Diari di viaggio

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Viaggio in Costa Azzurra: Nizza Montecarlo Cannes e Isola Sainte Marguerite

Viaggio in Costa Azzurra: Nizza Montecarlo Cannes e Isola Sainte Marguerite

Viaggio in Costa Azzurra: Nizza Montecarlo Cannes e Isola Sainte Marguerite

La Costa Azzurra è una delle destinazioni più famose al mondo, da sempre amata e frequentata da artisti di fama mondiale che l’hanno resa uno dei posti più ambiti d’Europa.

Per visitare tutti i paesi che la costituiscono sarebbe necessaria almeno una settimana e l’avere a disposizione una macchina (soprattutto per raggiungere città come Saint Tropez e Sainte Maxime) ma noi, avendo a disposizione pochi giorni e un budget ridotto, abbiamo preferito usare i mezzi pubblici (treni e autobus), e scegliere Nizza come base per il nostro soggiorno.

Ecco a voi il nostro itinerario di 5 giorni in Costa Azzurra.

Un suggerimento: l’ultimo giorno abbiamo visitato la bellissima Isola di Sainte Marguerite ma, se riuscite, cercate di arrivare a Saint Tropez!

Viaggio in Costa Azzurra: Nizza Montecarlo Cannes e Isola Sainte Marguerite

Viaggio in Costa Azzurra: Nizza Montecarlo Cannes e Isola Sainte Marguerite

Giorno 1: Nizza

Arriviamo all’aeroporto di Nice Côte D’Azur con un volo Alitalia da Roma.

Raggiungere il centro città dall’aeroporto è semplice in quanto la distanza è di soli 6 km.

Noi abbiamo preso il bus 23 Ligne D’Azur che con solo 1,50€ vi porta dritti in centro.

Per il soggiorno, abbiamo scelto un appartamento scovato su Booking proprio in Place Massena, silenzioso, pulito e a meno di 50€ a notte, perfetto!

Usciamo subito alla scoperta di Nizza partendo da Place Massena, famosa per le sue mattonelle bianche e grigie, considerata il punto di accesso alla città vecchia o alla Promenade des Anglais.

Elegante e raffinata, nella piazza troverete 7 statue dell’artista spagnolo Jaume Plensa intitolate “Conversazione a Nizza” e rappresentanti i sette continenti; di sera, ogni statua viene illuminata con un colore diverso.

Attraversando i giardini della romantica Promenade du Paillon, arriviamo a Place Garibaldi, riconoscibile dalla statua dell’eroe italiano che nacque proprio a Nizza nel 1807 quando ancora quest’ultima era italiana.

Da Place Garibaldi ci immergiamo nel centro storico che, a prima vista, ricorda un po’ i carrugi di Genova per via dei vicoli stretti e tortuosi, le case colorate e la numerosità di botteghe, negozi e mercati.

Non perdetevi un giro veloce alla Cattedrale di Santa Reparata, un capolavoro dell’arte barocca, sede del vescovado cittadino e monumento storico di Francia.

Costruita tra il 1650 e il 1685 e dedicata all’Assunzione della Vergine Maria, la Cattedrale è ad ingresso gratuito e vi si possono ammirare numerose vetrate colorate e bei dipinti.

Camminando camminando arriviamo al Marché Aux Fleurs, il mercato dei fiori, un’esplosione di colori e profumi che rallegra l’intera area circostante.

Affamati, decidiamo di pranzare con due specialità niçoise acquistate alla bancarella La Fougasserie: la socca (in foto), molto simile alla farinata di ceci, e la pissaladiere, una sorta di focaccia con cipolle e acciughe (buona ma molto saporita).

Viaggio in Costa Azzurra: Nizza Montecarlo Cannes e Isola Sainte Marguerite

Nel pomeriggio, a pancia piena, andiamo verso il mare e passeggiamo lungo la bellissima Promenade des Anglais, piena di turisti, ciclisti, runners e locali, fino ad arrivare al Castello.

Salire fino al Castello non è facilissimo: a piedi, si tratta di fare circa mezz’ora di scalini ininterrotti ma, per i più sedentari, è possibile usare l’ascensore (sempre affollato) che vi porta fino in cima.

La cima del castello si rivela un luogo incantevole sia per la vista mozzafiato sul golfo sia per gli spazi verdi, i bar e i locali dove ci concediamo una lunga pausa ristoro prima di rimetterci in cammino.

Essendo pomeriggio inoltrato, esausti dalla giornata, torniamo in hotel per una doccia e poi andiamo a cena da Casa Leya, un ristorante italiano vicino al Marché Aux Fleurs.

Oltre ad essere accogliente e arredato nei toni provenzali del blu e del giallo, il ristorante si rivela una scelta azzeccata per via dell’estrema cortesia dello staff, l’elevata qualità del servizio e la bontà dei piatti offerti.

Noi, essendo particolarmente affamati, abbiamo preso due Trilogie de la mer (un trittico composto da tonno, orata e gamberi alla griglia, accompagnati da verdure miste) e una bottiglia d’acqua spendendo circa 25 euro a testa.

Certo, un prezzo non proprio economico ma si sa, siamo in Costa Azzurra!

Viaggio in Costa Azzurra: Nizza Montecarlo Cannes e Isola Sainte Marguerite

Giorno 2: Montecarlo

Il secondo giorno, dopo aver fatto colazione con una tazza di caffè e una generosa arte au citron méringuée, prendiamo un treno che in meno di 30 minuti ci porta a Montecarlo.

Arrivati alla Gare de Monaco, passeggiamo lungo il Boulevard Princess Charlotte e arriviamo al quadrilatero della moda monegasca, tra Carré d’Or e Galerie des Allées Lumières.

La nostra meta, tuttavia, non sono le scintillanti boutique ma il Casinò, riconoscibile dalla maestosa fontana e dalle auto di lusso parcheggiate di fronte.

L’edificio, progettato dall’architetto Garnier (autore anche dell’Opéra di Parigi) e inaugurato nel 1865, è un tripudio di oro, marmo, sculture e affreschi, creato allo scopo di riasanre le casse dello stato.

Dalla sua posizione, riusciamo a vedere anche il circuito del Gran Premio di Monaco, che passa proprio lungo la strada sottostante il Casinò.

Dopo una brevissima entrata al Casinò, ci dirigiamo all’Opéra (o Grand Théâtre de Monte Carlo),un grandioso teatro inaugurato nel 1879 e progettato dallo stesso architetto del Casinò.

Anche quest’edificio, come il Casinò, è l’espressione del lusso e dei fasti della Belle Epoque, con addobbi d’oro, luci e scintillanti vetrate.

Leggermente affamati, pranziamo con due miseri sandwich acquistati in un supermarket e, su consiglio di locali, prendiamo un autobus che ci porta al Palazzo dei Principi, al centro di Monaco, a picco sul mare.

Essendo visitabile solo in estate, ci accontentiamo di qualche foto scattata all’esterno del palazzo, viaggiando con la mente a quello che starà succedendo proprio in questo momento tra i corridoi di palazzo….

Prima di riprendere il treno per tornare a Nizza, passeggiamo per le vie del centro storico di Monaco, che comincia proprio dal Palazzo dei Principi e si snoda in un insieme di stradine quasi totalmente pedonali, molto curate, ricche di fiori e scorci affascinanti, negozietti e botteghe artigianali.

In serata, torniamo a Nizza e ceniamo da Le Madison, un ristorante in 13 Rue du Commandant Raffali, scovato su Thefork con punteggio 8.8 e sconto del 50% sul menu.

Un ristorante a conduzione familiare, carino e informale, con un’ampia scelta di piatti sia di carne che di pesce.

Noi abbiamo optato per due secondi di pesce e un contorno di verdure, tutto buonissimo.

Il tutto pagato meno di 15€ a testa con lo sconto, un vero affare!

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Giorno 3: Cannes

Il terzo giorno prendiamo un treno che in meno di 30 minuti ci porta dritti a Cannes, altra splendida cittadina della Costa Azzurra, meta del jet set internazionale.

Appena arrivati, ci dirigiamo subito al cuore antico di Cannes, Le Suquet, un quartiere pittoresco lontanissimo dallo sfarzo e dal glamour della Croisette ma ricco di botteghe artigiane, negozi di antiquariato, bistrot e locali in stile rigorosamente provenzale.

Facciamo un salto veloce alla bellissima chiesa gotica di Notre Dame d’Esperance, per salire sulla cime della sua Torre che affaccia sulla piazza e dalla quale si gode di uno splendido panorama sulla baia di Cannes.

Ci fermiamo per una quiche da Paul’s e poi lasciamo il fascino del centro storico per passeggiare lungo la Promenade de la Croisette, un lungo viale di circa 12 km lungomare che arriva fino al vecchio porto.

Hotel deluxe come il Carlton, boutique di lusso e condomini imponenti fanno da sfondo al mare.

Vale la pena farsi la passeggiata anche solo per rifarsi gli occhi e godere del mare.

La Croisette arriva fino al famoso Palais des Festivals et des Congrès, il moderno centro convegni di Cannes dove ogni anno si svolge il celebre Festival del Cinema.

Prima di riprendere il treno, ci concediamo un giro lungo le vie dello shopping della città, Rue Meynadier e Rue d’Antibes, una distesa di negozi di abbigliamento, boutique, centri benessere, pasticcerie e botteghe alimentari.

Nel tardo pomeriggio, torniamo a Nizza e, dopo una bella doccia rinfrescante, andiamo a cena da Likyta, altro ristorantino scovato su Thefork con voto 8.8 e sconto 40% sul menu.

Aperto da poco e situato appena fuori dal centro storico, il ristorante è piccolino ma ben arredato, con prezzi medi.

Noi abbiamo preso una bistecca e un hamburger spendendo meno di 20€ a testa ma nel menu ci sono anche piatti di pesce molto interessanti.

Viaggio in Costa Azzurra: Nizza Montecarlo Cannes e Isola Sainte Marguerite

Giorno 4: Iles de Lerins – Isola Sainte Marguerite

Il quarto giorno prendiamo il treno per Cannes e da lì il battello per Iles de Lerins, due isole distanti 15 minuti di traversata dal porto di Cannes (il biglietto costa circa 10 euro a/r).

Le Isole di Lerins sono 4: l’Isola Sainte-Marguerite e l’Isola Saint-Honorat, le più grandi, l’isolotto del la Tradelière e l’isolotto Saint-Féréol.

L’Isola Sainte-Marguerite, una perla incontaminata che conta circa 170 ettari di foresta, dunque ricca di boschi e natura selvaggia, ma anche spiaggette e scogliere a strapiombo sul mare.

Sull’isola è vietata la circolazione di automobili e biciclette, quindi dovrete girarla a piedi, godendo della pace che regna in questi luoghi quasi paradisiaci.

Arrivando al porto, sulla sinistra ci sono un paio di ristoranti e snack bar, mentre più in là si trova il Fort Royal (in foto), una ex prigione militare fatta costruire dal cardinale Richelieu, famoso per aver ospitato il detenuto del film “La maschera di ferro”, con Leonardo Di Caprio.

Pagando il biglietto di 2€, visitiamo le prigioni e il museo, che raccoglie oggetti rinvenuti da relitti di navi affondate nei dintorni dell’isola.

Viaggio in Costa Azzurra: Nizza Montecarlo Cannes e Isola Sainte Marguerite

La giornata all’Isola Sainte Marguerite, in pieno relax e immersi nella natura, ci permette di fare scorta di energie, ammirare i prodigi di Madre Natura nonché trascorrere qualche ora in spiaggia, allungati sulla ghiaia a crogiolarci al sole.

Nel tardo pomeriggio, rientriamo a Cannes e infine a Nizza dove, incredibilmente affamati ma anche stanchi, facciamo scorta di quiche e socca in una boulangerie nei pressi di Place Messena e ceniamo in appartamento.

Giorno 5: Rientro a Roma

Tour Madrid Granada Siviglia

Tour Madrid Granada Siviglia

Stavolta la nostra voglia di viaggiare ci ha portato in un tour dell’Andalusia fatto in soli 5 giorni, toccando le città più belle e accoglienti della bellissima Spagna: Madrid, Granada e Siviglia.

Un viaggio bellissimo, a ritmo di flamenco e accompagnato da buon cibo e buon vino..

Cosa si può volere di più?

Tour Madrid Granada Siviglia

GIORNO 1: MADRID

Arriviamo a Madrid con un volo diretto da Roma. Con la metro, arriviamo subito al centro città e ci dirigiamo presso l’hotel Vinci Via 66, sulla Gran Via, per il check-in.

L’hotel si trova in una posizione strategica per visitare la città: a pochi minuti a piedi a Plaza Espana, il Palazzo Reale, la Puerta del Sol e la Gran Via.

Si tratta di hotel nuovo, moderno, con una terrazza panoramica stupenda; le camere sono finemente arredate, pulite, accoglienti, spaziose, dotate di aria condizionata, tv, wifi e bagno privato.

Per pranzo, mangiamo un bocadillo con jamon serrano poi ci fiondiamo a visitare il Museo del Prado (il biglietto costa 15€).

Il Museo del Prado, inaugurato nel 1819 e inizialmente sovvenzionato da Maria Isabella di Braganza moglie di Ferdinando VII,  ospita la collezione di pittura spagnola più completa al mondo, più di 9.000 capolavori tra opere e sculture.

Se non siete appassionati di arte, vi consiglio di prendere un audio guida per evitare di buttare all’aria i soldi del biglietto e cercare comunque di apprezzare le meravigliose opere esposte, come “Le dame” di Velazquez, “Le fucilazioni del 3 maggio” di Goya, “L’Annunciazione” di Beato Angelico, “La morte della vergine” di Mantegna, ecc.

Ceniamo da “Arroceria Daniela”, vicino Plaza Mayor, prenotando con thefork e usufruendo di uno sconto del 30% sul totale della cena.

Il locale è accogliente, i camerieri gentili e simpatici; abbiamo mangiato una paella deliziosa di carne e pesce servita in porzioni super abbondanti. Ristorante consigliato!

GIORNO 2: MADRID – TOLEDO

Dopo aver fatto colazione in hotel (la colazione viene servita a buffet ed è di tipo continentale: latte, caffè, biscotti e torte di vario tipo, marmellate, frutta, yogurt, salumi, pane di vari tipi, pancakes, omelette e, dulcis in fundo, i mitici churros con salsa al cioccolato, gnammm!), a pancia piena, andiamo alla stazione ferroviaria di Atocha e prendiamo un treno della Renfe per Toledo.

Il biglietto costa 12,39€ e il tragitto dura circa 35 minuti.

Dalla stazione di Toledo, prendiamo l’autobus n. 5 che porta al centro storico, e scendiamo in piazza Zocodover, affiancata dal Museo di Santa Cruz, un complesso formato dall’ex Ospedale di Santa Cruz e il Convento di Santa Fe.

Scegliamo di non visitare il Museo e proseguiamo la nostra passeggiata verso l’Alcazar, la fortezza costruita dai romani nel III secolo e situata nella parte più alta della città.

Leggermente affamati, ci fermiamo per uno spuntino da Viandas de Salamanca, in Calle Comercio, posto scelto per via dei fantastici prosciutti esposti in vetrina.

Tentati, ordiniamo due panini con jamon serrano e pranziamo seduti su una panchina in piazza.

Dopo esserci rifocillati adeguatamente, usciamo dall’Alcazar e andiamo alla Cattedrale de Via Cardenal Cisneros, una chiesa cristiana eretta nel XIII secolo su una moschea musulmana.

Essendo a pagamento (il biglietto di ingresso costa 12,50€), scegliamo di non visitare la Cattedrale ma proseguiamo verso la piazza del Comune, dove si trovano gli edifici del palazzo Arcivescovile e del Comune.

Proseguiamo su Cuesta de la Ciudad e arriviamo alla chiesa dei Gesuiti, chiesa di San Ildefonso, in piazza Padre Juan de Mariana, il punto più alto della città e da cui cominciamo a scattare foto al panorama circostante.

Volgendo lo sguardo verso sud, ammiriamo la vegetazione del fiume Tajo e le magioni dei Cigarrales, le antiche proprietà usate come svago dalla borghesia della città e oggi diventate hotel di lusso.

Proseguiamo il nostro tour verso il quartiere della Juderia, arrivando a piedi a piazza del Salvador, dove si trova l’Archivio Municipale, e poi proseguire fino alla Sinagoga del Transito, sede del Museo Sefardita.

La visita al Museo (il biglietto costa 3€) ci consente di conoscere la storia del popolo ebraico residente in Spagna, dall’epoca romana fino all’espulsione ad opera dei Re Cattolici.

Tornando verso la stazione ferroviaria, ci fermiamo per un giro tra le boutique di artigianato locale, dove troviamo oggetti tipici di ceramica e pelle, oggetti damascati e ricamati.

Torniamo a Madrid per ora di cena e decidiamo di recarci alla Taberna del Chato per la nostra ultima serata madrilena a base di tapas.

GIORNO 3: MADRID – GRANADA

Dopo aver fatto il check-.out, andiamo alla stazione ferroviaria di Atocha e prendiamo un treno della Renfe per Granada.

Il biglietto costa circa 23€ e il tragitto dura quasi 5 ore, facendoci arrivare in città nel primo pomeriggio.

Ci rechiamo subito all’hotel Casa Palacio Pilar del Toro, vicinissimo all’Alhambra, per il check-in.

L’hotel è situato in un palazzo del XVII secolo, con patio interno in pieno stile andaluso.

Le camere sono pulite, spaziose, dotate di aria condizionata, wifi, tv, minibar, cassaforte e bagno privato.

Espletate le formalità in hotel, andiamo a visitare l’Alhambra, il simbolo del dominio musulmano nella città di Granada, e i suoi splendidi giardini del Generalife, costruiti in epoca moresca.

Il castello dell’Alhambra, concepito originariamente come una cittadella militare e poi diventato residenza della famiglia reale nel XIII secolo, si erge su una collina rocciosa e si compone oggi di un’area militare (Alcazaba), la caserma della Guardia Reale, la Medina e le case di nobili e plebei che vi abitavano.

I giardini Generalife erano l’oasi di pace del re, eleganti, raffinati e dal tocco arabeggiante.

Per visitare l’Alhambra, vi consiglio di acquistare i biglietti online, prima di partire, poiché è previsto un numero massimo di visitatori giornaliero.

Il tour “Alhambra visita guidata” costa 36€ e vi permetterà di apprezzare l’unica città musulmana conservata al mondo, l’Alhambra, e i suoi Palazzi, nonché passeggiare nella Medina e nei Giardini.

Al termine della visita è quasi ora di cena, così ci rechiamo al ristorante Taberna a la pie de la torre, consigliato dal concierge, dove mangiamo una paella eccellente, saporita, ricca di pesce e verdure. Buon rapporto qualità-prezzo e porzioni abbondanti. Raccomandato!

GIORNO 4: GRANADA – SEVILLA

Usciamo dall’hotel a stomaco vuoto (non avevamo letto recensioni positive sulla colazione offerta dall’hotel pertanto, siccome non era inclusa nel prezzo della camera, abbiamo deciso di non farla in hotel) e andiamo da Pan y chocolate, una catena di fast food a Plaza Nueva, dove con meno di 5 euro prendiamo due cappuccini e tre donuts. Incredibile!

A pancia piena e con la cartina alla mano, decidiamo di visitare la Cattedrale di Granada e il Bagno Arabo.

La meravigliosa Cattedrale di Granada ospita nella sua cripta il mausoleo funerario dei “Sovrani cattolici” Isabella I di Castiglia e re Ferdinando V d’Aragona.

Usciti dalla Cattedrale, prendiamo la carrera del Darro per arrivare al Bagno Arabo (Banuelo), uno dei pochi sopravvissuti dopo la cacciata dei musulmani dal Paese.

Anticamente, il Banuelo era il luogo di riunione e svago dei mori ma i cattolici lo consideravano un luogo di prostituzione.

Pranziamo al bar La Buena Vida, dove con meno di 5 euro a testa prendiamo una birra e una tapas, veramente ottimo! Tapa consigliata: la tortilla di patate!

Subito dopo recuperiamo i bagagli in hotel e ci dirigiamo alla stazione per prendere il treno della Renfe in direzione di Siviglia.

Il biglietto costa circa 30€ e il tragitto dura circa 3 ore, facendoci arrivare in città per ora di cena.

Ci dirigiamo subito all’Hotel Boutique Casa del Poeta, dove facciamo il check-in e poi riusciamo per cena.

L’hotel è splendido e raffinato, arredato in maniera sublime; le camere sono pulite, spaziose e accoglienti, dotate di wifi, tv, aria condizionata e bagno privato.

La colazione servita è a buffet e spazia dal dolce (torte, biscotti, croissant, yogurt, marmellate) al salato (pane, uova, omelette, bacon, salmone), passando dalle verdure (insalate, pomodori freschi) e dalla frutta. Assolutamente raccomandato!

Il concierge ci ha consigliato il ristorante La Bartola, un locale accogliente con cibo squisito e camerieri gentili.

Noi abbiamo assaggiato il “pollo alla bartola”, servito con verdure saporite e deliziose. Consigliatissimo!

GIORNO 5: SEVILLA

Dopo aver fatto colazione, usciamo diretti alla Cattedrale di Siviglia, la più imponente chiesa cristiana dopo la Basilica di San Pietro.

In stile gotico, la Cattedrale è sorta sulle ceneri della Moschea Mayor distrutta nel XV secolo, e si compone di due cappelle e la famosa Giralda, la torre campanaria simbolo di Siviglia.

Alta 96 metri, la Giralda rispecchia pienamente lo stile degli Almohadi, e unisce in maniera impeccabile l’imponenza monumentale e una sublime semplicità.

La Giralda deve il suo nome alla statua della Fede (Giraldillo) che la sovrasta e che ruota su se stessa a seconda della direzione del vento.

Paghiamo il biglietto (9€) e saliamo in cima alla Giralda, da dove ammiriamo il panorama circostante e scattiamo una manciata di foto.

La tappa successiva del nostro tour è l’Alcazar, l’antica fortezza araba, un edificio esempio dell’architettura mudejar.

Accanto all’Alcazar sorge il Palazzo di Carlos V, che ospita una collezione di arazzi raffiguranti la conquista di Tunisi da parte del re; dal Palazzo si accede direttamente ai giardini dell’Alcazar.

Il biglietto di ingresso all’Alcazar costa 9,50€, così, complice anche la fame, decidiamo di non visitarlo e fermarci per la pausa pranzo da 100 montaditos, di fronte all’Università di Siviglia.

Nel pomeriggio, percorriamo il Paseo de Delicias fino ad arrivare al Puente de Isabel II e immergerci nel quartiere di Triana, abitato originariamente da marinai, operai, artigiani e ceramisti.

Ancora oggi il quartiere rappresenta la meta principale per chi vuole acquistare ceramiche e manufatti artigianali.

Oltrepassato il Puente de Isabel II arriviamo in Plaza del Altozano, una piazza circondata da palazzi di mattoni ed azulejos colorati, famosa per i suoi balconi in ferro battuto.

Proseguiamo lungo Calle San Jacinto, Calle del Alfareria, Calle Antillano Campos e le altre viuzze circostanti, tutte ricche di botteghe artigianali.

Acquistiamo gli ultimi souvenir da riportare a casa (io ho comprato tante nacchere e tamburini) e infine decidiamo di cenare a Las Golondrinas 2, in Pages del Corro.

Il locale, tipicamente sivigliano, offre tapas fantastiche a prezzi medio-bassi.

Consiglio: assaggiate il “solomillo”, una fettina di maiale arrostita e servita su una fetta di pane e patatine fritte. Una vera bomba!

Week-end a Lisbona

Week-end a Lisbona
Week-end a Lisbona

Week-end a Lisbona

Lisbona, una città ricca di storia, cultura, arte, musica e buona cucina.

Trascorrere un Week-end a Lisbona è un ottimo modo per rilassarsi e scoprire la cultura portoghese.

Dall’aeroporto al centro

L’aeroporto di Lisbona si trova a 7 km dal centro città, raggiungibile con la metropolitana (linea rossa), con l’autobus (il n. 91 vi porta a Praça do Comercio e nel Rossio.

Il biglietto costa 3,50€) o con il taxi (il costo medio di una corsa fino al centro città è di 15€).

Noi, dovendo restare in città 3 giorni, acquistiamo subito la Lisboa Card (descritta di seguito) e andiamo in centro con la metro.

 

Lisboa Card

La Lisboa Card permette di usufruire di tutti i mezzi di trasporto pubblico (autobus, ascensori, tram, metro, ma anche treni con destinazione Sintra e Cascais) e l’accesso gratuito a 26 musei, tra cui la Torre de Bélem, il Monastero dos Jeronimos e il Museo delle Carrozze.

La card, con validità 24/48/72 ore, costa rispettivamente 18,50€/31,50€/39€.

Noi, restando in città 3 giorni, abbiamo acquistato la card nel formato 72 ore direttamente in aeroporto, usufruendo così subito della metro per arrivare in città.

Hotel

Complice l’aver trovato un’offerta strepitosa su Booking.com, abbiamo scelto il Brown’s Boutique Hotel, in Rua da Vittoria, vicino la fermata della metro Baixa-Chiado.

L’hotel si trova in una posizione strategica per visitare la città; le camere sono pulite, ben arredate, spaziose e dotate di tutti i comfort (wifi, macchinetta del caffè Nespresso, aria condizionata, bagno privato), persino una piccola cucina che però non abbiamo mai usato.

Il personale è cortese e molto disponibile a fornire tutte le informazioni necessarie per ambientarci velocemente in città.

Shopping A Lisbona

Tra le zone migliori per gli acquisti c’è la Baixa, lo Chiado, in Avenida da Liberdade e al Bairro Alto.

Il martedì ed il sabato non perdete il mercato più importante della città, la Feira da Ladra, dove tra cianfrusaglie e veri pezzi da intenditori, passerete dei splendidi e divertenti momenti.

Week-end a Lisbona

Giorno 1: Baixa e Chiado

Cominciamo il nostro primo giorno a Lisbona con una fantastica colazione da Confeitaria Nacional, una delle pasticcerie storiche di Lisbona, consigliataci dal concierge.

Con meno di 4 euro, facciamo colazione con due café pingado (un mix tra un caffè macchiato e un marocchino) e due pasteis de nata.

Il pasteis è il più famoso pasticcino portoghese: friabile pasta frolla ripiena di crema pasticcera, servito caldo.

Una vera delizia!

Sazi, ci dirigiamo a Praça dos Restauradores e prendiamo il tram “da Gloria”, che ci conduce al Bairro Alto, uno dei quartieri più affascinanti del centro storico, amato dagli artisti, un tempo residenza dei ricchi borghesi e delle redazioni delle testate giornalistiche, ma oggi patria di locali perfetti per l’aperitivo o per la cena, nonché di negozi alla moda e boutique di lusso.

Scendiamo fino al quartiere Chiado, luogo di ritrovo di artisti, giovani e intellettuali, con locali storici come “A Brasileira”, la caffetteria storica frequentata da intellettuali del calibro di Fernando Pessoa e Jorge Luis Borges,  e una moltitudine di teatri e scuole dell’arte.

Imperdibili sono i grandi magazzini Armazéns do Chiado, tre piani di negozi ospitati in un edificio storico distrutto da un incendio nel 1988 e poi ricostruito.

Non aspettatevi l’Harrod’s portoghese ma piuttosto un John Lewis.

Raggiungiamo Santa Justa e decidiamo di salire sull’ Elevador di Santa Justa (il biglietto costa 2,80€).

L’ascensore, costruito nel 1902 da Raul Mesnier de Ponsard, conserva tutt’oggi le cabine in legno e ci offre una vista affascinante sul panorama circostante.

Partendo dalla funicolare di Santa Justa, passiamo per le rovine del Convento del Carmo, distrutto dal terremoto del 1755 e unico esempio di architettura gotica rimasto in città.

Ci immettiamo su Rua Garrett e, passeggiando, ammiriamo la Chiesa dei Martiri (costruita in memoria dei combattenti dell’assedio di Lisbona del 1147), il Teatro San Carlo, il Museo del Chiado (esponente opere d’arte contemporanea) fino ad arrivare alla Piazza del Municipio, in cui si trova il Municipio costruito nel 1774.

Proseguiamo la nostra passeggiata fino a Praça do Comercio, famosa per l’arco sulla cui sommità si erge la scultura della Gloria che incorona il Genio e il Valore.

Ci fermiamo per uno spuntino da Ministerium, dove mangiamo delle crocchette di baccalà (bolinhos de bacalhau) squisite, accompagnate da due bicchieri birra media, il tutto per circa 15 euro in due.

Il bacalhau è indubbiamente il piatto forte della cucina portoghese.

Pensate che ne esistono 336 ricette, una per ogni giorno dell’anno più una per il 29 febbraio degli anni bisestili.

A pancia piena, attraversiamo l’Arco della Vittoria e entriamo nel quartiere di Baixa, l’area dello shopping portoghese, che va da Rua Augusta a Praça do Rossio, passando per Avenida da Liberdade.

Qui troviamo boutique di lusso, negozi di abbigliamento vintage, botteghe di artigianato e il famoso bar “A ginjinha”, dove non potrete fare a meno di assaggiare il liquore alla ciliegia amatissimo dai portoghesi.

Girando tra i negozi, arriviamo a Praça Don Pedro IV, chiamata anche “Piazza del Rossio”.

La piazza è caratterizzata da una pavimentazione a mattonelle bianche e nere che ricreano un andamento ondulante.

Dal Medioevo al XVIII secolo, la piazza fu sede di corride e festival, e oggi ospita caffè, piccoli negozi e la statua di Pietro IV.

Essendo quasi ora di cena, torniamo dalle parti dell’Elevador di Santa Justa e ci fermiamo da Mar Ao Carmo, una crostaceria con pesce a vista.

Bel locale, menu molto ampio, staff cortese e ospitale.

I prezzi sono chiaramente leggermente alti ma assolutamente proporzionati alla qualità del cibo.

Piatto consigliato: brodetto di pesce e arrosto misto.

Giorno 2: Mouraria, Castelo e Alfama

Il nostro secondo giorno in città decidiamo di visitare i quartieri Mouraria, Castelo e Alfama.

Alfama è il più antico quartiere della città.

Dalla stazione della metropolitana Martin Moniz, imbocchiamo Rua da Moraria e raggiungiamo la Chiesa di Nostra Signora di Saude, caratterizzata da bellissimi azulejos.

Saliamo sul tram 28 (state attenti ai borseggiatori e ai venditori ambulanti) e scendiamo al Belvedere di Santa Lucia, un luogo un po’ caotico (per via dei turisti presenti), dal quale apprezziamo la vista sul Tago, sul porto e sui tetti rossi delle abitazioni del quartiere di Alfama.

Sul Belvedere si affaccia la Chiesa di Santa Lucia, costruita dai cavalieri dell’Ordine di Malta durante il regno di Alfonso Henriques, distrutta con il terremoto del 1755 e poi ricostruita.

Ci fermiamo per pranzo da Caminho do Castelo, un locale molto carino, accogliente, con cibo fresco e piatti molto sfiziosi.

Mangiamo un’insalata di polpo speziata e una tagliata di tonno morbidissima, il tutto accompagnato da due calici di Porto.

Considerate le porzioni piuttosto piccole, i prezzi sono leggermente elevati, ma uscirete più che soddisfatti, fidatevi!

Nel pomeriggio, saliamo fino al Castello di San Giorgio, eretto dai visigoti nel V secolo e conquistato da Alfonso Henriques nel 1147:

Dopo il periodo di gloria del XIII-XVI secolo con Manuel I, il Castello cadde nel dimenticatoio e venne trasformato in una prigione militare.

Il Castello si trova in una cittadella tutt’oggi abitata da un centinaio di persone.

Essendo l’ingresso al Castello a pagamento (7,50€), rinunciamo ad entrare.

Continuiamo la nostra passeggiata fino ad arrivare al Museo del Fado, dedicato all’arte del fado, una musica malinconica e nostalgica.

In esso sono esposte fotografie, spartiti musicali, filmati attraverso i quali viene spiegato la sua evoluzione attraverso i diversi periodi storici.

L’ingresso al museo costa 5 euro e scegliamo di non visitarlo ma preferiamo andare a cena da O Faia, in Rua da Barraca.

Il ristorante, scovato su Tripadvisor, è famoso per gli spettacoli di musica fado dal vivo.

Il locale è accogliente, romantico (si cena a lume di candela) e il menu è molto ampio.

Noi abbiamo preso il baccalà gratinato al forno, il polpo alla griglia e una bottiglia di Madera, spendendo circa 50 euro a testa.

Si, ok, vi sembrerà un prezzo eccessivo ma include lo spettacolo di Fado e quindi sono soldi ben spesi.

Giorno 3: Bélem

Trascorriamo il nostro ultimo giorno a Lisbona nel quartiere di Bélem, nella zona occidentale della città, ricca di musei, monumenti e angoli culturali.

Ci dirigiamo subito al Palazzo di Bélem, residenza del Presidente della Repubblica dal 1912, e da qui saliamo la Calçada do Galvao fino ad arrivare al Giardino-Museo Agricolo Tropicale.

Il Giardino è stato realizzato nei primi anni del ‘900 come laboratorio all’aperto per testare e far crescere piante, erbe e spezie provenienti dalle colonie dell’Impero portoghese (Brasile, Angola, Mozambico).

Dal Giardino, scendiamo su Rua Bélem e ci fermiamo da Pasteis de Bélem, la storica pasticceria che per prima produsse i pasteis de bélem.

Non fatichiamo a riconoscere la pasticceria: la fila per entrare comincia da fuori il locale, a qualsiasi ora del giorno ma, fidatevi: l’attesa ripagherà tutte le aspettative risposte del dolce!

A pancia piena, proseguiamo verso il Monastero dos Jeronimos, voluto dal Re Manuel I per festeggiare il ritorno in patria del navigatore Vasco de Gama dopo aver scoperto la rotta per l’India.

Visitiamo il Monastero (incluso nella Lisboa Card) e scopriamo che la leggenda narra che il monastero venne costruito dove in origine si ergeva la chiesa Ermida do Restelo.

Qui Vasco de Gama e il suo equipaggio trascorsero in preghiera la notte precedente la partenza del viaggio che li rese famosi.

All’interno del portale occidentale, si trovano le tombe di Vasco de Gama e del poeta Luis de Camoes, mentre nella cappella del chiostro sono custodite le spoglie di Fernando Pessoa.

Usciti dal Monastero, arriviamo a Praça do Império, dove si trovano il Planetario Calouste Gulbenkian (a pagamento, il biglietto costa 5€) e il Museo della Marina.

Ci fermiamo per pranzo da Oasis Vegetariano, su Rua Marques Sa Da Bandeira, un piccolo bistro.

Con meno di 10 euro a testa mangiamo due porzioni di lasagne di verdure e due centrifugati di verdura. Consigliato!

Nel pomeriggio, riprendiamo la nostra passeggiata arrivando al Monumento alle scoperte marittime, alto 52 metri, realizzato nel 1960 per celebrare i 500 anni dalla morte di Enrico il Navigatore, il navigatore portoghese che scoprì Madera, le Azzorre e Capo Verde.

Visitiamo il Monumento (il biglietto costa 4€) nella sua interezza, grazie alle scale e a un ascensore che ci portano fino al sesto piano.

Qui ammiriamo i quartieri ad ovest della città, la costa del fiume e la regione di Bélem.

Ai piedi del monumento si trova un mosaico di marmo che raffigura la rosa dei venti con al centro un mappamondo.

La Rosa dei venti, disegnata da Cristino de Silva, fu un regalo della Repubblica Sudafricana.

Proseguiamo la passeggiata sul lungofiume e arriviamo alla famosa Torre di Bélem, patrimonio mondiale dell’UNESCO e simbolo del Portogallo.

La Torre, costruita tra il 1515 e il 1519, fu commissionata dal Re Giovanni II come strumento di difesa della città.

La Torre (che visitiamo perché inclusa nella Lisboa Card) ha cinque piani e termina con una terrazza.

I piani sono collegati fra di loro con una scala a chiocciola e ogni piano ha un nome: la Sala del Governatore, la Sala dei Re, la Sala delle Udienze, la Cappella e la Terrazza.

Concludiamo il nostro soggiorno a Lisbona con una cena nel più famoso ristorante della città, “The Independente” (Il Decadente), nel Bairro Alto.

Il ristorante è bellissimo, raffinato ed elegante.

Abbiamo assaggiato il baccalà caldeirado (servito con patate al forno e salsa caldeirada) e una bistecca di tonno, il tutto accompagnato da vino Porto.

Per concludere, abbiamo ordinato una mousse al cioccolato divina e una torta di mele servita con gelato al cardamomo squisita.

Conto finale?? Meno di 35€ a testa! Locale super consigliato!

Week-end a Verona

Week-end a VeronaWeek-end a Verona

Famosa per aver fatto da sfondo ad una delle storie d’amore più belle e tragiche della letteratura europea, Romeo e Giulietta di W. Shakespeare, Verona è non solo la città degli innamorati, ma anche degli amanti della storia e dell’arte medievale e rinascimentale.

Raggiungibile in macchina, treno, aereo, è perfetta per un fine settimana all’insegna della cultura, del relax e del buon cibo.

Week-end a Verona

Week-end a Verona

Giorno 1: Arena, Ponte di Castelvecchio, Ponte della Vittoria, Piazza delle Erbe, Casa di Giulietta, Casa di Romeo

Arriviamo a Verona poco prima delle 10 del mattino con un treno Italo partito da Roma.

Dalla Stazione Centrale di Porta Nuova prendiamo il bus 73 per andare a Piazza Brà, la piazza principale di Verona ed una delle piazze più grandi d´Europa, nonché sede dell’Arena di Verona, prima tappa del Week-end a Verona.

Week-end a Verona

Visitare l’Arena costa 10€ ma noi, non essendo interessati, ci limitiamo a scattare qualche foto e andiamo a fare colazione al Bar Pasticceria Pradaval.

In un’ambiente intimo e conviviale, ci accomodiamo a facciamo colazione con due cappuccini schiumati, una sfogliatina alle mele (divina) e un bignè alla crema chantilly, tutto buono e accompagnato dal sorriso inestimabile dello staff.

Imboccando Via Roma, passiamo davanti al Museo Lapidario Maffeiano, uno dei musei pubblici più antichi d’Europa, e ci dirigiamo verso il fiume per vedere il Museo di Castelvecchio e, alle sue spalle, il famoso ponte di Castelvecchio, un esempio spettacolare di architettura militare medievale.

Il ponte è pedonale e decidiamo di percorrerlo interamente per godere degli scorci sul fiume e le vedute tra i merli.

Camminando lungo Riva San Lorenzo, arriviamo al Ponte della Vittoria, realizzato in ricordo della vittoria di Vittorio Veneto grazie alla quale fu sconfitto dell’Impero austro-ungarico nella Prima guerra mondiale, poi distrutto dai tedeschi in ritirata nella seconda guerra mondiale e ricostruito su progetto del Fagiuoli con completamento nel 1955.

Prendiamo Via Armando Diaz poi entriamo da Porta Borsari e imbocchiamo Corso Cavour, una delle vie dello shopping della città con negozi e boutique firmate.

Week-end a Verona

Arrivati in Piazza delle Erbe, fulcro del borgo antico di Verona e meravigliosa con la sua Fontana della Madonna Verona, il Leone Marciano, le Case Mazzanti, la Casa dei Giudici e la Domus Mercatorum, pranziamo con un maxi cono gelato da Venchi e ce lo gustiamo in piazza.

Su tutto svetta con i suoi 80 metri d’altezza la Torre dei Lamberti, da cui è possibile ammirare una panoramica mozzafiato dell’intera città.

Week-end a Verona

La tappa successiva è, senza ombre di dubbio, la Casa di Giulietta, in Via Cappello, un edificio del XIII secolo proprietà della famiglia Cappelletti: proprio loro potrebbero aver ispirato i “Capuleti” tanto famosi per mano di Shakespeare.

Famossisimo è il balcone, sul quale ancora oggi si può salire, e la statua di Giulietta, alla quale turisti di tutto il mondo lasciano lettere per consigli d’amore.

Tornando indietro e prendendo Vicolo Cavalletto, arriviamo alla Casa di Romeo, oggi abitazione privata, riconoscibile dall’iscrizione sulla facciata recitante: “Oh! Dov’è Romeo?… Taci, ho perduto me stesso: io non son qui e non son Romeo, Romeo è altrove“.

Questo penso sia stato proprio il momento più romantico del nostro Week-end a Verona.

Alla ricerca di souvenir, torniamo a Piazza delle Erbe e facciamo scorta di calamite, dolcetti e cioccolatini artigianali in vendita alla bancarelle.

Concludiamo la giornata con una cena all’Osteria al Duca, vicino alla Casa di Giulietta.

Una tipica trattoria alla vecchia maniera con menu ampio e piatti tipici veneti e, in particolare, veronesi.

Noi abbiamo optato per il menu a 20€ che comprende un primo e un secondo a scelta.

Tra questi, vi consiglio i bigoli col ragù d’asino, le pappardelle al ragù d’anatra e lo spezzatino con la polenta.

Giorno 2: Duomo di Verona, Ponte pietra

Il nostro Week-end a Verona inizia con una colazione “stellata” da Dolce Locanda, premiata pasticceria dello chef Perbellini, famosa in tutta la città per la sua torta millefoglie.

Al bancone, c’è l’imbarazzo della scelta: brioches e croissant farciti al momento con marmellata, crema pasticcera, crema al cioccolato o al pistacchio; sfogliatine e biscotti, pasticceria con mignon e torte.

Buon caffè, servizio ottimo, buon rapporto qualità-prezzo (1 caffè e una millefoglie 4,50€).

Prendiamo Lungadige Pavinio e, passato Ponte Garibaldi, arriviamo a Piazza Duomo, la piazza antistante il meraviglioso Duomo di Verona.

Week-end a Verona

Il pezzo più celebre è probabilmente “l’Assunzione” di Tiziano, che da sola varrebbe la visita, ma gli stucchi, i lavori lignei, i mosaici e le sculture affascinano anche i non appassionati di storia dell’arte.

In realtà, non si tratta di un’unica chiesa ma di un complesso articolato con più chiese e cappelle distinte e collegate, che si visitano con un unico biglietto di accesso (3€).

Pagando il biglietto, visitiamo anche la Chiesa Rettoria di Sant’Elena e la Chiesa di San Giovanni in Fonte e poi ritorniamo lungadige e arriviamo al meraviglioso Ponte pietra, ponte romano ad archi completato nel 100 a.C. e ricostruito dopo la seconda guerra mondiale.

Essendo quasi ora di pranzo e dovendo riprendere il treno alle 15.00, ci fermiamo per pranzo da Santa Felicita, un ristorante adibito in una chiesa sconsacrata del 1100, una location assolutamente unica!

Il menu propone piatti di carne, pesce e pizze.

Noi abbiamo preso un risotto all’Amarone e gli gnocchi al burro e tartufo, entrambi buonissimi e serviti in porzioni abbondanti.

Conto totale meno di 40€ in due, con due caffè e una bottiglia d’acqua.

A pancia piena e soddisfatti, ci avviamo alla stazione per riprendere il treno verso Roma.

Il nostro Week-end a Verona è ufficialmente terminato.

Bruxelles in 3 giorni

Bruxelles in 3 giorni

Questa volta, la nostra voglia di viaggiare ci ha portato nella capitale europea: Bruxelles, la meravigliosa città olandese patria del cioccolato, del moules et frites, della birra e dell’arte surrealista.

Bruxelles in 3 giorni … è possibile?? Si, se “tagliate” qualche museo dal vostro itinerario e vi armate di scarpe comode!

 

 

ARRIVO A BRUXELLES

Siamo arrivati all’aeroporto di Bruxelles Zaventem con un volo Ryanair diretto da Roma Fiumicino. L’aeroporto si trova a 12 km dal centro città, raggiungibile in 3 modi:

  • Treno airport express. Dalla stazione dell’Aeroporto partono ogni 20 minuti treno che portano alle stazioni di Bruxelles Nord, Centrale e Midi. Il biglietto per Bruxelles Centrale costa 5€;
  • Autobus De Lijn. L’autobus vi condurrà alla stazione di Bruxelles Nord, alla Nato (linea 471) e alla fermata metro Roodebeek (linea 659). Il biglietto costa 2€ ed è acquistabile ai distributori in aeroporto o direttamente sull’autobus (con un piccolo sovrapprezzo);
  • Taxi. Il costo per il tragitto fino al centro di Bruxelles costa circa 45€.

Noi abbiamo scelto l’opzione treno e siamo scesi a Bruxelles Midi.

 

 

SISTEMAZIONE A BRUXELLES

Abbiamo scelto di pernottare al NH Collection Brussels Centre, un hotel moderno situato a meno di 1 km dalla Grand Place, una posizione strategica che vi consentirà di visitare la città a piedi.

Le camere sono pulite, luminose, ben arredate, climatizzate e con disponibilità di connessione wi-fi.

Il personale è cortese, accogliente e disponibile a fornire informazioni per permettervi di visitare comodamente la città.

Avendo scelto la formula senza colazione, abbiamo rimediato su caffetterie e pasticcerie vicine all’hotel (consiglio: la pasticceria Paul è eccezionale e fare colazione con un eclair al cioccolato o una tartelette framboise vi permetterà senz’altro di cominciare la giornata con il piede giusto!).

 

 

TRASPORTI

Bruxelles è una città non molto grande e quindi facilmente visitabile a piedi.

Tuttavia, qualora voleste usufruire dei mezzi pubblici, sappiate che il biglietto singolo bus/metro costa 2€, ma sono disponibili carnet da 5 viaggi (7,50€) e 10 viaggi (13€).

Noi, essendo buoni camminatori, abbiamo deciso di non fare alcun abbonamento e ci siamo spostati sempre a piedi.

 

 

DOVE MANGIARE

Per la colazione (o per la merenda) fate tappa da Exki (una catena di fast food bio), Paul (la famosa pasticceria francese) o da Maison Dandoy, un locale in rue au Beurre famoso per gli speculoos.

Voglia di cioccolato? Leonidas, Godiva, Pierre Marcolini, Neuhaus e Wittamer (fornitore ufficiale della casa reale) faranno al caso vostro!

Neuhaus è considerato il più antico artigiano del cioccolato belga nonché autore del cioccolatino ripieno di crema.

E se volete scoprire qualcosa di più sulla storia di questo alimento peccaminoso, fate tappa al Museo del cioccolato alla Gran Place, dove potrete assistere anche ad una dimostrazione live dei maitre chocolatier.

Per la pausa pranzo consiglio di fare sosta da La Mer du Nord, un chiosco che offre piatti di pesce take away (crocchette, zuppa di pesce, ecc.).

Happy hour a base di patatine fritte? Maison Antoine (in Place Jourdan) o Fritland (vicino la Grand Place) sono la soluzione!

Se volete provare la cucina belga, dirigetevi ad occhi chiusi da T Kelderke (piatti consigliati: cozze marinate e rognoni all’estragon), Chez Leon (il più antico ristorante della città) e A la morte subite (una storica brasserie ideale per mangiare piatti tipici e assaporare birre particolari come la Judas), C’est Bon, C’est Belge (un ristorante con un buon rapporto qualità/prezzo, che propone cucina tipica ed è presente anche su thefork).

Il tempio della birra? Delirium (consiglio: assaggiate la Lindemans kriek, la birra alla ciliegia!) e Moeder Lambic (storico locale di fama internazionale).

 

 

Bruxelles in 3 giorni

 

SHOPPING

Per un pomeriggio di shopping, dirigetevi lungo Avenue Louise, la via dello shopping belga, lunga circa 3 km e sede delle boutique di grandi nomi internazionali del design e della moda.

Se siete alla ricerca di souvenir “cioccolatosi”, recatevi in Place du Grand Sablon e fermatevi nella boutique del Maitre chocolatier Pierre Marcolini.

 

Bruxelles in 3 giorni

 

Primo giorno: Bourse de Bruxelles, Grand Place, Galerie Royale Saint Hubert, Manneken Pis, Grand Sablon

Cominciate il vostro primo giorno a Bruxelles da Place de la Bourse, dove troverete la sede della Borsa di Bruxelles.

Fondata nel 1801 da Napoleone, l’attuale sede della Borsa è stata costruita nel 1873 su progetto dell’architetto Léon Suys.

Nel 2000, insieme alla Borsa di Parigi e alla Borsa di Amsterdam ha creato l’Euronext, una borsa paneuropea a struttura federativa alla quale, anni dopo, ha aderito anche la Borsa di New York.

Proseguite andando verso la Grand Place, una delle più belle piazze del mondo e patrimonio dell’UNESCO dal 1998.

Il vostro occhio sarà sicuramente catturato da due edifici:

  • l’Hotel de Ville, il municipio, in stile gotico e con la torre a guglia sulla cui cima si trova la statua di San Michele Arcangelo, patrono della città;
  • la Maison du Roi, anticamente destinato alle mansioni amministrative del Duca di Brabante.

E’ arrivata quasi l’ora di pranzo e, per unire “l’utile al dilettevole”, andate verso Les Galeries Royale Saint-Hubert, inaugurate nel 1847, dove potrete sbizzarrirvi tra negozi di lusso, piccole boutique, caffetterie e ristoranti e appartamenti.

Non perdetevi assolutamente la Taverna du Passage, uno storico locale dove si riunivano Victor Hugo, Alexandre Dumas, Edgar Quinet, ecc. e la Galerie du Roi, ospitante il Museo di Lettere e Manoscritti.

Fermatevi per un pranzo veloce da Le Pain Quotidien o da Arcadi.

Nel pomeriggio, tornate verso la Grand Place per vedere il simbolo di Bruxelles, il Manneken Pis.

Si tratta di una statua alta circa 50 cm raffigurante un bambino nudo che urina dalla cima di una fontana.

Concludete la giornata a Place du Grand Sablon, dove potrete scattare qualche foto alla Cattedrale di Notre Dame du Sablon e sbizzarrirvi tra le migliori cioccolaterie della città: Pierre Marcolini, Wittamer, Patrick Roger, ecc.

 

 

Secondo giorno: Museo Magritte, Parc de Bruxelles, Palais Royale

Il Museo Magritte raccoglie non solo le opere del maestro ma anche quelle degli artisti del XX secolo.

Si tratta della più importante collezione al mondo dedicata all’artista surrealista, e proprio al prio piano troverete le sue opere più conosciute come “L’impero delle luci” e la “Sherazade”.

Dopo la visita al Museo, acquistate un tramezzino da Le Pain Quotidien o un cartoccio di patatine fritte e fermatevi a mangiare seduti su una panchina al Parc de Bruxelles.

Il Parco, situato nelle vicinanze del Palazzo Reale e altresì chiamato “Parco reale”, è il principale ruolo di svago degli abitanti della città.

Dal Medioevo fino alla seconda metà del ‘700, il Parco venne usato come riserva di caccia dai Duchi di Bramante e, successivamente, venne rinnovato e arricchito con fontane e sculture.

Nel pomeriggio visitate il Palazzo Reale (a sud del Parco), residenza ufficiale della Famiglia Reale belga (anche se questa vive nel castello reale di Laeken).

Il Palazzo, inaugurato nel 1934, è oggi usato per le attività ufficiali ed è visitabile gratuitamente in agosto e settembre.

Terzo giorno: Parlamento, Parc du Cinquantenaire, Cattedrale di Saint Michel e Gudule, ultimo giro a Grand Place

Iniziate l’ultimo giorno in città dal Quartiere del Parlamento, un’area moderna ricca di edifici in vetro e acciaio.

Visitate il Parlamento Europeo, uno dei due organi legislativi dell’Unione in cui membri sono direttamente eleggibile dai cittadini.

L’edificio principale ha un’enorme struttura a forma di cupola che prende il nome di “Le Caprice de Dieux“, il capriccio degli dei, e al suo interno si trova la camera parlamentare a forma di emiciclo dove si siedono gli eurodeputati.

Per pranzo, acquistate una baguette o un’omelette e gustatela seduti su una panchina al Parc du Cinquantenaire.

Il Parco si estende per 30 ettari e la maggior parte degli edifici al suo interno furono costruiti per l’esposizione nazionale del 1880, per festeggiare il 50esimo anniversario dell’indipendenza belga.

Se siete interessati, potete visitare i tre musei posti all’interno del Parco, come il Musée de l’armée, il Museo del Cinquantenario e il Museo Autoworld.

Nel pomeriggio, tornando verso Grand Place, fermatevi alla Chiesa di Saint Michel et Gudule, la cattedrale di Bruxelles.

La chiesa gotica, iniziata nel 1047 ma terminata nella metà del ‘400, si caratterizza per le due torri che ospitano ben 49 campane!

Concludete la giornata e il vostro soggiorno nella capitale belga con una cena da T Kelderke nella Grand Place, a base di moules et frites.

 

 

 

Biglietti:

Museo Magritte (Bruxelles) : 8€

Chiesa di Saint Michel et Gudule : 1€

 

Firenze in 7 colazioni

Firenze in 7 colazioni
Firenze in 7 colazioni

Firenze in 7 colazioni

Durante un soggiorno a Firenze, non si può immergersi a capofitto tra le meraviglie della Galleria degli Uffizi o di Palazzo Pitti a pancia vuota.

Quindi ecco a voi Firenze in 7 colazioni, un elenco completo di bar e caffetterie adatte a golosi, celiaci, vegani e agli amanti della colazione continentale.

 

Firenze in 7 colazioni

Firenze in 7 colazioni

 

La Ménagére (Via de’ Ginori)  Firenze in 7 colazioni

Un bistrot di design di ispirazione underground, frutto di un’opera di ristrutturazione che ha riportato alla luce la struttura di un magazzino industriale dell’800 che ospitava un negozio di casalinghi.

La colazione viene servita nel giardino interno, tra piante e suppellettili underground, con sottofondo di musica soft.

Al bancone vi attendono cornetti vuoti o farciti, saccottini, brioches, bomboloni, yogurt greco, torte fatte in casa, muffins, cookies e pancakes.

Da segnalare le miscele scelte per i prodotti di caffetteria provenienti esclusivamente dai paesi di origine secondo il sistema di mercato del direct-trade.

Quanto ai prezzi, si spende qualcosina in più ma per una volta ci può stare.

 

Caffè Neri (Via dei Guicciardini 3R)

Aperto negli anni ’50 al Caffè Neri, nei pressi di Ponte Vecchio, al Caffè Neri non potete non assaggiare la mitica schiacciata fiorentina, realizzata dal pasticcere (e proprietario) Simone Bellesi.

Di cosa si tratta? Un dolce di pasta sfoglia farcito con crema chantilly, da accompagnare con caffè.

Coloro che non amano la crema chantilly, potranno rimediare su cornetti vuoti o farciti, vegani e integrali, cannoli, mignon, brioches e cantucci di tutti i tipi.

Unica pecca: la mancanza di posti a sedere!

 

 

Mò Sì (Via Nazionale 106)

Una caffetteria napoletana nei pressi della stazione di Santa Maria Novella, dove il caffè è preparato secondo le regole della tradizione partenopea con miscela Izzo 100% arabica.

Una “caffetteria alla vecchia maniera” (così si definiscono), con arredo retrò, comodi divani in pelle e musica di sottofondo.

Nel menu, oltre al classico caffè napoletano, vengono proposti caffè americano, cappuccino, spremute, centrifughe, succhi e frullati preparati con frutta fresca.

Quanto ai dolci, fragranti cornetti, bomboloni, torte, biscotti secchi e i cavalli di battaglia della pasticceria napoletana, ovvero sfogliatelle e pastiere.

Per gli amanti della colazione continentale, il menu propone sandwich e cornetti salati preparati sul momento con ingredienti genuini e di qualità.

Cominciate la giornata da Mò Si e non rimarrete delusi, provare per credere!

Caffè Pasticceria Serafini (Via Gioberti 168)

Una delle pasticcerie storiche di Firenze, aperta nel 1928 e da allora sinonimo di alta pasticceria e qualità indiscussa.

A pochi metri da Piazza Cesare Beccaria, da Serafini avrete l’imbarazzo della scelta fra lieviti, sfoglie ripiene, budini di riso, bignè, biscotti secchi e torte artigianali, tutte da abbinare al fantastico Caffè Fornacino.

Tra i miei preferiti segnalo la treccia con i pinoli, la sfoglia ripiena di confettura alle more di rovo e i bignè al pistacchio.

Non venite da Serafini per un semplice caffè mattutino ma lasciatevi tentare dalle leccornie esposte al bancone e assaggiate anche il “marocchino” servito con l’aggiunta di cioccolato fondente a pezzettini.

 

S. Forno (Via Santa Monaca 3R)

Nei pressi di Santo Spirito, S. Forno è una piccola perla nascosta dove potrete recarvi anche solo per comprare sfizioserie artigianali come il pane fresco, le focacce, i dolci e persino le fette biscottate.

Da fuori non gli dareste un euro ma, appena entrati, rimarrete colpiti dall’arredamento curato, dall’ospitalità dello staff e dal profumo di pane appena sfornato.

Tutto è preparato con prodotti genuini e di qualità e il menù colazione varia quotidianamente:

Pane burro e marmellata, yogurt e granola, pane e cioccolato, crostate, girelle, cheesecake, brownies e altre sfizioserie appena sfornate.

Quanto ai prezzi, non si tratterà di una colazione economica ma si sa che la qualità si fa pagare.

 

Dolci Pensieri (Via Ponte Alle Riffe 26R)

Una pasticceria il cui motto è “Un dolce al giusto prezzo“, perfetta per una colazione slow in un ambiente carino, curato, simile ad una bakery americana, e persino dog friendly.

Appena entrati rimarrete a bocca aperta davanti alla varietà di leccornie esposte: croissant, sfoglie, bomboloni, brioche, muffin soffici, pasticcini, biscotti e torte della tradizione italiana e americana.

Imperdibili la cheesecake al cioccolato (a soli 3€ a fetta) e la torta di ricotta e nocciola.

Anche la caffetteria è degna di nota, come anche le cioccolate calde, le tisane, i the e i centrifugati.

Nel menu sono inclusi dolci senza lattosio e senza glutine, perfetti per vegani e celiaci.

Firenze in 7 colazioni

Firenze in 7 colazioni       Firenze in 7 colazioni                   Firenze in 7 colazioni        Firenze in 7 colazioni

 

Firenze in 7 colazioni Firenze in 7 colazioni Firenze in 7 colazioni Firenze in 7 colazioni Firenze in 7 colazioni  Firenze in 7 colazioni  Firenze in 7 colazioni

Firenze in 7 colazioni

 

Firenze in 7 colazioni

 

I mercatini di Natale più belli d’Italia

I mercatini di Natale più belli d'ItaliaI mercatini di Natale più belli d’Italia

Nel periodo natalizio non c’è nulla di più bello che passeggiare per le vie cittadine piene di luminarie e magari con la musica in sottofondo. Si crea un’atmosfera calorosa e quasi magica.

Cosa può fare la differenza? Sicuramente visitare I mercatini di Natale più belli d’Italia , posti da sogno nel Belpaese.

Qui potrete acquistare prodotti di artigianato locale, mangiare specialità locali e, anche rilassarvi alle terme o divertirvi sulle piste di pattinaggio.
Dove? Ecco I mercatinid i Natale più belli d’Italia .

 

Bolzano

Nella stupenda piazza Walther, centro storico cittadino, il profumo del vin brulè e dei dolci natalizi, nonché la musica natalizia in sottofondo, creano un’atmosfera unica e quasi fiabesca.

Nelle vicinanze c’è il Christkindlmarkt, il mercatino di Natale, con circa 80 espositori in legno dove troverete addobbi natalizi, oggetti di artigianato e piccoli regalini.

Il Mercatino di Natale rappresenta non solo l’occasione giusta per scoprire il capoluogo altoatesino ma anche per conoscere il suo centro medievale che si snoda in un reticolo di stradine, portici, cornici rinascimentali, insegne in ferro battuto e facciate affrescate.

Imperdibile via Portici, in cui si fronteggiano i portici italiani – sul lato sinistro – e quelli tedeschi, sul lato destro.

Pregevole il Museo Archeologico dell’Alto Adige ospitante Otzi, il pastore di cinquemila anni rinvenuto fra i ghiacciai posti tra la Val Senales e l’Austria.

Sotto il profilo gastronomico, approfittatene per mangiare speck, canederli e strudel di mele, da accompagnare con vini come il Gewürztraminer e il Müller Thurgau.

 

Merano

Il mercatino di Natale di Merano si trova sulla Kurpromenade e si estende fino a Piazza della Renna con il suo bosco d’inverno.

Dal tramonto fino a sera, il mercatino attende i suoi visitatori con un mare di luci sui ponti e sulle piazze circostanti.

Ci sono più di 80 bancarelle che offrono specialità gastroniche e prodotto di artigianato.

Vin brulè, salsicce con crauti, gulasch, strudel di mele, candele, decorazioni natalizie, maglioni, sciarpe e pantofole.

Nelle vicinanze, potrete fare una sosta rilassante alle Terme di Merano oppure un giro sulla pista di pattinaggio in Piazza Terme.

 

Trento

Il mercatino di Natale di Trento comincia in Piazza Duomo, con il grande Albero di Natale, e prosegue in Piazza Santa Maria Maggiore con la Casa di Babbo Natale.

Le 93 casette di legno dislocate in piazza Fiera e piazza Cesare Battisti, trasportano la mente in un viaggio suggestivo tra luci, colori, profumi e sapori.

Negli stand si trova di tutto: addobbi natalizi, articoli da regalo e specialità gastronomiche come canederli, speck, polenta, Brezel, strudel, cioccolate calde, vin brulè e tisane.

Per i pigroni è disponibile il Trenino di Natale che accompagna i visitatori lungo le vie del centro storico, raggiungendo gli angoli più nascosti e suggestivi della città.

Nel cortile interno di Palazzo Thun in Via Belenzani, trovano spazio le creazioni dei bambini delle scuole aderenti al concorso “Tutti in slitta verso il Natale” dedicato al tema della mobilità.

Piazza Lodron ospita il presepe in legno realizzato dagli studenti del Centro di formazione professionale Enaip di Villazzano e dell’Istituto d’Arte A. Vittoria.

In Piazza Dante la grande ruota panoramica offre ai visitatori la possibilità di ammirare la città dall’alto; insomma, a Trento non ci si può annoiare!

 

Bressanone

Tra i mercatini natalizi trentini, forse quello di Bressanone è il più suggestivo, forse per le luminarie che avvolgono la città medievale in un clima caloroso e festivo.

Ai piedi del Duomo sono dislocate numerose casette di legno che propongono prodotti di artigianato locale e delizie gastronomiche della tradizione tirolese e sudtirolese: presepi realizzati a mano, sculture in legno, candele, ecc.

Durante tutto il periodo natalizio sono previsti concerti, mostre di vario genere e visite guidate nel Duomo e nel Chiostro della città.

Per i poco avvezzi alla passeggiata, la carrozza di Natale vi farà godere, ogni sabato e domenica, le bellezze del centro storico di Bressanone.

Per gli amanti del pattinaggio una grande pista è allestita nella Piazza Vescovile, dove potrete anche visitare il Museo dei Presepi di Bressanone.

 

Napoli

Se siete nel centro Italia e non volete fare un lungo viaggio fino in Trentino o in Valle d’Aosta, allora recatevi a Napoli e visitate Via San Gregorio Armeno, imperdibile per assaporare appieno lo spirito del Natale napoletano.

Questa è la via degli artigiani del presepe, dove si trovano botteghe che realizzano elaborazioni scenografiche dei personaggi del presepe a grandezza naturale e in miniatura.

Via San Gregorio Armeno è aperta tutto l’anno: anche durante i mesi non propriamente “natalizi”, infatti, i bottegai lavorano alle preparazione delle statuine.

I mercatini di Natale veri e propri si tengono al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa con casette di legno, decorate e illuminate a festa, ricolme di addobbi ed oggetti di ogni genere.

 

 

 

 

Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada

Tour Andalusia: Siviglia, Cordoba e Granada
Tour Andalusia: Siviglia, Cordoba e Granada

Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada

Amo la Spagna e questo viaggio in Andalusia ha contribuito ad aumentare la mia passione per questa terra calda, accogliente e ricca di storia, cultura e tradizioni.

Il mio tour è durato 5 giorni ed è stato decisamente low cost:

voli acquistati con 3 mesi di anticipo, spostamenti in treno/autobus, tante passeggiate e pasti consumati in posti non turistici e tutti con un buon rapporto qualià-prezzo.

Siete curiosi?

Ecco a voi il mio Tour Andalusia: Siviglia Cordoba e Granada.

 

Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada

 

Giorno 1: Siviglia

Arriviamo a Siviglia a metà mattina con un volo diretto Vueling da Roma.

Per raggiungere il centro prendiamo l’autobus EA (Especial Aeropuerto) che in meno di 30 minuti ci porta al centro della città e ci lascia a Paseo Colon, vicino l’hotel da noi prenotato.

Il tragitto di sola andata costa 4€ mentre a/r costa 6€, molto conveniente.

Lasciamo i bagagli in hotel e usciamo subito per visitare questa meravigliosa città partendo proprio Placa de la Virgen, bellissima piazza nel cuore del centro storico, da dove possiamo ammirare la Catedral de Sevilla, la cattedrale gotica più grande al mondo (quasi 23.500 mq), dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1987!

La parte più famosa della Cattedrale è sicuramente La Giralda, la sua torre campanaria, uno dei simboli della città.

Noi decidiamo di non salire in cima alla torre ma, se voleste, sappiate che il biglietto costa 9€.

A breve distanza troviamo l’Alcazar, un complesso di palazzi in stile mudéjar che per secoli hanno ospitato le famiglie reali e con giardini da sogno.

L’antica fortezza araba presenta una combinazione di colori semplicemente affascinante;

bellissimi anche i pavoni e gli altri animali che circolano liberi tra i vari giardini del parco.

Il biglietto di ingresso costa 11,50€ e la visita, molto fugace, dura circa un’ora.

Essendo ora di pranzo, acquistiamo due bocadillos e ci addentriamo nel Barrio di Santa Cruz, il pittoresco quartiere ebraico della città.

Girovagando tra l’intrico di viuzze del barrio, caratterizzate da casette bianche in tipico stile andaluso, arriviamo a Plaza de Espana, all’interno del Parque de Maria Luisa, famosissima per le 58 panchine in maioliche colorate che rappresentano tutte le province spagnole e che vengono prese d’assalto da turisti e locali all’ora di pranzo.

Nel pomeriggio, passeggiamo lungo le rive del Guadalquivir fino a Las Setas (o Metropol Parasol), un enorme edificio bianco alto 26 metri, che ricorda la forma di 4 grandi funghi.

L’edificio è visitabile al costo di 3€ ma noi, essendo leggermente stanchi, torniamo in hotel per rilassarci in vista della serata.

A cena, attraversiamo il Puente de Triana e andiamo a cena da Restaurante & tapas El Sella, scovato su Tripadvisor e con punteggio 4,5.

Accogliente, spazioso e ben arredato, il ristorante si rivela una scelta perfetta, con un menu vario e a prezzi medi.

Noi abbiamo mangiato tapas (buone e super abbondanti) accompagnate da un vino asturiano consigliatoci dal cameriere e abbiamo speso circa 20€ a testa, ottimo!

La scelta del locale ci consente sia di assaggiare cucina tipica sia di passeggiare tra le vie del quartiere gitano, culla del flamenco, terminando così la serata.

 

Giorno 2: Siviglia – Cordoba

Il secondo giorno a Siviglia decidiamo di visitare il Barrio de la Macarena, meno turistico rispetto al Barrio Santa Cruz e al Barrio Triana ma comunque affascinante.

Il simbolo del quartiere è la Basilica della Macarena, ospitante proprio la Virgen de la Macarena, una delle statue più venerate di tutta la Spagna, totalmente vestita e ornata d’ oro, argento e pietre preziose: una meraviglia per gli occhi!

Su calle Doña María Coronel si trova un muro con la ruota del Convento di Santa Inés, tramite la quale le monache del convento, non potendo entrare in contatto con il pubblico, vendono dolci e biscotti artigianali.

Incuriositi, abbiamo preso un etto di biscotti alle mandorle molto buoni e a un prezzo irrisorio, che abbiamo trangugiato durante la passeggiata nel quartiere.

Vicino a Plaza de los Terceros si trova la Iglesia de Santa Catalina, riconoscibile dalla torre campanaria in stile mudéjar simile alla Giralda e il portone in stile gotico.

Usciti dalla chiesa, ci fermiamo per pranzo a El Rinconcillo (calle Gerona 40), storico locale fondato nel 1670 e ideatore delle tapas.

Pranzare al banco con tapas e birra è il modo migliore per godere dell’atmosfera di questo locale, il tutto spendendo meno di 10€ a testa, super consigliato!

Nel pomeriggio, attraversiamo il Puente Barqueta e visitiamo l’Isola de la Cartuja, che deve il suo nome al Monastero omonimo che si trova sul lato sud.

L’isola non è abitata ma ospita solamente bar, ristoranti e discoteche, oltre al parco divertimenti Isla Magica.

I posti da vedere assolutamente sono la Torre Triana, sede della regione Andalucia, la Torre Pelli (o Torre Cajasol), un grattacielo moderno attiguo agli splendini giardini di Magellano e, infine, il Monastero della Cartuja, fondato nel 1399 e luogo di permanenza e sepoltura di Cristoforo Colombo.

Il monastero fu abbandonato nel XIX secolo e successivamente fu anche una fabbrica di ceramica, poi nei secoli a venire fu restaurato e diventò sede del padiglione reale della Expo Universale del 1992, oggi è il centro Andaluso di Arte Contemporanea.

Poco prima di cena, prendiamo un treno che, in meno di 1 ora e al prezzo di 6€, ci conduce direttamente a Cordoba.

Qui, lasciamo i bagagli in albergo e usciamo subito per cenare da Bodegas Mezquita Céspedes, scovato su Tripadvisor con punteggio 4,5 e che vi consiglio caldamente.

Abbiamo fatto una cena tra amici con tapas e piatti tipici. Con meno di 20 euro a testa abbiamo mangiato molto e bene, il servizio è stato ottimo.

 

Giorno 3: Cordoba

Iniziamo il nostro tour della città di Cordoba con la visita della Mezquita, la moschea più grande dell’Andalusia (più di 23.000 metri quadri), che oggi ospita la Cattedrale di Cordoba.

Chi viene in vacanza a Cordoba non può non visitare questo capolavoro: un misto di arte araba e cristiana unito in un unico monumento, dove vi sembrerà di stare in un labirinto di colonne e archi tra cui perdervi, veramente affascinante!

Una meravigliosa fusion di stili e religioni, un’atmosfera quasi surreale e ultrasensoriale.

Il biglietto di ingresso costa 10€ e la visita dura poco meno di un’ora.

Dalla Mezquita, ci dirigiamo al Alcazar de los Reyes Cristianos (biglietto 4,50€), di certo non il palazzo reale più sontuoso dell’Andalusia ma comunque degno di nota per via degli splendidi giardini con giochi d’acqua che ospitano le statue di Isabella e Ferdinando di Castiglia che incontrarono qui Cristoforo Colombo per finanziare il suo viaggio alla scoperta delle Americhe.

Splendida anche la Torre dell’Inquisizione, da cui si gode una splendida vista e i reperti archeologici custoditi all’interno del palazzo come i famosi mosaici romani.

Di fronte all’Alcazar ci sono i Baños del Alcázar Califal (biglietto 2,50€), i bagni arabi costruiti nel X secolo, scoperti “per caso” nel Novecento e oggi restaurati e adibiti a museo.

Entrando da Puerta del Puente, attraversiamo il Puente romano, simbolo della città e costruito dai romani nel I secolo a.C. fino ad arrivare alla Torre de la Calahorra, una piccola fortezza araba costruita per proteggere la città, dove pranziamo ai Jardines del Rocio con due bocadillos.

Nel pomeriggio, torniamo indietro per passeggiare tra le viuzze della Juderia, il pittoresco quartiere ebraico caratterizzato da case bianche riccamente addobbate da fiori.

Imperdibile la Calleja de las flores, nei pressi della Mezquita, famoso per i vasi blu con fiori rossi appesi alle pareti.

Divaghiamo nei pressi di Plaza del Potro alla ricerca della Posada del Potro, la locanda resa celebre da Cervantes nei versi del Don Chisciotte (peraltro, oggi sede di un museo del flamenco), poi ci fermiamo a cena nei pressi di Plaza de la Corredera, molto simile alla madrilena Plaza Mayor, una delle piazze più grandi e suggestive di Cordova.

Ceniamo da La cazuela de la esparteria, un ristorante carinissimo e ben arredato, molto accogliente e informale, che propone piatti tipici della cucina andalusa con un buon rapporto qualità-prezzo.

Noi abbiamo preso 3 tapas, due secondi di carne e una bottiglia d’acqua spendendo meno di 25€ a persona, ottimo direi!

 

Giorno 4: Cordoba – Granada

Prima di partire per Granada, ci concediamo una ghiotta colazione al Mercado Victoria, un grande mercato coperto in Paseo de la Victoria pieno di stand enogastronomici, molto simile al mercato centrale di Valencia.

Se amate le colazioni salutari, vi consiglio lo stand Mil Sabores, dove troverete frullati e centrifughe preparati sul momento, da accompagnare con brioche e caffè da Panea.

Salutiamo Cordoba con un treno che in meno di 2 ore e 30 minuti e al costo di neanche 15€ a testa, ci porta dritti a Granada, ultima tappa del nostro viaggio.

Arriviamo a Granada a ora di pranzo e, essendo leggermente stanchi, rimandiamo al giorno dopo la visita dell’Alhambra.

Pranziamo con tortilla del Sacromonte, il piatto tipico di Granada, una corposa frittata a base di midollo, uova e interiora di vitello.

La tortilla è servita con patatas a lo pobre, ovvero patate fritte ripassate con aglio, cipolla, vino e olio.

Sazi e soddisfatti, decidiamo di visitare la Cattedrale di Granada (biglietto 5€), la prima struttura rinascimentale della Spagna e la seconda più grande del paese.

Nelle vicinanze visitiamo la Capilla Real de Granada (biglietto 5€), un tempio con i resti mortali dei Re Cattolici Fernando de Aragón e Isabel de Castilla.

Molto vicina alla Cattedrale si trova la Alcaicería, una zona dedicata ai negozi dell’artigianato granadino, dove approfittiamo per acquistare souvenir e ninnoli in puro stile arabeggiante.

Passeggiando tra le stradine tipiche del quartiere di Albayzin, arriviamo al Palazzo Dar-al-Horra (Monastero di Santa Isabella), uno dei pochi edifici del quartiere a conservare tutt’ora l’aspetto originario.

Il Palazzo fu edificato dagli arabi e poi ceduto ai cattolici e divenuto, su volere della Regina Isabella, Convento Reale di Santa Isabella.

L’ultima tappa della nostra giornata granatina è il Mirador de San Nicolas, nel cuore dell’Albayzin, un belvedere dal quale si gode una vista mozzafiato sull’Alhambra e sulla Sierra Nevada.

Pieno di turisti, pittori e suonatori di strada, ricorda molto il Pincio a Roma, un luogo romantico e suggestivo.

Ci concediamo un aperitivo a base di tapas e sangria proprio nei pressi del Mirador e concludiamo con uno spettacolo di flamenco a Jardines de Zoraya (prezzo 20€).

Magnifico, emozionante e coinvolgente, lo spettacolo ci stupisce e ci fa innamorare ancora di più della cultura andalusa grazie al mix di suoni, colori e calore.

 

Giorno 5: Granada

Dopo una golosa colazione a base di caffè con leche e churros, usciamo alla volta dell’Alhambra, la fortezza spagnola per eccellenza posta sul colle della Sabika, da cui domina l’intera città.

Il complesso è formato da diversi palazzi, torri e giardini.

Noi abbiamo comprato online i biglietti per il Palazzo (14€) ed i Giardini (7€), saltando la fila.

Acquistate l’audioguida per apprezzare ancor di più la bellezza e la storia dei luoghi.

La zona più imponente è quella araba del palazzo Nazaries, il quale conta tre edifici:

  1. Il Mexuar, la zona più antica, era riservata alla gestione degli affari pubblici e della giustizia,  decorata con arabeschi e azulejos e il suo patio era considerato l’entrata ufficiale.
  2. Il palazzo del Trono o di Yusuf I, dove spicca il Patio de los Arrayanes con la sua enorme vasca di acqua in cui si riflette la Torre de Comares;
  3. Il palazzo dei Leoni o di Mohammed V con il Patio de los Leones, un porticato di 124 colonne costruite in marmo bianco della città di Almeria, e al centro la fontana decorata con 12 leoni.

Oltre il Nazaries, la visita prosegue all’interno della Medina, ovvero la parte residenziale, l’Alcazaba, il recinto militare, e il Palazzo di Carlo V, un edificio rinascimentale tuttora utilizzato per esposizioni temporanee e concerti.

Usciti dall’Alhambra, la tappa successiva è la Generalife, la residenza estiva dei sultani, un luogo ideale di pace e relax, con giardini e fontane scenografiche.

Memorabile la Escalera de agua, la scala con l’acqua che corre lungo la ringhiera.

Durante la visita, rimaniamo affascinati dal mix tra cultura moresca e cristianesimo che fanno del Generalife un luogo dove la realtà supera la fantasia.

Avendo saltato il pranzo, ultimata la visita, torniamo in città e ci concediamo una merenda marocchina da Alfaguara (Calle Caldereria Nueva 7), un locale arabo situato in una delle vie più caratteristiche di Granada.

Sdraiati su soffici cuscini e attorniati da arredi arabeggianti, facciamo merenda con té (ampia scelta! Io consiglio il té marroquí o il té egizio con i datteri) accompagnati da dolci fatti sul momento (fantastiche le crèpes zaharaui con limone, miele, banana e cioccolato).

Appagati dalla merenda marocchina, chiudiamo la giornata all’insegna dello shopping.

 

Giorno 6: Rientro.

 

 

 

 

 

 

 

Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca

Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca
Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca

Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca

Finalmente sono arrivate le tanto agognate vacanze estive e quest’anno come meta ho scelto l’isola di Palma de Maiorca, in Spagna, bella, vivace e solare.

Se anche voi avete deciso di trascorrere qualche giorno nella meravigliosa isola di Palma, di seguito i miei consigli su Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca con un giusto bilanciamento di divertimento, buon cibo, spiagge e tanti selfie.

 

 

Muoversi a Palma de Mallorca

La maggior parte di voi penserà che, essendo un’isola, sia necessario affittare una macchina o uno scooter per girare per l’isola e scovare calette: è assolutamente falso!

Noi abbiamo deciso di usare i mezzi pubblici (nuovi e con aria condizionata, puntualissimi e monitorabili tramite l’app Mobipalma) e, pernottando a Palma centro, vedere le spiagge e le calette della parte sud-est e sud-ovest dell’isola.

Così facendo, siamo riusciti a vedere tante spiagge spendendo poco (abbiamo comprato un abono da 10€ per 10 viaggi) e con al massimo 1h di viaggio.

Non ci credete? Beh, ho le foto che possono dimostrarlo! Illetes, Cala Comtesa, Cala mayor, Cas Catalá con il bus n. 3.

Can pastilla, es arenal, playa de palma, cala blava con i bus 15, 20, 25 e 23.

Es trenc con il bus Tib 501 (viaggio durato 1 ora).

Ensaimada

Colazione

Se avete prenotato un hotel senza la prima colazione, potrete fare la vera colazione maiorchina con ensaimada e granita di mandorle (granizados) per una spesa di 5-6€.
Le migliori ensaimades le trovate al Fornet de la Soca, al Forn de St. Christo, e al forno Ca’n Joans de Sago, tutti in centro.
Se preferite la classica colazione italiana, recatevi da Cappuccino (una catena di locali presenti in tutta Palma) o in una delle tante pastelerie presenti in città, dove potrete fare colazione con cornetto e cappuccino a prezzi leggermente al di sopra degli standard italiani.

Giornata al mare

Per trascorrere un’intera giornata al mare, è indispensabile l’ombrellone, soprattutto in spiagge non attrezzate come Es trenc, Cala Comtesa, Cala Blava, Playa del mago e Cas Català.

Noi abbiamo comprato un ombrellone in uno dei bazar di fronte a Cala Mayor, 9€ per un ombrellone che pesa meno di 1 kg e si può portare a spalla, comodissimo!!!

Quanto ai viveri, in alcune spiagge ci sono chioschi e bar (molto inflazionati, una banale caesar salad costa 14€!) mentre altre sono deserte quindi è bene attrezzarsi con bottiglie d’acqua (noi le abbiamo sempre prese a El corte ingles, 1€ per due bottiglie da 2 litri ciascuna), snack e succhi di frutta (per questi ultimi, consiglio i succhi Bi Frutas reperibili sia da Eroski sia a El corte ingles, senza zuccheri aggiunti e poveri di calorie, 3 brick costano 1,87€).
Se siete a Cala Mayor, vi consiglio di fare merenda con una granita al cocomero a 3€, che potrete acquistare al chiosco in spiaggia dai colori bianco e azzurro.

Cala Comtesa
Cala Comtesa

 

Merende e snack

Per le merende, non lasciatevi “fregare” dalle gelaterie che propongono coni/coppette con 2 gusti (2 bolas) a 4,50€ ma optate per un sorbetto (dai 3 ai 3,50€) o uno yogurt artigianale (3-3,50€) e il gelato, riservatevelo per l’Italia che con 5€ ci comprate 500 gr!

Noi ci siamo innamorati del sorbetto di una gelateria in Carrer dels Apuntadors, nei pressi della Lonja, che fa sorbetti e gelati artigianali e a prezzi accessibili.
L’italiano Riva Reno è sempre pieno di gente e ha prezzi eccessivi rispetto agli standard italiani (il cono piccolo, con 1 gusto, costa 3€).
Se siete a Cala Mayor, vi consiglio di fare merenda con una granita al cocomero a 3€, che potrete acquistare al chiosco in spiaggia dai colori bianco e azzurro.

Tapas

Se siete tipi di tapas piuttosto che da classica cena al ristorante, di seguito alcuni posti che vi consiglio ma per i quali non ne garantisco l’economicità rispetto ad una cena prenotata con the fork, soprattutto se siete molto affamati.

Nei pressi della Lonja, consiglio il Bar dia, famoso per le sue tapas varie e economiche in tutta la città (infatti, è sempre pieno di gente), come anche i bar in plaza sobrassadana e nei pressi del Paseo Maritimo.

Consiglio vivamente le patatas bravas, il gazpacho, i gamberi all’andalusa e il classico pan y aioli, buono e saziante.

Cene

Quanto alle cene, noi abbiamo prenotato sempre tramite the Fork in ristoranti con sconto 30% e con punteggio da 8.2 a 9. Il risultato? Tutto fantastico e con una spesa minima.

Alcuni esempi: da Wine & Food (ristorante vicino Plaza Mayor e con punteggio 9.2) abbiamo mangiato una tartare di tonno preparata davanti ai nostri occhi semplicemente divina, pane caldo condito con salsa aioli, polpo alla piastra con patate morbido e ben condito.

Da Beewi Azul abbiamo mangiato dei pinxtos superlativi con salsiccia e marmellata di cipolle, baccalà fritto, gamberi e guacamole, ecc.

Da Can Brondo (ristorante nei pressi del Passeig del Born e con punteggio 9.2) abbiamo cenato spendendo 25€ a testa per 1 antipasto e 1 secondo a testa, tutto di pesce e gustato in un suggestivo terrazzino interno all’hotel omonimo.

A La mosquita muerta (punteggio 9.2, nei pressi di Passeig del Born) abbiamo speso 23€ in due per un antipasto condiviso (polpette di melanzane morbide e saporite) e un secondo di pesce a testa, tutto buono e preparato con ingredienti freschi.

Da Manto negro (vicino La mosquita muerta, punteggio 8.7) abbiamo cenato la prima sera con due antipasti (patatas bravas e tris di salse arabe da gustare con pane caldo) e due secondi (un hamburger manto negro e una picana de angus) spendendo 44€ in totale.

La nota positiva è che in tutti i ristoranti in cui abbiamo mangiato, ci hanno servito una porzione generosa di pan y aioli e olive verdi come omaggio, vivendo così le tradizioni maiorchine.

Se non riuscite a resistere tanti giorni senza la cucina italiana, allora recatevi A casa mia (in calle sant magi), un ristorantino italiano dove potrete mangiare una calamarata in grado di dare filo da torcere ai migliori chef partenopei o un tiramisù che batte di gran lunga il romano Pompi e, se volete anche un cocktail, potrete sorseggiarlo nel locale difronte, Ventunobar Mallorca, gestito dalla stessa famiglia (mojito top).

 

 

Post cena

Per un cocktail post cena, consiglio la Sodrassana (in plaza de la sodrassana), Abaco (cocktail bar caratteristico con arredi originali, ma dove un cocktail costa ben 16€) e tutti gli altri locali nella zona della Lonja, del Paseo Maritimo o del Passeig del Born (qui consiglio Born8, valido e degno di nota sia per cena sia per il post).
Un cocktail accompagnato da tapas sfiziose lo trovate da El Neo tapas & cocktails (due locali, uno al barrio de Santa Catarina, l’altro vicino la Loggia), prenotabile anche tramite The Fork.

Shopping

Se visitate Palma de Mallorca nel periodo dei saldi, dovete approfittarne per fare shopping da Oisho, Zara Home, Unosde50 e Mango, tutti con prezzi più bassi rispetto all’Italia.

Se siete alla ricerca di souvenir, in Carrer de la Victoria troverete il negozio di calamite più economico della città: 1 calamita 1€, contro i 2,95€ praticati in tutti gli altri negozi.

Pensierini sfiziosi per le vostre amiche?

Da Alehop (una catena spagnola simile a Tiger) troverete cavigliere con ciondoli a 1€, penne, pochette e tanti altri articoli low cost.
Altri negozi di souvenir economici li trovate nei pressi di Plaza Mayor o nelle viuzze antistanti Passeig del Born.

Viaggio a Lisbona low cost

Viaggio a Lisbona low cost
Viaggio a Lisbona low cost

Viaggio a Lisbona low cost

Lisbona è una delle più belle capitali europee, perfetta da visitare sia in inverno sia in estate, grazie al suo clima mite e mai troppo afoso.

La città non è molto cara ma comunque ci sono dei piccoli accorgimenti da osservare per rendere il vostro viaggio veramente low cost. Quali?

Ecco a voi i miei consigli per un Viaggio a Lisbona low cost.

Muoversi a Lisbona

Appena arrivati in aeroporto, potrete raggiungere comodamente il centro città con la metro o l’aerobus, a seconda della vostra destinazione.

Durante il soggiorno, metro e tram vi permetteranno di muoversi velocemente a Lisbona.

Il biglietto singolo costa 2,50€ (acquistabile anche a bordo) mentre il giornaliero costa 6€.

In alternativa, potete acquistare la Lisboa Card da 24/48/72 ore rispettivamente a 18,50€/ 31,50€/39€, che include, oltre ai mezzi di trasporto, anche l’ingresso gratuito in alcuni monumenti come il Monasteiro dos Jeronimos, il Museo del Chiado, la Torre di Belém e l’Elevador de Santa Justa.

La Lisboa Card comprende anche la gratuità delle linee ferroviarie verso Sintra e Cascais.

Imperdibile un giro sul tram 28, che parte dalla parte bassa della città e arriva in cime all’Alfama: il bus 28 è incluso nella Lisboa Card ma non nel biglietto giornaliero dei mezzi (infatti, la singola corsa costa 2,85€).

Noi, essendo assidui camminatori, abbiamo visitato quasi tutta la città a piedi ad eccezione del tragitto da/verso l’aeroporto e una cosa sul tram 28.

 

Viaggio a Lisbona low cost

 

Colazione

Lisbona è uno delle capitali più trendy d’Europa e perdersi la colazione in uno dei colorati e vivaci bar in centro è un vero peccato.

Due sono le colazioni obbligatorie: la prima alla Confeitaria Nacional (in Praça da Figueira 18), una pasticceria fondata nel 1829 e famosa per i dolci tipici portoghesi da gustare in una sala arredata in stile ottocentesco.

I pasteis de nata sono sublimi, un tripudio di dolcezza, ma costano leggermente di più rispetto ad altri locali (1,50€ contro 1€).

Altra colazione imperdibile da Pastéis de Belém, nell’omonima via, altra storica pasticceria famosa per i pasteis, buonissimi e delicati, considerati i migliori della città.

Qui con scarsi 10€ riuscite a fare il carico di dolcezza ed energia per cominciare la vostra giornata.

Altra pasticceria degna di nota ma fuori dai circuiti turistici è Manteigaria (in rua do Loreto), piccola e senza posti a sedere ma con un rapporto qualità/prezzo ottimo.

I pasteis de nata sono superlativi e sono serviti caldi e con una spolverata di zucchero a velo o di cannella, e il prezzo è 1€ ciascuno!

Molto buono anche il caffè.

Al centro città non può mancare una merenda o un aperitivo seduti ai tavolini del cafè A Brasileira, proprio di fronte la statua di bronzo dello scrittore Fernando Pessoa, amante di questo caffè.

 

Viaggio a Lisbona low cost

 

Cene

Soul Kitchen Bar (vicino al Jardim do Principe Real, voto 9.4), è un delizioso ristorante, piccolo ma ben arredato, che propone piatti della cucina internazionale da gustare con un sottofondo di musica soft chillout.

I piatti sono ben presentati e serviti in porzioni generose.

Noi abbiamo usufruito dello sconto del 40% con The Fork e abbiamo speso 35€ in due per due antipasti, due secondi e una bottiglia di acqua.

Consiglio di assaggiare i taquitos al pastor con carne di manzo, avocado, lattuga, purè di patate dolci e mix di verdure.

Boteco do Largo (vicino al Jardim Nuno Alvares, voto 9) è un piccolo ristorantino gestito da due donne dove, appena accomodati, vi verrà servito un aperitivo di benvenuto a base di pane croccante, olive e salsine di accompagnamento.

Il menu propone piatti tipici della cucina portoghese tra cui vi consiglio caldamente il baccalà e il pica pau (una sorta di brodetto con tenerissima carne di vitello).

Usufruendo dello sconto del 40%, abbiamo speso 30€ in due e, oltre alla bontà dei piatti, vi consiglio di tenerlo d’occhio anche perché organizzano spesso serate con musica fado.

Grenache (voto 9.6, nel quartiere Alfama) è uno dei migliori ristoranti di Lisbona e, dopo esserci stati, non è stato difficile capire perché.

Il menu degustazione (da 6 piatti) costa 62€ ma noi abbiamo preferito ordinare alla carta usufruendo anche dello sconto del 30%, spendendo circa 60€ in due per due antipasti, due secondi e l’acqua.

Consiglio il tataki di manzo con melanzane e salsa di soia, veramente insuperabile!

Da Espada (in Rua de São Paulo, voto 9), siamo andati con lo sconto del 50% su The Fork, e abbiamo mangiato quasi fino a scoppiare spendendo poco più di 30€ in due.

Nel menu c’è veramente l’imbarazzo della scelta tra piatti di carne e di pesce: io consiglio di tacos di salmone, la tostada di baccalà e la tartare di tonno e mango ma, se ce la fate ad arrivare al dessert, sappiate che ho visto passare delle fette di torta al cioccolato e caramello a dir poco peccaminose…

 

 

Post cena

Il Bairro Alto rappresenta il cuore della movida di Lisbona: un reticolato di viuzze piene di ristoranti, pub, cocktail bar e discobar dove potrete sorseggiare un buon cocktail dopo cena oppure ballare fino alle prima luci dell’alba.

Lungo Avenida 24 de Julho si trova la più alta concentrazione di terrazze lounge bar e discoteche di Lisbona.

Cais do Sodré è il vecchio quartiere a luci rosse di Lisbona, ora rivalutato e diventato uno dei punti di riferimento della vita notturna della capitale portoghese.

In particolare, lungo la Rua Nova do Carvalho ci sono molti locali che propongono spettacoli di burlesque e cocktails con nomi insoliti come il “puta fina”, oltre a vari concerti di musica dal vivo.

Il quartiere di Alfama rappresenta invece la culla del canto popolare del fado, famoso per le sue note nostalgiche e malinconiche, il quale nacque proprio qui durante il XIX secolo ed è divenuto ad oggi un vero e proprio simbolo del Portogallo.

Ad Alfama potete perciò trovare le migliori case del fado, caratterizzate da un’atmosfera familiare ed ospitale, nelle quali potete assaggiare l’ottima cucina locale.

Un’altra zona popolare per la vita notturna a Lisbona sono le Docas, un quartiere portuale a ridosso del fiume dove, all’interno di alcuni vecchi magazzini ristrutturati, sono sorti numerosi bars, caffetterie e clubs.

Se avete voglia di ascoltare musica dal vivo sorseggiando un “Alfa Mojito” (un mojito arricchito da ciliegie), recatevi da Clube Ferroviario (Rua de Santa Apolonia 59), l’ex circolo del dopolavoro ferroviario convertito oggi in un club.

Se volete sorseggiare la famosa Ginjinha, allora il posto giusto è A Ginjinha (Largo Sao Domingos 8), un minuscolo bar sempre pieno di gente ansiosa di sorseggiare il famosissimo liquore con le ciliegie.

Per un locale “originale”, Pensao do Amor fa al caso vostro: un ex albergo a ore convertito in un bar eclettico dalle pareti scarlatte, con specchi e quadri che richiamano tempi passati: imperdibile durante un soggiorno in città (cocktail 7-10 euro).

Se volete fare festa fino all’alba, puntate all’Urban Beach K, una delle più famose ed eleganti discoteche di Lisbona, con ben 3 sale, dj di fama internazionale e una vista mozzafiato sulla città.

Come in tutti i locali di elite, c’è la selezione all’ingresso quindi vestitevi eleganti (l’ingresso costa 12€).

 

 

Viaggio a Lisbona low cost

Shopping

Dopo aver passato qualche giorno immersi tra i colori e le meraviglie di Lisbona, avrete di certo voglia di acquistare azulejos e ceramiche per abbellire la vostra casa con pezzi unici e originali.

Per acquistare le ceramiche portoghesi, vi consiglio di recarvi da Fabrica Sant’Ana, Ceramica Viuva Lamego e Bordallo Pinehiro, oppure da Add Fuel, se preferite ceramiche dal tocco più moderno, o addirittura nel negozio di souvenir del Museo Nazionale dell’Azulejo.

Se invece siete alla ricerca di calamite, poster e altri gadget, allora avrete l’imbarazzo della scelta tra i negozi nel quartiere della Baixa;

qui, tra Praça de Rossio e Praça do Comercio, troverete anche i negozi dei principali marchi internazionali per fare un po’ di shopping anche in vacanza.

Il Barrio Alto, in particolare Rua do Norte e Rua da Rosa, è la zona migliore per acquistare abiti vintage, oggetti di design e creazioni di giovani stilisti portoghesi, mentre Avenida da Libertade è la via dello shopping di lusso dove si concentrano le boutique degli stilisti internazionali.

 

 

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