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10 regole

10 regole per un risotto perfetto

10 regole per un risotto perfetto

Il risotto è un piatto che nasconde in sé molte insidie: si può pensare che sia sufficiente preparare il soffritto, aggiungere il riso per tostarlo e poi aggiungere un mestolo di brodo caldo alla volta, fino a cuocere il riso per 14-15 minuti. In realtà, per la perfetta riuscita di questo piatto è necessario adottare alcuni trucchetti e accorgimenti che vi spiegherò a breve, fondamentali per ottenere un risultato finale cremoso e invitante.

1) Scelta del riso

In commercio esistono molteplici varietà di riso: Carnaroli, Arborio, Vialone, Parboiled, Originario, Roma, Baldo, ecc. Non affidatevi al caso (o alla variante “il meno caro”, “il riso in offerta”) per la scelta del riso da usare: il riso migliore è il Carnaroli, prediletto dagli chef stellati, in grado di mantenere bene la cottura e con un’ottima capacità di assorbimento.

Una seconda scelta può essere il Vialone Nano, con chicchi lievemente più piccoli e tondeggianti rispetto al Carnaroli.

Evitate assolutamente il riso Parboiled (famoso per il fatto che “non scuoce”) e il riso Originario (più adatto per la preparazione di minestre).

2) Scelta del brodo

Per la cottura del risotto, è possibile usare indifferentemente il brodo vegetale (sedano, carote e cipolla) o il brodo di carne: tutto dipende dal sapore che volete conferire al piatto. Unica regola: per il risotto di pesce, usate assolutamente un brodo di pesce!

3) Il tegame

La scelta ottimale sarebbe usare una pentola in rame ma, in mancanza, potete optare per una pentola bassa e larga, di acciaio o alluminio (un tegame o una padella non antiaderente dai bordi alti).

4) Il cucchiaio

Il cucchiaio perfetto da usare per mescolare il riso è quello di legno

5) Il soffritto: cipolla o scalogno? A vostra discrezione, purché tritati finemente

Dipende dai gusti: per un sapore più delicato, è consigliabile usare lo scalogno mentre, per un sapore più deciso, meglio la cipolla.

6) La tostatura

Una delle fasi più delicate della preparazione del risotto, necessaria per scaldare il riso e dilatarne i pori. Quando la cipolla o lo scalogno cominceranno a soffriggere nel tegame, aggiungere il riso e tostare a fuoco vivo, fino a quando i chicchi di riso non cominceranno a caramellare (ci vorrà max 1 minuto).

7) Il brodo

Il brodo va aggiunto appena il riso comincia ad attaccarsi al tegame. Bisogna aggiungere un mestolo di brodo alla volta, non appena il riso si asciuga e non è più fluido, mescolando di continuo con un cucchiaio di legno.

8) Mescolare sempre

Il vero segreto di un risotto perfetto? Mescolare sempre! Il risotto è un piatto che richiede cura, amore, pazienza, quindi abbandonate l’idea di “lasciare il riso sul fuoco e tornare quando il timer suonerà la scadenza del tempo”.

9) La mantecatura

La fase finale della preparazione: quando il riso è al dente, spegnere il gas, togliere il tegame dal fuoco e mantecare per 1 minuto con una noce di burro e una spolverata di parmigiano  grattugiato. La mantecatura permette di ottenere un risultato finale cremoso e avvolgente.

10) Servire subito

Ultimata la mantecatura, il risotto va subito impiattato e servito ben caldo.

E infine, alcune ricette di risotti che trovate nel blog nella sezione “Primi” …

10 regole per un risotto perfetto
10 regole per un risotto perfetto

 

10 regole per un risotto perfetto
10 regole per un risotto perfetto
10 regole per un risotto perfetto
10 regole per un risotto perfetto
10 regole per un risotto perfetto
10 regole per un risotto perfetto

10 regole per patate al forno perfette

10 regole per patate al forno perfette
10 regole per patate al forno perfette

10 regole per patate al forno perfette

Le patate sono uno dei miei contorni preferiti: fritte, bollite, al cartoccio, grigliate, rosolate in padella, al forno, sono sempre buone!!! La versione migliore, a mio parere, è quella  al forno: patate dorate e croccanti, ideali per accompagnare piatti sia di pesce (come orata, filetti di merluzzo, salmone) sia di carne (come non amare il pollo al forno con le patate??), ma non crediate che basti sbucciare, tagliare e infornare le patate! Eh no, per ottenere un risultato degno di nota è obbligatorio seguire alcuni passaggi essenziali: e dunque, di seguito vi illustro le 10 regole per patate al forno perfette.

10 regole per patate al forno perfette

 

1) Scelta delle patate da usare

Per ottenere patate croccanti è preferibile non usare patate farinose (poiché eccessivamente ricche di amido) e patate vecchie, ma patate novelle, a pasta gialla, a buccia rossa.

2) Lavare e sbucciare

In base alle vostre preferenze, dopo aver lavato bene le patate, le potete sbucciare e tagliare a spicchi oppure lasciarle con la buccia.

3) Taglio

Le patate dovranno essere tagliate a pezzi regolari, per ottenere una cottura uniforme. Per patate croccanti, è consigliabile tagliarle a fettine sottili o a fiammifero.

4) Ammollo in acqua fredda

Alcuni chef, dopo il taglio, consigliano di lasciare le patate a mollo in una bacinella di acqua fredda per quasi 1 ora, in modo da fargli perdere l’amido. La scelta di effettuare o meno questo passaggio è a vostra discrezione.

MERLUZZO IN CROSTA DI PATATE E ZUCCA
MERLUZZO IN CROSTA DI PATATE E ZUCCA

5) Prelessatura: si o no?

Alcuni chef, prima di procedere alla cottura in forno, consigliano di tuffare le patate in una pentola con acqua bollente per 5 minuti. Questo passaggio donerà compattezza all’esterno delle patate e ridurrà i tempi di cottura in forno.

Dopo averle lessate, le patate vanno scolate e tamponate bene con un canovaccio pulito.

6) Condimento

Prima di essere disposte nella teglia, le patate devono essere condite con un filo di olio extravergine di oliva, una spolverata di sale, pepe nero e erbe aromatiche (rosmarino, salvia, timo, paprika). In alcune ricette è prevista l’aggiunta di pangrattato, per ottenere una crosticina sulla superficie delle patate, ma si tratta di un passaggio assolutamente opzionale.

Se avete deciso di cuocere le patate con la buccia, per renderle croccanti dovrete dividerle a metà e spennellare la parte senza buccia con olio extravergine di oliva, erbe aromatiche e sale.

7) Distribuzione nella teglia

Le patate devono essere cotte in una pirofila avendo cura di disporle in modo omogeneo e in un solo strato (se formerete due strati, le patate sopra si seccheranno mentre quelle sotto si lesseranno).

8) Aglio: si o no?

Anche se non lo amate, vi consiglio caldamente di non omettere l’aglio perché regalerà alle vostre patate un sapore rustico e invitante: potete lasciarlo vestito (non sbucciato) e poi eliminarlo prima di servire le patate, qualora non ne gradiate il sapore.

9) Cottura

Le patate richiedono una lunga cottura in forno (a 200°-180° per 30-40 minuti) e, durante questo lasso di tempo, è necessario che le rigiriate di tanto in tanto, per evitare che si attacchino fra loro e alla teglia.

Prima di ultimare la cottura, accendere il grill e trasferire la pirofila (o la teglia) con le patate nella parte alta del forno, per rendere dorata e croccante la superficie delle patate.

10) Servizio

Una volta cotte, le patate vanno sfornate e servite calde, magari accompagnate da salse (ketchup, maionese, salsa barbecue, senape, ecc.) e/o una spruzzata di succo di limone.

Angus con patate
Angus con patate

10 regole per pancakes perfetti

10 regole per pancakes perfetti
10 regole per pancakes perfetti

10 regole per pancakes perfetti

C’è un solo modo per cominciare bene il week-end: fare una colazione fantastica il sabato mattina!

La mia preferita? Brunch in una nota bakery romana, a base di gustosi pancakes, le mitiche frittelle della cucina americana preparati con latticello, farina, zucchero, lievito in polvere, bicarbonato di sodio, uova, e burro.

Una ricetta apparentemente facile ma che in realtà nasconde delle insidie: il giusto quantitativo di ingredienti, la lavorazione, la padella da usare per la cottura, ecc.

Ecco a voi la 10 regole per pancakes perfetti, ideali da gustare per sentirsi un po’ come un membro della famiglia Robinson.

Pancake and ice cream
Pancake and ice cream

 

 

1) Latticello (buttermilk)

L’ingrediente fondamentale per preparare dei pancakes perfetti è il latticello (meglio noto tra gli scaffali americani come “buttermilk”), un ingrediente difficilmente reperibile nei supermercati italiani ma sostituibile mixando latte fresco con yogurt nelle seguenti quantità: 500 ml di latte fresco, 50 ml di yogurt.

Il latte e lo yogurt vanno mescolati e poi messi da parte per passare a unire, in una ciotola, gli ingredienti secchi con i liquidi.

 

 

2) Gli ingredienti secchi

In una ciotola bisogna unire la farina 00 con il lievito in polvere per dolci (necessario per conferire morbidezza e sofficità all’impasto), il bicarbonato di sodio (ingrediente fondamentale per la lievitazione dell’impasto), lo zucchero e un pizzico di sale.

 

Pancake al grano saraceno
Pancake al grano saraceno

3) Gli ingredienti liquidi

In un’altra ciotola, bisogna unire il latticello (il composto di yogurt e latte, per intenderci), le uova e il burro fuso.

 

 

4) Lavorazione

Gli ingredienti secchi vanno versati, un po’ alla volta, nella ciotola  con gli ingredienti liquidi, mescolando con una forchetta o una frusta manuale da cucina, per ottenere un composto denso e il meno grumoso possibile.

Non bisogna mescolare eccessivamente gli ingredienti, pena il rischio di ottenere pancakes piatti e duri.

 

 

5) Tempo di riposo

La pastella deve riposare per almeno 30 minuti in frigorifero, in una ciotola coperta con la pellicola trasparente.

Questo passaggio è fondamentale affinché la farina si idrati e si sciolgano i grumi di farina presenti nella pastella.

 

 

6) La padella

Per la cottura dei pancakes si usa una padella antiaderente, preriscaldata a fiamma moderata.

La padella non deve essere unta con un filo di olio o una noce di burro perché questi due ingredienti finirebbero per bruciare durante le cotture successive dei pancakes

Pancakes panna e cioccolato
Pancakes panna e cioccolato

 

7) Cottura

La cottura avviene versando un mestolo di composto nella padella antiaderente, e cuocendo prima da un lato e poi dall’altro, girando il pancake con una spatola non appena cominceranno a formarsi i buchi in superficie (max 2 minuti per lato, più o meno).

Cuocere il pancake fino a doratura poi adagiarlo su un piatto e procedere con la cottura del secondo.

 

 

8) Servizio

I pancakes vanno serviti caldi, impilati l’uno sull’altro, contando mediamente 3 pancakes per ogni commensale.

 

 

9) Accompagnamento

I pancakes vengono serviti solitamente con generose cucchiaiate di sciroppo d’acero, di miele millefiori, melassa, cioccolato fuso, marmellata, cucchiaiate di yogurt greco, frutta fresca (banane, fragole, arance, frutti di bosco, pesche, ecc.), frutta secca (granella di nocciole, mandorle, pistacchi, anacardi,ecc.), scaglie di cocco grattugiato, palline di gelato, ecc.

 

 

10) La variante vegan e gluten free

I pancakes sono una delizia che possono essere consumati anche da cui segue una dieta vegana o adotta un regime alimentare gluten free, sostituendo la farina 00 con la farina di riso e la fecola di patate o la maizena, il latte fresco (intero o scremato) con il latte di soia o di mandorle, il burro con l’olio di arachidi, il lievito in polvere per dolci con il cremor tartaro.

10 regole per un hamburger perfetto

10 regole per un hamburger perfetto

Matthew McConaughey, in un’intervista, ha dichiarato: “L’uomo che ha inventato l’hamburger era intelligente, ma quello che inventato il cheeseburger era un genio”, e come dargli torto??

L’hamburger è considerato da tutti un “cibo spazzatura”, un piatto preparato con la carne avanzata (un po’ come le polpette), e per questo fortemente sconsigliato da consumare al ristorante.

Ma, dite la verità: come si può rifiutare un succulento hamburger servito con una montagna di patatine fritte??

Non si può, e allora, ecco a voi le 10 regole per preparare un hamburger perfetto a casa vostra.

1) La scelta della carne

Per preparare un ottimo hamburger, è consigliabile usare un mix di controfiletto, collo e fiocco: fatevi consigliare dal vostro macellaio di fiducia e non affidatevi alle confezioni di carne macinata in vendita al banco frigo dei supermercati.

Se non amate la carne di manzo, potete optare per quella di pollo o di vitello.

2) Carne macinata o tagliata?

La carne va sminuzzata al coltello (non macinata) e non deve essere eccessivamente magra (dovrebbe esserci almeno un 20-25% di grasso), altrimenti rischiereste di ottenere un risultato troppo stopposo.

3) Dimensioni

Una volta tritata, la carne va pressata per formare i medaglioni (della stessa dimensione del panino che userete), usando solo le mani.

L’hamburger perfetto non supera il mezzo centimetro di altezza ed ha la stessa dimensione del panino che andrà a riempire.

4) Il condimento

Una volta formati i medaglioni, questi vanno conditi con un pizzico di sale e uno di pepe e lasciati a riposare in frigorifero per almeno 20 minuti, in modo da farli insaporire.

A piacere, potete aggiungere altre spezie come la paprika piccante o il tabasco.

Ricordate: la carne va condita solo dopo essere stata impastata, mai prima!

5) Griglia o padella?

Griglia  rovente, senza alcun dubbio! In mancanza, potete optare per una padella antiaderente, ma evitate assolutamente di ungerla con un filo di olio extravergine di oliva.

6) Cottura

Prima della cottura, l’hamburger va lasciato per una decina di minuti a temperatura ambiente, in modo da farlo restare morbido.

L’hamburger va cotto a fuoco basso, 2 minuti per ogni lato, girandolo una sola volta cercando di non schiacciarlo e di non bucarlo, per evitare che si perdano i succhi di cottura.

7) Il panino

Indubbiamente, i panini preparati direttamente dal fornaio sono i migliori ma, in mancanza, potete optare per quelli confezionati cosparsi di semi di sesamo.

Il panino va preriscaldato in forno per 2-3 minuti oppure tostato in padella, in modo da diventare croccante fuori e morbido dentro, poi spaccato a metà e farcito con l’hamburger cotto.

8) Il ripieno

Il classico panino con l’hamburger prevede un ripieno di lattuga, pomodoro da insalata, formaggio cheddar e bacon croccante. Tuttavia, i più fantasiosi aggiungono ogni tipo di ingrediente: verdure sottaceto, verdure grigliate, cipolle caramellate, ecc.

9) Le salse

Un hamburger che si rispetti deve essere accompagnato almeno da ketchup e maionese. Essendo una vera fan delle salse americane, a me piace aggiungere la salsa bbq, il senape e la salsa yogurt.

10) Il contorno

Come accompagnare l’hamburger?? Ci sono molte alternative (insalata fresca, verdure grigliate, ecc.), ma quella preferita da tutti è sicuramente una bella porzione di patatine fritte.

Ecco a voi alcuni suggerimenti per hamburger le cui ricette trovate sul blog nelle sezioni “American Diner” e “Secondi”.

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10 regole per una grigliata di carne perfetta

10 regole per una grigliata di carne perfetta
10 regole per una grigliata di carne perfetta

10 regole per una grigliata di carne perfetta

Diciamoci la verità: non c’è italiano che disprezzi una succulenta grigliata di carne.

La crosticina che si forma in cottura, i succhi rilasciati dalla carne, le erbe aromatiche, la tenerezza della carne, trasformano un piatto semplicissimo in un’autentica delizia di non facile realizzazione.

E per questo, ho raccolto di seguito le 10 regole per una grigliata di carne perfetta. Non resta che invitare gli amici per cena e accendere il barbecue, giusto?!?

 

10 regole per una grigliata di carne perfetta

 

1) La carne

Fondamentale per una grigliata perfetta è la scelta di carne di qualità, con un buon equilibrio tra parti magre e parti grasse: una carne troppo magra diventerà secca e dura, mentre il  grasso donerà morbidezza e sapore alla carne.

I classici della grigliata italiana sono salsiccia, costate, capocollo e pancetta, ma potete optare anche per l’asado argentino, l’angus, gli spiedini, il pollo e le bistecche.

2) Sale

Secondo alcuni, la carne non andrebbe mai salata prima della cottura, pena l’indurimento della carne durante la cottura. Questo è vero solo se la carne viene salata diverse ore prima della cottura, altrimenti, se condito prima della cottura, il sale genera una gustosa crosticina sulla superficie della carne.

Per un risultato diverso dal solito, potete usare il sale aromatizzato, come quello al limone, al peperoncino, agli agrumi.

3) Marinata

Non è obbligatorio marinare la carne prima della cottura.

Io solitamente non marino l carne di maiale ma solo quella di pollo, che ha un sapore meno forte rispetto al maiale.

Di solito, per la marinatura uso un’emulsione a base di olio, succo di limone, aglio tritato e erbe aromatiche (rosmarino, timo, origano, salvia), ma potete usare anche il mix per arrosti in vendita nei supermercati.

La carne marinata, prima di essere cotta, va sgocciolata e asciugata bene con carta assorbente.

4) Erbe aromatiche

Le erbe aromatiche fresche sono le migliori amiche della cottura alla griglia.

Le predilette sono timo e rosmarino, ma potete aggiungere anche origano, salvia, ecc.

Le erbe vanno disposte sul lato  superiore della carne, pena bruciatura.

5) Cottura

Per i tagli di carne sottili (es. spiedini, scottadito), è consigliata la cottura sulla brace, mentre per i tagli più grossi (es. costate, roastbeef) è preferibile la cottura sulla griglia.

Qualora usiate il barbecue, i pezzi piccoli andranno cotti senza coperchio, mentre i pezzi più grossi (come polli interi, costate) dovranno cuocere con il coperchio, poiché necessiteranno di una cottura uniforme, meno violenta e prolungata.

6) Spennellata

Durante la cottura, per dare più sapore alla carne, potete spennellare la superficie con oli aromatizzati (ad esempio, l’olio al peperoncino, l’olio all’aglio o l’olio agli agrumi).

Per le carni bianche, come il pollo e l’agnello, è preferibile usare l’olio al rosmarino oppure un emulsione di olio extravergine di oliva, vino bianco e rosmarino.

7) Brace: carbonella o legna?

Chi vive in città, userà sicuramente la carbonella per alimentare la brace, mentre coloro che avranno “spazio in casa” preferiranno la tocchi di legna secchi e asciutti.

La base deve essere fatta con un materiale facilmente infiammabile (come fogli di giornale), sul quale verranno adagiati tocchi di legna o carbonella.

E’ assolutamente vietato usare l’alcol, mentre potete usare accenditori liquidi o in pastiglie, che facilitano l’accensione del fuoco venendo incontro ai fuochisti meno esperti.

Il carbone sarà pronto per la cottura quando i tocchetti non saranno più neri ma ricoperti da uno strato di cenere bianca.

La brace non va allargata fino ai bordi del braciere ma va disposta “a montagna” in centro, mentre ai lati non va disposta: in questo modo, potrete spostare ai lati i pezzi di carne già cotti all’esterno ma non all’interno, per proseguire con una cottura più dolce.

8) Inforcare: si o no?

Durante la cottura, bisogna evitare di inforcare e/o bucherellare la carne perché bucandola fuoriescono i succhi di cottura, ricchi di vitamine e sali minerali, preziosi per rendere la carne morbida al palato.

9) Girare: si o no?

Durante la cottura, la carne deve essere girata il meno possibile: sono sufficienti 1-2 volte. Da regola, la fiorentina va girata una sola volta.

10) Servizio

La carne grigliata, una volta cotta, va servita subito e consumata calda.

Le fette molto spesse vanno fatte riposare un paio di minuti prima di essere servite in tavola, avvolte nella carta stagnola: questo passaggio contribuirà ad uniformare la temperatura interna della carne e favorirà il rilascio dei succhi di cottura.

L’accompagnamento ideale?? Una porzione di verdure arrosto oppure un’insalata fresca.    

Come riciclare panettone e pandoro

Come riciclare panettone e pandoroCome riciclare panettone e pandoro

Le feste di Natale sono finite e avete ancora da smaltire panettoni e pandori?
Niente paura! In poco tempo, potete creare golose ricette con i dolci avanzati riciclandoli e creando dolci senza cottura e anti spreco.
Dunque, ecco a voi Come riciclare panettone e pandoro in 5 ricette.
Nota: nella preparazione di ogni ricetta, vi consiglio di non abbondare con lo zucchero onde rischiare di ottenere un dolce stucchevole.

Pandoro ripieno

Se vi è avanzato un intero pandoro, potete farlo ripieno di crema al mascarpone e gocce di cioccolato fondente.

Come? Basterà praticare un foro sulla base del pandoro e svuotarlo.

Riempite ora il pandoro con golosa crema al mascarpone e gocce di cioccolato.

Ora rimettete il pandoro in piedi e ricopritelo con una colata di cioccolata fondente.

Lasciare solidificare in frigorifero per almeno 1 ora e, prima di servirlo, decorare il panodor con frutti rossi, scaglie di cocco grattuggiato, ecc.

Torta

Potete usare il pandoro avanzato come base di una torta tradizionale, al posto del pan di spagna.

Basterà tagliare il pandoro in fette orizzontali non troppo spesse, bagnarle con l’acqua o il succo di frutta, e farcire con crema pasticcera, crema chantilly o al cioccolato.

Se volete creare un vero e proprio peccato di gola, ricoprite la vostra torta con panna fresca montata, una vera delizia.

Panettone farcito

Se la vostra dispensa annovera un panettone con o senza canditi, non vi resterà che tagliarlo a fette orizzontali e farcire ogni fetta con la crema che più preferite.

Crema chantilly, crema pasticcera, crema alle nocciole, crema al mascarpone, insomma, qualsiasi crema andrà bene!

Per completare l’opera, ricoprite il panettone con una colata di cioccolato fondente e una manciata di codette di pasta di zucchero, così da ottenere un risultato finale colorato e super goloso.

La stessa ricetta può essere usata anche per farcire il pandoro.

Se volete dare al vostro dolce un tocco “estivo”, allora farcite il panettone (o il pandoro) con gelato artigianale (gusti a vostro piacimento) e riponetelo in freezer fino al momento di servire.

 

French toast di panettone

Il french toast, tipico dolce della colazione americana preparato con fette di pan carrè, può essere rivisitato sostituendo le fette di panettone al pancarrè.

La preparazione è facile e veloce ma anche molto calorica e il risultato finale potrebbe essere un po’ pesante e non addatto a tutti gli apparati digerenti.

Una volta tagliato il panettone a fette, dovrete passare ogni fetta in una miscela di uova sbattute, latte e cannella in polvere.

Ogni fetta dovrà poi essere cotta in padella con il burro e servita con una spolverata di ziccjerp a velo oppure con frutta fresca, marmellata, miele o sciroppo d’acero.

Buono ma… forse un po’ troppo pesante?

 

 

Tiramisù di pandoro

Se avete a disposizione un panettone senza canditi o un pandoro, allora tagliatelo a fette e e usatelo come base per un tiramisù.

Vi basterà bagnare ogni fetta con il caffè (non zuccherato) per poi ricoprirla di crema al mascarpone, formare più strati e infine lasciare tutto a riposare in frigorifero.

Prima di servire il tiramisà, ricordatevi di spolverare la superficie con scaglie di cioccolato e cacao amaro in polvere, per un risultato semplicemente perfetto!

Per un tocco più festivo, aggiungete un goccio di Bayles o di Grand Marnier alla crema al mascarpone.

 

Come tornare in forma dopo le feste natalizie

Come tornare in forma dopo le feste natalizie

L’8 gennaio è per tutti il “detox day”, il primo giorno di dieta dopo le abbuffate natalizie.

Diciamo addio a panettoni, torroni, spumanti e liquori per fare scorte di alimenti antiossidanti, bevande e infusi detox, vellutate e verdure fresche, tutto per purificare il nostro organismo messo a dura prova dalle festività.

Per non rischiare di incappare nei luoghi comuni del digiuno, “mangiare barrette sostitutive del pasto”, bere solo acqua, ecc.

Ecco a voi dei semplici consigli per tornare velocemente in forma senza drastiche rinunce.

Pronti? Armatevi di carta e penna!

 

 

Accompagnare i probiotici con una dieta salutare

Ultimamente il termine “probiotico” viene sempre più associato a uno stile di vita sano, una pelle perfetta, la perdita di peso.

L’assunzione di probiotici migliora la flora batterica intestinale e contrasta la formazione intestinale di tossine dannose per l’organismo.

Inoltre, combatte il colesterolo e malattie come il colon irritabile, diarrea, costipazione, ecc.

Non essendo prodotti in base alle specifiche esigenze di ognuno di noi, è bene accompagnare l’assunzione di probiotici con una dieta varia ed equilibrata, povera di zuccheri e di grassi, ma ricca di fibre.

 

 

Preferire le zuppe

Le zuppe, famose per avere un basso indice glicemico, sono le migliori alleate di Gwyneth Paltrow e di Oprah Winfrey che, con la dieta della zuppa di cavolo, è riuscita a perdere ben 15 kg!

Seguendo la dieta della zuppa sarà possibile perdere fino a 5 kg in una settimana, senza soffrire la fame, con pochi sforzi e risultati lampanti.

Povere di grassi e di calorie ma ricche di fibre provenienti dalle verdure, le zuppe hanno un elevato potere saziante e facilitano la perdita di liquidi.

Oltre a questo, i minerali contenuti nelle verdure stimolano la produzione di collagene (una sostanza che assicura l’elasticità della pelle) e di antiossidanti.

Le verdure stimolano inoltre il transito intestinale e la diuresi, aiutandovi a riottenere la amata pancia piatta.

No a carni rosse, insaccati, salumi e dolci

Per almeno 7 giorni, eliminate dalla tavola le carni rosse, i salumi e gli insaccati, ma anche i cibi in scatola, solitamente ricchi di conservanti e grassi, i dolci e gli alimenti raffinati.

Preferite cibi freschi come frutta e verdura, pasta e pane integrale, minestre di verdure e/o di legumi, preziosi alleati per favorire la disintossicazione dell’organismo.

 

 

Tisane a go-gò

Oltre a bere i soliti 2 litri di acqua al giorno, concedetevi calde tisane che aiutano ad eliminare il senso di gonfiore e a migliorare la forma fisica.

Quali preferire? La tisana al tarassaco (per disintossicare il fegato, con proprietà diuretiche e lassative), al finocchio (per sgonfiare la pancia), all’ortica e betulla (con proprietà drenanti).

 

 

Concedersi una sauna

Tra una sessione di shopping e l’altra, concedetevi una sauna, fantastica per rilassare i muscoli, eliminare le tossine e ridurre il grasso accumulato soprattutto nelle zone affette da cellulite.

Certo, la sauna non potrà fare miracoli, ma senz’altro darà una marcia in più se accompagnata da una dieta equilibrata e attività fisica.

5 regole per una polenta perfetta

5 regole per una polenta perfetta

Fin da bambina, l’arrivo della prima neve per me significava una cosa sola: la polenta!

Eh si, non appena cominciavano a cadere i primi fiocchi, mia nonna andava al mercato a comprare un sacco di polenta e la preparava per il pranzo.

Un piatto semplice, povero, tipico delle regioni del Nord Italia, servito come sostituto del pane, come contorno o come primo piatto.

Attualmente la polenta viene servita con i condimenti più svariati: in bianco, con ragù di carne macinata, con ragù di pesce, con verdure, ecc.

Prepararla a casa non è impossibile, ma per raggiungere un risultato degno di quello di un cuoco, è necessario rispettare alcune regole. Quali? Eccole a voi!

 

 

 

Scelta della farina

Una polenta eccellente si prepara esclusivamente con farina fresca, macinata da poco tempo (non più di 20 giorni).

Se siete in città e non avete un mercato nelle vostre vicinanze, allora ripiegate sulla farina di mais in vendita nei supermercati e nelle botteghe alimentari.

Le migliori? La farina del Molino Rossetto, la farina del Mulino Marino, la farina del Molino Cereser.

 

 

Le dosi

Se volete una polenta soda, calcolate 300 gr di farina di mais per ogni litro di acqua.

Alternativamente, se preferite una polenta più tenera, calcolate 250 gr di farina per ogni litro di acqua.

Quanto al sale, consideratene 10 gr ogni litro di acqua.

 

La cottura

La polenta deve essere cotta in un paiolo di rame dal fondo convesso e i bordi alti, a fuoco vivo.

Quando l’acqua comincia a bollire, buttare la farina a pioggia con la mano sinistra e, intanto, mescolare con la mano destra.

L’obiettivo è evitare la formazione di grumi.

Il segreto di una polenta perfetta è la “pazienza”: dovrete mescolare di continuo, in senso orario (aiutatevi con una frusta elettrica o un mestolo di legno).

Mescolare per circa 20 minuti, ininterrottamente.

Aggiungere altri mestoli di acqua bollente e un’altra spolverata di farina, fino a ultimare le dosi.

Cuocere per almeno 40 minuti, mescolando di continuo.

La polenta sarà cotta quando riuscirà a staccarsi dalle pareti della pentola.

 

 

Il servizio

Una volta cotta, distribuire la polenta su un tagliere di legno e lasciarla raffreddare per qualche minuto.

La polenta va servita su un tagliere di legno o su piatti di legno: mai su piatti di ceramica!

Condirla in superficie proprio prima di servirla ai vostri commensali.

 

 

Il condimento

Tradizionalmente, la polenta viene servita con ragù di carne macinata, ma ultimamente gli chef si stanno sbizzarrendo con molteplici abbinamenti. Alcuni esempi?

Con sautè di vongole, con ragù di seppie e frutti di mare, con verdure saltate in padella, con funghi e tartufo, con pesto alla genovese, con crema ai 4 formaggi, ecc.

La mia preferita? La tradizionale, ovviamente.

 

 

 

 

Quale vino scegliere per la tavola delle feste

Quale vino scegliere per la tavola delle feste

Nel periodo festivo capita spesso di essere ospiti per cena a casa di amici e non sapere cosa portare in dono.

Un dolce? Sicuramente ci saranno pandori e/o panettoni in abbondanza.

Un mazzo di fiori o un dono per la padrona di casa? Mmm.. troppo personale.

Una bottiglia di vino? Ecco si, questa è la scelta giusta!

Si, ma… quale scegliere? Bianco, rosso o addirittura spumante o Champagne?

Ecco a voi i miei consigli per scegliere il vino che meglio si abbina alle tipiche pietanze servite durante il periodo natalizio.

 

 

 

Per accompagnare piatti di carne…

Per una cena con piatti a base di carne, come prosciutto, roast beef, tacchino, consiglio lo Zinfandel, un vino prodotto con uva californiana, famoso sin dai primi anni del ‘900.

Un vino dal colore rosso granato, scuro, vigoroso, con un pronunciato carattere fruttato e speziato dovuto alla presenza di frutti rossi e chiodi di garofano.

Alternative allo Zinfandel possono essere il Primitivo Pugliese, rosso e corposo, il Pinot Nero (che si sposa perfettamente con le carni bianche) e il Nebbiolo (perfetto per brasati e piatti a base di selvaggina).

 

 

 

Per compiacere i vegetariani e i vegani…

Negli ultimi anni, le vendite di vino biologico, biodinamico e vegano sono aumentate sensibilmente nel nostro Paese, e molti produttori si sono dati da fare in tal senso.

Il vino vegano non prevede l’uso di prodotti di origine animale nella sua preparazione (come la bentonite, ad esempio), senza minarne il gusto, l’aspetto, il sapore e la gradazione alcolica.

Quali scegliere? Il Prosecco veneto Perlage, i vini abruzzesi della Cantina Tollo sca, i vini trenitini della Cantina Aldeno, ecc.

 

 

Per una cena a base di ostriche…

Ultimamente è diventata tradizione gustare le ostriche durante il cenone di capodanno perché considerate sinonimo di festa e il non plus ultra del cibo prelibato.

Per accompagnare le ostriche, suggerisco un vino ad alta mineralità che richiami il gusto dei molluschi, esaltandone i sapori.

Alcuni esempi sono il Chablis, derivante da un terreno francese composto per la maggior parte di fossili marini di cui i gusci delle ostriche ne rappresentano una notevole quantità, e il Muscadet, un vino bianco francese dalle note salmastre e con un sapore fresco e agrumato.

 

Per una cena a buffet…

Per una cena tra amici, informale, magari a base di finger food e servita a buffet, seguita da una tombolata, scegliete uno champagne, un vino universale e che può essere degustato in ogni momento: come aperitivo, a tutto pasto, ecc.

Sfatiamo il mito che lo champagne è roba da ricchi e riconosciamo che ci sono ottime etichette a prezzi accessibili, anche se non di annata.

Come resistere al colore dorato, al perlage, al profumo fruttato e floreale tipico dello champagne?

Semplice, non si può!

E allora, lasciatevi tentare da un Veuve Cliquot, Moet et Chandon o un Dom Perignon (per i portafogli più consistenti).

 

 

 

Per accompagnare il dessert…

Se non siete sicuri delle portate principali che verranno servite, allora optate per un vino da abbinare ai classici dolci natalizi, che sicuramente non mancheranno!

Non è assolutamente vero che i dolci si sposano con i vini e gli spumanti secchi: la regola aurea è che “ad un dolce, si deve sempre abbinare un vino dolce”.

In tal senso, per accompagnare dolci lievitati, pandoro, panettone e dolci di pan di spagna, dovrete scegliere un vino o uno spumante dolce, morbido, fresco, poco alcolico.

La scelta dovrà ricadere su un vino dolce, speziato, fruttato, come il Recioto di Gambellara, il Vin Santo, la Falanghina, il Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Per dolci secchi come i biscotti di pasta frolla, magari arricchiti con frutta secca o marmellata di frutta, scegliete vini bianchi liquorosi o passiti alcolici e molto profumati come il Moscato d’Asti.

 

Come cucinare il tacchino del Ringraziamento

Come cucinare il tacchino del Ringraziamento

Domani negli Stati Uniti si celebra la Festa del Ringraziamento, l’inizio del periodo natalizio per tutte le famiglie americane.

La tradizione vuole che ogni famiglia si riunisca con parenti e amici attorno a una grande tavolata per cenare, chiacchierare e divertirsi.

Tuttavia, riunire più persone attorno a un tavolo non è cosa semplice e, tra una portata e l’altra, potrebbero spuntare discorsi spinosi che potrebbero addirittura creare attriti.

Durante una cena perfetta gli ospiti dovrebbero sentirsi a proprio agio, come se fossero a casa, e ciò contribuisce sicuramente a distendere gli animi ed evitare scontri.

Per far ciò, fondamentale è apparecchiare la tavola in modo armonioso, usando colori caldi (come il rosso scuro, l’ambra, l’ocra), decorazioni con fiori secchi, pigne e candele, ma anche ideare un menu basato su piatti tradizionali, semplici e non troppo sofisticati.

Se volete portare un po’ di atmosfera americana in casa vostra e avete del tempo a disposizione, allora invitate un po’ di amici per cena, preparate una tavola festosa e mettetevi ai fornelli per preparare il famoso tacchino del Ringraziamento.

Ecco qui la ricetta!

Buon appetito, anzi… Happy Thanksgiving day!

Ingredienti:

per il tacchino:

1 tacchino grande (gli americani considerano 650 gr di tacchino per persona)

200 gr di burro

500 ml di brodo di pollo

500 ml di vino bianco

rametti di timo fresco q.b.

foglie di salvia fresca q.b.

rametti di rosmarino fresco q.b.

mix di erbe aromatiche tritate (io ho usato timo, salvia e rosmarino, tanto per rimanere in tema)

sale, pepe macinato q.b.

per la salsa gravy:

1 lt di brodo di pollo

30 gr di farina 00

Procedimento per il tacchino:

Preriscaldare il forno a 220 gradi.

Passare il tacchino sul gas per eliminare i residui di penne poi sciacquarlo sotto l’acqua corrente e asciugarlo con uno strofinaccio.

In una ciotola, mescolare 100 gr di burro con le erbe aromatiche tritate.

Mettere da parte due cucchiai del composto di burro e erbe per la salsa gravy.

Prendere il tacchino e, a partire dal collo, staccare la pelle dal petto e dalle zampe, inserendo le dita tra carne e pelle, senza però rompere quest’ultima.

Spalmare il composto di burro e erbe sotto la pelle, poi richiudere la pelle per farla tornare normale.

Spalmare il burro anche sull’esterno e nell’interno del tacchino.

Salare e pepare l’interno del tacchino.

Inserire nel tacchino i rametti di erbe e i restanti 100 gr di burro.

Chiudere le cavità del tacchino con stuzzicadenti e legare le zampe con lo spago da cucina.

Versare 500 ml di vino bianco e 500 ml di brodo di pollo in un tegame e scaldare.

Adagiare il tacchino su una teglia da forno e bagnarlo con la miscela di brodo e vino caldo.

Cuocere il tacchino in forno caldo per 20 minuti, poi bagnarlo di nuovo con la miscela di brodo e vino, e cuocere per altri 30 minuti a 180 gradi.

Ogni 30 minuti, bagnare il tacchino con la miscela di brodo e vino.

Dopo due ore di cottura, verificare la temperatura del tacchino con un termometro da cucina.

Se il termometro segna 75°, il tacchino è pronto e quindi può essere sfornato; altrimenti, continuare la cottura per altri 40-50 minuti.

Una volta pronto, sfornare il tacchino e adagiarlo su un piatto di portata.

Lasciare riposare il tacchino a temperatura ambiente per 20-30 minuti.

Procedimento per la salsa gravy

Mentre il tacchino cuoce, preparare la salsa gravy.

Versare i succhi di cottura del tacchino in una brocca capiente e eliminare il grasso dalla superficie.

In una padella, scaldare i due cucchiai di burro con le erbe precedentemente messi da parte, poi aggiungere 30 gr di farina 00 e un mestolo di succo di cottura.

Mescolare delicatamente per 5-6 minuti per ottenere un composto omogeneo.

Gradualmente, unire i succhi di cottura e portare a ebollizione, mescolando continuamente con una frusta da cucina.

Unire anche il brodo di pollo, un po’ alla volta, mescolando continuamente.

Cuocere per una decina di minuti, fino ad ottenere una salsa densa e cremosa.

Salare e pepare.

Servire il tacchino accompagnato dalla salsa gravy.

 

 

 

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