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Minestrone alla genovese con il pesto

Se siete stanchi della solita minestra, provate il minestrone alla genovese con il pesto, una certezza, per noi di Genova. Spesso, gustoso e profumato di basilico, ci riscalda in inverno, ma d’estate si mangia tiepido, con un filo d’olio e cosparso di parmigiano. Nel minestrone alla genovese mettiamo proprio tutto: verdure di stagione, legumi e – tocco finale – le croste del parmigiano che, cuocendo piano piano e a lungo, diventano morbide e sono un boccone golosissimo. Indispensabile aggiungere il pesto (trovate la ricetta qui) senza lesinare: ce ne vuole un po’ altrimenti non parleremmo di minestrone alla genovese con il pesto. È una minestra che cuoce a lungo; si può mangiare con la pasta, con il riso e anche da sola, a seconda dei gusti. La consistenza è importantissima: a Genova c’e una legge non scritta secondo la quale un cucchiaio immerso nel minestrone deve restare in piedi.
Questo piatto della tradizione si mangia in tutte le famiglie, ma è sempre presente anche nel menù delle trattorie tipiche e dei “farinotti”, locali rustici dove si consuma al banco o su tavoli in legno, spesso in comune. Spesso, oltre al minestrone, si mangiano il polpettone, la farinata, la focaccia al formaggio e le torte di verdura.

minestrone alla genovese con il pesto
  • DifficoltàMolto facile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di cottura2 Ore
  • Porzioni10
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana

Ingredienti per il minestrone

Tutte le verdure vanno tagliate piccole e il più possibile uguali
  • 2patate
  • 2cipolle
  • 3carote
  • 4zucchina
  • 3 costesedano
  • 1 fettazucca
  • 200 gfagiolini
  • 200 gspinaci
  • 200 gbietola
  • 1porro
  • 400 glegumi misti (freschi, o in scatola)
  • 1 spicchioaglio
  • 2 cucchiaiolio extravergine d’oliva
  • 200 gpesto alla Genovese
  • 150 gparmigiano Reggiano DOP (grattuggiato)
  • q.b.sale

Preparazione del minestrone alla genovese con il pesto

Se volete fare prima, usate la pentola a pressione.
  1. Lavate tutte le verdure e tagliatele piccole, tutte uguali. Nella pentola che userete (a pressione, per me) preparate un soffritto di cipolla, sedano e carota, aggiungete le verdure a cubetti e i legumi, e lasciate insaporire per cinque minuti. Poi aggiungete l’acqua: mettetene il meno possibile, appena a coprire le verdure, per non rischiare di avere un minestrone brodoso. Se cuocete a pressione, non si consumerà; se usate un’altra pentola, cuocete a fuoco basso, a lungo e con il coperchio, aggiungendo acqua quando si consuma. Prima di chiudere la pentola, se avete delle croste di parmigiano, tagliatele (altrimenti poi a tavola litigano tutti), lavatele e mettete a cuocere con il resto.

Parliamo di legumi

  1. minestrone alla genovese con il pesto

    I legumi hanno bisogno di qualche precisazione. Il peso indicato negli ingredienti è del tutto indicativo, perché c’è tanta differenza di peso tra legumi freschi, secchi o in scatola, già cotti: occorre usare buon senso.

    Se in primavera comperate piselli e fave freschi o se trovate i fagioli lumè freschi, metteteli insieme alle altre verdure.

    Invece, nel caso in cui decideste per i legumi secchi, ricordatevi di metterli a bagno la sera per il mattino, e ricordatevi anche che aumentano molto di volume.

    Infine, volendo adoperare i legumi in scatola, sappiate che vanno benissimo, ma sciacquateli bene prima di metterli nella pentola con il resto. Ricordate che, se li aggiungete all’inizio, si disferanno, quindi se vi piace averli interi aggiungeteli dopo.

Cottura del minestrone alla genovese con il pesto

  1. Il minestrone alla genovese, cuoce, cuoce, cuoce…a lungo. Un’ora nella pentola a pressione a fuoco molto basso, circa il doppio del tempo senza pressione. Dovete ottenere una minestra spessa, che andrebbe mangiata a pezzi, ma si può anche passare con il passaverdure almeno un po’. Se fosse troppo lunga, togliete qualche mestolo di brodo. Se fosse troppo spessa, aggiungete qualche mestolo d’acqua calda. Io aggiungo il sale sempre per ultimo, mettendone pochissimo all’inizio per non rischiare poi, una volta ridotta e con l’aggiunta di pesto e formaggio, di averla salata.

    Se buttate la pasta o il riso, ispessiranno ulteriormente il minestrone. Questo va considerato soprattutto se pensate di mangiarlo tiepido. Rischiate che il cucchiaio stia veramente in piedi, quindi conservate un pochino di brodo.

    Importante: il pesto si aggiunge a fuoco spento, con un filo di olio crudo e parmigiano grattugiato.

Precisazioni e consigli utili

Due parole sul soffritto: è buono e insaporisce il minestrone, alcuni aggiungono anche un pezzo intero di cotenna che poi levano a fine cottura. Io però non faccio mai. Il minestrone viene buono lo stesso, è più digeribile e adatto anche ai bambini. Invece aggiungo spesso le croste di formaggio.

A Genova mettiamo nel minestrone diversi tipi di pasta oltre al riso. Pasta secca piccola ma consistente – tipo i ditalini rigati grossi – oppure pasta lunga spezzata, ad esempio trenette. Anche pasta fresca, ma non ve la consiglio, perché ci vuole molta tecnica con le tagliatelle o le lasagne tagliate a pezzi. Io non lo faccio mai.

Quando in estate quando mangiamo il minestrone tiepido, lo facciamo senza senza pasta né riso. Al limite con i crostini. Se ti piacciono le zuppe, guarda zimino di ceci e bietole, minestra tradizionale genovese molto, molto buona. TORNA ALLA HOME se vuoi leggere le mie ricette genovesi e molto altro. Seguimi su Facebook, e non ti capiterà più di restare senza idee per cena.

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Pubblicato da lareginadelfocolare

Mi chiamo Silvia e vivo a Genova. Da tanti anni cucino per amore. Se volete conoscermi meglio, venite a fare quattro chiacchiere in cucina.