Oggi prepariamo insieme la marmellata di arance di Sicilia con la mia ricetta, semplice ma affidabile al 100%. Vi regalerò trucchi e consigli per realizzare una marmellata perfetta, da gustare in ogni momento della giornata!
Cosa c’è di meglio che svegliarsi la mattina e concedersi una buona colazione, sana e genuina? Io adoro sorseggiare la mia bevanda di riso con una bella fetta di pane fresco e la mia marmellata di arance fatta in casa.
Ha un profumo inebriante, un gusto intenso ed è così golosa che, per me, rappresenta una vera tentazione!
Preparare la marmellata di arance è un’arte antica, un rito che si tramanda di generazione in generazione, ma con le giuste accortezze è senza dubbio alla portata di tutti.
Ma tu lo sapevi che la marmellata di arance ha origini antiche? Più precisamente risale all’antica Grecia e all’Impero Romano, dove si usava cuocere la frutta con il miele per conservarla.
Ricettari romani del IV-V secolo d.C. testimoniano l’abitudine di cuocere a fuoco lento le mele cotogne, e altra frutta, insieme con il miele o al vino cotto, con lo scopo di poterle conservare per lunghi periodi.
Lo zucchero utilizzato oggi per fare marmellate e confetture arriva in Europa solo durante l’epoca delle crociate, pertanto il miele e il vino erano preziosi alleati per conservare la frutta.
La marmellata di arance è legata a diverse leggende.
Una delle più note narra che la regina spagnola, Caterina d’Aragona, moglie del re d’Inghilterra Enrico VIII, introdusse la marmellata di arance alla corte inglese.
La nostalgia dei frutti della sua terra d’origine fu d’ispirazione per creare questa golosa crema e soffrire meno la lontananza.
Un’altra leggenda vuole che la nascita della marmellata di arance sia avvenuta grazie a Maria de’ Medici. Dopo il matrimonio con Enrico IV, Maria si trasferì in Francia insieme ai suoi cuochi e pasticceri.
Costei soffriva di carenza di vitamine, così per porvi rimedio inviò alcuni uomini di corte in Italia, a raccogliere gli agrumi di Sicilia, i più pregiati.
Il viaggio di ritorno, dall’Italia alla Francia, era però molto lungo soprattutto tenendo conto dei mezzi di trasporto dell’epoca (il cavallo). Pertanto i cuochi di corte decisero di trovare una soluzione per evitare che le arance arrivassero in cattive condizioni.
Nasce così la marmellata di arancia, cotta insieme allo zucchero per poterla conservare a lungo.
E, a quanto pare, nel trasportare le casse piene di marmellata, sulle etichette dei contenitori fu scritto “pour Marie malade” ovvero “per Maria malata“, da cui “marmalade” in francese, italianizzato in Marmellata.
Quanto ci sia di vero in queste narrazioni non lo sappiamo con certezza ma sicuramente la marmellata rappresenta un modo per conservare il sole e il profumo degli agrumi anche nei mesi più freddi.
Una precisazione importante va fatta, visto che in molti ancora confondono i due termini!
Marmellata e confettura non sono assolutamente sinonimi.
Con il termine marmellata ci si riferisce ad un prodotto a base di agrumi (ovvero limone, arancia e mandarino ma anche, cedro, bergamotto e pompelmo).
Il termine confettura invece riguarda qualsiasi altro tipo di frutta o di ortaggi (es di prugne, fragole, pesche ma anche di cipolle, peperoni, zucca, pomodori ecc.).
La differenza non sta solo però nel tipo di frutta scelta ma anche nella percentuale impiegata.
Nel caso della marmellata ne occorre almeno il 20% mentre per la confettura il 35%, per quella extra il 45%. A stabilirlo è stata l’Unione Europea nel 1979.
La marmellata di arance si abbina perfettamente non solo con biscotti, crostate e torte ma anche con cibi salati, ad esempio è ottima con i formaggi. Diventerà la compagna perfetta per gustosi aperitivi fatti in casa.
Ma ora vediamo insieme il procedimento per realizzare la Marmellata di arance di Sicilia.
Non dimenticare di leggere l’articolo fino in fondo. Troverai consigli su come fare se la marmellata non si addensa o sulla quantità giusta di zucchero da utilizzare.
Ti svelerò il famoso trucchetto del piattino per controllare se la marmellata è cotta e inoltre preziosi consigli sulla conservazione e su come sterilizzare i barattoli.
Ovviamente la marmellata di arance può essere preparata utilizzando solo ed esclusivamente arance non trattate poiché andremo ad inserire anche la buccia.
Per qualsiasi dubbio scrivimi pure nei commenti, sarò felice di risponderti.
Prima di cominciare ecco alcune ricette golosissime che potrai realizzare utilizzando le arance 🍊🧡
Sponsorizzato da Agrumi Faro

- CostoMedio
- Tempo di preparazione30 Minuti
- Tempo di cottura2 Ore 30 Minuti
- Porzionicirca 4 barattoli da 400 grammi
- Metodo di cotturaFornello
- CucinaItaliana
- StagionalitàAutunno, Inverno e Primavera
Ingredienti
Lista della spesa
Strumenti
Ricetta tradizionale per fare la marmellata di arance in casa
Passaggi
Con le dosi indicate ho ottenuto 2 vasetti da circa 350 grammi, 3 vasetti da circa 200 grammi e 2 da circa 60 grammi. Consiglio di utilizzare contenitori non troppo grandi così da poter consumare più facilmente la marmellata una volta aperta.
IMPORTANTE: IN QUESTA RICETTA la dose di zucchero va calcolata dopo aver pelato le arance e dovrà corrispondere al 50% in meno del peso della frutta. Ad esempio, se una volta pelate le arance pesano due chili dovrai usare esattamente la metà, ovvero un chilo di zucchero. Nel mio caso il peso con tutta la buccia era di 3 kg, senza la buccia 1,9 kg quindi ho utilizzato 950 grammi
Come si prepara la marmellata di arance in casa
Anche se stiamo utilizzando (mi raccomando) arance biologiche NON TRATTATE consiglio sempre di lavarle accuratamente sotto l’acqua corrente aiutandosi con una spazzolina da cucina per eliminare le eventuali impurità.

Dopo aver lavato le arance con un pelapatate eliminare tutta la buccia gialla, facendo attenzione a non prendere la parte bianca.

Tagliare a listarelle sottili tutta la buccia, ridurla a pezzettini piccoli piccoli e metterla da parte.

Ora eliminare dalle arance pelate tutta la parte bianca aiutandovi con un coltello e infine tagliarle a pezzettoni ed eliminare i semini se presenti.

A questo punto mettete le arance in una casseruola, unite lo zucchero e portate sul fuoco, a fiamma bassa, ricordandovi di mescolare spesso con un cucchiaio di legno.

Non dimenticate di coprire con un coperchio per metà cottura e poi rimuoverlo.
Mentre la vostra marmellata cuoce prendete le bucce tagliate e mettetele in un pentolino.

Coprire le bucce con acqua fredda, portare ad ebollizione e calcolare 5 minuti. Trascorso il tempo buttare l’acqua, riempire con altra acqua corrente, portare ad ebollizione e calcolare di nuovo 5 minuti.

Questa operazione va ripetuta almeno tre volte, meglio ancora se per cinque, ed è indispensabile per eliminare l’amaro tipico delle bucce.
Una volta che la vostra marmellata sarà pronta (dovrete farla bollire per circa 2 ore e mezza, trovi infondo come capire se è pronta) frullate con il minipimer per renderla più omogenea.

Questo passaggio non è indispensabile e se preferite una marmellata con i pezzi più grandi va benissimo. Io la frullo per pochissimi istanti, giusto per dare una consistenza meno grossolana.
A questo punto aggiungere le bucce precedentemente bollite (tutte o anche solo una parte) e, mescolando con un cucchiaio di legno, lasciate sul fuoco per altri 15 minuti.

Io ho inserito nella marmellata poco più della metà delle bucce ottenute e l’altra l’ho fatta completamente asciugare su un canovaccio per poi congelarla ed utilizzarla per aromatizzare i mei dolci.
Finalmente la vostra marmellata è pronta! Potete gustarla subito su una bella fetta di pane per poi procedere al passaggio successivo.

Dovete decidere (meglio farlo prima di cominciare!) se fare il sottovuoto con la tecnica dell’invasamento a caldo oppure con la tecnica della pastorizzazione tramite bollitura.
Vi spiego entrambi.
Invasamento a caldo: appena è pronta versare subito la marmellata ancora bollente dentro i vasetti PRECEDENTEMENTE STERILIZZATI IN ACQUA BOLLENTE E COMPLETAMENTE ASCIUTTI. Eventualmente visitare la pagina del produttore dove troverai sicuramente indicazioni per il corretto utilizzo dei barattoli acquistati.
Prima di inserire la marmellata bollente nei barattoli è preferibile tenerli caldi per evitare rotture dovute allo shock termico (solitamente si lasciano in acqua bollente ma devono poi essere scolati e ben asciutti prima dell’invasamento). Inoltre è meglio non poggiarli su piani di marmo.

Riempire i vasetti fino a circa 1 cm dal bordo, pulire accuratamente l’orlo del contenitore, chiudere ermeticamente e capovolgerli subito per creare il sottovuoto. Lasciarli capovolti per circa 15 minuti.
Questa procedura è importantissima per la corretta conservazione. In questa maniera potete riporre la vostra marmellata in dispensa per diversi mesi. Farli raffreddare completamente prima di riporli in un luogo fresco e asciutto.
Mi raccomando, verificare che sia formato il sottovuoto, anche prima di aprirlo successivamente. Una volta aperto il barattolo conservatelo in frigorifero e consumatelo nel giro di pochi giorni.
Pastorizzazione tramite bollitura: raffreddare la marmellata direttamente nella casseruola lasciandola coperta con il coperchio.
Trascorsa qualche ora riempire i barattoli e chiuderli bene con il coperchio (barattoli, tappi e guarnizioni devono essere stati prima sterilizzati, leggi questa guida per sapere come fare).
Successivamente si passa al bagnomaria. Si prende una pentolaccia bella alta, all’interno si mette un canovaccio da cucina, possibilmente bianco ma soprattutto pulito.

Il canovaccio è un trucchetto che ho imparato dalla mia mamma. Serve ad evitare che i barattoli durante la bollitura sbattendo l’uno con l’altro possano rompersi o comunque subire anche piccolissimi traumi.
Una volta sistemati tutti i vasetti all’interno si ricopre con acqua e si porta sul fuoco a fiamma media.
Si porta l’acqua ad ebollizione dopodiché si copre con coperchio e si lascia bollire per circa 30 minuti. Controllare il livello dell’acqua, se scende aggiungerla fino a ricoprire i vasetti.
Trascorso il tempo lasciare i barattoli all’interno della casseruola e farli completamente raffreddare. Successivamente tirali fuori prendendoli non dal tappo ma dai lati e verificare che il sottovuoto si sia formato.
In caso contrario elimina i coperchi e ripeti l’operazione della bollitura.
Prima di aprire il vasetto controlla sempre che il sottovuoto sia presente. Il centro della capsula deve risultare abbassato.
A quel punto la marmellata di arance sarà finalmente pronta per essere riposta in dispensa! Spero che questa ricetta ti sia piaciuta! Fammi sapere se la proverai! 🍊🧡
Articolo protetto da copyright © – Gabriella Geroni © Riproduzione Riservata

Per preparare la marmellata di arance mi affido unicamente alle arance biologiche di Agrumi Faro, un’azienda sita nel cuore della Sicilia che opera con passione da più di 3 generazioni nel campo dell’agrumicoltura.
Ti invito a dare un’occhiata al loro sito per scoprire quanti meravigliosi prodotti potresti portare sulle tue tavole.
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FAQ (Domande e Risposte)
Perché il sottovuoto non si è formato dopo la sterilizzazione tramite bollitura?
Se dopo la pastorizzazione ci accorgiamo che i vasetti non hanno formato il sottovuoto bisogna rimediare.
Prima di tutto fare una verifica tenendo bene a mente che nel caso dei vasetti Twist-Off il centro non dovrà emettere alcun suono. Quindi consiglio prima di conoscere bene i contenitori che andremo ad utilizzare.
Ma perché il sottovuoto non si forma? Può succedere se ad esempio i vasetti sono stati eccessivamente riempiti o se il bordo non è stato correttamente pulito.
Può capitare se inoltre il tappo non è stato avvitato bene o se il bordo del barattolo era danneggiato. In questo caso nulla è perduto!
Sarebbe meglio cambiare tappo per poi procedere nuovamente alla bollitura per circa 20 minuti. Ovviamente i barattoli che hanno formato correttamente il sottovuoto vanno messi da parte altrimenti se bolliti nuovamente lo perderanno.
Quanto tempo si conservano i barattoli di marmellata?
I barattoli di marmellata sigillati correttamente possono essere conservati per diversi mesi, fino a un anno. Una volta aperto, il barattolo va conservato in frigorifero e consumato entro poche settimane, al massimo 3. Prima di consumare la marmellata verificare sempre e comunque che non siano presenti muffe, che non presenti imperfezioni né strani odori. In tal caso buttare il contenuto.
Come si conservano i barattoli?
Dopo aver appunto verificato che il sottovuoto si sia correttamente formato andremo a riporre i barattoli in un luogo asciutto, non esposto alla luce del sole. Evitare di sovrapporre i barattoli tra loro per guadagnare spazio nelle credenza perché potrebbero danneggiarsi.
Fondamentale usare etichette adesive per indicare la data di produzione.
Perchè la marmellata di arance ha un retrogusto molto amaro?
Se ricordi nel procedimento ho spiegato il trucchetto per eliminare o comunque abbassare notevolmente il caratteristico gusto amarognolo che ha la marmellata di arance.
Questo è dovuto all’utilizzo delle bucce le quali vanno sbollentate per più volte.
Eventualmente possiamo inserire all’interno meno quantità di bucce così da avere un gusto meno intenso. Resterà comunque quel leggero retrogusto tipico, se non piace bisogna cambiare marmellata 😉
Quanto zucchero occorre per fare la marmellata?
Lo zucchero viene utilizzato non solo per addolcire la marmellata, ma soprattutto per garantire una conservazione a lungo tempo, proprio come facevano in antichità usando il miele.
Di regola la dose per fare marmellate e confetture è di 500-700 g di zucchero per ogni chilo di frutta.
Fare in casa una marmellata senza zucchero è particolarmente rischioso per la nostra salute perché la frutta, che generalmente è acida, in assenza di zucchero non riesce a conservarsi correttamente.
Le nostre nonne dicevano che per ogni kg di frutta occorreva un kg di zucchero. Oggi a seconda del tipo di frutta (ad esempio l’uva, molto zuccherina per natura) vengono usati dosaggi leggermente più bassi ma è preferibile non scendere mai sotto i 500 grammi per kg.
Nel caso specifico la dose di zucchero rappresenta esattamente la metà del peso delle arance pulite.
Posso diminuire la dose dello zucchero?
Assolutamente NO, lo zucchero è indispensabile per rendere il prodotto sicuro nella sua conservazione ed evitare rischi per la nostra salute. Sconsiglio qualsiasi modifica alla ricetta.
Come si fa a capire quando la marmellata è pronta?
Ti svelo un trucchetto semplicissimo che tutte le nonne e le mamme di un tempo hanno tramandato ai propri figli e nipoti. Si chiama metodo del piattino!
Dopo aver fatto bollire la marmellata per CIRCA due ore e mezza si prende un cucchiaino di marmellata e si posiziona sul bordo di un piattino. Poi si inclina il piattino verticalmente e si attende che la marmellata scende giù. Se “cola” velocemente la marmellata non è pronta. Se invece impiega tempo e anche all’occhio si vede che non è liquida ma ha una certa consistenza, tipica di una marmellata, allora vuol dire che è pronta!
Quanto tempo impiega la marmellata per cuocere?
Dipende! In questo caso le arance che ho utilizzato erano molto molto succose e la marmellata ha impiegato parecchio per ristringersi. Diciamo che il tempo può andare da un’ora fino a più di due. Il metodo per verificare la cottura l’ho già spiegato ed è quello del piattino 😉
Una volta aperto il barattolo la marmellata risulta troppo densa e quasi dura, come fare?
Nessun problema, basterà ammorbidirla mettendo il barattolo ancora chiuso in pentolino pieno d’acqua. Lasciarlo bollire per qualche minuto così da renderla più morbida. Mi raccomando, una volta aperto il barattolo va conservato in frigo e consumato entro pochi giorni.
Come fare se la marmellata di arance non si addensa?
Se la marmellata è venuta troppo liquida non disperare perché possiamo porre rimedio.
In questo caso bisogna aggiungere la pectina che è un addensante naturale presente nella frutta.
Eviterei di acquistare la pectina in polvere. Basta aggiungere un paio di mele a pezzetti che contengono naturalmente pectina e la marmellata si addenserà.
Una volta aggiunte le mele dobbiamo far cuocere nuovamente la marmellata per qualche minuto fino a farla addensare. Verificare sempre con la prova del piattino.
Quali sono le arance migliori per fare la marmellata?
Io ho utilizzato le arance Navel ma vanno benissimo anche le arance amare (o di Siviglia), le Tarocco o Sanguinello e le Moro.
Nel ringraziarti per la visita ti regalo alcuni consigli in cucina che potrebbero esserti utili❤️
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