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Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada

Tour Andalusia: Siviglia, Cordoba e Granada
Tour Andalusia: Siviglia, Cordoba e Granada

Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada

Amo la Spagna e questo viaggio in Andalusia ha contribuito ad aumentare la mia passione per questa terra calda, accogliente e ricca di storia, cultura e tradizioni.

Il mio tour è durato 5 giorni ed è stato decisamente low cost:

voli acquistati con 3 mesi di anticipo, spostamenti in treno/autobus, tante passeggiate e pasti consumati in posti non turistici e tutti con un buon rapporto qualià-prezzo.

Siete curiosi?

Ecco a voi il mio Tour Andalusia: Siviglia Cordoba e Granada.

 

Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada

 

Giorno 1: Siviglia

Arriviamo a Siviglia a metà mattina con un volo diretto Vueling da Roma.

Per raggiungere il centro prendiamo l’autobus EA (Especial Aeropuerto) che in meno di 30 minuti ci porta al centro della città e ci lascia a Paseo Colon, vicino l’hotel da noi prenotato.

Il tragitto di sola andata costa 4€ mentre a/r costa 6€, molto conveniente.

Lasciamo i bagagli in hotel e usciamo subito per visitare questa meravigliosa città partendo proprio Placa de la Virgen, bellissima piazza nel cuore del centro storico, da dove possiamo ammirare la Catedral de Sevilla, la cattedrale gotica più grande al mondo (quasi 23.500 mq), dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1987!

La parte più famosa della Cattedrale è sicuramente La Giralda, la sua torre campanaria, uno dei simboli della città.

Noi decidiamo di non salire in cima alla torre ma, se voleste, sappiate che il biglietto costa 9€.

A breve distanza troviamo l’Alcazar, un complesso di palazzi in stile mudéjar che per secoli hanno ospitato le famiglie reali e con giardini da sogno.

L’antica fortezza araba presenta una combinazione di colori semplicemente affascinante;

bellissimi anche i pavoni e gli altri animali che circolano liberi tra i vari giardini del parco.

Il biglietto di ingresso costa 11,50€ e la visita, molto fugace, dura circa un’ora.

Essendo ora di pranzo, acquistiamo due bocadillos e ci addentriamo nel Barrio di Santa Cruz, il pittoresco quartiere ebraico della città.

Girovagando tra l’intrico di viuzze del barrio, caratterizzate da casette bianche in tipico stile andaluso, arriviamo a Plaza de Espana, all’interno del Parque de Maria Luisa, famosissima per le 58 panchine in maioliche colorate che rappresentano tutte le province spagnole e che vengono prese d’assalto da turisti e locali all’ora di pranzo.

Nel pomeriggio, passeggiamo lungo le rive del Guadalquivir fino a Las Setas (o Metropol Parasol), un enorme edificio bianco alto 26 metri, che ricorda la forma di 4 grandi funghi.

L’edificio è visitabile al costo di 3€ ma noi, essendo leggermente stanchi, torniamo in hotel per rilassarci in vista della serata.

A cena, attraversiamo il Puente de Triana e andiamo a cena da Restaurante & tapas El Sella, scovato su Tripadvisor e con punteggio 4,5.

Accogliente, spazioso e ben arredato, il ristorante si rivela una scelta perfetta, con un menu vario e a prezzi medi.

Noi abbiamo mangiato tapas (buone e super abbondanti) accompagnate da un vino asturiano consigliatoci dal cameriere e abbiamo speso circa 20€ a testa, ottimo!

La scelta del locale ci consente sia di assaggiare cucina tipica sia di passeggiare tra le vie del quartiere gitano, culla del flamenco, terminando così la serata.

 

Giorno 2: Siviglia – Cordoba

Il secondo giorno a Siviglia decidiamo di visitare il Barrio de la Macarena, meno turistico rispetto al Barrio Santa Cruz e al Barrio Triana ma comunque affascinante.

Il simbolo del quartiere è la Basilica della Macarena, ospitante proprio la Virgen de la Macarena, una delle statue più venerate di tutta la Spagna, totalmente vestita e ornata d’ oro, argento e pietre preziose: una meraviglia per gli occhi!

Su calle Doña María Coronel si trova un muro con la ruota del Convento di Santa Inés, tramite la quale le monache del convento, non potendo entrare in contatto con il pubblico, vendono dolci e biscotti artigianali.

Incuriositi, abbiamo preso un etto di biscotti alle mandorle molto buoni e a un prezzo irrisorio, che abbiamo trangugiato durante la passeggiata nel quartiere.

Vicino a Plaza de los Terceros si trova la Iglesia de Santa Catalina, riconoscibile dalla torre campanaria in stile mudéjar simile alla Giralda e il portone in stile gotico.

Usciti dalla chiesa, ci fermiamo per pranzo a El Rinconcillo (calle Gerona 40), storico locale fondato nel 1670 e ideatore delle tapas.

Pranzare al banco con tapas e birra è il modo migliore per godere dell’atmosfera di questo locale, il tutto spendendo meno di 10€ a testa, super consigliato!

Nel pomeriggio, attraversiamo il Puente Barqueta e visitiamo l’Isola de la Cartuja, che deve il suo nome al Monastero omonimo che si trova sul lato sud.

L’isola non è abitata ma ospita solamente bar, ristoranti e discoteche, oltre al parco divertimenti Isla Magica.

I posti da vedere assolutamente sono la Torre Triana, sede della regione Andalucia, la Torre Pelli (o Torre Cajasol), un grattacielo moderno attiguo agli splendini giardini di Magellano e, infine, il Monastero della Cartuja, fondato nel 1399 e luogo di permanenza e sepoltura di Cristoforo Colombo.

Il monastero fu abbandonato nel XIX secolo e successivamente fu anche una fabbrica di ceramica, poi nei secoli a venire fu restaurato e diventò sede del padiglione reale della Expo Universale del 1992, oggi è il centro Andaluso di Arte Contemporanea.

Poco prima di cena, prendiamo un treno che, in meno di 1 ora e al prezzo di 6€, ci conduce direttamente a Cordoba.

Qui, lasciamo i bagagli in albergo e usciamo subito per cenare da Bodegas Mezquita Céspedes, scovato su Tripadvisor con punteggio 4,5 e che vi consiglio caldamente.

Abbiamo fatto una cena tra amici con tapas e piatti tipici. Con meno di 20 euro a testa abbiamo mangiato molto e bene, il servizio è stato ottimo.

 

Giorno 3: Cordoba

Iniziamo il nostro tour della città di Cordoba con la visita della Mezquita, la moschea più grande dell’Andalusia (più di 23.000 metri quadri), che oggi ospita la Cattedrale di Cordoba.

Chi viene in vacanza a Cordoba non può non visitare questo capolavoro: un misto di arte araba e cristiana unito in un unico monumento, dove vi sembrerà di stare in un labirinto di colonne e archi tra cui perdervi, veramente affascinante!

Una meravigliosa fusion di stili e religioni, un’atmosfera quasi surreale e ultrasensoriale.

Il biglietto di ingresso costa 10€ e la visita dura poco meno di un’ora.

Dalla Mezquita, ci dirigiamo al Alcazar de los Reyes Cristianos (biglietto 4,50€), di certo non il palazzo reale più sontuoso dell’Andalusia ma comunque degno di nota per via degli splendidi giardini con giochi d’acqua che ospitano le statue di Isabella e Ferdinando di Castiglia che incontrarono qui Cristoforo Colombo per finanziare il suo viaggio alla scoperta delle Americhe.

Splendida anche la Torre dell’Inquisizione, da cui si gode una splendida vista e i reperti archeologici custoditi all’interno del palazzo come i famosi mosaici romani.

Di fronte all’Alcazar ci sono i Baños del Alcázar Califal (biglietto 2,50€), i bagni arabi costruiti nel X secolo, scoperti “per caso” nel Novecento e oggi restaurati e adibiti a museo.

Entrando da Puerta del Puente, attraversiamo il Puente romano, simbolo della città e costruito dai romani nel I secolo a.C. fino ad arrivare alla Torre de la Calahorra, una piccola fortezza araba costruita per proteggere la città, dove pranziamo ai Jardines del Rocio con due bocadillos.

Nel pomeriggio, torniamo indietro per passeggiare tra le viuzze della Juderia, il pittoresco quartiere ebraico caratterizzato da case bianche riccamente addobbate da fiori.

Imperdibile la Calleja de las flores, nei pressi della Mezquita, famoso per i vasi blu con fiori rossi appesi alle pareti.

Divaghiamo nei pressi di Plaza del Potro alla ricerca della Posada del Potro, la locanda resa celebre da Cervantes nei versi del Don Chisciotte (peraltro, oggi sede di un museo del flamenco), poi ci fermiamo a cena nei pressi di Plaza de la Corredera, molto simile alla madrilena Plaza Mayor, una delle piazze più grandi e suggestive di Cordova.

Ceniamo da La cazuela de la esparteria, un ristorante carinissimo e ben arredato, molto accogliente e informale, che propone piatti tipici della cucina andalusa con un buon rapporto qualità-prezzo.

Noi abbiamo preso 3 tapas, due secondi di carne e una bottiglia d’acqua spendendo meno di 25€ a persona, ottimo direi!

 

Giorno 4: Cordoba – Granada

Prima di partire per Granada, ci concediamo una ghiotta colazione al Mercado Victoria, un grande mercato coperto in Paseo de la Victoria pieno di stand enogastronomici, molto simile al mercato centrale di Valencia.

Se amate le colazioni salutari, vi consiglio lo stand Mil Sabores, dove troverete frullati e centrifughe preparati sul momento, da accompagnare con brioche e caffè da Panea.

Salutiamo Cordoba con un treno che in meno di 2 ore e 30 minuti e al costo di neanche 15€ a testa, ci porta dritti a Granada, ultima tappa del nostro viaggio.

Arriviamo a Granada a ora di pranzo e, essendo leggermente stanchi, rimandiamo al giorno dopo la visita dell’Alhambra.

Pranziamo con tortilla del Sacromonte, il piatto tipico di Granada, una corposa frittata a base di midollo, uova e interiora di vitello.

La tortilla è servita con patatas a lo pobre, ovvero patate fritte ripassate con aglio, cipolla, vino e olio.

Sazi e soddisfatti, decidiamo di visitare la Cattedrale di Granada (biglietto 5€), la prima struttura rinascimentale della Spagna e la seconda più grande del paese.

Nelle vicinanze visitiamo la Capilla Real de Granada (biglietto 5€), un tempio con i resti mortali dei Re Cattolici Fernando de Aragón e Isabel de Castilla.

Molto vicina alla Cattedrale si trova la Alcaicería, una zona dedicata ai negozi dell’artigianato granadino, dove approfittiamo per acquistare souvenir e ninnoli in puro stile arabeggiante.

Passeggiando tra le stradine tipiche del quartiere di Albayzin, arriviamo al Palazzo Dar-al-Horra (Monastero di Santa Isabella), uno dei pochi edifici del quartiere a conservare tutt’ora l’aspetto originario.

Il Palazzo fu edificato dagli arabi e poi ceduto ai cattolici e divenuto, su volere della Regina Isabella, Convento Reale di Santa Isabella.

L’ultima tappa della nostra giornata granatina è il Mirador de San Nicolas, nel cuore dell’Albayzin, un belvedere dal quale si gode una vista mozzafiato sull’Alhambra e sulla Sierra Nevada.

Pieno di turisti, pittori e suonatori di strada, ricorda molto il Pincio a Roma, un luogo romantico e suggestivo.

Ci concediamo un aperitivo a base di tapas e sangria proprio nei pressi del Mirador e concludiamo con uno spettacolo di flamenco a Jardines de Zoraya (prezzo 20€).

Magnifico, emozionante e coinvolgente, lo spettacolo ci stupisce e ci fa innamorare ancora di più della cultura andalusa grazie al mix di suoni, colori e calore.

 

Giorno 5: Granada

Dopo una golosa colazione a base di caffè con leche e churros, usciamo alla volta dell’Alhambra, la fortezza spagnola per eccellenza posta sul colle della Sabika, da cui domina l’intera città.

Il complesso è formato da diversi palazzi, torri e giardini.

Noi abbiamo comprato online i biglietti per il Palazzo (14€) ed i Giardini (7€), saltando la fila.

Acquistate l’audioguida per apprezzare ancor di più la bellezza e la storia dei luoghi.

La zona più imponente è quella araba del palazzo Nazaries, il quale conta tre edifici:

  1. Il Mexuar, la zona più antica, era riservata alla gestione degli affari pubblici e della giustizia,  decorata con arabeschi e azulejos e il suo patio era considerato l’entrata ufficiale.
  2. Il palazzo del Trono o di Yusuf I, dove spicca il Patio de los Arrayanes con la sua enorme vasca di acqua in cui si riflette la Torre de Comares;
  3. Il palazzo dei Leoni o di Mohammed V con il Patio de los Leones, un porticato di 124 colonne costruite in marmo bianco della città di Almeria, e al centro la fontana decorata con 12 leoni.

Oltre il Nazaries, la visita prosegue all’interno della Medina, ovvero la parte residenziale, l’Alcazaba, il recinto militare, e il Palazzo di Carlo V, un edificio rinascimentale tuttora utilizzato per esposizioni temporanee e concerti.

Usciti dall’Alhambra, la tappa successiva è la Generalife, la residenza estiva dei sultani, un luogo ideale di pace e relax, con giardini e fontane scenografiche.

Memorabile la Escalera de agua, la scala con l’acqua che corre lungo la ringhiera.

Durante la visita, rimaniamo affascinati dal mix tra cultura moresca e cristianesimo che fanno del Generalife un luogo dove la realtà supera la fantasia.

Avendo saltato il pranzo, ultimata la visita, torniamo in città e ci concediamo una merenda marocchina da Alfaguara (Calle Caldereria Nueva 7), un locale arabo situato in una delle vie più caratteristiche di Granada.

Sdraiati su soffici cuscini e attorniati da arredi arabeggianti, facciamo merenda con té (ampia scelta! Io consiglio il té marroquí o il té egizio con i datteri) accompagnati da dolci fatti sul momento (fantastiche le crèpes zaharaui con limone, miele, banana e cioccolato).

Appagati dalla merenda marocchina, chiudiamo la giornata all’insegna dello shopping.

 

Giorno 6: Rientro.

 

 

 

 

 

 

 

Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca

Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca
Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca

Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca

Finalmente sono arrivate le tanto agognate vacanze estive e quest’anno come meta ho scelto l’isola di Palma de Maiorca, in Spagna, bella, vivace e solare.

Se anche voi avete deciso di trascorrere qualche giorno nella meravigliosa isola di Palma, di seguito i miei consigli su Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca con un giusto bilanciamento di divertimento, buon cibo, spiagge e tanti selfie.

 

 

Muoversi a Palma de Mallorca

La maggior parte di voi penserà che, essendo un’isola, sia necessario affittare una macchina o uno scooter per girare per l’isola e scovare calette: è assolutamente falso!

Noi abbiamo deciso di usare i mezzi pubblici (nuovi e con aria condizionata, puntualissimi e monitorabili tramite l’app Mobipalma) e, pernottando a Palma centro, vedere le spiagge e le calette della parte sud-est e sud-ovest dell’isola.

Così facendo, siamo riusciti a vedere tante spiagge spendendo poco (abbiamo comprato un abono da 10€ per 10 viaggi) e con al massimo 1h di viaggio.

Non ci credete? Beh, ho le foto che possono dimostrarlo! Illetes, Cala Comtesa, Cala mayor, Cas Catalá con il bus n. 3.

Can pastilla, es arenal, playa de palma, cala blava con i bus 15, 20, 25 e 23.

Es trenc con il bus Tib 501 (viaggio durato 1 ora).

Ensaimada

Colazione

Se avete prenotato un hotel senza la prima colazione, potrete fare la vera colazione maiorchina con ensaimada e granita di mandorle (granizados) per una spesa di 5-6€.
Le migliori ensaimades le trovate al Fornet de la Soca, al Forn de St. Christo, e al forno Ca’n Joans de Sago, tutti in centro.
Se preferite la classica colazione italiana, recatevi da Cappuccino (una catena di locali presenti in tutta Palma) o in una delle tante pastelerie presenti in città, dove potrete fare colazione con cornetto e cappuccino a prezzi leggermente al di sopra degli standard italiani.

Giornata al mare

Per trascorrere un’intera giornata al mare, è indispensabile l’ombrellone, soprattutto in spiagge non attrezzate come Es trenc, Cala Comtesa, Cala Blava, Playa del mago e Cas Català.

Noi abbiamo comprato un ombrellone in uno dei bazar di fronte a Cala Mayor, 9€ per un ombrellone che pesa meno di 1 kg e si può portare a spalla, comodissimo!!!

Quanto ai viveri, in alcune spiagge ci sono chioschi e bar (molto inflazionati, una banale caesar salad costa 14€!) mentre altre sono deserte quindi è bene attrezzarsi con bottiglie d’acqua (noi le abbiamo sempre prese a El corte ingles, 1€ per due bottiglie da 2 litri ciascuna), snack e succhi di frutta (per questi ultimi, consiglio i succhi Bi Frutas reperibili sia da Eroski sia a El corte ingles, senza zuccheri aggiunti e poveri di calorie, 3 brick costano 1,87€).
Se siete a Cala Mayor, vi consiglio di fare merenda con una granita al cocomero a 3€, che potrete acquistare al chiosco in spiaggia dai colori bianco e azzurro.

Cala Comtesa
Cala Comtesa

 

Merende e snack

Per le merende, non lasciatevi “fregare” dalle gelaterie che propongono coni/coppette con 2 gusti (2 bolas) a 4,50€ ma optate per un sorbetto (dai 3 ai 3,50€) o uno yogurt artigianale (3-3,50€) e il gelato, riservatevelo per l’Italia che con 5€ ci comprate 500 gr!

Noi ci siamo innamorati del sorbetto di una gelateria in Carrer dels Apuntadors, nei pressi della Lonja, che fa sorbetti e gelati artigianali e a prezzi accessibili.
L’italiano Riva Reno è sempre pieno di gente e ha prezzi eccessivi rispetto agli standard italiani (il cono piccolo, con 1 gusto, costa 3€).
Se siete a Cala Mayor, vi consiglio di fare merenda con una granita al cocomero a 3€, che potrete acquistare al chiosco in spiaggia dai colori bianco e azzurro.

Tapas

Se siete tipi di tapas piuttosto che da classica cena al ristorante, di seguito alcuni posti che vi consiglio ma per i quali non ne garantisco l’economicità rispetto ad una cena prenotata con the fork, soprattutto se siete molto affamati.

Nei pressi della Lonja, consiglio il Bar dia, famoso per le sue tapas varie e economiche in tutta la città (infatti, è sempre pieno di gente), come anche i bar in plaza sobrassadana e nei pressi del Paseo Maritimo.

Consiglio vivamente le patatas bravas, il gazpacho, i gamberi all’andalusa e il classico pan y aioli, buono e saziante.

Cene

Quanto alle cene, noi abbiamo prenotato sempre tramite the Fork in ristoranti con sconto 30% e con punteggio da 8.2 a 9. Il risultato? Tutto fantastico e con una spesa minima.

Alcuni esempi: da Wine & Food (ristorante vicino Plaza Mayor e con punteggio 9.2) abbiamo mangiato una tartare di tonno preparata davanti ai nostri occhi semplicemente divina, pane caldo condito con salsa aioli, polpo alla piastra con patate morbido e ben condito.

Da Beewi Azul abbiamo mangiato dei pinxtos superlativi con salsiccia e marmellata di cipolle, baccalà fritto, gamberi e guacamole, ecc.

Da Can Brondo (ristorante nei pressi del Passeig del Born e con punteggio 9.2) abbiamo cenato spendendo 25€ a testa per 1 antipasto e 1 secondo a testa, tutto di pesce e gustato in un suggestivo terrazzino interno all’hotel omonimo.

A La mosquita muerta (punteggio 9.2, nei pressi di Passeig del Born) abbiamo speso 23€ in due per un antipasto condiviso (polpette di melanzane morbide e saporite) e un secondo di pesce a testa, tutto buono e preparato con ingredienti freschi.

Da Manto negro (vicino La mosquita muerta, punteggio 8.7) abbiamo cenato la prima sera con due antipasti (patatas bravas e tris di salse arabe da gustare con pane caldo) e due secondi (un hamburger manto negro e una picana de angus) spendendo 44€ in totale.

La nota positiva è che in tutti i ristoranti in cui abbiamo mangiato, ci hanno servito una porzione generosa di pan y aioli e olive verdi come omaggio, vivendo così le tradizioni maiorchine.

Se non riuscite a resistere tanti giorni senza la cucina italiana, allora recatevi A casa mia (in calle sant magi), un ristorantino italiano dove potrete mangiare una calamarata in grado di dare filo da torcere ai migliori chef partenopei o un tiramisù che batte di gran lunga il romano Pompi e, se volete anche un cocktail, potrete sorseggiarlo nel locale difronte, Ventunobar Mallorca, gestito dalla stessa famiglia (mojito top).

 

 

Post cena

Per un cocktail post cena, consiglio la Sodrassana (in plaza de la sodrassana), Abaco (cocktail bar caratteristico con arredi originali, ma dove un cocktail costa ben 16€) e tutti gli altri locali nella zona della Lonja, del Paseo Maritimo o del Passeig del Born (qui consiglio Born8, valido e degno di nota sia per cena sia per il post).
Un cocktail accompagnato da tapas sfiziose lo trovate da El Neo tapas & cocktails (due locali, uno al barrio de Santa Catarina, l’altro vicino la Loggia), prenotabile anche tramite The Fork.

Shopping

Se visitate Palma de Mallorca nel periodo dei saldi, dovete approfittarne per fare shopping da Oisho, Zara Home, Unosde50 e Mango, tutti con prezzi più bassi rispetto all’Italia.

Se siete alla ricerca di souvenir, in Carrer de la Victoria troverete il negozio di calamite più economico della città: 1 calamita 1€, contro i 2,95€ praticati in tutti gli altri negozi.

Pensierini sfiziosi per le vostre amiche?

Da Alehop (una catena spagnola simile a Tiger) troverete cavigliere con ciondoli a 1€, penne, pochette e tanti altri articoli low cost.
Altri negozi di souvenir economici li trovate nei pressi di Plaza Mayor o nelle viuzze antistanti Passeig del Born.

Le migliori pizze al taglio di Roma

Le migliori pizze al taglio di Roma
Le migliori pizze al taglio di Roma

Le migliori pizze al taglio di Roma

A chi non è mai capitato di andare in giro per strada e fermarsi ad annusare il profumino che proviene dalle pizzerie al taglio?

E quanti di voi, dopo essersi fermati per entrare, ci hanno ripensato dicendo “Sarà tutto fumo e niente arrosto?… Sarà la solita pizza gommosa? … Sarà digeribile?”.

Ecco allora una piccola guida per andare “a colpo sicuro” quando sentirete l’irresistibile profumo di pizza invadere le vostre narici..

Ecco a voi Le migliori pizze al taglio di Roma, quegli angoli di paradiso in cui vale veramente la pena entrare e fare una bella scorpacciata di carboidrati…

 

 

Alice Pizza

Un franchising presente in tutta Roma, il cui primo punto vendita ha aperto nel 1990 in Via delle Grazie, zona San Pietro.

Da allora, la pizza di Alice ha visto un crescente successo grazie alla bontà delle materie prime usate, tutte a km 0.

L’impasto è a preparato con farina del Molino IMO, priva di additivi, pochissimo lievito (1 cubetto da 25 gr viene usato per 25 kg di farina!) e sale.

Una volta lavorato, l’impasto viene lasciato lievitare per almeno 24 ore, per poi essere steso in teglia, farcito e cotto in forno.

Il risultato? Una pizza croccante, fragrante, saporita e altamente digeribile.

I prezzi sono leggermente alti, ma comunque giustificati dalla bontà del prodotto.

Le pizze vanno al kg: 13,50€ al kg la Marinara e la Margherita, 12€ al kg la rossa, 16€ al kg le bianche farcite.

 

 

 

Da Agostino (Corso Trieste)

Una storica pizzeria su Corso Trieste, sempre piena di studenti universitari, liceali e avventori occasionali che si lasciano tentare dal profumino di pizza calda che arriva fino in strada.

Una pietra miliare del quartiere Trieste, conosciuto da nonni, genitori e figli.. un vero pezzo di storia!

Le pizze sono basse, friabili, digeribili e super saporite. La migliore? La Margherita, ma anche i calzoni sono assolutamente degni di nota.

Le pizze vanno al kg: 8€ la bianca, 10€ la rossa, 14€ la margherita e le farcite. I calzoni costano 2,50€.

 

 

 

Pizzarium Bonci (Via della Meloria, Vaticano)

Una delle migliori pizze al taglio di Roma, preparate da Gabriele Bonci, con un impasto a base di farine biologiche macinate a pietra e lievito madre.

La lunga lievitazione garantisce una pizza croccante, digeribile, condita con ingredienti freschi e di qualità, con abbinamenti molto fantasiosi.

Alcuni esempi? Stracchino e prosciutto cotto, nduja e gorgonzola, provola e pancetta, broccoletti e taleggio.

Le pizze di Bonci sono delle vere opere d’arte e di sapore.. Manca solo la firma dell’autore!

I prezzi sono medio-alti, ma comunque rapportati alla qualità e alla bontà del prodotto servito.
 

Pane e tempesta (Via Giovanni de Calvi, Monteverde)

Un forno gourmet  aperto da poco ma diventato subito famoso per la bontà dei prodotti sfornati.
Il locale è piccolo ma ben arredato, in stile vintage, con un lungo bancone in legno che mette in bella mostra pizze, pani e dolci squisiti, come crostate, plumcake, ciambelloni, ecc.
Gli ingredienti usati sono tutti di prima qualità (lievito naturale e farine biologiche macinate a pietra), e gli impasti seguono tutti una lunga lievitazione, il che incrementa la digeribilità sia di pani che delle pizze.
Le pizze sono croccanti, friabili e saporite, proposte in migliaia di condimenti che variano in base alla fantasia del pizzaiolo.
Alcuni esempi? Le “pizze tempesta” con ricotta, mele speziate e melanzane, oppure guacamole, sedano e mandarino.
Il tocco in più? Le pizze vegane, come la pizza al tarassaco bio o quella con crema di carciofi.
Prezzi: 8€/kg la pizza bianca, 16/20€ al kg le pizze farcite e vegane.

Trieste (Via Urbana 112, Monti)

Una storica pizzeria pescarese che, da qualche anno, ha deciso di portare la bontà del suo unico prodotto anche nella capitale.
A Pescara, tutti conoscono “Pizzeria Trieste” e in tanto hanno cercato di imitarla ma nessuno c’è mai riuscito.
Le pizze servite sono proprio quelle di una volta: tonde, basse ma soffici, ben lievitate, cotte a puntino e condite con ingredienti freschi e genuini.
Il menu propone molteplici varianti: margherita, bianca con la mozzarella, con i funghi, con i frutti di mare, con friarielli piccanti e salsiccia, baccalà e peperoni, alici e pomodorini, ecc.
Le mie preferite? La Margherita e la Bianca con la mozzarella, senza alcun dubbio!
Prezzi: 2,50€ la margherita, 2,20€ la bianca con mozzarella, da 2,80€ a 3,90€ le farcite.

Angelo e Simonetta (Via Nomentana, 581 – Montesacro)

Una delle pizze al taglio più amate della capitale, dove Angelo e Simonetta preparano, sin dagli anni ’90, una pizza in teglia a lunga lievitazione ed estremamente digeribile.
Oggi la pizzeria è gestita dai fratelli di Angelo, che continuano a usare materie prime eccellenti e ad applicare la tecnica dell’impasto a lunga lievitazione (fino a 96 ore!).
Il menu propone, accanto alle pizze tradizionali (margherita, capricciosa, quattro stagioni, ecc.), pizze più stravaganti, come quella con crema di zucca gialla, stracchino, pepe bianco, pancetta e provola affumicata.
Un vero tripudio di sapori che vi conquisterà sin dal primo assaggio.
Il locale propone pizze al taglio e pizze alla pala, a prezzi molto competitivi.
Prezzi: 13,50€ la pizza alla pala con fiori di zucca.

Minipizza (varie sedi)

Il paradiso di chi vuole farsi una scorpacciata di pizza senza svuotare il portafoglio, perfetta da asporto o con consegna a domicilio.
Le pizze sono tonde (hanno lo stesso diametro di un piatto piano), sottili, croccanti e digeribili.
Oltre ai gusti classici (margherita, marinara, patate e salsiccia, quattro stagioni, ecc.), sono disponibili “pizze speciali” come la “Pecorita” (patate lesse, mozzarella, pancetta e pecorino) e la “Fiorita” (zucchine, pachino e fiordilatte).
Le mie preferite? La Cacio e pepe e la Boscaiola, senza dubbio!
I prezzi: da 2€ a 3,50€ per pizza, in base al condimento

Viaggio a Lisbona low cost

Viaggio a Lisbona low cost
Viaggio a Lisbona low cost

Viaggio a Lisbona low cost

Lisbona è una delle più belle capitali europee, perfetta da visitare sia in inverno sia in estate, grazie al suo clima mite e mai troppo afoso.

La città non è molto cara ma comunque ci sono dei piccoli accorgimenti da osservare per rendere il vostro viaggio veramente low cost. Quali?

Ecco a voi i miei consigli per un Viaggio a Lisbona low cost.

Muoversi a Lisbona

Appena arrivati in aeroporto, potrete raggiungere comodamente il centro città con la metro o l’aerobus, a seconda della vostra destinazione.

Durante il soggiorno, metro e tram vi permetteranno di muoversi velocemente a Lisbona.

Il biglietto singolo costa 2,50€ (acquistabile anche a bordo) mentre il giornaliero costa 6€.

In alternativa, potete acquistare la Lisboa Card da 24/48/72 ore rispettivamente a 18,50€/ 31,50€/39€, che include, oltre ai mezzi di trasporto, anche l’ingresso gratuito in alcuni monumenti come il Monasteiro dos Jeronimos, il Museo del Chiado, la Torre di Belém e l’Elevador de Santa Justa.

La Lisboa Card comprende anche la gratuità delle linee ferroviarie verso Sintra e Cascais.

Imperdibile un giro sul tram 28, che parte dalla parte bassa della città e arriva in cime all’Alfama: il bus 28 è incluso nella Lisboa Card ma non nel biglietto giornaliero dei mezzi (infatti, la singola corsa costa 2,85€).

Noi, essendo assidui camminatori, abbiamo visitato quasi tutta la città a piedi ad eccezione del tragitto da/verso l’aeroporto e una cosa sul tram 28.

 

Viaggio a Lisbona low cost

 

Colazione

Lisbona è uno delle capitali più trendy d’Europa e perdersi la colazione in uno dei colorati e vivaci bar in centro è un vero peccato.

Due sono le colazioni obbligatorie: la prima alla Confeitaria Nacional (in Praça da Figueira 18), una pasticceria fondata nel 1829 e famosa per i dolci tipici portoghesi da gustare in una sala arredata in stile ottocentesco.

I pasteis de nata sono sublimi, un tripudio di dolcezza, ma costano leggermente di più rispetto ad altri locali (1,50€ contro 1€).

Altra colazione imperdibile da Pastéis de Belém, nell’omonima via, altra storica pasticceria famosa per i pasteis, buonissimi e delicati, considerati i migliori della città.

Qui con scarsi 10€ riuscite a fare il carico di dolcezza ed energia per cominciare la vostra giornata.

Altra pasticceria degna di nota ma fuori dai circuiti turistici è Manteigaria (in rua do Loreto), piccola e senza posti a sedere ma con un rapporto qualità/prezzo ottimo.

I pasteis de nata sono superlativi e sono serviti caldi e con una spolverata di zucchero a velo o di cannella, e il prezzo è 1€ ciascuno!

Molto buono anche il caffè.

Al centro città non può mancare una merenda o un aperitivo seduti ai tavolini del cafè A Brasileira, proprio di fronte la statua di bronzo dello scrittore Fernando Pessoa, amante di questo caffè.

 

Viaggio a Lisbona low cost

 

Cene

Soul Kitchen Bar (vicino al Jardim do Principe Real, voto 9.4), è un delizioso ristorante, piccolo ma ben arredato, che propone piatti della cucina internazionale da gustare con un sottofondo di musica soft chillout.

I piatti sono ben presentati e serviti in porzioni generose.

Noi abbiamo usufruito dello sconto del 40% con The Fork e abbiamo speso 35€ in due per due antipasti, due secondi e una bottiglia di acqua.

Consiglio di assaggiare i taquitos al pastor con carne di manzo, avocado, lattuga, purè di patate dolci e mix di verdure.

Boteco do Largo (vicino al Jardim Nuno Alvares, voto 9) è un piccolo ristorantino gestito da due donne dove, appena accomodati, vi verrà servito un aperitivo di benvenuto a base di pane croccante, olive e salsine di accompagnamento.

Il menu propone piatti tipici della cucina portoghese tra cui vi consiglio caldamente il baccalà e il pica pau (una sorta di brodetto con tenerissima carne di vitello).

Usufruendo dello sconto del 40%, abbiamo speso 30€ in due e, oltre alla bontà dei piatti, vi consiglio di tenerlo d’occhio anche perché organizzano spesso serate con musica fado.

Grenache (voto 9.6, nel quartiere Alfama) è uno dei migliori ristoranti di Lisbona e, dopo esserci stati, non è stato difficile capire perché.

Il menu degustazione (da 6 piatti) costa 62€ ma noi abbiamo preferito ordinare alla carta usufruendo anche dello sconto del 30%, spendendo circa 60€ in due per due antipasti, due secondi e l’acqua.

Consiglio il tataki di manzo con melanzane e salsa di soia, veramente insuperabile!

Da Espada (in Rua de São Paulo, voto 9), siamo andati con lo sconto del 50% su The Fork, e abbiamo mangiato quasi fino a scoppiare spendendo poco più di 30€ in due.

Nel menu c’è veramente l’imbarazzo della scelta tra piatti di carne e di pesce: io consiglio di tacos di salmone, la tostada di baccalà e la tartare di tonno e mango ma, se ce la fate ad arrivare al dessert, sappiate che ho visto passare delle fette di torta al cioccolato e caramello a dir poco peccaminose…

 

 

Post cena

Il Bairro Alto rappresenta il cuore della movida di Lisbona: un reticolato di viuzze piene di ristoranti, pub, cocktail bar e discobar dove potrete sorseggiare un buon cocktail dopo cena oppure ballare fino alle prima luci dell’alba.

Lungo Avenida 24 de Julho si trova la più alta concentrazione di terrazze lounge bar e discoteche di Lisbona.

Cais do Sodré è il vecchio quartiere a luci rosse di Lisbona, ora rivalutato e diventato uno dei punti di riferimento della vita notturna della capitale portoghese.

In particolare, lungo la Rua Nova do Carvalho ci sono molti locali che propongono spettacoli di burlesque e cocktails con nomi insoliti come il “puta fina”, oltre a vari concerti di musica dal vivo.

Il quartiere di Alfama rappresenta invece la culla del canto popolare del fado, famoso per le sue note nostalgiche e malinconiche, il quale nacque proprio qui durante il XIX secolo ed è divenuto ad oggi un vero e proprio simbolo del Portogallo.

Ad Alfama potete perciò trovare le migliori case del fado, caratterizzate da un’atmosfera familiare ed ospitale, nelle quali potete assaggiare l’ottima cucina locale.

Un’altra zona popolare per la vita notturna a Lisbona sono le Docas, un quartiere portuale a ridosso del fiume dove, all’interno di alcuni vecchi magazzini ristrutturati, sono sorti numerosi bars, caffetterie e clubs.

Se avete voglia di ascoltare musica dal vivo sorseggiando un “Alfa Mojito” (un mojito arricchito da ciliegie), recatevi da Clube Ferroviario (Rua de Santa Apolonia 59), l’ex circolo del dopolavoro ferroviario convertito oggi in un club.

Se volete sorseggiare la famosa Ginjinha, allora il posto giusto è A Ginjinha (Largo Sao Domingos 8), un minuscolo bar sempre pieno di gente ansiosa di sorseggiare il famosissimo liquore con le ciliegie.

Per un locale “originale”, Pensao do Amor fa al caso vostro: un ex albergo a ore convertito in un bar eclettico dalle pareti scarlatte, con specchi e quadri che richiamano tempi passati: imperdibile durante un soggiorno in città (cocktail 7-10 euro).

Se volete fare festa fino all’alba, puntate all’Urban Beach K, una delle più famose ed eleganti discoteche di Lisbona, con ben 3 sale, dj di fama internazionale e una vista mozzafiato sulla città.

Come in tutti i locali di elite, c’è la selezione all’ingresso quindi vestitevi eleganti (l’ingresso costa 12€).

 

 

Viaggio a Lisbona low cost

Shopping

Dopo aver passato qualche giorno immersi tra i colori e le meraviglie di Lisbona, avrete di certo voglia di acquistare azulejos e ceramiche per abbellire la vostra casa con pezzi unici e originali.

Per acquistare le ceramiche portoghesi, vi consiglio di recarvi da Fabrica Sant’Ana, Ceramica Viuva Lamego e Bordallo Pinehiro, oppure da Add Fuel, se preferite ceramiche dal tocco più moderno, o addirittura nel negozio di souvenir del Museo Nazionale dell’Azulejo.

Se invece siete alla ricerca di calamite, poster e altri gadget, allora avrete l’imbarazzo della scelta tra i negozi nel quartiere della Baixa;

qui, tra Praça de Rossio e Praça do Comercio, troverete anche i negozi dei principali marchi internazionali per fare un po’ di shopping anche in vacanza.

Il Barrio Alto, in particolare Rua do Norte e Rua da Rosa, è la zona migliore per acquistare abiti vintage, oggetti di design e creazioni di giovani stilisti portoghesi, mentre Avenida da Libertade è la via dello shopping di lusso dove si concentrano le boutique degli stilisti internazionali.

 

 

Le migliori horchatas di Valencia

Le migliori horchatas di Valencia
Le migliori horchatas di Valencia

Le migliori horchatas di Valencia

Nonostante molti pensino, erroneamente, che l’horchata, la bevanda più dolce e famosa di Valencia, sia una rivisitazione dell’orzata italiana, dopo averla assaggiata capirete che non hanno assolutamente nulla in comune!

Da dove deriva il nome “horchata”?

La leggenda narra che il Re Giacomo I, in una torrida giornata di sole, passeggiando si imbattè in una giovane popolana molto carina che gli offrì un bicchiere di questa bevanda fatta in casa.

Quando il re, conquistato dal sapore della bevanda, chiese alla ragazza quali ingredienti avesse utilizzato, lei rispose che era una bevanda “povera, preparata con acqua, zucchero e chufa (un piccolo tubero proveniente dalle radici della juncia avellanada, molto simile alle nocciole), molto nutriente e ricca di proprietà nutritive.

Il re decise allora di chiamare questa bevanda “orchata” da Or = Oro (bevanda nutriente e ricca di preziose proprietà, come l’oro) e “chata” = bella ragazza.

Una bevanda in grado di abbassare il colesterolo, facilitare la digestione e ricca di vitamine e sali minerali: insomma, un alimento completo!

Passeggiando per le calle di Valencia, non potrete fare a meno di assaggiare una delle tante horchate proposte.

Quali sono le migliori? Ecco a voi i miei suggerimenti.

 

 

Horchatería Santa Catalina (Plaza Santa Catalina 6)

L’horchateria più famosa della città, aperta da oltre due secoli (come si dice nell’insegna), dove il tempo sembra essersi fermato grazie agli arredi vintage e le bellissime piastrelle di ceramica di Malises usate per i decori sia interni sia esterni.

L’horchata è fantastica, non eccessivamente dolce e disponibile anche senza zucchero, da consumare rigorosamente fresca e servita al tavolo o a portar via.

Al bancone troverete dolci fatti in casa tipici valenciani, come farton e churros, ma anche torte, croissant e biscotti.

I prezzi sono più elevati rispetto alla media ma comunque rapportati all’altisonanza del locale e alla qualità dei prodotti offerti.

Prezzo: horchata 2,85€.

 

 

Horchateria La huertana (all’interno del Mercato Centrale)

All’interno del Mercato Centrale, tra stand di frutta e prosciutto iberico, troverete il banco de La huertana, contraddistinti dai colori del blu e del bianco, dove potrete ordinare horchatas e prodotti da caffetteria.

Quella de La Huertana è stata la prima orchata assaggiata a Valencia e me ne sono subito innamorata, tanto da consumarne 2 in meno di 1 ora.

Caldamente consigliato!

Prezzo: horchata 2€.

 

 

Casa de l’Orxata (Mercado Colon)

All’interno del Mercado Colon, un bistrot bio dai colori verde e bianco, con sede di paglia e piante sempreverdi, dove potrete fare merenda con gelati, granite, yogurt e horchate, tutto rigorosamente bio e a km 0.

L’horchata qui è preparata con succo di chufa, acqua e zucchero, 100% vegetale, senza lattosio, senza glutine e senza conservanti.

Per gli attenti alla linea, è disponibile anche l’horchata senza zucchero.

I prezzi sono più alti rispetto alla media ma comunque rapportati alla location ed alla qualità dei prodotti offerti.

Per accompagnare l’orchata, suggerisco i farton, le crostate e le torte artigianali, sfornate quotidianamente.

Prezzi: orchata piccola 2,50€, media 3€.

 

 

Horchateria Daniel (Mercado Colon)

Altra horchateria all’interno del Mercado Colon, dove potrete assaggiare non solo l’horchata tradizionale ma anche la variante al caffè.

Buone, rinfrescanti e ideali dopo una bella passeggiata, le horchatas di Daniel sono sensazionali, non troppo dolci e perfette per essere consumate insieme ai fartons (questi ultimi, leggermente più grandi della media ma leggerissimi).

I fartons (a 0,60€ l’uno) sono fantastici, ricoperti di glassa di zucchero, morbidi e tenerissimi.

Prezzi: 2,20€ la piccola, 3€ la media.

 

 

Horchateria El Collado (Plaza Doctor Collado 13)

Nelle vicinanze della Lonja de la Seda, un locale aperto da più di 125 anni (come si legge sull’insegna) e molto apprezzato dai valenziani doc.

Un locale tradizionale, a gestione familiare, con arredi semplici e antiquati, non troppo grande e con uno staff cortese e disponibile.

Nel menu gelati artigianali, granite e dolci fatti in casa, ideali per una colazione o una merenda senza rivali.

L’horchata, fresca e dissetante, viene servita “al naturale” oppure con l’aggiunta di caffè o di cremoso gelato al cioccolato, una vera leccornia.

Prezzi: horchata 2€, con caffè 3,50€.

 

 

 

Dove mangiare i panzerotti pugliesi a Roma

Dove mangiare i panzerotti pugliesi a RomaDove mangiare i panzerotti pugliesi a Roma

Si può passeggiare tra i vicoli della Città Eterna con il sapore della Puglia in bocca? Assolutamente si! Basta recarsi in uno dei migliori locali di street food pugliese aperti nella capitale e mangiare un gustoso panzerotto.

I panzerotti sono preparati con l’impasto della pizza, tagliati a forma di disco, farciti, richiusi a mezzaluna e fritti in olio bollente o cotti in forno.

Il ripieno tradizionale è a base di pomodoro e mozzarella, ma ormai quasi tutti i locali propongono molteplici varianti, come rape e ricotta, carne macinata, tonno e capperi, ecc.

Una vera bontà, deliziosa, da gustare rigorosamente calda.

Dove? Ecco a voi la mia lista, quindi prendete carta e penna e segnate Dove mangiare i panzerotti pugliesi a Roma.

 

 

 

Panzerotti & Friends (Via Appia Nuova 559 e Via Germanico 69)

Un franchising pugliese con due punti vendita aperti nella capitale: uno in Via Appia Nuova e l’altro in Via Germanico, a Prati.

Nel menu scritto sulla lavagna chiaramente sono proposti piatti tipici della tradizione pugliese: pucce, focacce, pasticciotti, rustici, taralli e, chiaramente, panzerotti.

Questi ultimi, sono disponibili sia fritti sia al forno, ripieni di pomodoro e mozzarella, come da tradizione.

Tuttavia, è possibile optare per altri ripieni come carne macinata e piselli, ricotta e spinaci, formaggi, ecc.

Se volete assaggiare più varianti, allora vi consiglio di optare per il “cartoccio”, che comprende 3 mini panzerotti con gusti a scelta.

Se siete veramente affamati, tralasciate tutto e buttatevi sul “Panzerotto gigante” con ben 700 gr di ripieno. Ce la farete a finirlo?

I panzerotti sono squisiti, dorati, perfettamente cotti e non unti, fragranti.. Una vera prelibatezza da assaporare boccone dopo boccone.

Unica pecca: lo spazio ridotto nel locale di Via Appia Nuova. Probabilmente vi toccherà mangiare in piedi o passeggiando lungo la strada.

Prezzi: da 3 a 4 euro.

 

 

 

Nonna Lia (Piazza Istria)

Un franchising  nato per portare un angolo di Puglia nella capitale, attraverso prodotti tipici della cucina pugliese preparati secondo le ricette tradizionali della “Nonna”.

I migliori panzerotti di Roma, a detta di molti.

I prodotti usati sono esclusivamente di origine pugliese: farina, olio extravergine di oliva, latticini, ortaggi.

Tre sono i punti vendita a Roma: a Piazza Istria (nel quartiere Trieste), in Via Tiburtina 499 e in zona San Paolo.

Il menu propone panzerotti fritti e al forno, con il tipico ripieno di pomodoro e mozzarella, o con l’aggiunta di salumi, verdure, ecc.

I panzerotti sono riccamente farciti, fatti al momento e serviti caldi, una vera bontà!

Il mio preferito? Il panzerotto “Nonna Lia”, con ricotta e pomodori di pachino.

Se siete indecisi, optate per il “cartoccio”, che propone 3 mini panzerotti con ripieni a vostra scelta.

Non contenti, i titolari hanno inventato anche il “Panzerotto dolce”, ripieno di Nutella, crema pasticcera o cioccolato bianco e pistacchi, un vero peccato di gola.

Prezzi: da 2,5 (il panzerotto classico) a 3,5 euro (le varianti). 10 euro il panzerotto gigante.

 

 

 

 

Matò Street Food (Via Lorenzo il Magnifico, 26)

Un piccolo locale nei pressi di Piazza Bologna, totalmente dedito allo street food pugliese: focacce, pucce, pizze, frise e panzerotti.

I panzerotti sono perfetti, dorati, fatti al momento, non troppo grandi nè minuscoli, preparati con farine selezionate e ingredienti freschi.

Per il ripieno, si parte dal classico pomodoro e mozzarella per poi spaziare con varianti come mortadella e provola, rape e fior di latte, ecc.

Il tocco in più? Il panzerotto vegan (con crema di ceci) e quello senza lattosio.

Per chi ha voglia di dolce, è disponibile il panzerotto ripieno di Nutella e scaglie di cocco.. Lo rifiutate??

Prezzi: da 2 a 3 euro.

 

 

 

 

Bacio di Puglia (Via del Mascherino)

Il posto giusto per chi vuole assaggiare la cucina pugliese, dai classici primi (orecchiette con le cime di rape, riso patate e cozze, ecc) ai più giovanili street food (focacce baresi, pizze rustiche, pucce), senza tralasciare i mitici panzerotti.

Il locale è carino, accogliente, ideale per un pranzo veloce e senza troppe pretese, senza necessità di svuotare il portafoglio.

Gli ingredienti usati sono rigorosamente freschi e di prima qualità.

I panzerotti sono serviti sia fritti sia al forno, ripieni con pomodoro e mozzarella, o con varianti come carne macinata, tonno e capperi, cime di rape, ecc.

I panzerotti sono squisiti, serviti caldi, dorati, non unti e con il giusto equilibrio tra dimensione del panzerotto e quantitativo del ripieno.

Prezzi: 3 euro i panzerotti.

Dove mangiare la cucina abruzzese a Pescara

Dove mangiare la cucina abruzzese a Pescara
Dove mangiare la cucina abruzzese a Pescara

Dove mangiare la cucina abruzzese a Pescara

Molti pensano che la cucina abruzzese sia solo fatta di arrosticini ma, credetemi, c’è molto di più!

Parlando solamente dei primi piatti, abbiamo gli anellini alla pecorara, la pasta alla mugnaia, i maccheroni alla chitarra, il timballo di scrippelle e le scrippelle mbusse.

Il mio preferito? Difficile da dirsi, ma sono in dubbio tra i maccheroni alla chitarra e la mugnaia, dei veri miti!

Passando ai secondi, come non citare gli arrosticini, fantastici, da accompagnare con pizz’onte (simili alle pizze fritte) e le pallotte cacio e ove.

Se siete a Pescara e avete voglia di mangiare cucina tipica a base di carne, allora questo articolo fa per voi.

Ecco qui Dove mangiare la cucina abruzzese a Pescara.

 

 

Margherita 1 (Pianella)

Leggermente fuori città, da Margherita 1 ci si sente subito a casa: piccoli spazi, arredi semplici e un clima intimo e accogliente.

Qui si viene per mangiare gli arrosticini, fatti a mano con sapiente alternanza di grasso e magro, il tutto per un sapore a dir poco unico.

La carne è talmente tenere che si scioglie in bocca, cotti alla perfezione, né troppo salati né insipidi, semplicemente buonissimi!

Oltre agli arrosticini di pecora, ci sono anche quelli di fegato con cipolla dolce, meno digeribili dei primi ma ugualmente buoni.

Per iniziare la vostra cena, ampia scelta di bruschette farcite con pomodori freschi, ventricina spalmata, salsicce di carne e fegato, salumi e formaggi rigorosamente abruzzesi.

Per chiudere, dolci fatti in casa giornalmente e amari della casa.

Che dire? Andateci assolutamente e soprattutto d’estate, per cenare sulla terrazza all’aperto.

 

Da Margherita (Città Sant’Angelo)

Se Margherita 1 a Pianella è famosa per gli arrosticini, Da Margherita non potete esimervi dall’assaggiare i primi piatti della cucina abruzzese: pasta alla mugnaia e anellini alla pecorara.

Si inizia con antipasti misti, caldi e freddi: salumi e formaggi abruzzessi, verdure grigliate e gratinate, pizze fritte, polpette e fegatini.

Si prosegue con i primi piatti.

Imperdibili gli anellini, pasta tipica abruzzese, conditi con sugo di verdure e serviti con una grattugiata di ricotta di pecora in superficie: una vera leccornia!

Se preferite la pasta lunga, allora optate per la pasta alla mugnaia: una sorta di tagliatella spessa e schiacciata, condita sugo di carne, melanzane e peperoni.

In superficie è d’obbligo una spolverata di parmigiano grattugiato, eh!

Se non siete ancora soddisfatti, si prosegue con secondi di carne (tagliata, bistecca, arrosticini) e si conclude con dolci fatti in casa: tiramisù, profiteroles, tartufo bianco, panna cotta ecc.

Prezzi medi e super consigliato per pranzi tra amici alla ricerca della buona cucina abruzzese.

 

Il nuovo casereccio (Moscufo)

Un ristorante non raffinato ma adatto per le bocche buone: tovaglie a quadri, camino in mattoni e tavoli di legno, insomma un ambiente rustico ma molto accogliente.

Si parte dagli antipasti con taglieri di salumi e formaggi abruzzesi, verdure grigliate, bruschette farcite e fritti misti, tutti serviti in porzioni abbondanti.

Passando ai primi, ampia scelta tra primi a base di pasta fatta in casa, come gli gnocchi al ragù di anatra, le pappardelle al sugo di cinghiale, gli anellini alla pecorara, le fettuccine al sugo di lepre, il timballo e la chitarrina.

Per secondo, se ce la fate, potete scegliere tra arrosto misto, tagliata, bistecca, costatine d’agnello, salsicce e arrosticini rigorosamente fatti a mano, accompagnati con insalata fresca, verdure grigliate o patate al forno.

Su ordinazione, preparano la papera al sugo o al forno, classico secondo piatto della cucina abruzzese molto apprezzato e raro da trovare.

Gli insaziabili saranno in grado di concludere il pasto con i dolci, freschi e fatti in casa: tiramisù, panna cotta, crostatine, torta della nonna e biscotti fatti in casa.

Super raccomandato per pranzi tra amici e in famiglia.

 

Santa Ignoranza (Palazzo Saligia, Pescara Tiburtina)

Famosa soprattutto per gli arrosticini, Santa Ignoranza propone la cucina tipica abruzzese in un ambiente industrial chic.

Dal lunedì al venerdì, a pranzo c’è il menu fisso a 15€ che include la pizz’onta con prosciutto crudo, le pallotte cacio e ove, l’antipasto del giorno, 10 arrosticini, patate al coppo, acqua e vino inclusi.

Cosa si può volere di più? Di certo, dopo un pranzo così, faticherete a tornare concentrati al lavoro!

Se andate nel fine settimana o a cena, avrete un’ampia scelta di salumi e formaggi abruzzesi, come il culatello di Torre De’ Passeri, i salami dolci e piccanti e il pecorino abruzzese.

Quanto al piatto forte, avrete di che sfiziarvi: arrosticini, salsicce di fegato e non, braciole di maiale, bistecche di manzo e hamburger.

Tutto buono e fatto sul momento con ingredienti di qualità, servito da uno staff cortese e simpatico.

Il pasto si chiude con dolci fatti in casa (consigliatissimo il tortino al cioccolato), caffè e amari abruzzesi: genziana, grappa e ratafia.

 

 

La Mugnaia (Città Sant’Angelo)

Il nome di questo ristorante già dice qual è il suo pezzo forte: la mugnaia, la strepitosa pasta di Elice fatta in casa, servita in porzioni abbondanti condita con un sugo denso e saporito.

Ristorante ormai storico, rappresenta una tappa irrinunciabile per chi vuole gustare la vera cucina abruzzese genuina e casereccia.

Si inizia con antipasti misti: bruschette, salumi nostrani, pecorino di Farindola, crocchette di patate e olive all’ascolana.

I primi sono, inutile dirlo, il pezzo forte: ottimi e straordinariamente abbondanti; a confronto con la mugnaia, non sfigurano affatto chitarra, gnocchi e ravioli di ricotta con crema di pistacchio e pancetta croccante.

Quanto ai secondi, ampia scelta di carni alla brace: agnello, arrosticini, braciole, salsicce di carne e fegato, pancetta, ecc.

Per chiudere il pasto, oltre ai classici dessert (tiramisù, panna cotta, crema catalana e tartufo), qui trovate anche la pizza dolce abruzzese, fatta in casa, come quella che facevano le nonne.

 

 

Gastronomia L’Abruzzo a tavola (Viale Gabriele D’Annunzio, 41)

Nei pressi dell’Università, questa gastronomia ha partecipato anche al programma Food Advisor di Simone Rugiati promuovendo le sue mitiche pallotte cacio e ova.

Un locale piccolo, con pochi posti a disposizione, specializzato più nel take away che nel servizio al tavolo.

Il menu è molto semplice e varia quasi giornalmente in base alla disponibilità degli ingredienti.

Se vi trovate nei paraggi, fermatevi qui per assaggiare le pallotte cacio e ova, la specialità del locale, fritte in olio bollente e servite con sugo saporito che invita alla scarpetta.

Mmm.. che bontà!

Quanto ai primi piatti, ampia scelta di pasta fresca e fatta a mano come la chitarrina alla teramana e gli anellini alla pecorara.

Anche se sembra un locale “senza pretese”, il conto pareggia quasi quello di un ristorante, per questo vi consiglio di prediligere l’asporto.

 

 

 

Vacanza a Mykonos: suggerimenti low cost

Elia Beach

Vacanza a Mykonos: suggerimenti low cost

Quest’estate, oltre alle Isole Baleari, saranno prese d’assalto le isole greche: Corfù, Santorini, Mykonos, veri e propri paradisi terrestri ma a buon mercato.

Se avete optato per una vacanza a Mykonos, ecco a voi i miei suggerimenti per una vacanza low cost a base di sole, mare, buon cibo e tanto divertimento.

 

 

Muoversi a Mykonos

Contrariamente a quanto si possa pensare, durante un soggiorno a Mykonos non è obbligatorio affittare scooter/macchina perché i mezzi pubblici funzionano e anche bene.

Noi ci siamo sempre spostati con gli autobus, molto frequenti e colleganti con il porto, l’aeroporto e le spiagge.

Tre sono le linee principali:

  • 1, per raggiungere le spiagge di Platis Yalos, Ornos, Agios Yannis, Paradise Beach e Paraga;
  • 2, per raggiungere Kalafatis, Elia, Kalo Livadi, Ano Mera, Panormos;
  • 3, per raggiungere Agios Stefanos, Tourlos e il Porto nuovo.

I biglietti, contrariamente a quanto avviene in Italia, possono essere acquistati direttamente a bordo del bus pagando esclusivamente in contanti; la tariffa varia a seconda della tratta e si va da un minimo di 1€ a max 2,50€.

 

 

Sistemazione

Se preferite soggiornare in albergo, allora vi consiglio caldamente di prendere la formula “con colazione”, così da poter fare un’abbondante colazione a buffet per poi mangiare qualcosina al volo in spiaggia e tirare fino ad ora di cena.

Se invece avete prenotato uno studio o un appartamentino, non vi resta che andare in un supermarket e comprare tutto l’occorrente per la vostra colazione;

tuttavia, se volete concedervi il lusso della colazione al bar, consiglio il Cosmo Cafè, un fantastico locale con tavoli all’aperto dove potrete iniziare la vostra giornata con cornetti fragranti, yogurt cereali e frutta fresca, sandwich, caffè e torte fatte in casa.

Al Popolo potrete fare colazione con caffè espresso eccellente, yogurt greco con miele, brioche al cioccolato, donuts e torte fatte in casa, tutto ottimo e servito da uno staff cordiale e disponibile.

 

Platis Gialos

Giornata al mare

Agios Stéfanos è la spiaggia più vicina a Mykonos città, distante una decina di minuti in autobus, con sabbia chiara e mare cristallino e turchese. Ombrellone + 2 sdraio 20€ al giorno (gratis dopo le 18).

In spiaggia trovate anche bar e ristoranti per la pausa pranzo a prezzi piuttosto accessibili.

Paradise Beach è la spiaggia più famosa dell’isola, con sabbia fine e mare cristallino, meta di tanti giovani soprattutto per le feste che vengono organizzate in spiaggia da dopo le ore 16.00.

Si tratta di una spiaggia super attrezzata dove troverete stabilimenti, bar e ristoranti; noi abbiamo preso due lettini e un ombrellone per un totale di 20€.

La spiaggia si trova a 6 km da Mykonos città ed è raggiungibile sia via terra (con autobus, scooter) sia via mare (con un battello che parte dal porto di Mykonos città).

Noi siamo andati con il bus KTEL Mykonos e il tragitto è durato meno di 40 minuti (costo 2€ solo andata).

A est di Paradise Beach si trova Super Paradise Beach, leggermente più piccola rispetto alla prima ma altrettanto bella e piena di gente. Anche qui è possibile affittare ombrelloni e lettini agli stessi prezzi di Paradise Beach.

Per il pranzo c’è un self service abbastanza caro (un sandwich con salmone 10€) e per questo vi consiglio di fare scorta di acqua e panini al supermercato e consumarli in spiaggia.

A pochi km da Super Paradise Beach si trova la spiaggia di Elia, la più lunga e da molti considerata anche la più bella di Mykonos per via della sabbia pulitissima e delle acque cristalline.

La spiaggia è raggiungibile in scooter o con il taxi boat ed, essendo molto grande, è ben organizzata e conta stabilimenti con lettini e ombrelloni da affittare (40€ per ombrellone e 2 lettini), bar e minimarket.

Il pezzo forte è il servizio in spiaggia gratis: basta suonare la campanella apposta sotto ogni ombrellone per godere del servizio di ristorazione in spiaggia.. come dire: serviti e riveriti!

A 5 km da Mykonos città c’è l’incantevole spiaggia di Agios Ioannis, più piccola e intima rispetto alle spiagge di Paradise e Super Paradise Beach, raggiungibile con l’autobus o con lo scooter dalla città.

Si tratta di una spiaggia con sabbia fine e acque basse, divisa in due: una parte è attrezzata con lettini, stabilimenti e ombrelloni mentre l’altra è libera, e quindi potrete portare il vostro ombrellone.

A pari distanza da Mykonos città c’è la spiaggia di Psarou, la più esclusiva dell’isola, frequentata da vip e star del jet set internazionale, e per questo molto costosa.

Una spiaggia magnifica dove il mare è sempre calmo grazie alla presenza delle montagne circostanti. Raggiungibile in scooter o bus, vi consiglio di portarvi ombrellone e viveri onde evitare di tornare a casa con il portafogli vuoto.

A meno di 5 km dalla città troviamo la spiaggia Platis Gialòs, una delle più popolari e attrezzate dell’isola, punto di partenza delle barche che funzionano da taxi per i turisti.

Qui trovate stabilimenti, bar, ristoranti e un mini market dove potrete acquistare cibo e bevande per il pranzo.

I prezzi per l’affitto di lettino e ombrellone sono al pari di Paradise Beach ma vi consiglio di arrivare presto altrimenti rischiate di trovare eccessivo affollamento.

A soli 15 minuti a piedi da Platis Gialos c’è la spiaggia di Paraga, la più famosa dell’isola e un tempo ritrovo degli hippie, molto mondana e festaiola, con stabilimenti, bar e ristoranti.

Ci sono tre beach club: io vi consiglio di lasciar perdere il Kalua (il più costoso, dove ombrellone e 2 lettini in quarta fila costano 30€, mentre in prima fila 100€) e puntare sul Paraga Beach Hostel (lettino e uso piscina 10€), molto carino e pieno di giovani.

 

Little Venice

Cene

Sull’isola di Mykonos purtroppo non c’è il mio amato The Fork, un “salvaportafoglio” in vacanza, che mi ha sempre permesso di mangiar bene spendendo poco, nonché prenotare comodamente online dal mio smartphone.
Il primo ristorante che voglio consigliarvi è Seven, un ristorantino sulla piazzetta di Anomera molto carino e con ottima cucina greca tradizionale con un buon rapporto qualità-prezzo.
Noi abbiamo mangiato un’ottima moussaka, polpo arrosto e un’insalata greca spendendo circa 45 euro in due, il tutto accompagnato dalla gentilezza e dalla simpatia dello staff.
Ad Agio Stefanos consiglio la Taverna Petran, un meraviglioso locale vista mare dove potrete mangiare del pesce freschissimo e, soprattutto, una frittura di pesce perfetta da far invidia alle friggitorie napoletane; il tutto, a prezzi più bassi rispetto a Mykonos città.
Oltre alla frittura, vi consiglio il formaggio (fritto o al forno), il souvlaki, le salsicce triakalo e i dolci fatti in casa.
Se siete amanti delle pita, allora il posto giusto dove andare è Souvlaki Story Mykonos, una piccola catena di fast food in stile greco dove potrete gustare ottimi e abbondanti piatti a base di carne e/o verdure.
Il piatto forte chiaramente è il gyros, enorme e servito con patatine fritte e insalata, disponibile nella versione con carne di maiale, di pollo o mix.
Straconsigliato per una cena economica ma squisita.
La Taverna Kandavlos è l’alternativa giusta al Souvlaki Story: il menu è simile, i piatti altrettanto abbondanti e i prezzi pressoché uguali: noi abbiamo speso circa 25€ mangiando spiedini di pollo e di maiale, patatine fritte, pita e vino. Ottimo!
Se volete comprendere appieno il significato dell’accoglienza greca, allora non potete perdere Stasi Diethnes, vicino la spiaggia di Paraga, una piccola taverna a conduzione familiare e piatti preparati con le verdure dell’orto attiguo.
Il menù è vario, adatto anche a vegetariani, e propone tutti i piatti della tradizione greca a prezzi più bassi rispetto agli altri ristoranti dell’isola.
Noi abbiamo speso circa 40 euro in due prendendo moussaka, tzatziki, souvlaki e dolmades, tutto buonissimo e assolutamente consigliato.

Post cena

Per un cocktail post cena consiglio di visitare Little Venice, un quartiere caratterizzato da antiche case che si affacciano sul mare con parte delle fondamenta in acqua, molto simile all’italiana Venezia.
Molti artisti di fama internazionale sono innamorati di questo quartiere e ne hanno fatto il soggetto di dipinti e fotografie, a tal punto che molti architetti hanno qui ideato bar e ristoranti molto eleganti.
Inoltre, nei vicoli ci sono molti negozi e botteghe, perfetti per acquistare qualche souvenir.
A Little Venice ci sono la maggior parte dei bar e discobar più famosi a livello internazionale e, proprio per questo, i prezzi non sono bassi: un cocktail costa minimo 14€.
Se si viene a Mykonos, è d’obbligo visitare la piccola Venezia!
Vacanza a Mykonos: suggerimenti low cost
Little Venice

Shopping

Se anche voi come me non riuscite a fare a meno di un po’ di sano shopping anche in vacanza, vi consiglio una puntatina in via Matogianni (la via Montenapoleone di Milano), dove trovate boutique di marchi prestigiosi, e via Polykantrioti, piena di botteghe di orafi.
Se invece volete comprare qualcosa di più tipico soprattutto in tema di dolci, dovete recarvi in Zouganeli Street, dove potrete gustare il famoso “Amygdalota” dalla pasticceria Efthymiou.

 

 

 

 

 

 

 

Dove acquistare le colombe artigianali a Roma

Dove acquistare le colombe artigianali a Roma

Si avvicina il giorno di Pasqua e nelle vetrine delle pasticcerie spuntano le colombe artigianali, ricoperte di golosa glassa di zucchero e mandorle, avvolte in eleganti confezioni regalo.

Dal sapore simile a quello del panettone, la colomba è un tipico dolce italiano immancabile sulla tavola di ogni famiglia.

Come per il dolce natalizio, anche le colombe sono disponibili nelle versioni tradizionale, con gocce di cioccolato fondente, con canditi, e, talvolta, farcite con golosa crema al pistacchio o alla nocciola.

Dunque, siete alla ricerca delle migliori colombe sulla piazza romana??

Ecco a voi Dove acquistare le colombe artigianali a Roma!

 

 

 

Pasticceria Marinari (CORSO TRIESTE E VIALE ERITREA)

Un’istituzione nel Quartiere Africano, un piccolo paradiso dove fare ogni giorno un pit stop per assaggiare cornetti burrosi, biscottini da the (i biscotti al burro sono spaziali), mignon e maritozzi farciti con panna fresca.

Nel periodo pasquale, qui potrete trovare colombe artigianali al profumo d’arancia e amaretto, con un interno soffice e alveolato, glassate in superficie.

Tra le versioni disponibili potete scegliere la classica (con canditi), con scorze d’arancia o gocce di cioccolato.

Prezzo: 18€ al kg

 

 

Pasticceria LE LEVAIN (TRASTEVERE)

Una pasticceria dal nome e sapore francese dove, tra un macaron e l’altro, potrete assaggiare una delle colombe artigianali più buone al mondo.

Prodotte con farina del Molino della Giovanna e burro francese Elle & Vire, le colombe subiscono una doppia lievitazione e il risultato è un dolce soffice e alveolato, come la regola prescrive.

Le versioni proposte sono classica, con canditi e con gocce di cioccolato, tutte rigorosamente coperte di glassa, zuccherini e mandorle pelate.

Prezzo: 30€ al kg.

 

 

Antico forno Roscioli (TRASTEVERE)

Chi pensa a Roscioli come un semplice “forno di quartiere” si sbaglia di grosso: è tutto meno che un forno!

Qui, oltre a pizze e pani, potrete trovare biscotti, dolci da forno, pasticcini e sfizioserie tutte da gustare, dolci e salate!

Nel periodo pasquale vengono sfornate colombe dal colore ambrato, arricchite con miele di castagno Thun che contribuisce a scurire il colore dell’impasto e migliorarne il sapore.

Senza aromi naturali nè conservanti, le colombe sono fatte lievitare per 1 giorno intero e arricchite con scorze di arance candite a mano.

Ulteriormente, per i golosi sono disponibili la versione classica, con pere e cioccolato Valrhona, con albicocche e cioccolato al caramello.

Prezzi: da 25€ al kg.

 

 

DE SANTIS SANTACROCE (VIA DI SANTA CROCE IN GERUSALEMME 17)

Una pasticceria aperta sin dalle prime luci del mattino per deliziare i clienti con proposte sfiziose per la colazione, pranzo, brunch e aperitivo.

Il vanto di questa pasticceria sono le materie prime utilizzate, rigorosamente genuine, la lievitazione naturale di oltre 30 ore e la lavorazione artigianale di altissima qualità.

Le colombe pasquali sono preparate in 5 versioni: classica (con glassa di mandorle e canditi), all’albicocca, arancia e cioccolato, fragola e cioccolato, solo cioccolato.

Inoltre, da De Santis Santacroce troverete anche le specialità pasquali come la pastiera, la pizza di Pasqua e il casatiello.

Prezzi: da 18€ al kg.

 

 

Panificio Bonci (trionfale)

E’ impossibile passare davanti il Panificio Bonci e rimanere immuni da quel profumino di pizze e lievitati che fuoriesce dalla porta.

Le colombe sono spettacolari, burrose e profumate, preparate con ingredienti freschi e selezionati, come il burro Pamplie e uova fresche provenienti da fattorie italiane, con una lievitazione dell’impasto madre al 100% naturale.

Le versioni proposte sono classica, glassata alle mandorle e al cioccolato.

Per gli amanti del glamour, quest’anno le confezioni sono firmate da Lucamaleonte, Davide Sarti, Genevieve COco e Irene Mattacchioni.

Inoltre, per i più golosi, qui potrete trovare anche la famosa pizza dolce pasquale, al profumo di anice stellato e cannella.

Prezzi: 30€ al kg.

 

 

Pasticceria De Bellis (campo de’ fiori)

Le colombe di Andrea De Bellis si distinguono per la morbidezza e il profumo. Il segreto?

Certamente l’impasto, preparato con farina 00 del Molino Quaglia, uova fresche, canditi di agrumi di Sicilia, lievitazione a doppio impasto, vaniglia in bacche di Tahiti.

Due sono le versioni proposte: tradizionale e con scaglie di cioccolato fondente, entrambe elegantemente avvolte in una confezione raffinata e super chic.

Infine, per i più golosi sono disponibili anche uova al cioccolato e dolci pasquali come la pastiera.

Prezzo: 32€ al kg.

 

 

 

 

 

Le pastiere più buone di Napoli

Le pastiere più buone di Napoli
Le pastiere più buone di Napoli

Le pastiere più buone di Napoli

Si avvicina la Pasqua e per i napoletani questa festa non è sinonimo di colomba o uovo di Pasqua bensì di un dolce ancora più buono.

Quale? La pastiera!

Per chi non la conoscesse, si tratta di una sorta di crostata al profumo di limone e fiori di arancio, ripiena con una crema di ricotta, grano cotto, zucchero e canditi, una vera bomba!
La bontà di questo dolce sta proprio nel contrasto tra la fragranza della pasta frolla e la morbidezza del ripieno, che rimane umido e profumato per più giorni.

Se siete a Napoli, non lasciatevi scappare una bella fetta di pastiera originale, come solo mammà sap fa!

Dove trovare le migliori? Ecco Le pastiere più buone di Napoli!

 

 

La Pastiera Napoletana (Via Benedetto Croce 50)

Partiamo subito con il tempio della pastiera napoletana, una pasticceria storica del quartiere Spaccanapoli dove la pastiera si fa tutto l’anno!

Non fatevi ingannare dagli arredi vintage e il packaging demodè: qui la pastiera si fa come da tradizione, con il grano cotto, la ricotta, i canditi e l’acqua di fiori d’arancio (oltre a burro, uova, zucchero e farina), cotta alla perfezione, umida fuori e fragrante all’esterno.

Il suo profumo e la sua morbidezza rimarranno inalterati per giorni, anche se difficilmente una pastiera durerà fino a 2-3 giorni (come non mangiarla a colazione, pranzo e cena?)!

Prezzo: 24€ al kg.

 

 

Pasticceria Bellavia (4 sedi)

Storica pasticceria napoletana aperta nel 1952 da Vincenzo Bellavia ed oggi gestita dai suoi eredi.

Oltre ai prodotti della tradizione partenopea, qui potrete trovare anche specialità siciliane come cannoli e cassate, in omaggio alle radici del capostipite Vincenzo e della moglie Maria Pia.

Nel periodo pasquale, da Bellavia troverete una pastiera sublime, morbida e profumata, da gustare in loco con un buon caffè napoletano, oppure a portar via per un gradito omaggio ai vostri amici.

Prezzo: 20€ al kg.

 

 

Leopoldo dal 1940 (Via Chiaia 258)

Altra pasticceria storica di Napoli, aperta dal 1940 e che fa della qualità e della tradizione i propri segni distintivi.

Nato inizialmente come un forno specializzato in taralli, nel corso degli anni Leopoldo ha ampliato la propria offerta a dolci e gelati di straordinaria qualità, preparati con ingredienti sempre freschi e genuini.

Da Leopoldo, oltre a fermarvi per una dolce merenda (ampia scelta di pasticcini tra cui babà e sfogliatelle top), potrete assaggiare una delle migliori pastiere di Napoli, preparata secondo la ricetta tradizionale e disponibile in monoporzione oppure a portar via in eleganti confezioni.

Un dolce che vi conquisterà al primo assaggio, un sapore sublime che inebrierà il vostro palato con il profumo dei fiori di arancio e la cremosità della ricotta.

Se vi è venuta l’acquolina in bocca non temete: Leopoldo fa spedizioni su tutto il territorio nazionale!

 

 

Moccia (Via San Pasquale 21)

Una panetteria fondata nel 1936 e famosa per i suoi prodotti artigianali da forno di prima qualità, preparati esclusivamente con ingredienti selezionati e freschissimi.

Famoso più per le pizzette rosse rotonde e i taralli che per i biscotti, da Moccia potrete trovare i dolci della tradizione napoletana come sfogliatelle, babà, struffoli e, nel periodo pasquale, persino la pastiera e il tortano napoletano.

La pastiera di Moccia si differenzia dalle altre perché è preparata con ricotta di bufala, più cremosa di quella di pecora e di mucca e dal sapore più deciso, mescolata al grano cotto, la cannella e le scorze d’arancia.

Il risultato? Una pastiera fantastica, dal sapore inimitabile, da mangiare in versione mignon accompagnata con un buon caffè oppure a portar via.

Che scegliate il dolce o il salato, Moccia non delude mai, provare per credere!

 

 

Carraturo (Via Arangio Ruiz 46)

A Porta Capuana, antica pasticceria aperta nel 1837 dal maestro pasticcere Carraturo e da subito specializzatasi nella preparazione delle sfogliatelle ricce e frolle.

Oggi, oltre alle sfogliatelle, Carraturo propone dolci e pasticcini di tutti i tipi: cornetti, babà, cannoli, torte capresi, torte per compleanni, ecc.

Nel periodo pasquale, da Carraturo trovate una pastiera assolutamente perfetta, alta e umida all’interno, con un ripieno di ricotta e canditi dalla giusta consistenza, cremoso e profumato.

 

 

 

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