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Peara`Buona e semplice

Pearà semplicemente. Una salsa rustica che in Veneto consumano in compagnia di un buon bollito. Seppur sia nata in occasioni di opulenza con un gesto di gentile aiuto alla regina venne creata questa salsa semplice da servire calda. E per dare un poco di sostanza visti gli ingredienti molto semplici si aggiunse anche un poco di midollo di bue, un abbondante macinata di pepe nero per dare vigore e la pearà fa il suo ingresso trionfante nella cucina veneta.

Seppur una teoria meno romantica sia un piatto povero e popolare, proprio per l’utilizzo di materie prime essenziali quali: pane raffermo, brodo e midollo, poiché le ossa erano presenti la carne intorno un poco meno.

Unico neo in queste due versioni sembra sia la presenza del pepe nero, proprio perché al tempo l’utilizzo delle spezie era ancora riservato alle famiglie facoltose e il popolo semplice ne sentiva soltanto gli aromi.

Comunque si voglia pensare, resteremo col dubbio di incerte provenienza dovete assaggiare questa deliziosa salsa, semplice da preparare con caratteristiche cremose e degne di un ottimo bollito.

  • DifficoltàFacile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione15 Minuti
  • Tempo di cottura1 Ora 45 Minuti
  • Porzioni4
  • Metodo di cotturaFornelloCottura lenta
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàTutte le stagioni
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Ingredienti Peara`Buona e semplice

Questa salsa l’ho conosciuta qualche anno fa da una collega di lavoro. Ho avuto modo di prepararla cremosa e ben pepata. E accompagnata a un bollito di bue grasso piemontese vi garantisco che diventa parte integrante del pasto.

Per fare una buona pearà vi servirànno:

1.5 l brodo di carne (Misto è preferibile. Manzo o gallina ottime sostituzioni)
300 pane grattugiato (Se da pane raffermo è meglio. Il pane grattato acquistato ha una consistenza diversa.)
150 g midollo (Di bue)
3 cucchiaini pepe nero (macinato fresco)
100 ml olio di oliva
q.b. sale

Strumenti Peara`Buona e semplice

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Passaggi Peara`Buona e semplice

Dopo aver preparato tutti gli ingredienti, si parte con il midollo…

Per fare la pearà ci vuole passione per il cibo buono e semplice

Pearà salsa veneta

Innanzi tutto fate sciogliere il midollo in olio di oliva, mescolate continuamente fino a ottenere una cremina.

Aggiungete poi il pane grattugiato; consiglio il pane raffermo e poi grattato, crea una consistenza diversa, in generale, ma in queste preparazioni si nota di più. Il pane acquistato è trotto pressato e gonfiandosi crea composti troppo collosi e compatti. Unite infine il brodo di carne.

Dopo aver mescolato bene, unite il pepe nero macinato fresco, io vi consiglio due cucchiaini, se abbondate ancora meglio!

Si formerà sul fondo della pentola una crosticina, tutto normale non spaventatevi; è una delle caratteristiche di questa salsa.

Fate cuocere almeno u’ora e mezza a fiamma bassissima; potete scegliere se più o meno densa. Aggiustate di sale e servite con il bollito morbido e saporito.

Personalmente la trovo ottima anche come minestra speciale, soprattutto nel periodo invernale.

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Qualche consiglio in più

Una volta conosciuta sicuramente continuerete a prepararla. Vi svelo un segreto: la mia amica aggiungeva, il giorno successivo dei borlotti già lessati dopo averla servita con il bollito. Nasceva così una zuppa mitica per le fredde sere.

Pearà veneta

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Pubblicato da Enza Squillacioti

Bio Enza Squillacioti, da cuoca a fonte di ispirazione nella cucina e nella vita La passione per la vita all’aria aperta e la natura ha sempre caratterizzato la sua vita che, pur avendo lasciato il mondo professionale della cucina alcuni anni fa, non ha mai smesso di nutrire l’amore per il cibo, specializzata nella tradizionale cucina piemontese e italiana rustica. La sua dedizione la porta ad essere non solo un’apprezzata cuoca ma anche una stimata coach di cucina, organizzando corsi per turisti desiderosi di scoprire i segreti di piatti genuini arricchiti da erbe spontanee edibili, le cui virtù sa valorizzare nelle sue preparazioni. La decisione di coltivare un proprio orto, ponendo particolare enfasi sulle erbe aromatiche, e l’allevamento di galline, le sue “polle” per avere sempre a disposizione uova fresche, manifesta il suo profondo legame con la terra. Questa stessa passione è stata trasmessa ai suoi figli, i quali hanno abbracciato la vita agricola, dedicandosi all’allevamento di pecore e capre e alla produzione di formaggi e carni di qualità. Nel corso degli anni, ha scoperto la poesia e la musica, come forma di espressione personale, nella quale riflette non solo su sé stessa ma anche sulla società, condividendo poi queste riflessioni attraverso il suo blog di cucina Variabilicontaminazioni.blog che diventa punto di incontro tra la passione per la natura, l’amore per il cibo. La sua vita è un chiaro esempio di come le passioni possano tessere assieme gli aspetti più disparati dell'esistenza, creando un tessuto ricco di esperienze e condivisioni.


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