In Sicilia il pane non è solo cibo: è memoria, gesto, famiglia. A Ragusa il pane di pasta dura è un rito che profuma di casa: mani che impastano, la sbriula che batte, la crosta che si colora piano piano. Questa è la ricetta che ho imparato osservando le donne della mia famiglia, custodi di un sapere
In Sicilia il pane non è solo cibo: è memoria, gesto, famiglia. Nel Ragusano, il pane di pasta dura è un rito che profuma di casa: mani che impastano, la sbriula che batte sul tavuleri, la crosta che si colora piano piano nel forno. È una ricetta che ho imparato osservando le donne della mia famiglia, custodi di un sapere antico che non si misura in grammi, ma in gesti tramandati.
Pane di pasta dura: ricetta ragusana tradizionale
Il pane di pasta dura, in dialetto pani ri pasta rura o pani ri casa, è il tipico pane di casa del territorio ibleo. Si riconosce subito per la sua mollica fitta, compatta, e per la crosta liscia e croccante, che rimane fragrante per giorni.
Caratteristiche del pane di casa ragusano
Il pane ragusano è quasi sempre a pasta dura. Si distingue dagli altri pani siciliani per l’uso di farina di frumento duro e pochissima acqua, che conferiscono all’impasto la sua consistenza caratteristica. La forma più iconica è quella a “S”, chiamata pistolu, che tradizionalmente pesa circa 1 kg e richiede una lavorazione precisa per ottenere la giusta elasticità.
Un’antica tradizione familiare
Un tempo, in ogni casa si panificava una volta a settimana. Si usava la sbriula per facilitare la lavorazione e si preparava pane sufficiente per tutta la famiglia. L’impasto era semplice: farina di grano duro, acqua, sale e u criscenti, il lievito naturale che veniva rinfrescato la sera prima. Oggi si utilizza anche il lievito madre o il lievito di birra, ma il gesto rimane lo stesso.
La panificazione è una pratica che affonda le sue radici nella notte dei tempi: impasti di cereali, anche non lievitati, erano già presenti nella preistoria. Ogni regione d’Italia ha sviluppato forme e tecniche proprie, e il Ragusano non fa eccezione.
Forme e varianti del pane ragusano
Le famiglie preparavano pani di pesi e forme diverse:
pistolo (a S)
cucchie (piccole pagnotte)
pagnotta inciminata per il pane cunzatu
cucciddati scaniati e scacce, realizzati con gli avanzi dell’impasto
Il pane veniva cotto nel forno a legna, e il tipo di legna utilizzata influenzava profumo e sapore.
Negli ultimi anni, soprattutto d’estate, ho ripreso a preparare il pane di casa come lo faceva mia nonna, originaria di Scicli: un gesto che riporta indietro nel tempo.
Verso il riconoscimento DOP
I sindaci dei comuni iblei stanno lavorando per ottenere il riconoscimento DOP per il pane di pasta dura ragusano, valorizzando la sua autenticità e la sua storia millenaria.
La ricetta del pane di pasta dura ragusano
Potete scegliere se realizzare le cucchie o il classico pistolo da 1 kg. Le dosi di acqua e farina che trovate nella ricetta sono quelle tramandate da Nonna Carmelina, panificatrice da 60 anni.
La preghiera delle massaie: i “cerimoni”
Era usanza delle Massaie recitare una “preghiera” durante la panificazione per la buona riuscita del pane di casa
La Giaculatoria propiziatrice, i “cerimoni”
L’Angilu passa, a razia ci lassa.
L’Angilu passau, a razzia ci lassau.
24 San Giovanni ri Vittoria ogni passu quantu na mola,
29 San Giovanni ri Rausa ogni pani quantu na ciusa.
San Cristofuru maggiuri, Avanzati lu beni e criscitini a nuri.
Criscilu Diu ca a razzia c’é.
Un rituale semplice e potente, che univa fede, speranza e quotidianità.
Se anche tu prepari il pane di casa, raccontami la tua storia nei commenti o sui social. Le ricette più belle nascono dal cuore e dalle mani di chi le vive ogni giorno.
- DifficoltàMedia
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione20 Minuti
- Tempo di riposo4 Ore
- Tempo di cottura30 Minuti
- Porzioni4
- Metodo di cotturaForno
- CucinaItaliana
- StagionalitàAutunno, Inverno e Primavera
Ingredienti per preparare il pane a pasta dura tipico Ragusano
Strumenti per il pane a pasta dura
Come preparare il pane a pasta dura secondo la ricetta ragusana
In provincia di Ragusa, ‘u pani ri casa’ ha la caratteristica forma a “S” ed è preparato con pochi e semplici ingredienti: semola di grano duro rimacinata, pochissima acqua, lievito e sale. Proprio grazie alla ridotta quantità di acqua che si usa per prepararlo, questo pane si conserva abbastanza a lungo, anche 3/4 giorni.
Per prima cosa, disponete la farina setacciata, sulla spianatoia. Fate una fontanella al centro, mettete il lievito e versate l’acqua tiepida. Sciogliete il lievito ed iniziate ad impastare, unendo l’acqua poco alla volta, facendo assorbire a mano a mano tutta l’acqua.
Solo dopo qualche minuto, unite il sale e continuate ad impastare per almeno quindici minuti, fino a ché l’impasto non risulti liscio ed omogeneo.
A questo punto, non appena il vostro impasto sarà liscio, sodo e compatto, tagliate con un coltello il pane in quattro parti.

Cosi facendo otterrete quattro pani o “cuchhie di pane a pasta dura.

Altrimenti procedete con il classico pane a forma di Esse da un chilogrammo.

Fate le incisioni sul vostro pane e riponetelo a lievitare.
Fatto ciò non vi resta che mettere a lievitare il vostro pane, in un luogo asciutto e caldo. Copritelo con un canovaccio e se l’ambiente è freddo, anche con qualche coperta. Lasciatelo lievitare e aspettate almeno tre o quattro ore.
Per capire se il vostro pane è lievitato, potete batte la vostra forma di pane, con il dorso della mano; se sentirete un rumore sordo, battendolo, vuol dire che sarà lievitato.

Altrimenti potete utilizzare questo trucchetto: appena mettete il vostro pane a lievitare, mettete una pallina di pasta dentro un bicchiere di acqua a temperatura ambiente. Non appena la pallina sarà salita a galla, il pane è pronto per essere infornato
Infornate il pane in forno già caldo a (220 gradi) della cucina, se non avete a disposizione il forno a legna. Fatelo cuocere per circa venticinque, trenta minuti. Finchè non avrà una crosticina dorata in superficie. Adagiate sul fondo del vostro forno, un piccolo pentolino pieno di acqua per creare il giusto vapore e renderlo più croccante fuori.
Otterrete cosi un pane con una mollica fitta, morbido dentro e con la crosta croccante fuori. Il vostro pane a pasta dura: ricetta ragusana dovrà risultare appena dorato.

Se vi piace preparare il pane a casa provate anche la ricetta del pane al nero di seppia , o il pane ai fiori di Sambuco
Consigli pratici.
Il pane di casa a pasta dura si conserva perfettamente fino a due tre giorni.
Potete utilizzare la farina di grano duro o di semola. Per “semola” si intende la farina di grano duro mentre con il generico termine “farina” si intende di solito la farina di grano tenero. La differenza tra semola e farina è in pratica rappresentata dal tipo di grano utilizzato. In generale, gli esperti suggeriscono di utilizzare la farina per la panificazione, mentre la semola per la pasta. Troviamo un impiego più diffuso della semola al Sud e della farina al Nord.
Potete anche scegliere di aumentare le dosi del lievito con 25 grammi ala posto di 12 se avete meno tempo a disposizione.
È ottimo caldo condito con olio e sale e i pomodori secchi o con il capuliatu.
Dosi variate per porzioni




300 ml di acqua per un litro di farina sono pochissimi, ne serve almeno il doppio
No Martina cara, faccio questo pane da anni, la sua particolarità è che si chiama proprio a pasta dura per via del suo impasto.
salve,
la pallina dell’impasto con acqua si mette all’inizio della lievitazione del pane?
grazie
Si certamente.
Di nulla, sono qui a disposizione. Buona giornata. Barbara
Statico
Buona sera lo fatto ieri ma non si è aperto come mai?
Salve, in che senso non si aperto?
Ciao Barbara,
mi chiamo Pippo e sono un Vittoriese residente da molti anni in Piemonte.
Uno dei miei hobby e rivivere la ns. Sicilia rifacendo le ricette che mi fecero crescere.
Ho fatto le scacce, le impanate e altri derivati seguendo le tue ricette sempre senza fallire. Faccio anche il pane ma non l’ho mai fatto all’uso ns… Proverò la tua ricetta.
Due osservazioni se mi permetti:
1- Mi è venuto subito un dubbio leggendo negli ingredienti “farina:di semola”….e basta.. Immagino volessi scrivere “semola RIMACINATA di grano duro.
Non voglio fare il prof, però qualche lettore più profano di me, potrebbe operare con la semola che penso non adatta per il pane ed ottima per la pasta e non lievitabile.
Grazie per la giaculatoria che sentico recitare da mia nonna e mia madre.. Ricordavo solo la prima strofa. Il mio compito, in quanto “masculu e forti” era quello di manovrare “u sbriuni”
2- Aggingo anche che la quantotà di acqua potrebbe ingannsare ma è esatta.
Questo lo so solo teoricamente perchè ho letto il motivo tecnico:
una volta qwuestovpane si chiamava “pane dei marinai”,
I ns. vecchi avevano scoperto che riducendo l’acqua il pane durava di vpiù. Oltre ad avere quel sapore che lo distingue fra gli altri (con tutto il rispetto per gli altri).
Poi venne “un pani elettricu” ….molti furono cintenti…io no..e avevo ragione.
Ciao e grazie
Pippo
Grazie a te , per qualsiasi cosa, chiedi pure. Cari saluti