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Week-end a Bologna

Week-end a BolognaWeek-end a Bologna

Nel pieno centro della penisola italiana, raggiungibile in macchina, treno e aereo, come si può negarsi un Week-end a Bologna ?

Un fine settimana all’insegna dell’arte, della storia e anche del buon cibo, non a caso si dice “Bologna la grassa” ah ah ah.

Se state pensando a un Week-end a Bologna, ecco a voi alcune idee per il vostro soggiorno.

 

Week-end a Bologna

Week-end a Bologna

 

Giorno 1: Piazza Maggiore, Via Rizzoli, Galleria Cavour, Torre degli Asinelli

Arriviamo alla stazione di Bologna Centrale con un treno da Roma all’incirca alle 10 di sabato.

Su consiglio di una famiglia bolognese conosciuta sul treno e di rientro dalle vacanze, facciamo un salto al Parco della Montagnola dove si tiene il Mercato della Piazzola, il mercato storico della città.

Più di 400 bancarelle allestite all’aria aperta offrono oggetti di ogni sorta: vestiti, scarpe, accessori, fiori, gioielli, casalinghi, ecc.

Molto simile al romano Mercato di Trastevere, il mercato è il posto giusto per lo shopping low cost ma noi, essendo appena arrivati e non volendo sovraccaricarci, diamo un rapido sguardo alle bancarelle e poi imbocchiamo Via dell’Indipendenza.

Come ogni italiano che si rispetti, la prima tappa della giornata è la colazione e dunque ci fermiamo al Bar Impero, storica pasticceria bolognese famosa tanto la produzione di dolci quanto per quella di salati.

Ci accomodiamo e consumiamo 2 cappuccini e 2 cornetti (uno ripieno di panna montata freschissima, l’altro integrale al miele) spendendo circa 4€, un prezzo più che onesto considerando il posto (in pieno centro), la qualità del servizio e la bontà dei prodotti.

Proseguiamo la nostra passeggiata lungo Via dell’Indipendenza e arriviamo al cuore di Bologna, la Piazza del Nettuno, con la famosa fontana del Nettuno del Giambologna.

Alle spalle della fontana, troviamo Piazza Maggiore, la piazza più grande di Bologna, con la Basilica di San Petronio, la sesta chiesa cristiana più grande in Europa e la 4° più grande d’Italia.

Impavidi della leggenda (ma solo perché già laureati), attraversiamo la piazza passando per il centro ed entriamo nella Basilica di San Petronio, un meraviglioso esempio di architettura gotica del 1390.

Da non perdere la Cappella Bolognini affrescata con le Storie dei Re Magi.

Facciamo un giro velocemente all’interno della Basilica poi usciamo per ammirare i palazzi duecenteschi che la circondano: Palazzo d’Accursio, il palazzo Comunale di Bologna, Palazzo Re Enzo e Palazzo del Podestà.

Week-end a Bologna

Dietro alla basilica di San Petronio, in Piazza Galvani, si trova l’Archiginnasio, la biblioteca comunicale di Bologna, costruita nel 1563 come sede dell’Università di Bologna e poi diventata, nel 1838 biblioteca, e considerata il più bel palazzo della città: un lungo portico con 30 arcate decorate da stemmi e due logge ai piani superiori.

Saliti gli scaloni si incontrano 10 aule (non visitabili) e la Biblioteca (accessibile solo per studio e non per visite turistiche).

Le due aule magne che un tempo ospitavano Artisti e Legisti (Stabat Mater) sono splendidamente decorate.

Da non perdere una visita al Teatro Anatomico, distrutto dai bombardamenti del 1954 ma interamente e perfettamente ricostruito con i materiali originale.

Per pranzo, mangiamo due piadine a Piadineria la Piadeina, vicino Piazza Maggiore, un locale piccolino e con pochi posti a sedere, frequentato da ragazzi universitari e liceali.

Le piadine sono preparate con impasto classico e senza glutine, in versione spessa e sottile: noi abbiamo mangiato la Ginevra (con crudo, rucola e squacquerone) e la San Petronio (con prosciutto, ricotta e pomodori secchi), entrambe fantastiche e con un buon rapporto qualità-prezzo: meno di 7€ a testa aggiungendo una bottiglia di acqua.

Dopo pranzo, prendiamo Via Rizzoli e arriviamo alla Torre degli Asinelli, costruita tra il 1109 e il 119 dall’omonima famiglia per difesa, avvistamento ma soprattutto, per prestigio.

Con 3€ a testa, saliamo i 498 gradini che ci portamo sulla cima della Torre degli Asinelli, alta 97,2 metri e in grado di offrirci uno splendido panorama della città.

Da qui si vede benissimo anche la torre della Garisenda (non visitabile), l’altra torre gentilizia di Bologna, originariamente alta 60 metri e poi “troncata” a 48 metri nella seconda metà del XIV secolo per paura che crollasse.

Nei dintorni si trovano due luoghi cult per gli amanti della musica italiana: il Roxy Bar cantato da Vasco (in via Rizzoli 9) e la stella di Lucio Dalla, in marmo bianco, in via degli Orefici.

Week-end a Bologna

Imbocchiamo Via Calzolerie e terminiamo il pomeriggio con un giro in Galleria Cavour, il paradiso per gli amanti dello shopping, una sorta di Via Condotti al coperto.

Poco prima di cena, andiamo in hotel per fare il check-in e lasciare i bagagli, poi usciamo per cena e andiamo in via del Pratello, consigliataci dal concierge, ricca di trattorie e ristoranti a buon prezzo.

Via del Pratello è una strada significativa di Bologna perché epicentro dei movimenti politici e delle iniziative culturali studentesche dagli anni ’60 all’inizio degli anni ’90.

Ceniamo da Osteria alle due porte, un piccolo ristorante con due menu, uno bolognese e l’altro pugliese, a base di pesce.

Tutti i piatti sono preparati con prodotti freschi e serviti in porzioni abbondanti, come il cameriere ha tenuto a specificare.

Noi abbiamo preso un antipasto di formaggi, salumi e crescentine, e due primi (tortellini e fettuccine al ragù) spendendo meno di 15€ a testa, con acqua e vino inclusi. Ottimo!

 

Week-end a Bologna

Giorno 2: Santo Stefano, San Luca

Iniziamo la giornata con una golosa colazione al Caffè Zanarini, storico caffè aperto dal 1930 e situato nel palazzo dell’Archiginnasio.

Tutti i giorni i pasticceri della famiglia Antoniazzi (proprietaria del caffè dagli anni ’60) sfornano dolci freschi e di prima qualità, che vi tenteranno al solo guardarli.

Croissant fragranti semplici e farciti, sfogliamela, krapfen, fagottini, girelle e torte.

Noi ci siamo concessi un cornetto alla crema e una girella alla mela, due cappuccini schiumati, per un totale di circa 5€ a testa.

Un po’ salato ma comunque rapportato alla location e alla bontà dei prodotti.

Cominciamo la giornata visitando Le Sette Chiese, ovvero il complesso di Santo Stefano, un insieme di 7 edifici sacri dei quali oggi solo 4 sono sopravvissuti.

L’entrata è gratuita e visitiamo dunque la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Chiesa di San Vitale e Sant’Agricola, il Cortile di Pilato, la Chiesa del Martyrium, il Chiostro Medievale e il Museo di Santo Stefano.

Dalla Basilica, imbocchiamo Via D’Azeglio e poi Via Saragozza per intraprendere un percorso di ben 2 km che parte da Porta Saragozza e termina al Santuario della Madonna di San Luca, raggiungibile solo a piedi passeggiando lungo un portico in salita.

Il portico coperto conta 666 arcate: il numero 666 (simbolo del diavolo) è casuale, anzi!

I portici hanno la forma di un serpente (il diavolo) schiacciato dal piede della Madonna, rappresentato dalla chiesa sacra.

La salita verso il Santuario rappresenta dunque rappresenta un percorso di liberazione e purificazione dal peccato.

Arrivati in cima al Santuario la vista è splendida, contornata da un giardino con panchine ideali per riposarsi dopo la fatica del percorso.

Dopo una breve sosta, torniamo in centro per pranzare, prima di concludere il nostro Week-end a Bologna .

Week-end a Bologna

Pranziamo da Buca San Petronio, un piccolo ristorante vicino Piazza Maggiore con tavoli all’aperto, cucina tradizionale e atmosfera piacevole e rilassante.

Abbiamo mangiato tortellini al ragù bolognese e lasagne, entrambi molto buoni e serviti in porzioni super abbondanti.

Il conto con acqua e 2 caffè è stato di circa 15€ a testa, non economico ma siamo pur sempre in pieno centro e abbiamo mangiato divinamente.

 

 

 

 

Dove mangiare la pizza napoletana a Roma

Dove mangiare la pizza napoletana a Roma

Dove mangiare la pizza napoletana a Roma

La pizza è uno dei piatti in assoluto più amato dagli italiani. Bassa, croccante, alta, soffice, con cornicione ripieno, a lunga lievitazione, bianca, rossa…

ognuno ha le sue preferenze ma tutti sono concordi nell’affermare che la migliore è sicuramente la pizza napoletana.

Con i bordi alti e soffici ma sottile al centro, impastata a mano, lievitata a lungo e condita in maniera semplice: pomodoro e mozzarella.

Come resisterle??

Eppure, non basta andare in una pizzeria qualunque per mangiare una vera pizza napoletana.

Eh no! Ecco a voi, i locali romani dove potrete assaggiare la vera pizza napoletana, senza correre il rischio di passare la notte insonne (a causa della scarsa digeribilità) e di svuotare il portafoglio.

Carta e penna, o meglio: coltello e forchetta!

 

 

Antica Pizzeria da Michele (Via Flaminia 80/82)

Il tempio della pizza partenopea ha messo radici anche nella Città Eterna, a due passi da Piazza del Popolo.

Rispetto al locale in Via dei Tribunali a Napoli, nel menu romano sono proposti diversi tipi di pizza (a Napoli, sono la Margherita e la Marinara), fritti, antipasti e dolci tutti da far venire l’acquolina in bocca.

La pizza è soffice, con i bordi alti e sottile al centro, proprio in perfetto stile partenopeo!

Inoltre, la pizza è ben cotta (non bruciata, come capita spesso), saporita, digeribile e condita con ingredienti freschi.

Gli imperdibili? La pizza Margherita, senza dubbio! Ma anche gli antipasti a base di nodini fritti, pomodoro e stracciatella, o bufala campana.

I prezzi sono leggermente più elevati, ma comunque nella media della capitale: 7,50€ la Margherita.

 

 

 

Pizzeria Loffredo (Via Vestricio Spurinna 51/53, fermata metro Numidio Quadrato)

Un locale semplice e piccolino ma accogliente, a conduzione familiare, dove la simpatia e la cordialità dei gestori la fanno da padrone.

La pizza è ottima, alta quanto basta, non gommosa, abbondante, ben lievitata, digeribile e condita con ingredienti freschi: farina dell’Antico Molino Caputo, pomodoro San Marzano, latticini di provenienza campana consegnati quotidianamente.

Oltre alle pizze, degni di nota sono anche i fritti (le “montanare” sono imperdibili!), le mozzarelle in carrozza e i saltimbocca.

Ottimo rapporto qualità-prezzo e servizio rapido.

La mia pizza preferita? La “Bufalina”, con mozzarella di bufala DOP, pomodoro e basilico fresco.

Prezzi: 6€ la margherita.

 

 

 

Pepe nero (Via Isonzo, Piazza Fiume)

Un locale molto carino, accogliente, arredato in stile newyorkese, con tavoli grandi di legno, forno a legna a vista e bancone per le bevande, con musica in sottofondo e maxi schermo per vedere le partite di calcio.
Insomma, un locale dove passare una serata divertente con gli amici soddisfacendo anche il palato.

Il menu è ampio e propone antipasti, primi piatti, secondi di carne e pesce, e una marea di pizze, tutte di fattura napoletana: bordi alti e centro basso.

La pizza è deliziosa, ben lievitata, digeribile, mai bruciata, condita con ingredienti freschissimi.

La mia  preferita? La “Cantanapoli” con pomodori pachino, mozzarella fiordilatte e ricotta.

Un consiglio: i dolci sono buonissimi quindi, se ci riuscite, lasciate un piccolo posticino nel vostro stomaco per il dessert. I miei preferiti? La “Cornucopia” e la “Cremosa”… provare per credere!

Prezzi: 6,50€ la margherita.

 

 

 

Chiu Sapore (Via Appia Nuova 486)

Un ristorante carino e accogliente, meta di giovani e famiglie vuoi per via dei prezzi “popolari” vuoi per la simpatia del personale e dell’atmosfera gioviale che si respira.

Il menu propone antipasti, primi e secondi piatti di terra e di mare, e infine, le pizze rigorosamente “alla napoletana”, con il cornicione.

Per cominciare, assaggiate un paio di montanare (vi suggerisco quella con burrata e alici) oppure gli angioletti (strisce di pizza fritta condite con pomodoro e parmigiano), e poi scegliete la pizza che più vi intriga.

Se siete affamati, vi consiglio il calzone napoletano, riccamente ripieno di ricotta, salame e pomodoro, una vera bomba calorica e una delizia per il palato!

Se ce la fate, lasciate un posticino nella vostra pancia per i dolci: la delizia al limone è squisita e il tortino al cioccolato divino!

Prezzi: il menu pranzo propone 1 pizza + 1 birra a 6€.

 

 

PummaRè (Via Andrea Doria, Prati)

Una delle migliori pizzerie napoletane di Roma, sopra l’entrata del Mercato Trionfale, in zona Prati.

Il ristorante è accogliente, ben arredato, curato, con una terrazza strepitosa sulla quale si può cenare anche a lume di candela.

Le pizze sono realizzate secondo i canoni della tradizione napoletana: bordi alti e centro basso, condite con ingredienti freschi e di prima qualità, come il pomodoro San Marzano, le mozzarelle di Agerola, le alici di Cetara.

Nel menu, accanto alle pizze classiche (come la Margherita, la Bufalina, ecc.), sono proposte le “Gourmet”, basate su abbinamenti estrosi.

Alcuni esempi? La “Golosa”, preparata con un impasto di farina integrale e condita con fior di latte di Agerola, erborinato di bufala, radicchio di Chioggia e speck I.T.G.

Prezzi: 7€ la Margherita.

 

 

Napul’è (Via Giulio Cesare, Prati)

Un ristorante molto carino in zona Prati, con ottima cucina partenopea e musica dal vivo che allieta la serata.

Nel menu sono proposti i piatti tipici della tradizione partenopea, preparati con ingredienti freschi e di prima qualità.

La pizza è fantastica, impastata a mano, preparata con lievito madre e lievitata 72 ore, cotta nel forno a legna, con bordi alti e centro basso.

Per chi ha difficoltà a digerire la pizza, il menu include anche pizze preparate con un impasto di oltre 20 tipologie di farine, fiocchi, semi, un mix che rende la pizza più digeribile e più saporita.

La migliore? La pizza “Napul’è”, con cornicione ripieno di ricotta, pomodoro, mozzarella di bufala e foglie di basilico fresco, oppure la “Massimo Troisi” con melanzana a Funghetto,  prosciutto cotto e mozzarella di bufala.

Se avete ancora un posticino nel vostro stomaco, provate a chiuderlo con una pastiera napoletana rigorosamente fatta in casa o una Delizia ai limoni di Amalfi.. Semplicemente irresistibili!

Prezzi: 8,50€ la Margherita.

 

 

 

Giulietta (Piazza dell’Emporio, Testaccio)

Un locale in stile newyorkese, aperto da poco in Piazza dell’Emporio, firmato Cristina Bowerman e Fabio Spada, due nomi, una garanzia.

Il menu coniuga i piatti tipici della cucina romana a quelli della tradizione napoletana, con l’aggiunta di antipasti, dolci e leccornie preparate con ingredienti freschi e di prima qualità.

Accanto alla pizza croccante e friabile tipica della cucina romana, viene proposta la classica pizza napoletana, alta, con il cd. “cornicione”, preparata secondo le direttive dei fratelli Salvo di San Giorgio a Cremano.

Il segreto? Impasto a lunga lievitazione e condimento a base di prodotti tipici della cucina partenopea.

I miei consigli? Non perdete la “Cosacca”, con pomodoro di Corbaro e pecorino, un vero trionfo di gusto e sapore!

Prezzi: 8€ la Margherita.

 

 

 

Mangianapoli (varie sedi)

Una pizzeria di stampo napoletano con varie sedi sparse per la capitale: a Centocelle, Tor de Schiavi, San Giovanni, Tuscolana.

I locali sono molto carini, arredati con colori vivaci e immagini di paesaggi campani appese alle pareti il che, con uno staff cordiale e simpatico, crea un bell’ambiente rilassato e amichevole.

Nel menu sono proposti tutti i grandi classici della cucina partenopea: i fritti (mozzarelle in carrozza e diavoletti sono imperdibili), pagnottielli, focacce, primi piatti, secondi, pizze e dessert (tutti fatti in casa).

Chiaramente, le pizze la fanno da padrone e, accanto alle classiche (Margherita, Marinara, Diavola), sono proposti abbinamenti più accattivanti (come la Casareccia, con cicoria, pancetta, parmigiano e provola) e quelle con il cornicione ripieno.

Le pizze sono impastate a mano, ben lievitate, cotte nel forno a legna, con bordi alti e soffici, saporite e digeribili.

La mia preferita? La Bella Napoli, con pomodori pachino, mozzarella di bufala, scaglie di grana e foglie di basilico fresco.

Prezzi: 5€ la Margherita.

 

Dove mangiare la cucina abruzzese a Pescara

Dove mangiare la cucina abruzzese a Pescara
Dove mangiare la cucina abruzzese a Pescara

Dove mangiare la cucina abruzzese a Pescara

Molti pensano che la cucina abruzzese sia solo fatta di arrosticini ma, credetemi, c’è molto di più!

Parlando solamente dei primi piatti, abbiamo gli anellini alla pecorara, la pasta alla mugnaia, i maccheroni alla chitarra, il timballo di scrippelle e le scrippelle mbusse.

Il mio preferito? Difficile da dirsi, ma sono in dubbio tra i maccheroni alla chitarra e la mugnaia, dei veri miti!

Passando ai secondi, come non citare gli arrosticini, fantastici, da accompagnare con pizz’onte (simili alle pizze fritte) e le pallotte cacio e ove.

Se siete a Pescara e avete voglia di mangiare cucina tipica a base di carne, allora questo articolo fa per voi.

Ecco qui Dove mangiare la cucina abruzzese a Pescara.

 

 

Margherita 1 (Pianella)

Leggermente fuori città, da Margherita 1 ci si sente subito a casa: piccoli spazi, arredi semplici e un clima intimo e accogliente.

Qui si viene per mangiare gli arrosticini, fatti a mano con sapiente alternanza di grasso e magro, il tutto per un sapore a dir poco unico.

La carne è talmente tenere che si scioglie in bocca, cotti alla perfezione, né troppo salati né insipidi, semplicemente buonissimi!

Oltre agli arrosticini di pecora, ci sono anche quelli di fegato con cipolla dolce, meno digeribili dei primi ma ugualmente buoni.

Per iniziare la vostra cena, ampia scelta di bruschette farcite con pomodori freschi, ventricina spalmata, salsicce di carne e fegato, salumi e formaggi rigorosamente abruzzesi.

Per chiudere, dolci fatti in casa giornalmente e amari della casa.

Che dire? Andateci assolutamente e soprattutto d’estate, per cenare sulla terrazza all’aperto.

 

Da Margherita (Città Sant’Angelo)

Se Margherita 1 a Pianella è famosa per gli arrosticini, Da Margherita non potete esimervi dall’assaggiare i primi piatti della cucina abruzzese: pasta alla mugnaia e anellini alla pecorara.

Si inizia con antipasti misti, caldi e freddi: salumi e formaggi abruzzessi, verdure grigliate e gratinate, pizze fritte, polpette e fegatini.

Si prosegue con i primi piatti.

Imperdibili gli anellini, pasta tipica abruzzese, conditi con sugo di verdure e serviti con una grattugiata di ricotta di pecora in superficie: una vera leccornia!

Se preferite la pasta lunga, allora optate per la pasta alla mugnaia: una sorta di tagliatella spessa e schiacciata, condita sugo di carne, melanzane e peperoni.

In superficie è d’obbligo una spolverata di parmigiano grattugiato, eh!

Se non siete ancora soddisfatti, si prosegue con secondi di carne (tagliata, bistecca, arrosticini) e si conclude con dolci fatti in casa: tiramisù, profiteroles, tartufo bianco, panna cotta ecc.

Prezzi medi e super consigliato per pranzi tra amici alla ricerca della buona cucina abruzzese.

 

Il nuovo casereccio (Moscufo)

Un ristorante non raffinato ma adatto per le bocche buone: tovaglie a quadri, camino in mattoni e tavoli di legno, insomma un ambiente rustico ma molto accogliente.

Si parte dagli antipasti con taglieri di salumi e formaggi abruzzesi, verdure grigliate, bruschette farcite e fritti misti, tutti serviti in porzioni abbondanti.

Passando ai primi, ampia scelta tra primi a base di pasta fatta in casa, come gli gnocchi al ragù di anatra, le pappardelle al sugo di cinghiale, gli anellini alla pecorara, le fettuccine al sugo di lepre, il timballo e la chitarrina.

Per secondo, se ce la fate, potete scegliere tra arrosto misto, tagliata, bistecca, costatine d’agnello, salsicce e arrosticini rigorosamente fatti a mano, accompagnati con insalata fresca, verdure grigliate o patate al forno.

Su ordinazione, preparano la papera al sugo o al forno, classico secondo piatto della cucina abruzzese molto apprezzato e raro da trovare.

Gli insaziabili saranno in grado di concludere il pasto con i dolci, freschi e fatti in casa: tiramisù, panna cotta, crostatine, torta della nonna e biscotti fatti in casa.

Super raccomandato per pranzi tra amici e in famiglia.

 

Santa Ignoranza (Palazzo Saligia, Pescara Tiburtina)

Famosa soprattutto per gli arrosticini, Santa Ignoranza propone la cucina tipica abruzzese in un ambiente industrial chic.

Dal lunedì al venerdì, a pranzo c’è il menu fisso a 15€ che include la pizz’onta con prosciutto crudo, le pallotte cacio e ove, l’antipasto del giorno, 10 arrosticini, patate al coppo, acqua e vino inclusi.

Cosa si può volere di più? Di certo, dopo un pranzo così, faticherete a tornare concentrati al lavoro!

Se andate nel fine settimana o a cena, avrete un’ampia scelta di salumi e formaggi abruzzesi, come il culatello di Torre De’ Passeri, i salami dolci e piccanti e il pecorino abruzzese.

Quanto al piatto forte, avrete di che sfiziarvi: arrosticini, salsicce di fegato e non, braciole di maiale, bistecche di manzo e hamburger.

Tutto buono e fatto sul momento con ingredienti di qualità, servito da uno staff cortese e simpatico.

Il pasto si chiude con dolci fatti in casa (consigliatissimo il tortino al cioccolato), caffè e amari abruzzesi: genziana, grappa e ratafia.

 

 

La Mugnaia (Città Sant’Angelo)

Il nome di questo ristorante già dice qual è il suo pezzo forte: la mugnaia, la strepitosa pasta di Elice fatta in casa, servita in porzioni abbondanti condita con un sugo denso e saporito.

Ristorante ormai storico, rappresenta una tappa irrinunciabile per chi vuole gustare la vera cucina abruzzese genuina e casereccia.

Si inizia con antipasti misti: bruschette, salumi nostrani, pecorino di Farindola, crocchette di patate e olive all’ascolana.

I primi sono, inutile dirlo, il pezzo forte: ottimi e straordinariamente abbondanti; a confronto con la mugnaia, non sfigurano affatto chitarra, gnocchi e ravioli di ricotta con crema di pistacchio e pancetta croccante.

Quanto ai secondi, ampia scelta di carni alla brace: agnello, arrosticini, braciole, salsicce di carne e fegato, pancetta, ecc.

Per chiudere il pasto, oltre ai classici dessert (tiramisù, panna cotta, crema catalana e tartufo), qui trovate anche la pizza dolce abruzzese, fatta in casa, come quella che facevano le nonne.

 

 

Gastronomia L’Abruzzo a tavola (Viale Gabriele D’Annunzio, 41)

Nei pressi dell’Università, questa gastronomia ha partecipato anche al programma Food Advisor di Simone Rugiati promuovendo le sue mitiche pallotte cacio e ova.

Un locale piccolo, con pochi posti a disposizione, specializzato più nel take away che nel servizio al tavolo.

Il menu è molto semplice e varia quasi giornalmente in base alla disponibilità degli ingredienti.

Se vi trovate nei paraggi, fermatevi qui per assaggiare le pallotte cacio e ova, la specialità del locale, fritte in olio bollente e servite con sugo saporito che invita alla scarpetta.

Mmm.. che bontà!

Quanto ai primi piatti, ampia scelta di pasta fresca e fatta a mano come la chitarrina alla teramana e gli anellini alla pecorara.

Anche se sembra un locale “senza pretese”, il conto pareggia quasi quello di un ristorante, per questo vi consiglio di prediligere l’asporto.

 

 

 

Firenze in 2 giorni

Firenze in 2 giorniFirenze in 2 giorni

Visitare Firenze in 2 giorni sembra impossibile ma non lo è! Basta comprare tutti i biglietti in anticipo, munirsi di scarpe comode e sperare nel bel tempo!

Il nostro itinerario? Ecco qui il nostro tour di Firenze in 2 giorni !

 

Firenze in 2 giorni

Firenze in 2 giorni

 

Giorno 1: Duomo, Uffizi, Palazzo Pitti, Giardini di Boboli

Arriviamo a Firenze Santa Maria Novella alle 8.45 con un treno Frecciarossa partito da Roma Termini.

Usciamo dalla stazione e ci fermiamo a far colazione al Bar Pasticceria Deanna, a due passi dalla stazione.

Si tratta di una pasticceria storica con vasta scelta di brioches e sfoglie con varie farciture (more, lamponi, pistacchio). Buona anche la caffetteria. Prezzi nella media.

A pancia piena, imbocchiamo Via Panzani e arriviamo al Duomo, o Cattedrale di Santa Maria del Fiore, con la cupola del Brunelleschi, il Battistero con la Porta del Paradiso del Ghiberti e il Campanile di Giotto.

L’intero complesso del Duomo è visitabile a pagamento ma noi, avendo poco tempo, vediamo solo l’interno del Duomo.

Passando da Via dei Calzaiuoli, arriviamo a Piazza del Mercato Nuovo per farci una foto con la Fontana del Porcellino, sinonimo di buona sorte.

La leggenda vuole che si lasci scivolare una monetina nella bocca del porcellino: se la moneta cade nella grata, allora saremo fortunati.

Raggiungiamo la magnifica Piazza della Signoria, il fulcro della vita politica cittadina, con il Palazzo Vecchio, sede attuale del comune e museo civico, e la Loggia dei Lanzi.

In Piazza si trova la bellissima Fontana del Nettuno e il monumento equestre di Cosimo I del Giambologna.

A pochi passi da Palazzo Vecchio troviamo la Galleria degli Uffizi, uno dei musei italiani più visitati e conosciuti al mondo.

Noi abbiamo acquistato il biglietto online (24€) ed entriamo per visitarlo.

Il museo ospita una collezione di opere del Rinascimento di artisti come Botticelli, Michelangelo, Leonardo da Vinci e Raffaello, ed è qualcosa di veramente eccezionale.

La visita dura poco più di 2 ore ma, se avessimo avuto più tempo, saremmo rimasti almeno un’altra ora!

Affamati, ci fermiamo All’antico vinaio, in Via dei Neri, un piccolo posto famoso per le schiacciate.

La fila fuoriesce dal locale e ci tocca aspettare più di 20 minuti per essere serviti, ma alla fine mangiamo una schiacciata con lampredotto a testa pagando 5€, un affare!

Dopo un buon caffè, riprendiamo il nostro tour dirigendoci verso Ponte Vecchio, a metà strada tra gli Uffizi e Palazzo Vecchio e uniti dal Corridoio Vasariano, che passa proprio sopra le teste dei turisti affacciati sul ponte.

Attraversando il Ponte Vecchio, mentre ammiriamo le botteghe degli orefici, raggiungiamo Palazzo Pitti, sede di diversi musei tra cui la Galleria Palatina, la Galleria dell’Arte Moderna e il Giardino di Boboli.

Avendo acquistato i biglietti in anticipo, visitiamo sia Palazzo Pitti sia i Giardini di Boboli, concludendo così il nostro pomeriggio immersi nell’arte, nella natura e nella bellezza dei Giardini.

Poco prima di cena, andiamo in hotel per lasciare i borsoni e poi riusciamo per cenare nei dintorni di Piazza Santo Spirito.

Qui visitiamo la Chiesa di Santo Spirito, costruita dal Brunelleschi e affacciata sull’omonima piazza.

Ceniamo da Trattoria Pandemonio, in Via del Leone, un piccolo locale a conduzione familiare dove si mangiano i piatti tipici della cucina fiorentina.

Abbiamo preso una bistecca alla fiorentina accompagnata da patate saltate spendendo circa 30€ a testa. Tutto molto buono e con un servizio eccellente.

Firenze in 2 giorni

Firenze in 2 giorni

 

Giorno 2: Santa Maria Novella, Chiesa di San Lorenzo, Chiesa Santa Croce, Galleria dell’Accademia

Dopo un’abbondante colazione in hotel, iniziamo il nostro tour dalla Chiesa di Santa Maria Novella, una delle più belle della città, con la sua facciata in marmo bianco e verde (disegnata da Leon Battista Alberti) e la Cappella Tornabuoni (affrescata dal Ghirlandaio).

La tappa successiva è l’Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella, nel complesso conventuale di Santa Maria Novella, la farmacia storica più antica di tutta Europa.

Oltre 1700 mq suddivisi in sale, aree adibite a museo e a biblioteca, l’antica spezieria, la sagrestia (sala dove si conservavano le acque), l’angolo dei fiori e la tisaneria, dove i clienti possono degustare thè e tisane.

Imbocchiamo Via del Giglio e arriviamo a Piazza San Lorenzo, dove visitiamo la Chiesa di San Lorenzo e le Cappelle Medicee, quest’ultime ospitanti i membri della famiglia Medici.

Andando verso il Duomo, arriviamo a Piazza Santa Croce per visitare la Chiesa di Santa Croce, dove sono sepolti Michelangelo e Galileo.

Pranziamo al volo con una schiacciata e poi visitiamo la Galleria dell’Accademia, famosa per essere la sede della statua in marmo originale del David di Michelangelo!

Nel tardo pomeriggio, riprendiamo il treno e torniamo a Roma, stanchi ma felici del nostro week-end fiorentino.

 

 

Firenze in 2 giorni

 

 

Dove mangiare i panzerotti pugliesi a Roma

Dove mangiare i panzerotti pugliesi a RomaDove mangiare i panzerotti pugliesi a Roma

Si può passeggiare tra i vicoli della Città Eterna con il sapore della Puglia in bocca? Assolutamente si! Basta recarsi in uno dei migliori locali di street food pugliese aperti nella capitale e mangiare un gustoso panzerotto.

I panzerotti sono preparati con l’impasto della pizza, tagliati a forma di disco, farciti, richiusi a mezzaluna e fritti in olio bollente o cotti in forno.

Il ripieno tradizionale è a base di pomodoro e mozzarella, ma ormai quasi tutti i locali propongono molteplici varianti, come rape e ricotta, carne macinata, tonno e capperi, ecc.

Una vera bontà, deliziosa, da gustare rigorosamente calda.

Dove? Ecco a voi la mia lista, quindi prendete carta e penna e segnate Dove mangiare i panzerotti pugliesi a Roma.

 

 

 

Panzerotti & Friends (Via Appia Nuova 559 e Via Germanico 69)

Un franchising pugliese con due punti vendita aperti nella capitale: uno in Via Appia Nuova e l’altro in Via Germanico, a Prati.

Nel menu scritto sulla lavagna chiaramente sono proposti piatti tipici della tradizione pugliese: pucce, focacce, pasticciotti, rustici, taralli e, chiaramente, panzerotti.

Questi ultimi, sono disponibili sia fritti sia al forno, ripieni di pomodoro e mozzarella, come da tradizione.

Tuttavia, è possibile optare per altri ripieni come carne macinata e piselli, ricotta e spinaci, formaggi, ecc.

Se volete assaggiare più varianti, allora vi consiglio di optare per il “cartoccio”, che comprende 3 mini panzerotti con gusti a scelta.

Se siete veramente affamati, tralasciate tutto e buttatevi sul “Panzerotto gigante” con ben 700 gr di ripieno. Ce la farete a finirlo?

I panzerotti sono squisiti, dorati, perfettamente cotti e non unti, fragranti.. Una vera prelibatezza da assaporare boccone dopo boccone.

Unica pecca: lo spazio ridotto nel locale di Via Appia Nuova. Probabilmente vi toccherà mangiare in piedi o passeggiando lungo la strada.

Prezzi: da 3 a 4 euro.

 

 

 

Nonna Lia (Piazza Istria)

Un franchising  nato per portare un angolo di Puglia nella capitale, attraverso prodotti tipici della cucina pugliese preparati secondo le ricette tradizionali della “Nonna”.

I migliori panzerotti di Roma, a detta di molti.

I prodotti usati sono esclusivamente di origine pugliese: farina, olio extravergine di oliva, latticini, ortaggi.

Tre sono i punti vendita a Roma: a Piazza Istria (nel quartiere Trieste), in Via Tiburtina 499 e in zona San Paolo.

Il menu propone panzerotti fritti e al forno, con il tipico ripieno di pomodoro e mozzarella, o con l’aggiunta di salumi, verdure, ecc.

I panzerotti sono riccamente farciti, fatti al momento e serviti caldi, una vera bontà!

Il mio preferito? Il panzerotto “Nonna Lia”, con ricotta e pomodori di pachino.

Se siete indecisi, optate per il “cartoccio”, che propone 3 mini panzerotti con ripieni a vostra scelta.

Non contenti, i titolari hanno inventato anche il “Panzerotto dolce”, ripieno di Nutella, crema pasticcera o cioccolato bianco e pistacchi, un vero peccato di gola.

Prezzi: da 2,5 (il panzerotto classico) a 3,5 euro (le varianti). 10 euro il panzerotto gigante.

 

 

 

 

Matò Street Food (Via Lorenzo il Magnifico, 26)

Un piccolo locale nei pressi di Piazza Bologna, totalmente dedito allo street food pugliese: focacce, pucce, pizze, frise e panzerotti.

I panzerotti sono perfetti, dorati, fatti al momento, non troppo grandi nè minuscoli, preparati con farine selezionate e ingredienti freschi.

Per il ripieno, si parte dal classico pomodoro e mozzarella per poi spaziare con varianti come mortadella e provola, rape e fior di latte, ecc.

Il tocco in più? Il panzerotto vegan (con crema di ceci) e quello senza lattosio.

Per chi ha voglia di dolce, è disponibile il panzerotto ripieno di Nutella e scaglie di cocco.. Lo rifiutate??

Prezzi: da 2 a 3 euro.

 

 

 

 

Bacio di Puglia (Via del Mascherino)

Il posto giusto per chi vuole assaggiare la cucina pugliese, dai classici primi (orecchiette con le cime di rape, riso patate e cozze, ecc) ai più giovanili street food (focacce baresi, pizze rustiche, pucce), senza tralasciare i mitici panzerotti.

Il locale è carino, accogliente, ideale per un pranzo veloce e senza troppe pretese, senza necessità di svuotare il portafoglio.

Gli ingredienti usati sono rigorosamente freschi e di prima qualità.

I panzerotti sono serviti sia fritti sia al forno, ripieni con pomodoro e mozzarella, o con varianti come carne macinata, tonno e capperi, cime di rape, ecc.

I panzerotti sono squisiti, serviti caldi, dorati, non unti e con il giusto equilibrio tra dimensione del panzerotto e quantitativo del ripieno.

Prezzi: 3 euro i panzerotti.

Dove mangiare i migliori maritozzi di Roma

Dove mangiare i migliori maritozzi di Roma

Dove mangiare i migliori maritozzi di Roma

La città eterna non è famosa solo per la Carbonara e l’Amatriciana, e no!

Come si può non citare il mitico maritozzo?!?

La morbida brioche ripiena di panna montata, arricchita di uvetta e scorze d’arancia… Semplicemente irresistibile!

Il nome maritozzo si deve al fatto che la tradizione vuole che i fidanzati regalassero questa brioche alla loro fidanzata il primo venerdì di marzo, l’odierno San Valentino.

Il momento migliore per divorare un maritozzo? A colazione o a fine serata, proprio prima di rientrare a casa.

Ma un maritozzo vale l’altro? Assolutamente no!

Ecco a voi la mia classifica dei migliori maritozzi di Roma, in versione “diurna” e “notturna”..

 

 

Cristalli di zucchero, in via Valtellina (Monteverde) e in zona Circo Massimo

Un indirizzo da segnare assolutamente nella vostra agenda, perfetta per una colazione domenicale in zona Circo Massimo.
Il maritozzo è realizzato con olio extravergine di oliva e a lunga lievitazione (ben 72 ore!), morbido e non eccessivamente dolce.
Ultimata la cottura, il maritozzo viene ricoperto con una leggera glassa all’arancia oppure lasciato nella sua versione originale, da gustare vuoto o farcito con panna montata o crema pasticcera.
Oltre al maritozzo, la pasticceria è una vera leader nella produzione di tutti i lieviti: cornetti (il migliore? Farcito con crema e marmellata), fagottini al cioccolato o alla crema, danesi, girelle, parigine, ventagli.

 

 

Dove mangiare i migliori maritozzi di Roma

 

 

Forno Mosca, in Via Candia (zona San Pietro)

Un forno storico, famoso per la pizza bianca da farcire con la mortazza, la pizza romana preparata con un impasto a lunga lievitazione, ma anche dolci, tra cui bigné, crostatine e i mitici maritozzi.

Questi ultimi sono prodotti con ingredienti pregiati: lievito naturale, farina semintegrale, burro di alta qualità.

I maritozzi hanno il sapore di una volta, sono freschi, morbidi, gustosi, ottimamente lievitati, serviti alla papalina  (senza panna ma con zucchero e uvetta) assolutamente degni di nota.

 

 

Pasticceria Romoli, in Viale Eritrea (quartiere africano)

La pasticceria più famosa del Quartiere Africano, dove faticherete a entrare il sabato e la domenica mattina.

La pasticceria Romoli è famosa per due prodotti: il profiteroles e i maritozzi.

Il maritozzo viene servito in tre varianti (vuoto, con panna, con cioccolato) ma, quello con la panna (fresca e rigorosamente montata a mano) è considerato, da molti, il migliore di Roma.

Tra i fan del maritozzo firmato Romoli, ci sono celebrities come Sergio Castellitto, Nanni Moretti e Liza Minnelli.

 

 

 

Pasticceria Regoli, in via dello Statuto 60 (zona Esquilino)

Pasticceria storica del quartiere Esquilino, aperta dal 1916 da Umberto Regoli e sua moglie, e oggi gestita dalla terza generazione.

Al bancone regnano i grandi classici: crostate, millefoglie, genovese con cioccolato o crema pasticcera, torte con la frutta, bignè e, infine, i maritozzi.

Qui il maritozzo è celestiale, morbido, ben lievitato, servito semplice (vuoto, con uvetta e pinoli) oppure spaccato a metà e farcito con panna montata fresca, una vera delizia!

 

 

 

Pasticceria Andreotti (Ostiense)

Una delle pasticcerie storiche di Roma, aperta dal 1931 e premiata dal Comune di Roma come “Negozio di Interesse Storico”, famosa per le torte e i lieviti.

A colazione l’offerta è ampia e c’è solo l’imbarazzo della scelta: cornetti (farciti o meno), maritozzi con panna normali o mignon, bombe alla crema o al cioccolato, crostatine, biscotti, ciambelle, brioche, fagottini, danesi, veneziane e ventagli, ma anche fette di ciambellone  e tortine di pasta frolla ripiene di crema o di marmellata.

I maritozzi sono semplicemente fantastici, morbidi, digeribili e ripieni di panna montata fresca di ottima qualità.

 

 

Panificio Bonci

Il Dio dei lievitati, Gabriele Bonci, famoso per il pane e la pizza, prepara con le sue sapienti mani maritozzi strepitosi, digeribili, arricchiti con canditi e pinoli, e farciti al momento con panna montata fresca.

I maritozzi sono davvero buoni, dolci al punto giusto, soffici e, chiaramente, altamente digeribili.

 

 

 

E se avete voglia di maritozzo a fine serata?

Correte da “Il maritozzaro” a Trastevere, dove i fratelli Agostini preparano leccornie dal 1960.

Il maritozzo qui è una piccola opera d’arte, realizzata in vari formati: piccolo, maxi, vuoto, farcito con panna montata o altre creme a scelta.

L’impasto è soffice, ben lievitato, fragrante, dolce al punto giusto.

La panna (rigorosamente fresca) viene montata al momento e il maritozzo farcito espresso…

Cosa si può volere di più??

 

 

 

Se siete in zona Colosseo, fate un breve pit stop da “L’Antica Cornetteria“, aperta 24 ore su 24, molto frequentata di notte e con un’ampia offerta di dolci (cannoli, bombe, maritozzi, cornetti) e salati (buone le pizze, le focacce e i supplì).

I maritozzi sono morbidi, profumati, preparati con margarina vegetale al posto del burro, serviti vuoti o ripieni di panna fresca.

A Ponte Milvio trovate “Cornetto Imperiale“, dove il maritozzo è preparato senza burro (sostituito da margarina vegetale naturale), senza lattosio (e quindi perfetto anche per gli intolleranti), altamente digeribile e a ridotto contenuto di grassi: quest’ultima affermazione è vera, chiaramente, solo nel caso in cui scegliate il maritozzo vuoto.

Ma come potete rinunciare alle mille varianti di ripieno offerte? Panna montata, panna allo zabaione, crema di pistacchio, nutella… mmm…

 

 

L’Appio Latino ai tempi del Covid (parte 2)

L’Appio Latino ai tempi del Covid (parte 2)

Sulla scia dell’articolo da me pubblicato qualche settimana fa, vi racconto i nuovi locali che ho scovato nel nostro quartiere e che hanno una marcia in più!

Come sempre, se avete altri da segnalarmi, non esistate a commentare!

 

L’Appio Latino ai tempi del Covid (parte 2)

 

Chiu Sapore (Via Appia Nuova 486)

Il posto giusto per gli amanti della buona cucina napoletana e non solo della famosa pizza.

Sarò stata a cena qui almeno una decina di volte e ho sempre trovato tanta gente e di tutte le età! Veramente un ambiente molto carino e familiare 😉

A pranzo il menu propone pizza e bibita a 6€, un prezzo quasi imbattibile.

Se potete concedervi uno sgarro, allora consiglio la pizza o un ricco calzone (quest’ultimo molto buono, più di quello di Michele), altrimenti optate per uno spaghetto “a vongole” o un secondo di carne o pesce.

Imperdibili le montanare e il cuoppo, piccoli sfizi perfetti per iniziare il vostro pasto.

Il locale è grande e ha anche tavoli all’aperto quindi potete consumare qui (scelta fortemente consigliata) oppure ordinare a domicilio con Deliveroo o Just Eat.

 

Caffe’ Valentini  (Piazza Tuscolo 2)

A Piazza Tuscolo, questo locale è aperto dalle prime luci dell’alba fino a sera con un’ampia scelta di dolci e salati.

A colazione trovate cornetti, lieviti, biscotti secchi e torte artigianali, tutte molto invitanti. I cornetti costano 1,20€ ma sono più grandi della norma e riccamente farciti quindi il prezzo è giustificato.

Per la pausa pranzo, con 6€ potete mangiare primo/secondo, caffè e acqua. Non male, soprattutto se siete fortunati e trovate la lasagna, buonissima, proprio come quella della nonna!

Se preferite restare leggeri, sempre con 6€ potete scegliere un piatto di verdure miste, acqua e caffè. Insomma, ce n’è per tutti!

Il menu pranzo è disponibile anche da asporto ma vi consiglio di consumare ai tavolini all’aperto, concedendovi così un momento di relax in piazza.

 

Labo52 (Via Enea 52)

Dopo aver ricevuto la segnalazione da parte di un’amica, ho deciso di testare questa rosticceria siciliana dove ho trovato ogni ben di Dio.

Partiamo dai primi piatti della tradizione siciliana come gli anelletti al forno, la parmigiana di melanzane e la pasta alla norma, tutti serviti in porzioni abbondanti e a 5€ (con una porzione, potete mangiarci anche in due).

Passiamo poi ai pezzi forti della cucina siciliana: arancine, cartocciate, cipolline, fagottini e le mitiche pizzette siciliane, quelle con melanzane fritte, pomodoro e mozzarella, morbide e soffici insomma, veramente imperdibili!

Per chiudere in dolcezza, trovate iris farciti con ricotta e cioccolato e cannoli grandi riempiti sul momento con crema di ricotta o di pistacchio.

Che dire? Un vero angolo di Sicilia a due passi da Santa Maria Ausiliatrice.

Il locale fa anche consegna a domicilio con un minimo di ordine di 10€ (facilmente raggiungibile e anche superabile :)).

Gelateria Splash (Via Eurialo 102)

Su segnalazione, ho voluto provare questa gelateria proprio a due passi da casa mia che, a dispetto del nome, non offre solo dessert freddi ma anche prodotti di caffetteria e dolci da colazione come ciambelloni, crostate, cornetti e le mitiche brioche siciliane provenienti direttamente da Catania!
La titolare Simonetta spiega che nel laboratorio sono usati latte fresco, zucchero, panna e materie prime di prima qualità come il pistacchio di Bronte, la mandorla di Avola, i pinoli di Pisa.
Quanto ai gusti di gelato, non c’è che l’imbarazzo della scelta tra i grandi classici e le “nuove scoperte” come Cupido (gianduia con Nutella), Crostata con ragnata (marmellata di uva di Moltepulciano d’Abruzzo), Nutellone (crema di nutella ghiacciata) e Grisbì al limone.
Io, oltre a questi, mi sento di consigliarvi i gusti alla frutta, buoni davvero e, soprattutto, preparati con vera frutta fresca.
Per gli intolleranti ci sono gelati e panna di soia e, per chi è a dieta in vista dell’estate, ampia scelta di granite e yogurt da gustare con cereali e frutta e fresca.
Quanto ai prezzi, il gelato da asporto costa 20€ al kg e coni/coppette partono da un minimo di 2€.

Poll8 (via Gino Capponi)

Ho scoperto questa rosticceria per caso, passeggiando nei dintorni di casa.

Gestito da una famiglia argentina che vi saprà conquistare con la simpatia e la gentilezza, Poll8 è più di una semplice rosticceria:

oltre al pollo allo spiedo (disponibile anche alla diavola, su prenotazione) e alle patate al forno, qui potrete mangiare anche salsicce, spuntature di maiale, fettine di manzo, verdure grigliate e le famose empanadas argentine preparate dalla moglie del titolare.

Noi, incuriositi dalle recensioni sulla bontà del pollo, lo abbiamo assaggiato e possiamo dirvi che non ha nulla a che vedere con quello che trovate nei supermercati o nelle altre tavole calde.

Il pollo allo spiedo è grande (un po’ più del solito), affatto unto sulla pelle, ben cotto e condito con un misto di erbe per arrosti che lo rendono molto saporito.

La nota in più? Lo potete mangiare anche il giorno dopo freddo o riscaldandolo 30 secondi al microonde, una vera bontà!

I miei complimenti vanno anche alle fettine di manzo, semplicemente sublimi, morbide come il burro e super saporite grazie all’emulsione di erbe aromatiche preparata direttamente dal proprietario.

Insomma, che dire? Se avete voglia di una bella grigliata mista, allora andate da Poll8 e mettete a dura prova il vostro colesterolo!

 

 

 

Pur abitando praticamente sopra l’Acqua e Sapone, nei giorni di quarantena è stato impossibile entrarci per via delle lunghe fila di attesa all’ingresso ma, con grande soddisfazione, sono riuscita a rimpiazzarlo con Pim, un piccolo supermarket a Circonvallazione Appia che vende praticamente di tutto, dai detersivi alla pasta!

Pensate che, dopo le festività pasquali, ho persino comprato un paio di colombe Balocco a 1€, un vero affare!

I proprietari sono simpaticissimi e i prezzi assolutamente concorrenziali: che dire di più? Ah si, ho comprato da loro anche il carrello porta spesa a 18€, meno di Amazon!!!

 

L’Appio Latino ai tempi del Covid (parte 2)

Kubla khan: il confine tra sogno e realtà?

Kubla khan: il confine tra sogno e realtà?

Kubla khan: il confine tra sogno e realtà?

A volte girovaghiamo per tutta Roma alla ricerca del locale trendy dove fare serata,

la location giusta per le storie su Instagram, ma stavolta ci è bastato arrivare a Ponte Lungo, una vera scoperta!

Avreste mai immaginato che a Ponte Lungo, dietro la pompa di benzina, potesse nascondersi un luogo quasi “magico” in grado di condurre la vostra mente in un viaggio fino al lontano Oriente?

Beh questo è quello che ho provato entrando da Kubla Khan: un locale dove nulla è lasciato al caso,

dall’arredo al menu e soprattutto, dove la nota in più è sicuramente la cortesia e la gentilezza del personale.

Ma tralasciando gli arredi trendy e l’atmosfera piacevole, passiamo a ciò che più importa, il menu,

che raccoglie influenze europee, orientali e sudamericane, dalla paella Valenciana ai rolls giapponesi, passando per i saporiti tacos messicani.

E se pensate che questa varietà di cibo sia sinonimo di mancanza di “piatto forte del locale” vi sbagliate di grosso e ve lo dico perché noi abbiamo assaggiato di tutto:

patatas bravas, bao, tacos con salmone e verdure, Pinsa con carpaccio e barrata, e rolls di baccalà!

Beh si, abbiamo mischiato carne e pesce ma siamo usciti assolutamente felici e soddisfatti!

Avete voglia di cenare con una pizza? Avete voglia di una bistecca? hamburger di chianina? cucina romana?

Questo non è il locale che fa per voi, ma se siete alla ricerca di un ristorante carino dove passare il sabato sera gustando prelibatezze di varie cucine europeee ed extra europee, allora si, Kubla Khan fa assolutamente per voi.

E ancora se avete voglia di un aperitivo, venite qui e potrete gustare un calice di vino o un cocktail accompagnato con crocchette, bao, tacos e ciò che più vi stuzzica.

Insomma, cos’altro dire? In bocca al lupo ragazzi, io tornerò sicuramente perché ho ancora tante cosettine da assaggiare.

L’Appio Latino ai tempi del Covid

L'Appio Latino ai tempi del Covid
L’Appio Latino ai tempi del Covid

L’Appio Latino ai tempi del Covid

Questa pandemia ha messo in ginocchio il mondo intero e, pensando al nostro bel quartiere dell’Appio Latino, molte attività commerciali.

Già solo facendo una passeggiata lungo Via Appia Nuova scoprirete che hanno chiuso molti esercizi: il ristorante Le Due Palme, il Roma Store, il negozio di cucine e arredamenti, alcuni negozi di abbigliamento, e soprattutto i negozi del centro commerciale Happio.

Allora mi sono chiesta: “Perché mi piace vivere in questo quartiere?” … “Beh semplice, perché è super servito e non ho bisogno di andare lontano per bere una birra con gli amici, mangiare una pizza, fare shopping, ecc.” … ma se i negozi chiudono, poi che faccio? Cambio quartiere?
E allora cari ragazzi dobbiamo impegnarci per sostenere le attività del nostro quartiere!

Vi chiedete come?? Io e il mio fidanzato abbiamo inventato la “Cene salvataggio” ovvero, due/tre volte a settimana, ordiniamo da asporto nei locali della zona coniugando così i piaceri della pancia all’attenzione per il prossimo, senza però svuotare interamente il portafoglio.

Oltre a questo, abbiamo cominciato anche a comprare nelle piccole botteghe piuttosto che nelle grandi catene di negozi: ad esempio, i cuscini per le sedie e i copricuscini da Settanni (in Via Gino Capponi), i fiori dal fioraio in via della Caffarelletta, il pane al forno sotto casa (piuttosto che al supermercato), le verdure al mercato ecc.

E dopo questi spunti per i casalinghi, voglio ora suggerirvi alcuni posticini super consigliati per l’asporto.

 

Escobrillo (Via Tommaso Fortifiocca 68)

Un piccolo pub molto carino con un menu adatto a tutti: fritti, montanare, bruschette, hamburger “goderecci” con carne fantastica (con bacon, provola, scamorza, gorgonzola e ciò che più preferite) e pizze al piatto, morbide e digeribili.

Noi abbiamo provato gli hamburger (consigliato il “Toni” ma anche il semplice hamburger alla piastra con patatine), le pizze e il calzone (riccamente farcito), come pure i fritti (la lode va ai fiori di zucca).

Due i punti a favore: la rapidità nella consegna (il cibo arriva bollente a casa) e la simpatia e la disponibilità del personale, veramente unica nel suo genere.

Per una cena per due con consegna a domicilio spenderete meno di 20€: si può fare, no?

Ragazzi mi raccomando prenotate, non possiamo permettere che questa piccola perla ci abbandoni!

Il menu lo trovate sulla loro pagina Facebook e potete prenotare chiamandoli dalle 18.30 in poi.

 

Sapori di Principe (Via Eurialo 83/89)

Se siete amanti della pizza napoletana, non dovete arrivare per forza in centro da Michele o da Sorbillo: certo, la loro pizza è senza dubbio eccellente ma quella di Sapori di Principe non è da meno!

Alta, digeribile e sapientemente condita: cosa si può volere di più?
A noi per sbaglio, una volta, ci hanno consegnato una pizza con patate e salsiccia al posto del calzone ma, anziché mandarla indietro, l’abbiamo divorata e siamo rimasti super soddisfatti!
Il menu lo trovate sulla loro pagina Facebook e potete ordinare tramite l’app Glovoo oppure andare a ritirarla direttamente in sede.

Se oltre alle pizze gradite qualche sfizio, vi consiglio le montanare e il fritto misto napoletano, veramente una sciccheria!

Quanto ai prezzi, anche qui ci aggiriamo sui 20 euro per una cena per due con consegna a domicilio.

Preciso che Sapori di Principe è aperto anche a pranzo con un menu a 5 euro che comprende pizza e bibita: ok, lo so, vi state già mettendo le scarpe per raggiungerlo e allora segnate bene l’indirizzo e buon appetito!

 

Il gelato tentatore (Via Appia Nuova 409)

Ragazzi concorderete con me nel dire che questa è la migliore gelateria del quartiere: giusto?!?! Gelato fantastico, coni e coppette enormi e a un prezzo ridicolo se paragonato ad altre gelaterie.

Cosa posso dirvi di più? Beh, noi, con l’arrivo dell’estate, abbiamo cominciato a cenare anche con una vaschetta di 750 gr di gelato!

 

Cancelliere (Via Amedeo Crivellucci 8)

Se siete nei dintorni della Caffarella, allora non potete lasciarvi scappare una colazione con cornetto e cappuccino al Cancelliere, il bar proprio vicino l’ingresso della Caffarella, sempre pieno di gente e gestito da ragazzi molto simpatici.

I dolci sono buonissimi e artigianali e li potete consumare in loco oppure prendere la vostra colazione e consumarla su una delle panchine all’interno del parco, sotto i raggi del sole.

Che bello questo bar, una vera chicca nel quartiere, consigliato anche per l’aperitivo con pizzette e tramezzini freschissimi.

 

Trattoria Avvolgibile (Circonvallazione Appia 56)

Questa trattoria ha aperto sul finire del 2018 ed è subito diventata famosa per i piatti fantastici (serviti in porzioni abbondanti) ed i prezzi super popolari!

Il menu è disponibile sul loro sito e sono aperti sia a pranzo sia a cena, con consegna gratuita con spesa minima di 30€.

I miei consigli?? Iniziare con un bel fritto di baccalà e fiori di zucca e proseguire con primi piatti (la gricia e la pajata sono il top) e/o  secondi (indimenticabile l’abbacchio).

L’Avvolgibile ha anche tavoli all’aperto quindi potreste approfittarne per pranzare/cenare direttamente lì, evitando così la consegna a domicilio e lasciandovi coccolare dallo staff cortese e disponibile.

 

Dolce Cuò (Piazza dell’Alberone 25)

Pur abitando nelle immediate vicinanze, ho scoperto questa pasticceria in questo periodo di quarantena, dopo aver letto l’intervista ai due proprietari e così, incuriosita, il giorno successivo sono andata a fare colazione.

Che dire? Beh, ci sono tornata anche il giorno dopo con la scusa che avevo appena fatto le analisi del sangue ahahahah

Un bancone pieno di dolci uno più bello e buono dell’altro: torte, biscotti secchi, cornetti, bomboloni, dolci di pasta sfoglia, ecc.

I cornetti vengono farciti sul momento e la formula cornetto+cappuccino costa 2€: una rarità!

Tuttavia, la mia lode va ai muffin con gocce di cioccolato, semplicemente perfetti, morbidi e super goduriosi.

Vi ho convinto? Beh, fateci un salto e mi saprete dire!

 

Filodilatte (Viale Furio Camillo 41)

Un piccolo bistrot pugliese dove potrete comprare salumi, formaggi e prodotti tipici pugliesi, ma anche fermarvi per la pausa pranzo o un aperitivo veloce.

I prezzi sono popolari: primi piatti 5€, pucce 5€, secondi, contorni e torte rustiche, tutte buonissime.

Ogni giorno il locale pubblica sulla propria pagina Facebook il menu del giorno e vi consiglio di seguire la pagina solo se siete nei paraggi perché altrimenti soffrirete le pene dell’inferno!

Vi dico solo che riso patate e cozze li ho persino sognati!!! Arghh

Se amate i prodotti pugliesi, potete anche ordinarli e farveli consegnare a casa (es. taralli, biscotti artigianali, salsa di pomodori, sottoli ecc) senza costi aggiuntivi!

Ragazzi non avete scuse per non andare da Filodilatte: siete a dieta per la prova costume oppure siete vegani? Lo sformato di patate zucchine e pomodori saprà ricompensarvi! Parola di una che è a dieta perenne!

 

 

Pizzeria Dal Bersagliere (Via Gino Capponi 16/22)

Questa è la pizzeria storica dell’Alberone e lo dimostra il fatto che a cena trovate tutte le fasce d’età: bambini, famiglie, giovani, adolescenti e nonni!

Nonostante sia una pizzeria, qui il mio piatto preferito è il cosciotto di pollo, abbondante e cotto alla perfezione, servito con patatine fritte o insalata al modico prezzo di 10€!

Se preferite la pizza, allora vi consiglio il crostino con prosciutto e mozzarella oppure la classica margherita.

La pizzeria ha tavoli interni e all’aperto quindi potete cenare sul posto oppure ordinare da asporto o scegliere la consegna a domicilio (i recapiti telefonici li trovate sulla loro pagina internet).

Il prezzo? Meno di 20€ per una cena per 2!

Un pezzo di storia del quartiere che non possiamo assolutamente lasciarci sfuggire!

 

Ragazzi questi sono solo alcuni dei posti che ho testato e che mi sento di raccomandarvi: voi, avete altri da consigliarne? Attendo il vostro feedback e mi impegno a darmi il mio perché il mio progetto di “salvataggio” è appena cominciato!!!

 

 

 

 

 

 

Le pastiere più buone di Napoli

Le pastiere più buone di Napoli
Le pastiere più buone di Napoli

Le pastiere più buone di Napoli

Si avvicina la Pasqua e per i napoletani questa festa non è sinonimo di colomba o uovo di Pasqua bensì di un dolce ancora più buono.

Quale? La pastiera!

Per chi non la conoscesse, si tratta di una sorta di crostata al profumo di limone e fiori di arancio, ripiena con una crema di ricotta, grano cotto, zucchero e canditi, una vera bomba!
La bontà di questo dolce sta proprio nel contrasto tra la fragranza della pasta frolla e la morbidezza del ripieno, che rimane umido e profumato per più giorni.

Se siete a Napoli, non lasciatevi scappare una bella fetta di pastiera originale, come solo mammà sap fa!

Dove trovare le migliori? Ecco Le pastiere più buone di Napoli!

 

 

La Pastiera Napoletana (Via Benedetto Croce 50)

Partiamo subito con il tempio della pastiera napoletana, una pasticceria storica del quartiere Spaccanapoli dove la pastiera si fa tutto l’anno!

Non fatevi ingannare dagli arredi vintage e il packaging demodè: qui la pastiera si fa come da tradizione, con il grano cotto, la ricotta, i canditi e l’acqua di fiori d’arancio (oltre a burro, uova, zucchero e farina), cotta alla perfezione, umida fuori e fragrante all’esterno.

Il suo profumo e la sua morbidezza rimarranno inalterati per giorni, anche se difficilmente una pastiera durerà fino a 2-3 giorni (come non mangiarla a colazione, pranzo e cena?)!

Prezzo: 24€ al kg.

 

 

Pasticceria Bellavia (4 sedi)

Storica pasticceria napoletana aperta nel 1952 da Vincenzo Bellavia ed oggi gestita dai suoi eredi.

Oltre ai prodotti della tradizione partenopea, qui potrete trovare anche specialità siciliane come cannoli e cassate, in omaggio alle radici del capostipite Vincenzo e della moglie Maria Pia.

Nel periodo pasquale, da Bellavia troverete una pastiera sublime, morbida e profumata, da gustare in loco con un buon caffè napoletano, oppure a portar via per un gradito omaggio ai vostri amici.

Prezzo: 20€ al kg.

 

 

Leopoldo dal 1940 (Via Chiaia 258)

Altra pasticceria storica di Napoli, aperta dal 1940 e che fa della qualità e della tradizione i propri segni distintivi.

Nato inizialmente come un forno specializzato in taralli, nel corso degli anni Leopoldo ha ampliato la propria offerta a dolci e gelati di straordinaria qualità, preparati con ingredienti sempre freschi e genuini.

Da Leopoldo, oltre a fermarvi per una dolce merenda (ampia scelta di pasticcini tra cui babà e sfogliatelle top), potrete assaggiare una delle migliori pastiere di Napoli, preparata secondo la ricetta tradizionale e disponibile in monoporzione oppure a portar via in eleganti confezioni.

Un dolce che vi conquisterà al primo assaggio, un sapore sublime che inebrierà il vostro palato con il profumo dei fiori di arancio e la cremosità della ricotta.

Se vi è venuta l’acquolina in bocca non temete: Leopoldo fa spedizioni su tutto il territorio nazionale!

 

 

Moccia (Via San Pasquale 21)

Una panetteria fondata nel 1936 e famosa per i suoi prodotti artigianali da forno di prima qualità, preparati esclusivamente con ingredienti selezionati e freschissimi.

Famoso più per le pizzette rosse rotonde e i taralli che per i biscotti, da Moccia potrete trovare i dolci della tradizione napoletana come sfogliatelle, babà, struffoli e, nel periodo pasquale, persino la pastiera e il tortano napoletano.

La pastiera di Moccia si differenzia dalle altre perché è preparata con ricotta di bufala, più cremosa di quella di pecora e di mucca e dal sapore più deciso, mescolata al grano cotto, la cannella e le scorze d’arancia.

Il risultato? Una pastiera fantastica, dal sapore inimitabile, da mangiare in versione mignon accompagnata con un buon caffè oppure a portar via.

Che scegliate il dolce o il salato, Moccia non delude mai, provare per credere!

 

 

Carraturo (Via Arangio Ruiz 46)

A Porta Capuana, antica pasticceria aperta nel 1837 dal maestro pasticcere Carraturo e da subito specializzatasi nella preparazione delle sfogliatelle ricce e frolle.

Oggi, oltre alle sfogliatelle, Carraturo propone dolci e pasticcini di tutti i tipi: cornetti, babà, cannoli, torte capresi, torte per compleanni, ecc.

Nel periodo pasquale, da Carraturo trovate una pastiera assolutamente perfetta, alta e umida all’interno, con un ripieno di ricotta e canditi dalla giusta consistenza, cremoso e profumato.

 

 

 

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