra di Fuoco una insolita ricetta in cui la pasta e fagioli si sposa al sapore salmastro delle cozze.

Mi piacciono moltissimo perchè sono ghiottissima dei saporiti mitili specialmente se riesco a trovare quelli dell’area napoletana.

Ormai abito a Milano da quasi 30 anni e non sempre mi riesce di trovare gli ingredienti giusti.

Pasta fagioli e cozze è un piatto forte dell’area vesuviana per la precisione di Torre del Greco ai piedi del Vesuvio.

La ricetta me la diede almeno 10 anni fa una signora che frequentava un forum di cui ero moderatrice per la sezione Cucina, un’amica virtuale quindi ante Facebook della quale non ricordo più il nome, ma della quale conservo un buon ricordo, come tutte le amiche di quel Forum…

Da allora ogni tanto la preparo seguendo la sua ricetta e devo ammettere che è molto buona e stuzzicante …

Vi invito a provarla

Occorrente(Per 4 persone)

500 g di fagioli cannellini  lessati

200 g di pasta mista

800 g di cozze

200 g di pomodorini maturi

1 peperoncino piccante a piacere

olio extra vergine d’oliva

1 spicchio d’aglio

prezzemolo

sale

Preparazione

Far bollire dei fagioli cannellini solo con aglio e qualche foglia di sedano

Prendere una pentola di coccio, far soffriggere uno spicchio d’aglio, aggiungere i pomodorini del piennolo a pezzetti e allungare con un mestolo di acqua di cottura dei fagioli.

Far cuocere un po’ il sugo e poi aggiungere i fagioli eliminando prima i vari spicchi d’aglio e le foglie di sedano) e, dopo qualche minuto, l’acqua di cottura degli stessi.

Coprire la pentola e far cuocere a fuoco bassissimo.

Nel frattempo, far aprire le cozze sul fuoco.

Toglierle dal guscio, filtrare la loro acqua e tenerla da parte.

Far soffriggere dell’aglio in una padella, aggiungere 2 o tre pomodori  pelati e tagliati a pezzetti, dopo 3-4 minuti le cozze (senza la loro acqua) e, se vi va, un goccetto di vino bianco.

Aggiungere il sugo con le cozze ai fagioli.

A quel punto fate cuocere al dente la pasta . …di solito io metto pasta mista.

Spegnere il fuoco prima che la pasta sia completamente cotta.

Aggiungere l’acqua delle cozze, abbondante prezzemolo tritato e pepe macinato al momento.

Girare, coprire e far riposare qualche minuto prima di servire.

Tenete presente che, se volete mangiarla come andrebbe mangiata… non deve essere per nulla brodosa.

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