Taralli Pasquali dolci di Taranto

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Taranto – Riti Settimana Santa – Nazzicata dei Perdoni

A Taranto si celebrano importanti Riti della Settimana Santa (cliccando otterrete alcune notizie, che abbiamo scritto in un blog di viaggi), la cucina non può non partecipare, fra l’altro si fanno i Taralli Pasquali dolci, salati e misti, le Scarcelle. E’ sorprendente quanto una città industriale come Taranto, nota ultimamente, suo malgrado, più che altro per l’inquinamento, sia attaccata alle tradizioni e ne abbia tante, ben fortemente radicate e seguite. Lo si capisce pensando che è si una città industriale, lo è sempre stata, ma per la ricchezza del suo mare e della sua terra, l’unica con abbondantissima acqua sua in Puglia, è anche una terra di anomali contadini, cos’altro sono i coltivatori dei giardini di Cozze e Ostriche e i pescatori di un mare chiuso e pescosissimo, tanto che Taranto può vantare un primato, solo apparentemente negativo, più unico che raro tra le città di mare, non ha mai dato naviganti, men che meno navigatori, che motivo avevano di allontanarsi? “For all’Isol” dicevano i vecchi e sembrava stessero parlando di “Oltre le Colonne d’Ercole” ed era solo un affacciarsi al Golfo.

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Da Sx a Dx: Fruste, Corone di Spine e Tenaglie

I Taralli Pasquali dolci non sono tutti nella forma circolare classica, col buco al centro, come il nome lascerebbe intendere, prendono le forme di alcuni dei simboli della Passione, il tarallo tondo stesso rappresenta la Corona di Spine, ci sono poi le Fruste e le Tenaglie. Gli ingredienti non si distaccano dalla tradizione se non per la presenza di olio di semi di arachidi, in casa di mia suocera si son fatti sempre così, quest’anno, seguendo l’istinto, abbiamo provato a cambiare, usando Olio Extra Vergine di Oliva (200cc quelli di queste foto sono il frutto dell’esperimento), son venuti buoni ma non eccellenti come al solito, per questo, ripromettendoci e proponendovi nuove sperimentazioni, riporteremo della vecchia ricetta, che è:

  • un chilo di Farina 00
  • quattro etti più mezz’etto di Zucchero semolato
  • sei più uno Uova
  • un quarto (250cc) di Olio di Girasole
  • la scorza di una Arancia e di un Limone
  • quanto basta di Latte intero
  • due bustine di Lievito in polvere per Dolci

Fatta la fontanella con circa tre quarti della farina setacciata ed arieggiata, aggiungere i quattro etti di zucchero e il lievito, questo, per ben distribuirlo, lo diluiamo in sufficiente latte, aggiungiamo la sola parte colorata delle zeste di arancio e limone, grattugiandole e le sei uova intere. Segue una vigorosa impastata, incorporando l’olio e quasi del tutto la restante farina, ne resterà giusto quel po’ per pulirsi le mani e spolverare durante la lavorazione. Per correggere la consistenza e raggiungere quella voluta, che consenta di plasmare i biscotti, si può aggiungere ancora qualche cucchiaio di latte. Lasciato riposare l’impasto per un quarto d’ora, si passa a formare, aiutandosi sempre con un pochino di farina su mani e piano di lavoro. Spero che le foto siano sufficientemente esplicative.

DSC_0554pDSC_0562pDSC_0564pIntanto avremo sbattuto un uovo con il quale spennelliamo ogni biscotto in maniera che lo zucchero semolato che versiamo a pioggia vi aderisca. Le teglie pronte vengono infornate ad una ad una a 170°C fino al raggiungimento della colorazione desiderata.

Sono l’ideale a fine pranzo, intinti in Malvasia, Moscato o altro, vanno benissimo per la colazione sia con latte che tè, s’abbinano bene anche con il salame o le uova lesse, non essendo troppo dolci, componenti fondamentali del pranzo di Pasqua o Pasquetta, U Carsunidd, come si dice da noi.

Tradizionalmente facciamo anche Scarcelle e Gnatune cu Pepe, taralli sempre ma salati e piccanti, cliccando sulle parole trovate le ricette.

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Un commento su “Taralli Pasquali dolci di Taranto

  1. Sonoun fan di vostra pagina. Vorrei sapere se mi potrete mandare la riceta di Taralli Pasquali dolci di Taranto in Inglese. Grazie e buona Pasqua.

I commenti sono chiusi.