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Recensione – L’orizzonte della notte di Gianrico Carofiglio

Un nuovo caso per l’avvocato Guerrieri: un giallo giudiziario che diventa un intenso viaggio nella memoria e nella coscienza

Introduzione

Questa è la mia recensione de L’orizzonte della notte di Gianrico Carofiglio approfittando delle innumerevoli uscite abbinate al quotidiano La Repubblica nella collana Cuore noir.

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Aneddoti personali

Non sono nuova a libri di Carofiglio scritto che amo molto ma questo libro mi ha lasciato una sensazione speciale perché alterna capitoli di indagine in senso stretto e capitoli dove Guerrieri “indaga” con tenerezza sui suoi più intimi stati d’animo e ricorda il suo passato, nominando ed evocando colori ed emozioni che ho sentito miei!

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Recensione

La trama de L’orizzonte della notte segue un processo impegnativo e difficile, un omicidio a seguito del dolore di un suicidio: la giovane fidanzata della vittima si è tolta la vita e questo tragico evento innesca eventi e sensazioni particolari, intrecciando sentimenti, colpe e fragilità umane.

Accanto alla pura trama giudiziaria, Carofiglio alterna pagine di intensa introspezione: i dialoghi di Guerrieri con lo psicoterapeuta fanno emergere i ricordi della sua giovinezza, le riflessioni sul tempo trascorso e sulla memoria intima.

Proprio questo speciale equilibrio tra indagine e vita interiore rende questo romanzo unico e anche per me tante suggestioni del passato mi hanno riportato alla memoria momenti, cibi ed emozioni speciali!

Conclusioni

Un romanzo che unisce giustizia e vita, dolore e speranza. Lo consiglio a chi ama come me i gialli che non si fermano al mistero, ma lasciano anche qualcosa di più intimo e coinvolgente dentro all’animo, qualcosa che resta e ti accompagna.

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Citazioni

💭 “Il problema è allora questo: giunto alla fine della mia vita che cosa mi ritrovo tra le mani? Se trovo solo il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato non sarà gran cosa. (…) È nostro compito cercare quel significato che ci permette ogni volta di continuare a vivere o, se preferisce, di riprendere, a ogni passo, il nostro cammino. Tutti siamo chiamati a portare a compimento la nostra vita meglio che possiamo.”
— C. G. Jung

Note

Informazioni

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