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Diari di viaggio

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Week-end a Bologna

Week-end a BolognaWeek-end a Bologna

Nel pieno centro della penisola italiana, raggiungibile in macchina, treno e aereo, come si può negarsi un Week-end a Bologna ?

Un fine settimana all’insegna dell’arte, della storia e anche del buon cibo, non a caso si dice “Bologna la grassa” ah ah ah.

Se state pensando a un Week-end a Bologna, ecco a voi alcune idee per il vostro soggiorno.

 

Week-end a Bologna

Week-end a Bologna

 

Giorno 1: Piazza Maggiore, Via Rizzoli, Galleria Cavour, Torre degli Asinelli

Arriviamo alla stazione di Bologna Centrale con un treno da Roma all’incirca alle 10 di sabato.

Su consiglio di una famiglia bolognese conosciuta sul treno e di rientro dalle vacanze, facciamo un salto al Parco della Montagnola dove si tiene il Mercato della Piazzola, il mercato storico della città.

Più di 400 bancarelle allestite all’aria aperta offrono oggetti di ogni sorta: vestiti, scarpe, accessori, fiori, gioielli, casalinghi, ecc.

Molto simile al romano Mercato di Trastevere, il mercato è il posto giusto per lo shopping low cost ma noi, essendo appena arrivati e non volendo sovraccaricarci, diamo un rapido sguardo alle bancarelle e poi imbocchiamo Via dell’Indipendenza.

Come ogni italiano che si rispetti, la prima tappa della giornata è la colazione e dunque ci fermiamo al Bar Impero, storica pasticceria bolognese famosa tanto la produzione di dolci quanto per quella di salati.

Ci accomodiamo e consumiamo 2 cappuccini e 2 cornetti (uno ripieno di panna montata freschissima, l’altro integrale al miele) spendendo circa 4€, un prezzo più che onesto considerando il posto (in pieno centro), la qualità del servizio e la bontà dei prodotti.

Proseguiamo la nostra passeggiata lungo Via dell’Indipendenza e arriviamo al cuore di Bologna, la Piazza del Nettuno, con la famosa fontana del Nettuno del Giambologna.

Alle spalle della fontana, troviamo Piazza Maggiore, la piazza più grande di Bologna, con la Basilica di San Petronio, la sesta chiesa cristiana più grande in Europa e la 4° più grande d’Italia.

Impavidi della leggenda (ma solo perché già laureati), attraversiamo la piazza passando per il centro ed entriamo nella Basilica di San Petronio, un meraviglioso esempio di architettura gotica del 1390.

Da non perdere la Cappella Bolognini affrescata con le Storie dei Re Magi.

Facciamo un giro velocemente all’interno della Basilica poi usciamo per ammirare i palazzi duecenteschi che la circondano: Palazzo d’Accursio, il palazzo Comunale di Bologna, Palazzo Re Enzo e Palazzo del Podestà.

Week-end a Bologna

Dietro alla basilica di San Petronio, in Piazza Galvani, si trova l’Archiginnasio, la biblioteca comunicale di Bologna, costruita nel 1563 come sede dell’Università di Bologna e poi diventata, nel 1838 biblioteca, e considerata il più bel palazzo della città: un lungo portico con 30 arcate decorate da stemmi e due logge ai piani superiori.

Saliti gli scaloni si incontrano 10 aule (non visitabili) e la Biblioteca (accessibile solo per studio e non per visite turistiche).

Le due aule magne che un tempo ospitavano Artisti e Legisti (Stabat Mater) sono splendidamente decorate.

Da non perdere una visita al Teatro Anatomico, distrutto dai bombardamenti del 1954 ma interamente e perfettamente ricostruito con i materiali originale.

Per pranzo, mangiamo due piadine a Piadineria la Piadeina, vicino Piazza Maggiore, un locale piccolino e con pochi posti a sedere, frequentato da ragazzi universitari e liceali.

Le piadine sono preparate con impasto classico e senza glutine, in versione spessa e sottile: noi abbiamo mangiato la Ginevra (con crudo, rucola e squacquerone) e la San Petronio (con prosciutto, ricotta e pomodori secchi), entrambe fantastiche e con un buon rapporto qualità-prezzo: meno di 7€ a testa aggiungendo una bottiglia di acqua.

Dopo pranzo, prendiamo Via Rizzoli e arriviamo alla Torre degli Asinelli, costruita tra il 1109 e il 119 dall’omonima famiglia per difesa, avvistamento ma soprattutto, per prestigio.

Con 3€ a testa, saliamo i 498 gradini che ci portamo sulla cima della Torre degli Asinelli, alta 97,2 metri e in grado di offrirci uno splendido panorama della città.

Da qui si vede benissimo anche la torre della Garisenda (non visitabile), l’altra torre gentilizia di Bologna, originariamente alta 60 metri e poi “troncata” a 48 metri nella seconda metà del XIV secolo per paura che crollasse.

Nei dintorni si trovano due luoghi cult per gli amanti della musica italiana: il Roxy Bar cantato da Vasco (in via Rizzoli 9) e la stella di Lucio Dalla, in marmo bianco, in via degli Orefici.

Week-end a Bologna

Imbocchiamo Via Calzolerie e terminiamo il pomeriggio con un giro in Galleria Cavour, il paradiso per gli amanti dello shopping, una sorta di Via Condotti al coperto.

Poco prima di cena, andiamo in hotel per fare il check-in e lasciare i bagagli, poi usciamo per cena e andiamo in via del Pratello, consigliataci dal concierge, ricca di trattorie e ristoranti a buon prezzo.

Via del Pratello è una strada significativa di Bologna perché epicentro dei movimenti politici e delle iniziative culturali studentesche dagli anni ’60 all’inizio degli anni ’90.

Ceniamo da Osteria alle due porte, un piccolo ristorante con due menu, uno bolognese e l’altro pugliese, a base di pesce.

Tutti i piatti sono preparati con prodotti freschi e serviti in porzioni abbondanti, come il cameriere ha tenuto a specificare.

Noi abbiamo preso un antipasto di formaggi, salumi e crescentine, e due primi (tortellini e fettuccine al ragù) spendendo meno di 15€ a testa, con acqua e vino inclusi. Ottimo!

 

Week-end a Bologna

Giorno 2: Santo Stefano, San Luca

Iniziamo la giornata con una golosa colazione al Caffè Zanarini, storico caffè aperto dal 1930 e situato nel palazzo dell’Archiginnasio.

Tutti i giorni i pasticceri della famiglia Antoniazzi (proprietaria del caffè dagli anni ’60) sfornano dolci freschi e di prima qualità, che vi tenteranno al solo guardarli.

Croissant fragranti semplici e farciti, sfogliamela, krapfen, fagottini, girelle e torte.

Noi ci siamo concessi un cornetto alla crema e una girella alla mela, due cappuccini schiumati, per un totale di circa 5€ a testa.

Un po’ salato ma comunque rapportato alla location e alla bontà dei prodotti.

Cominciamo la giornata visitando Le Sette Chiese, ovvero il complesso di Santo Stefano, un insieme di 7 edifici sacri dei quali oggi solo 4 sono sopravvissuti.

L’entrata è gratuita e visitiamo dunque la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Chiesa di San Vitale e Sant’Agricola, il Cortile di Pilato, la Chiesa del Martyrium, il Chiostro Medievale e il Museo di Santo Stefano.

Dalla Basilica, imbocchiamo Via D’Azeglio e poi Via Saragozza per intraprendere un percorso di ben 2 km che parte da Porta Saragozza e termina al Santuario della Madonna di San Luca, raggiungibile solo a piedi passeggiando lungo un portico in salita.

Il portico coperto conta 666 arcate: il numero 666 (simbolo del diavolo) è casuale, anzi!

I portici hanno la forma di un serpente (il diavolo) schiacciato dal piede della Madonna, rappresentato dalla chiesa sacra.

La salita verso il Santuario rappresenta dunque rappresenta un percorso di liberazione e purificazione dal peccato.

Arrivati in cima al Santuario la vista è splendida, contornata da un giardino con panchine ideali per riposarsi dopo la fatica del percorso.

Dopo una breve sosta, torniamo in centro per pranzare, prima di concludere il nostro Week-end a Bologna .

Week-end a Bologna

Pranziamo da Buca San Petronio, un piccolo ristorante vicino Piazza Maggiore con tavoli all’aperto, cucina tradizionale e atmosfera piacevole e rilassante.

Abbiamo mangiato tortellini al ragù bolognese e lasagne, entrambi molto buoni e serviti in porzioni super abbondanti.

Il conto con acqua e 2 caffè è stato di circa 15€ a testa, non economico ma siamo pur sempre in pieno centro e abbiamo mangiato divinamente.

 

 

 

 

Firenze in 2 giorni

Firenze in 2 giorniFirenze in 2 giorni

Visitare Firenze in 2 giorni sembra impossibile ma non lo è! Basta comprare tutti i biglietti in anticipo, munirsi di scarpe comode e sperare nel bel tempo!

Il nostro itinerario? Ecco qui il nostro tour di Firenze in 2 giorni !

 

Firenze in 2 giorni

Firenze in 2 giorni

 

Giorno 1: Duomo, Uffizi, Palazzo Pitti, Giardini di Boboli

Arriviamo a Firenze Santa Maria Novella alle 8.45 con un treno Frecciarossa partito da Roma Termini.

Usciamo dalla stazione e ci fermiamo a far colazione al Bar Pasticceria Deanna, a due passi dalla stazione.

Si tratta di una pasticceria storica con vasta scelta di brioches e sfoglie con varie farciture (more, lamponi, pistacchio). Buona anche la caffetteria. Prezzi nella media.

A pancia piena, imbocchiamo Via Panzani e arriviamo al Duomo, o Cattedrale di Santa Maria del Fiore, con la cupola del Brunelleschi, il Battistero con la Porta del Paradiso del Ghiberti e il Campanile di Giotto.

L’intero complesso del Duomo è visitabile a pagamento ma noi, avendo poco tempo, vediamo solo l’interno del Duomo.

Passando da Via dei Calzaiuoli, arriviamo a Piazza del Mercato Nuovo per farci una foto con la Fontana del Porcellino, sinonimo di buona sorte.

La leggenda vuole che si lasci scivolare una monetina nella bocca del porcellino: se la moneta cade nella grata, allora saremo fortunati.

Raggiungiamo la magnifica Piazza della Signoria, il fulcro della vita politica cittadina, con il Palazzo Vecchio, sede attuale del comune e museo civico, e la Loggia dei Lanzi.

In Piazza si trova la bellissima Fontana del Nettuno e il monumento equestre di Cosimo I del Giambologna.

A pochi passi da Palazzo Vecchio troviamo la Galleria degli Uffizi, uno dei musei italiani più visitati e conosciuti al mondo.

Noi abbiamo acquistato il biglietto online (24€) ed entriamo per visitarlo.

Il museo ospita una collezione di opere del Rinascimento di artisti come Botticelli, Michelangelo, Leonardo da Vinci e Raffaello, ed è qualcosa di veramente eccezionale.

La visita dura poco più di 2 ore ma, se avessimo avuto più tempo, saremmo rimasti almeno un’altra ora!

Affamati, ci fermiamo All’antico vinaio, in Via dei Neri, un piccolo posto famoso per le schiacciate.

La fila fuoriesce dal locale e ci tocca aspettare più di 20 minuti per essere serviti, ma alla fine mangiamo una schiacciata con lampredotto a testa pagando 5€, un affare!

Dopo un buon caffè, riprendiamo il nostro tour dirigendoci verso Ponte Vecchio, a metà strada tra gli Uffizi e Palazzo Vecchio e uniti dal Corridoio Vasariano, che passa proprio sopra le teste dei turisti affacciati sul ponte.

Attraversando il Ponte Vecchio, mentre ammiriamo le botteghe degli orefici, raggiungiamo Palazzo Pitti, sede di diversi musei tra cui la Galleria Palatina, la Galleria dell’Arte Moderna e il Giardino di Boboli.

Avendo acquistato i biglietti in anticipo, visitiamo sia Palazzo Pitti sia i Giardini di Boboli, concludendo così il nostro pomeriggio immersi nell’arte, nella natura e nella bellezza dei Giardini.

Poco prima di cena, andiamo in hotel per lasciare i borsoni e poi riusciamo per cenare nei dintorni di Piazza Santo Spirito.

Qui visitiamo la Chiesa di Santo Spirito, costruita dal Brunelleschi e affacciata sull’omonima piazza.

Ceniamo da Trattoria Pandemonio, in Via del Leone, un piccolo locale a conduzione familiare dove si mangiano i piatti tipici della cucina fiorentina.

Abbiamo preso una bistecca alla fiorentina accompagnata da patate saltate spendendo circa 30€ a testa. Tutto molto buono e con un servizio eccellente.

Firenze in 2 giorni

Firenze in 2 giorni

 

Giorno 2: Santa Maria Novella, Chiesa di San Lorenzo, Chiesa Santa Croce, Galleria dell’Accademia

Dopo un’abbondante colazione in hotel, iniziamo il nostro tour dalla Chiesa di Santa Maria Novella, una delle più belle della città, con la sua facciata in marmo bianco e verde (disegnata da Leon Battista Alberti) e la Cappella Tornabuoni (affrescata dal Ghirlandaio).

La tappa successiva è l’Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella, nel complesso conventuale di Santa Maria Novella, la farmacia storica più antica di tutta Europa.

Oltre 1700 mq suddivisi in sale, aree adibite a museo e a biblioteca, l’antica spezieria, la sagrestia (sala dove si conservavano le acque), l’angolo dei fiori e la tisaneria, dove i clienti possono degustare thè e tisane.

Imbocchiamo Via del Giglio e arriviamo a Piazza San Lorenzo, dove visitiamo la Chiesa di San Lorenzo e le Cappelle Medicee, quest’ultime ospitanti i membri della famiglia Medici.

Andando verso il Duomo, arriviamo a Piazza Santa Croce per visitare la Chiesa di Santa Croce, dove sono sepolti Michelangelo e Galileo.

Pranziamo al volo con una schiacciata e poi visitiamo la Galleria dell’Accademia, famosa per essere la sede della statua in marmo originale del David di Michelangelo!

Nel tardo pomeriggio, riprendiamo il treno e torniamo a Roma, stanchi ma felici del nostro week-end fiorentino.

 

 

Firenze in 2 giorni

 

 

Come festeggiare San Valentino 2020

Come festeggiare San Valentino 2020

Come festeggiare San Valentino 2020

Quest’anno San Valentino cade di venerdì e quindi è perfetta per festeggiare con un romantico week-end fuori porta tra coccole e abbracci.

Come festeggiare San Valentino 2020 ?

Se siete amanti delle città d’arte, potrete festeggiare il Carnevale a Venezia, il più bello d’Italia, e assistere persino al cerimoniale del “volo dell’angelo” che si terrà il 16 febbraio.

Con l’occasione, potrete anche celebrare la festa degli innamorati con una cena sul lungo canale o con vista su Piazza San Marco.

Se volete rimanere al centro Italia, allora fate tappa nella storica Firenze  il capoluogo toscano sulle rive del fiume Arno, dove potrete anche visitare 3 tesori italiani: la cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Ponte Vecchio e la Galleria degli Uffizi.

Non cito la magnifica Roma perché, oltre ad essere la mia città d’adozione, sarebbe proprio come “sparare sulla Croce Rossa”: Roma è bella in qualsiasi periodo dell’anno e non esiste un momento perfetto per visitarla!

Altre città interessanti da visitare in un week-end sono Napoli, un mix tra arte, storia e buona cucina.

Una cena di San Valentino con una bella pizza Da Michele potrebbe essere un’idea accattivante!

Anche Salerno con la magnifica costiera amalfitana, uno scorcio di bellezza e romanticismo tutto italiano, potrebbero essere ideali per San Valentino.

Se invece alle città d’arte preferite il relax assoluto, allora non vi resta che prenotare un week-end alle terme o alla spa,

Qui potreste scegliere una camera con vasca idromassaggio e prenotare trattamenti di coppia (come massaggi), così da trascorrere la maggior parte del tempo con il vostro partner.

Se preferite la campagna, allora optate per un bel week-end in un agriturismo,

l’occasione giusta per mangiare cibi a km zero e depurarvi dallo stress cittadino per immergervi nella quiete.

Vi consiglio di prenotare un agriturismo che offra molte attività come escursioni, gite a cavallo, trekking, degustazioni ecc, così da non rischiare di annoiarvi.

Allettante potrebbe essere anche un tour tra i borghi italiani come San Miniato in Toscana, la Tuscia viterbese, Arrone (in Umbria), Gradara (in Emilia Romagna) e la pittoresca Portovenere, la perla delle Cinque Terre.

Tralasciando i più fortunati che potranno per mettersi di festeggiare per tutto il fine settimana, dedichiamoci ora invece a chi onorerà il san valentino solo nella giornata di venerdì.

Non credo serva consigliarvi di prenotare in un ristorante romantico e, magari, anche con vista panoramica.

Se volete fare qualcosa di più speciale, potreste prenotare in un ristorante etnico che nè voi nè il vostro partner avete mai provato ma che vorreste provare, oppure nel ristorante dove siete stati la prima volta che siete usciti insieme (che sarà anche un modo per mettere a dura prova la memoria del vs. partner).

Se avete a disposizione un budget limitato, allora non vi resta che organizzare una cena in casa ma, niente paura: potrebbe non essere così scontata!
Mettendo da parte il solito menu di pesce con piatti elaborati (come, ad esempio, i gamberi alla catalana o le tagliatelle panna e salmone).

Potreste anche prendere tutto già pronto stendendo una lista dei cibi da asporto preferiti dal vostro partner: ad esempio, il pollo allo spiedo con le patate, gli arancini, il gelato artigianale ecc.

Sarà sicuramente una cena molto apprezzata e che non richiederà un grosso sforzo da parte vostra.

Chiaramente, visto che non perderete tempo ai fornelli, potreste decorare la tavola con petali di rose e candele gallegianti, così da impreziosire la mise en place.

In una cena romantica, immancabili saranno i cioccolatini (meglio se artigianali) e le bollicine per brindare al vostro amore!

 

 

Marrakech in 4 giorni

Marrakech in 4 giorni

Marrakech in 4 giorni

Marrakech, la capitale del Marocco, è una città che vi sorprenderà: piena di colori, luci e profumi, con un profondo contrasto tra la parte storica, la Medina, e la parte nuova, la Ville Nouvelle, molto simile a Abu Dhabi.

Una città fantastica che vi conquisterà senza alcun dubbio.

Ecco a voi dunque il nostro tour di Marrakech in 4 giorni , una piccola guida con i nostri consigli di viaggio e le nostre opinioni.

Due cose mi preme consigliarvi:

1) cambiate gli euro in dirham negli uffici di cambio a Marrakech (non in aeroporto, causa tasse elevate);

2) prenotate in anticipo dei free tour (visite guidate dove potete pagare quanto volete, da 1€ a 50€): noi abbiamo fatto così e ci siamo trovati benissimo.

 

Giorno 1: Arrivo, Jardin Secret, tour dei souk

Arriviamo a Marrakech alle ore 14.00 (ora locale) e il servizio transfer ci conduce al Riad (noi abbiamo usufruito del servizio offerto dal Riad al costo di 15€).

Il Riad dista meno di 7 km dall’aeroporto quindi arriviamo in meno di 20 minuti.

Abbiamo scelto un Riad nella Medina, molto pulito e ben arredato, con personale che parlava anche italiano, molto disponibile e cordiale.

Facciamo il check-in, lasciamo le valigie e usciamo per una merenda al Cafè Glacier, in piazza Jemaa El Fna.

Il locale è un po’ spartano ma strafrequentato per via della meravigliosa terrazza, alla quale si accede solo previa consumazione.

Che dire? Sosrseggiare tè alla menta mangiucchiando biscotti alle mandorle seduti sulla terrazza del Cafè Glacier ammirando lo spettacolo in Piazza Jeema el Fna, è stato un bell’incontro con la città.

Spettacolare e scenografica, Jemaa el Fna è una sorpresa continua: giocolieri e acrobati che intrattengono i passanti, venditori di succo d’arancia, incantatori di serpenti con al seguito scimmie ammaestrate, venditori di erbe miracolose… insomma un vero palcoscenico a cielo aperto!

Siccome alle 17 i monumenti chiudono, non ci resta che sbrigarci per visitare Le Jardin Secret, a 600 mt dalla piazza Jemaa el Fna, che chiude alle 17.30.

Il biglietto di ingresso al giardino costa 95 dirham (60 l’ingresso + 35 la torre), circa 5 euro.

Ideato da un imprenditore italiano e progettato da un paesaggista inglese, Le Jardin Secret è un’oasi di colori, piante profumate, pace e relax nel cuore nevralgico della Medina.

L’origine del complesso risale alla dinastia saadiana, più di 400 anni fa, ed è stato poi ricostruito nel ‘900 per diventare la casa di esponenti politici marocchini.

Torniamo in piazza per fare un free tour del souk alle ore 17.30 con Zahim Mohamed, che ci porta nel cuore della Medina.

Spezie colorate, fiori profumati, articoli di artigianato locale, gioielli, tappeti, ceste di frutta secca si alternano tra loro regalando istantanee uniche.

Odori che si mischiano tra loro, colori sgargianti che abbagliano…visitare il souk di Marrakech vale da solo il costo di un viaggio nella città rossa.

Marrakech vanta il mercato più grande del Marocco: ci sono ben 18 souk per la città!

Da vedere: Souk Semmarine, dove troverete principalmente babucce, kaftani, ceramiche, dolci e servizi per il tè; Souk Ableuh, il mercato delle olive; Souk Cherratine, in cui si lavora la pelle e potrete pertanto trovare prodotti come borse e cinture; Souk Sebbaghine, in italiano conosciuto come Souk dei Tintori, dove viene dipinta la lana che servirà per tessere i famosi tappeti marocchini.

Fate un salto anche a Rahba Kedima, la Piazza delle Spezie, piena di odori che inebrieranno i vostri sensi.

Per cena ci fermiamo al Café Guerrab, nei pressi della piazza Jeema el Fna, dove ceniamo accomodati su una terrazza con vista sui tetti di Marrakech.

Ceniamo con due tajin molto buone precedute, come d’uso, da una ciotola di olive e pane arabo.

Disponibili anche menu senza glutine e piatti vegetariani.

Spesa totale: meno di 15€ a testa per una cena ottima. Super consigliato!

 

 

Giorno 2: Free tour della città e Giardini Majorelle

Dopo una bella colazione sulla terrazza del Riad con tè alla menta, frutta fresca e biscotti alle mandorle, alle ore 9.30 andiamo in Piazza Jeema el Fna per il free tour della città.

Dopo aver incontrato la guida, cominciamo il tour con il minareto della Koutobia, il simbolo della città, visibile da ogni punto ma non visitabile (solo per i musulmani).

Il minareto, bellissimo e imponente nei suoi 70 metri di altezza – che insieme alla moschea costituisce il simbolo spirituale della città, è uno dei più grandi esempi dell’architettura islamica.

Il nome è dovuto al fatto che in passato lì ci fosse un mercato in cui si vendevano libri. Il termine “kutub” significa infatti “librai“.

Durante il tour visitiamo il quartiere Mouassine, famoso per via del mercato Gran Zoco de Marrakech, La Madraza de Ben Youssef (uno dei centri religiosi della città) e i suoi dintorni: la moschea, la biblioteca, la cupola e il Museo di Marrakech.

Le tappe successive sono il Palazzo Dar Si Said e il Palazzo Bahia (l’ex residenza dei sultani), costruiti nel XIX secolo come residenza dei grandi mandatari dell’epoca.

Successivamente visitiamo il Quartiere Ebraico, il Zoco delle Spezie e la Piazza Badia, fino ad arrivare alla Kasbah e alle Tombe Saadiane del XVI secolo, con le reliquie di numerosi sultani, guerrieri e servi della dinastia Saadi.

Ci fermiamo a Bab Agnaou per scattare una foto a una delle 19 porte di Marrakech, costruita nel XII secolo, una delle più belle e meglio conservate della muraglia di Marrakech.

Passiamo all’esterno del Palazzo Reale e davanti la tomba del fondatore di Marrakech, Youssef Ibn Tachafine.

Il Free Tour, terminato poco prima delle 13, ci ha fatto vedere la città e apprezzare molti angoli remoti che altrimenti non avremmo visto, nonché ci ha permesso di orientarci tra i vicoli.

La guida inoltre è stata molto disponibile e per questo vi consiglio caldamente di visitare Marrakech con questa formula.

Per pranzo, essendo in Piazza Jeema el Fna, ci fermiamo al Café Kessabine, dove ci accomodiamo sulla terrazza panoramica e mangiamo cous cous e tè alla menta spendendo meno di 20€ in due. Fantastico!

Nel pomeriggio andiamo a piedi fino ai Giardini di Majorelle (distano 2,6 km dalla piazza), un complesso di giardini botanici acquistati da Yves Saint Laurent nel 1980.

I biglietti per i Giardini di Majorelle costano 10€.

I giardini sono divisi in zone in cui ammirare diverse specie di varie classi botaniche, agrumeto, palmeto, bamboo, piante grasse.

Completano il giardino varie fontane, vasche con piante acquatiche.

Affascinante il piccolo ma ricco museo Berbero.

Un luogo dove fare viaggiare i propri sogni. Unicità nello stile.

Alle spalle dei giardini, c’è il museo di YSL (che chiude alle 18) e costa sempre 10€.

Il Museo è un luogo davvero unico che raccoglie i migliori abiti “Haute couture” realizzati durante la vita di Yves Saint Laurent più un interessante cortometraggio sulla vita professionale dello stilista.

Essendo quasi ora di cena, ne approfittiamo per fare una giro nella Ville Nouvelle (o quartiere Gueliz), e lungo le strade Mohammed V e Mohammed VI.

Nell’avenue Mohammed V vi sono le boutique più lussuose della città nonché grandi magazzini, centri commerciali e catene di fast food internazionali come Mc Donald’s e Burger King.

Per cena ci fermiamo a L’Adresse Cafe Restaurant, in Avenue Mohamed, un ristorante molto colorato, con personale molto simpatico e professionale, cibo buono e cibo buono e prezzi bassi (in confronto a quelli italiani).

Il menu propone piatti marocchini e internazionali ma noi abbiamo scelto due tajine con carne di vitello, buone e ben presentate, precedute dalla solita ciotola di olive e pane arabo, il tutto spendendo meno di 10€ a testa, fantastico!

 

 

Giorno 3: Gita di un giorno nel deserto di Agafay e sulle montagne dell’Atlante da Marrakech e giro in cammello

Il terzo giorno facciamo un’escursione guidata verso le montagne dell’Atlante e il deserto di Agafay.

Con la gip, ci dirigiamo verso il grande villaggio di Imlil, ai piedi delle alte montagne dell’Atlante e poi attraverso l’altopiano di Kik ad Amizmiz, che funge da punto di unione tra i tanti piccoli villaggi berberi di questa zona.

Dopo una pausa per il tè, risaliamo sulla gip e raggiungiamo la sorgente dell’Imi n Tala, nella valle di Amizmiz.

Facciamo una passeggiata nel villaggio di Tnirt dove, pranziamo in una tradizionale casa berbera.

Nel pomeriggio, continuiamo la nostra gita scendendo verso la pianura di Haouz, su una strada che attraversa il villaggio di Ouled Mtaa, abitato da tribù nomadi arabe originarie del Sahara.

Concludiamo il tour attraversando il roccioso deserto di Agafay, che non è un deserto di sabbia ma più arenaria e altopiano di terra, villaggi tradizionali costruiti con fango, aiuole polverose sono intervallati da spettacolari sontuosi pascoli e vegetazione in primavera.

Qui facciamo un giro in cammello di quasi 1 ora, indossando i vestiti berberi e concludendo il tutto ammirando il tramonto sorseggiando un tè alla menta e dei dolcetti marocchini.

Una giornata bellissima ed emozionante, soprattutto il pranzo con la famiglia berbera a base di cous cous, tè (immancabile) e pane arabo, e il tramonto nel deserto, qualcosa di veramente unico.

Rientriamo a Marrakech verso le 18 e, dopo una doccia nel Riad, andiamo a cena da Chez Chegrouni, proprio dietro la piazza Jeema el Fna, un pochino defilato ma con un terrazza spettacolare.

Abbiamo mangiato tajine e cous cous, molto buoni e serviti in porzioni abbondanti.

Il prezzo di una cena per due è stato di meno di 20€ in totale, perfetto!

 

 

Giorno 4: Cascate di Ouzoud (150 km da Marrakech, circa 2 ore e mezzo di viaggio)

L’ultimo giorno del nostro viaggio lo passiamo facendo un’escursione giornaliera alle Cascate di Ouzoud, a 150 km da Marrakech.

Il viaggio dura quasi 2 ore e mezzo (non ci sono autostrade) e ci annoia leggermente ma, una volta arrivati, ci ritroviamo davanti le cascate più alte del Nord Africa, 110 metri!

Le cascate sono maestose, splendide, e con la guida camminiamo lungo i sentieri sul fondo delle cascate e attraverso i boschetti di alberi di ulivo.

Pranziamo in uno dei caffè che si affacciano sulle cascate e poi, nel pomeriggio, saliamo i gradini per arrivare sulla cima delle cascate e osservarle da vari angoli, tra gli arcobaleni nella nebbia e le scimmie.

Rientriamo a Marrakech per l’ora di cena e, esausti, ceniamo a Le Marrakchi, un locale in perfetto stile marocchino, frequentato prettamente da francesi, dove servono anche vino e alcolici!

Il cibo è ottimo e i piatti serviti in porzioni abbondanti. Il tocco in più: lo spettacolo di danza del ventre, veramente carino!

 

I mercatini di Natale più belli d’Italia

I mercatini di Natale più belli d'ItaliaI mercatini di Natale più belli d’Italia

Nel periodo natalizio non c’è nulla di più bello che passeggiare per le vie cittadine piene di luminarie e magari con la musica in sottofondo. Si crea un’atmosfera calorosa e quasi magica.

Cosa può fare la differenza? Sicuramente visitare I mercatini di Natale più belli d’Italia , posti da sogno nel Belpaese.

Qui potrete acquistare prodotti di artigianato locale, mangiare specialità locali e, anche rilassarvi alle terme o divertirvi sulle piste di pattinaggio.
Dove? Ecco I mercatinid i Natale più belli d’Italia .

 

Bolzano

Nella stupenda piazza Walther, centro storico cittadino, il profumo del vin brulè e dei dolci natalizi, nonché la musica natalizia in sottofondo, creano un’atmosfera unica e quasi fiabesca.

Nelle vicinanze c’è il Christkindlmarkt, il mercatino di Natale, con circa 80 espositori in legno dove troverete addobbi natalizi, oggetti di artigianato e piccoli regalini.

Il Mercatino di Natale rappresenta non solo l’occasione giusta per scoprire il capoluogo altoatesino ma anche per conoscere il suo centro medievale che si snoda in un reticolo di stradine, portici, cornici rinascimentali, insegne in ferro battuto e facciate affrescate.

Imperdibile via Portici, in cui si fronteggiano i portici italiani – sul lato sinistro – e quelli tedeschi, sul lato destro.

Pregevole il Museo Archeologico dell’Alto Adige ospitante Otzi, il pastore di cinquemila anni rinvenuto fra i ghiacciai posti tra la Val Senales e l’Austria.

Sotto il profilo gastronomico, approfittatene per mangiare speck, canederli e strudel di mele, da accompagnare con vini come il Gewürztraminer e il Müller Thurgau.

 

Merano

Il mercatino di Natale di Merano si trova sulla Kurpromenade e si estende fino a Piazza della Renna con il suo bosco d’inverno.

Dal tramonto fino a sera, il mercatino attende i suoi visitatori con un mare di luci sui ponti e sulle piazze circostanti.

Ci sono più di 80 bancarelle che offrono specialità gastroniche e prodotto di artigianato.

Vin brulè, salsicce con crauti, gulasch, strudel di mele, candele, decorazioni natalizie, maglioni, sciarpe e pantofole.

Nelle vicinanze, potrete fare una sosta rilassante alle Terme di Merano oppure un giro sulla pista di pattinaggio in Piazza Terme.

 

Trento

Il mercatino di Natale di Trento comincia in Piazza Duomo, con il grande Albero di Natale, e prosegue in Piazza Santa Maria Maggiore con la Casa di Babbo Natale.

Le 93 casette di legno dislocate in piazza Fiera e piazza Cesare Battisti, trasportano la mente in un viaggio suggestivo tra luci, colori, profumi e sapori.

Negli stand si trova di tutto: addobbi natalizi, articoli da regalo e specialità gastronomiche come canederli, speck, polenta, Brezel, strudel, cioccolate calde, vin brulè e tisane.

Per i pigroni è disponibile il Trenino di Natale che accompagna i visitatori lungo le vie del centro storico, raggiungendo gli angoli più nascosti e suggestivi della città.

Nel cortile interno di Palazzo Thun in Via Belenzani, trovano spazio le creazioni dei bambini delle scuole aderenti al concorso “Tutti in slitta verso il Natale” dedicato al tema della mobilità.

Piazza Lodron ospita il presepe in legno realizzato dagli studenti del Centro di formazione professionale Enaip di Villazzano e dell’Istituto d’Arte A. Vittoria.

In Piazza Dante la grande ruota panoramica offre ai visitatori la possibilità di ammirare la città dall’alto; insomma, a Trento non ci si può annoiare!

 

Bressanone

Tra i mercatini natalizi trentini, forse quello di Bressanone è il più suggestivo, forse per le luminarie che avvolgono la città medievale in un clima caloroso e festivo.

Ai piedi del Duomo sono dislocate numerose casette di legno che propongono prodotti di artigianato locale e delizie gastronomiche della tradizione tirolese e sudtirolese: presepi realizzati a mano, sculture in legno, candele, ecc.

Durante tutto il periodo natalizio sono previsti concerti, mostre di vario genere e visite guidate nel Duomo e nel Chiostro della città.

Per i poco avvezzi alla passeggiata, la carrozza di Natale vi farà godere, ogni sabato e domenica, le bellezze del centro storico di Bressanone.

Per gli amanti del pattinaggio una grande pista è allestita nella Piazza Vescovile, dove potrete anche visitare il Museo dei Presepi di Bressanone.

 

Napoli

Se siete nel centro Italia e non volete fare un lungo viaggio fino in Trentino o in Valle d’Aosta, allora recatevi a Napoli e visitate Via San Gregorio Armeno, imperdibile per assaporare appieno lo spirito del Natale napoletano.

Questa è la via degli artigiani del presepe, dove si trovano botteghe che realizzano elaborazioni scenografiche dei personaggi del presepe a grandezza naturale e in miniatura.

Via San Gregorio Armeno è aperta tutto l’anno: anche durante i mesi non propriamente “natalizi”, infatti, i bottegai lavorano alle preparazione delle statuine.

I mercatini di Natale veri e propri si tengono al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa con casette di legno, decorate e illuminate a festa, ricolme di addobbi ed oggetti di ogni genere.

 

 

 

 

Vienna in 3 giorni

Vienna in 3 giorni
Vienna in 3 giorni

Vienna in 3 giorni

La capitale della musica, della cultura, del gusto e dell’eleganza.

La casa di Mozart, della famosa Torta Sacher, la residenza della mitica Principessa Sissi, insomma, un viaggio affascinante che vi riporterà nell’atmosfera imperiale ottocentesca.

Ecco a voi il mio diario “Vienna in 3 giorni”, con note e consigli per gli spostamenti, dove pernottare, mangiare, fare shopping e rilassarvi. Vienna in 3 giorni   Vienna in 3 giorni    Vienna in 3 giorni

 Vienna in 3 giorni

 

Arrivo a Vienna

Siamo arrivati a Vienna con un volo da Roma Fiumicino.

L’aeroporto si trova a circa 20 km dal centro città, raggiungibile in 3 modi:

  • il City Airport Train (CAT), un treno che parte ogni 30 minuti e impiega 16 minuti per portarvi al centro città. Il biglietto costa 16€ solo andata, 19€ andata e ritorno;
  • il treno cittadino Schnellbahn S7, che vi porterà a Wien Mitte in 25 minuti al costo di 4,40€;
  • pullman della compagnia Vienna Airport Lines. Ci sono 3 linee (VAL1, VAL2, VAL3) e il costo del biglietto di 8€ (13€ andata e ritorno);
  • taxi, la tariffa fissa è pari a 30€ per portarvi dall’aeroporto al centro città.

Noi, avendo prenotato un hotel vicino a Schwedenplatz, abbiamo scelto il bus VAL2, che ci ha condotto a destinazione in meno di 30 minuti.

 

 

Sistemazione

Per il nostro soggiorno, abbiamo scelto l’hotel Adagio Vienna City, situato nell’Inner Stadt, a pochi minuti a piedi dalla Cattedrale di Santo Stefano.

L’hotel dispone di mini appartamenti dotati di angolo cottura, aria condizionata, divanetto, tv e wi-fi.

La colazione è a buffet e di tipo “continentale”.  Vienna in 3 giorni        Vienna in 3 giorni

 

 

Vienna City Card

La Vienna City Card è il modo migliore per visitare la città.

Disponibile nel formato 1/2/3 giorni (al prezzo rispettivamente di 13,90€/21,90€/24,90€), consente l’accesso a tutti i mezzi pubblici e sconti sul biglietto d’ingresso di molte attrazioni.

La tessera è disponibile anche nella versione con bus Hop-on Hop-off per 24 ore (Vienna City Card Big Bus) al costo di 28€/25€/31€ per 1/2/3 giorni.

 

 

Vienna Travelcard

La Travelcard consente di viaggiare liberamente su tutti i tram, gli autobus e metro, ed è disponibile nel formato 1/2/3 giorni, rispettivamente al costo di 7,60€/13,30€/16,50€.

Il biglietto settimanale costa 16,20€ (valido dal lunedì al lunedì).

Noi abbiamo acquistato la Travelcard per 3 giorni.

 

 

Dove mangiare:

Nella capitale austriaca non vi troverete di certo a corto di dolci da mangiare: è proibito lasciare la città senza aver assaggiato una fetta di Sachertorte!

Pertanto, vi consiglio di fare tappa presso il Café dell’Hotel Sacher (casa dell’omonima torta, creata nel 1832 su richiesta di Metternich), vicino l’Opera, e fare merenda con una fetta di torta e una cioccolata calda con panna.

A dire il vero, relativamente alla torta Sacher esiste una forte rivalità tra l’Hotel Sacher e la pasticceria Demel, una delle più antiche caffetterie della città, nominata a lungo tempo pasticceria di corte e amata da Sissi.

Se volete dare anche voi il vostro contributo alla scelta tra quale delle due torte sia migliore, non vi resta che fare merenda in entrambe le caffetterie.

Per merende più “informali”, vi consiglio una delle tante pasticcerie Aida sparse nelle vie dell’Innerstadt.

Da Aida non perdetevi la Mozart cake (l’unione di cioccolato, nocciole e pistacchio, una vera bomba!).

Passando ai pasti principali, non potete non assaggiare la cotoletta viennese di Figlmuller o di Wienerwald (le migliori della città) accompagnata da insalata di patate.

Consiglio: prenotate in entrambi i locali o rischierete di ritrovarvi a pancia vuota.

Altro piatto tipico è il gulasch (spezzatino di manzo o vitello) servito al Gulasch Museum (una porzione costa 15€, più o meno).

Vienna in 3 giorni
Vienna in 3 giorni

Vienna by night

Se siete alla ricerca di un locale post cena dove gustare una fetta di strudel e ascoltare musica dal vivo, vi consiglio di recarvi al Café Landtman (vicino Rathausplatz) o al Café Mozart (vicino Stephaplatz).

Se invece del dolce preferite gustre una birra, vi consiglio di recarvi da 7 Stern Brau, la più antica birreria viennese situata al Museum Quartier.

 

 

Vienna in 3 giorni

 

Primo giorno: Stephanplatz, Hofburg e Museumquartier

Iniziate il vostro soggiorno a Vienna con una visita alla Cattedrale di Santo Stefano, a Stephanplatz, dove potrete salire sul campanile della Pummerin, la torre settentrionale, al prezzo di 5,50€.

La cattedrale venne costruita inizialmente nel 1147 e nel corso degli anni ha ospitato diversi matrimoni reali nonché il funerale dell’imperatore Francesco Giuseppe (nel 1916).

La torre nord ospita la Pummerin, una grande campana di 21 tonnellate ottenuta dalla fusione di 100 palle di cannone sparate dai turchi contro le mura viennesi durante l’assedio della città.

Dopo la visita al campanile, passeggiate per le vie del centro fino ad arrivare a Michaelerplatz, una piazza elegante e raffinata dalla quale si accede all’Hofburg, il complesso sede del centro del potere austriaco sin dal XIII secolo.

Il complesso è costituito da una serie di residenze e palazzi, la Cappella Imperiale, Il Museo di Storia Naturale, il Museo della Storia dell’Arte, la Biblioteca Nazionale Austriaca, il tesoro imperiale, il Burgtheater, la Scuola di equitazione spagnola, le stalle imperiali e il centro congressi.

Visitate gli appartamenti di Stato e la collezione dei tesori imperiali, appartenuti all’imperatore Francesco Giuseppe e alla famosa Imperatrice Sissi.

Durante la visita, vedrete gli attrezzi ginnici usati dall’Imperatrice, la sala da toeletta, lo studio dell’Imperatore, la camera da bagno dell’Imperatrice, la sala da pranzo imperiale, ecc.

Se siete appassionati della vicenda della famosa Imperatrice austriaca, vi consiglio di acquistare il Sissi ticket, che vi darà la possibilità di visitare il Museo a lei dedicato, ospitante molti dei suoi oggetti personali (abiti, gioielli, ritratti).

All’uscita dall’Hofburg, fate una passeggiata lungo il Parco Volksgarten e fate una piccola pausa pranzo mangiando un pretzle su una panchina al parco.

Nel pomeriggio dirigetevi a Maria-Theresien Platz e concedetevi al visita a uno dei musei circostanti:

  • il Naturhistorisches Museum (Museo di Storia Naturale),
  • il Kunsthistorisches Museum (Museo di Storia dell’arte),
  • il Leopold Museum.

Prima di rientrare nel Ring, concludete la giornata con una foto al Neues Rathaus (il Municipio), al Parlamento e al Burgtheater, il teatro nazionale austriaco chiamato dai viennesi “die Burg”.

Il teatro, costruito nel 1748 per volere dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, ha visto in scena molte opere tra cui “Le nozze di Figaro” e “Così fan tutte” di W. A. Mozart.

 

 

Secondo giorno: Castello di Schonbrunn e Museo dell’Albertina

Iniziate la vostra seconda giornata a Vienna con la visita al Castello di Schonbrunn, edificato alla fine del ‘600 per volere dell’imperatore Leopoldo I come residenza di caccia imperiale per il futuro imperatore Giuseppe I.

Successivamente, nel ‘700, il castello divenne la residenza imperiale estiva, ospitando i più grandi statisti europei.

Se visitate Vienna durante la bella stagione, vi consiglio una passeggiata lungo il Parco del Castello, dichiarato nel 1996 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Tornando verso l’Inner Stadt, fermatevi per gustare una fetta di torta sacher presso l’Hotel Sacher (o da Demel).

Proseguite con una visita al Museo dell’Albertina, ospitante una delle più prestigiose collezioni al mondo d’arte grafica dal XIV secolo ai giorni nostri.

Dopo la visita al museo, concedetevi qualche scatto all’Opera Nazionale di Vienna (Staatsoper), dove ogni anno si tiene il famoso Ballo delle Debuttanti.

Ultimate la giornata con un po’ di shopping lungo il Graben, dove troverete boutique di lusso, negozi di souvenir, grandi magazzini e pasticcerie.

Le vie imperdibili? Mariahilfer Strasse (ricca di negozi urbanwear e young fashion), Kohlmarkt (dove troverete negozi di designer famosi come Gucci, Ferragamo, Hermes, Cartier, ecc).

Se cercate souvenir originali, buttatevi sul cibo e acquistate le famose “palle di Mozart” (cioccolatini gustosi solitamente con marzapane, decisamente calorici).

 

Terzo giorno: Castello del Belvedere, Prater e Crociera

Il Castello del Belvedere è considerato una della residenze principesche più belle d’Europa, costruito nel 1714 per volere del principe Eugenio di Savoia.

Il Castello si compone di due palazzi:

  • il Belvedere Inferiore, dimora estiva del Principe;
  • il Belvedere Superiore, destinato alle feste.

Oggi il Belvedere Inferiore ospita il Museo d’Arte Barocca, mentre il Belvedere Superiore ospita la Galleria d’Arte del XIX e XX secolo.

Dopo la visita al Belvedere, concedetevi un momento di svago e relax al Prater, il parco viennese un tempo riserva di caccia imperiale e oggi ricco di caffè e ristoranti.

La parte iniziale ospita il Volksprater, un parco di divertimenti con oltre 250 giostre tra cui la famosa “Riesenrad“, la ruota panoramica inaugurata nel 1897 che offre una vista sulla città da 65 metri di altezza.

Dal Prater dirigetevi verso Schwedenplatz e partite per una mini crociera in battello “Gran Danube River Cruise”.

La gita, della  durata di due ore, vi permetterà di ammirare Vienna dall’acqua e rilassarvi ascoltando musica classica. Vienna in 3 giorni   Vienna in 3 giorni    Vienna in 3 giorni   Vienna in 3 giorni

Firenze in 7 colazioni

Firenze in 7 colazioni
Firenze in 7 colazioni

Firenze in 7 colazioni

Durante un soggiorno a Firenze, non si può immergersi a capofitto tra le meraviglie della Galleria degli Uffizi o di Palazzo Pitti a pancia vuota.

Quindi ecco a voi Firenze in 7 colazioni, un elenco completo di bar e caffetterie adatte a golosi, celiaci, vegani e agli amanti della colazione continentale.

 

Firenze in 7 colazioni

Firenze in 7 colazioni

 

La Ménagére (Via de’ Ginori)  Firenze in 7 colazioni

Un bistrot di design di ispirazione underground, frutto di un’opera di ristrutturazione che ha riportato alla luce la struttura di un magazzino industriale dell’800 che ospitava un negozio di casalinghi.

La colazione viene servita nel giardino interno, tra piante e suppellettili underground, con sottofondo di musica soft.

Al bancone vi attendono cornetti vuoti o farciti, saccottini, brioches, bomboloni, yogurt greco, torte fatte in casa, muffins, cookies e pancakes.

Da segnalare le miscele scelte per i prodotti di caffetteria provenienti esclusivamente dai paesi di origine secondo il sistema di mercato del direct-trade.

Quanto ai prezzi, si spende qualcosina in più ma per una volta ci può stare.

 

Caffè Neri (Via dei Guicciardini 3R)

Aperto negli anni ’50 al Caffè Neri, nei pressi di Ponte Vecchio, al Caffè Neri non potete non assaggiare la mitica schiacciata fiorentina, realizzata dal pasticcere (e proprietario) Simone Bellesi.

Di cosa si tratta? Un dolce di pasta sfoglia farcito con crema chantilly, da accompagnare con caffè.

Coloro che non amano la crema chantilly, potranno rimediare su cornetti vuoti o farciti, vegani e integrali, cannoli, mignon, brioches e cantucci di tutti i tipi.

Unica pecca: la mancanza di posti a sedere!

 

 

Mò Sì (Via Nazionale 106)

Una caffetteria napoletana nei pressi della stazione di Santa Maria Novella, dove il caffè è preparato secondo le regole della tradizione partenopea con miscela Izzo 100% arabica.

Una “caffetteria alla vecchia maniera” (così si definiscono), con arredo retrò, comodi divani in pelle e musica di sottofondo.

Nel menu, oltre al classico caffè napoletano, vengono proposti caffè americano, cappuccino, spremute, centrifughe, succhi e frullati preparati con frutta fresca.

Quanto ai dolci, fragranti cornetti, bomboloni, torte, biscotti secchi e i cavalli di battaglia della pasticceria napoletana, ovvero sfogliatelle e pastiere.

Per gli amanti della colazione continentale, il menu propone sandwich e cornetti salati preparati sul momento con ingredienti genuini e di qualità.

Cominciate la giornata da Mò Si e non rimarrete delusi, provare per credere!

Caffè Pasticceria Serafini (Via Gioberti 168)

Una delle pasticcerie storiche di Firenze, aperta nel 1928 e da allora sinonimo di alta pasticceria e qualità indiscussa.

A pochi metri da Piazza Cesare Beccaria, da Serafini avrete l’imbarazzo della scelta fra lieviti, sfoglie ripiene, budini di riso, bignè, biscotti secchi e torte artigianali, tutte da abbinare al fantastico Caffè Fornacino.

Tra i miei preferiti segnalo la treccia con i pinoli, la sfoglia ripiena di confettura alle more di rovo e i bignè al pistacchio.

Non venite da Serafini per un semplice caffè mattutino ma lasciatevi tentare dalle leccornie esposte al bancone e assaggiate anche il “marocchino” servito con l’aggiunta di cioccolato fondente a pezzettini.

 

S. Forno (Via Santa Monaca 3R)

Nei pressi di Santo Spirito, S. Forno è una piccola perla nascosta dove potrete recarvi anche solo per comprare sfizioserie artigianali come il pane fresco, le focacce, i dolci e persino le fette biscottate.

Da fuori non gli dareste un euro ma, appena entrati, rimarrete colpiti dall’arredamento curato, dall’ospitalità dello staff e dal profumo di pane appena sfornato.

Tutto è preparato con prodotti genuini e di qualità e il menù colazione varia quotidianamente:

Pane burro e marmellata, yogurt e granola, pane e cioccolato, crostate, girelle, cheesecake, brownies e altre sfizioserie appena sfornate.

Quanto ai prezzi, non si tratterà di una colazione economica ma si sa che la qualità si fa pagare.

 

Dolci Pensieri (Via Ponte Alle Riffe 26R)

Una pasticceria il cui motto è “Un dolce al giusto prezzo“, perfetta per una colazione slow in un ambiente carino, curato, simile ad una bakery americana, e persino dog friendly.

Appena entrati rimarrete a bocca aperta davanti alla varietà di leccornie esposte: croissant, sfoglie, bomboloni, brioche, muffin soffici, pasticcini, biscotti e torte della tradizione italiana e americana.

Imperdibili la cheesecake al cioccolato (a soli 3€ a fetta) e la torta di ricotta e nocciola.

Anche la caffetteria è degna di nota, come anche le cioccolate calde, le tisane, i the e i centrifugati.

Nel menu sono inclusi dolci senza lattosio e senza glutine, perfetti per vegani e celiaci.

Firenze in 7 colazioni

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Firenze in 7 colazioni

 

Firenze in 7 colazioni

 

Francoforte in 3 giorni

Francoforte in 3 giorni
Francoforte in 3 giorni

Francoforte in 3 giorni

Francoforte è il cuore finanziario della Germania, oltre af ospitare la sede centrale della Banca Europea.

Attraversata dal fiume Meno e ricca di edifici gotici e grattacieli di cristallo, ricorda vagamente la Grande Mela e, proprio per questo, molti la chiamano “Mainhattan”.

Nonostante sia la quinta città più grande della Germania, si può visitare benissimo Francoforte in 3 giorni e a piedi, come abbiamo fatto noi.

 

 

Dall’aeroporto al centro:

L’aeroporto di Francoforte non è molto distante dal centro città, raggiungibile in taxi, treno, autobus o metropolitana.

Noi siamo scesi sotto il Terminal 1 e abbiamo preso la linea S8 per Frankfurt Hbf.Hanau, arrivando alla stazione centrale in 15 minuti al prezzo di 4,25€ a testa.. una meraviglia!

 

 

Hotel:

Abbiamo alloggiato all’hotel Le Meridién Frankfurt, situato a Bahnhofsviertel, a un centinaio di metri dalla stazione principale e dal centro storico.

Le camere sono accoglienti, pulite e spaziose, climatizzate, dotate di tv satellitare, connessione wi-fi, bagno privato e frigobar.

Al mattino viene servita una colazione a buffet che spazia dal dolce al salato, includendo formaggi misti, frutta, yogurt, uova e pancetta, pancakes e vari tipi di torte, una più buona dell’altra.

Lo staff è gentilissimo e molto disponibile a fornire indicazioni per aiutarvi ad ambientarvi facilmente nella città.

 

 

Francoforte in 3 giorni

 

Primo giorno: Riva Nord del Reno

Arrivati a Francoforte, ci lanciamo subito in un giro del centro storico e della Zeil, la Fifth Avenue tedesca.

Il Romerberg è la piazza centrale della città vecchia, abitata fin dal tempo dei romani, la casa in cui venivano festeggiati gli imperatori tedeschi del Sacro Romano Impero dopo l’incoronazione avvenuta nel Duomo di Francoforte (Duomo di San Bartolomeo o Kaiserdom).

Intorno alla piazza si trovano caffè, musei e piccole boutique di antiquari.

Nei dintorni, visitiamo la Paulskirche e la casa di Goethe, dove lo scrittore tedesco è nato.

La Paulskirche, un’ex chiesa luterana, è stata la sede del Primo Parlamento democratico tedesco dal 1846 al 1849.

Come avvenuto per molti edifici della città, anche la chiesa di San Paolo venne distrutta nel 1944 durante i bombardamenti e poi ricostruita nell’immediato dopoguerra, ad opera dell’architetto Schwanz.

La casa di Goethe, in Kaiser Platz, abitata dalla famiglia Goethe fino al 1795 e poi venduta a terzi, venne distrutta dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale e fu ricostruita totalmente negli anni ’50 del 1900.

Durante la visita (il biglietto di ingresso costa 7€), attraversiamo la stanza della musica (con il piano verticale e il ritratto della famiglia Goethe), la stanza dove nacque Goethe, il teatro delle marionette descritto nell’opera “La missione teatrale di Wilhelm Meister” e la stanza della scrittura (contenente la scrivania dove Goethe scrisse “I dolori del giovane Werther”).

Completato il giro, pranziamo in una bancarella lungo la strada.

Panino con wurstel a 2€ e un bicchiere di sidro a 1,50€! Supereconomico.

Con le pance piene, ci dirigiamo verso la zona “modaiola” della città, che si compone di due vie principali:

  • la Zeil, dove si trovano negozi di tutti i tipi come la Zeilgalerie (il centro commerciale di 10 piani più famoso di tutta la Germania);
  • la Goethestrasse, tappa fissa per i patiti dello shopping, dove passeggiamo tra le boutique di Armani, Valentino, Tiffany, Chanel, ecc.

Qui acquistiamo souvenirs (calamite, penne, ecc.) e prodotti tipici gastronomici, come i pretzel e dei biscottini speziati.

A cena andiamo da Romer Pils Brunnen, un pub che propone cucina tradizionale dal 1954. L’atmosfera è giovanile, l’ambiente accogliente, il servizio rapido e cortese, i prezzi medi.

Piatti consigliati: stinco di maiale con crauti e strudel di mele con panna montata, mmm.

 

Giorno 2: Riva suD del Meno o Museumsufer

La Museumsufer è letteralmente la “riva dei musei”, a sud del Meno.

Qui, avrete l’imbarazzo della scelta tra i musei da visitare:

  • il Museum for Communication,
  • il Museo di arte applicata (Museum Angewandte Kunste, ideale per gli amanti della moda e del design),
  • il Museum of World Cultures
  • il Museo d’arte moderna (Museum fur Modern Kunst),
  • il Museum for Komische Kuns,
  • il Museo storico di Francoforte (Historisches Museum),
  • il Frankfurt Archaeological Museum
  • il Museo Ebraico.

Noi abbiamo scelto il Museo d’arte moderna, che espone opere europee risalenti agli ultimi 700 anni, realizzate da artisti come Vermeer, Rembrandt, Monet, Degas, Picasso e Bacon.

Nel pomeriggio, decidiamo di fare una crociera sul Meno ma, prima di salpare, ci fermiamo alla caffetteria Naschmark Am Dom, vicino al Duomo, dove assaggiamo una fetta di torta al rabarbaro deliziosa e una tazza di the.

La crociera panoramica sul Meno dura 1 ora (il biglietto costa 10€) e ci permette di ammirare lo skyline della città tedesca dal fiume, scattando foto ai grattacieli e agli edifici in stile gotico che caratterizzano la città.

Per cena andiamo da Apfelwein Klaus, in centro, una brasserie dove assaggiamo i classici piatti tedeschi a base di salsicce, stinco di maiale, pancetta e wurstel.

L’ambiente è accogliente e arredato in stile medievale, il cibo squisito e i prezzi sono nella media.

Cosa si può volere di più?

 

Giorno 3: Maintower, Teatro dell’Opera

Il nostro giro turistico comincia da Neue Mainzer Street, il quartiere dei grattacieli, sentendoci quasi come a Manhattan.

Il più alto? La Maintower, ben 200 metri di altezza e due terrazze panoramiche da cui si gode di una vista mozzafiato della città.

Il biglietto di ingresso costa 5€ e ci fa accedere all’observation platform posto sulla cima della torre.

Proseguiamo la nostra passeggiata lungo Neue Mainzer Street e arriviamo all’Opera Frankfurt, il Teatro dell’Opera.

Costruito nel 1902 e distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, il Teatro fu poi ricostruito nel 1951.

Nel biennio 2005-2006 il teatro ha visto rappresentate 12 prime esecuzioni, un record in Europa!

Molti cantanti celebri hanno iniziato qui la loro carriera, come Franz Volker, Edda Moser e Diana Damrau.

Prima di andare in aeroporto per volare verso casa, concludiamo la nostra avventura tedesca con uno spuntino al Kunstverein Café, vicino al Dom, un locale luminoso, arredato con cura, propone una cucina di alta qualità con ingredienti freschi e genuini.

 

Francoforte in 3 giorni

Francoforte in 3 giorni

Francoforte in 3 giorni

Francoforte in 3 giorni

Madrid in 3 giorni

Madrid in 3 giorni
Madrid in 3 giorni

Madrid in 3 giorni

Madrid, la patria della movida, del flamenco, della sangria e della paella…

Come non divertirsi trascorrendo un week-end nella vivace capitale spagnola??

Ecco a voi il mio diario di viaggio di Madrid in 3 giorni.

 

Arrivo a Madrid

L’aeroporto di Madrid Barajas dista 12 km dal centro città, raggiungibile in 3 modi:

  • Metropolitana: con il “billete sencillo + suplemento aeropuerto” (4,50€), acquistabile alle macchinette in aeroporto, è possibile prendere la metro n. 8, che va dall’aeroporto a Nuevos Ministerios in 15-20 minuti;
  • Autobus, che partono dai terminal 4, 1 e 2 e arrivano fino alla stazione di Atocha. Il tragitto dura 40-45 minuti e il prezzo del biglietto è 5€;
  • Taxi. Il prezzo medio di una corsa dall’aeroporto al centro città e viceversa è pari a 30 euro, a cui si devono aggiungere 5,50€ come supplemento per l’aeroporto.

Noi, avendo scelto un hotel a Plaza de Espana, abbiamo preso la metro n. 8 fino a Nuevos Ministerios e poi la n. 10 fino a Plaza de Espana.

 

Sistemazione

La nostra scelta è ricaduta su Apartamentos Madrid Plaza, un complesso situato a Plaza de Espana, a pochi metri da Calle de la Princesa e dalla Gran Via.

Plaza de Espana è perfetta per un tour a Madrid in 3 giorni.

 

 

Trasporti

Il modo migliore per visitare è la metropolitana.

Il biglietto singolo costa 1,50€ ma è possibile acquistare un carnet da 10 viaggi (12,20€).

E’ disponibile anche l’abbonamento turistico (Abono Turistico) valido per 1/2/3/5/7 giorni, rispettivamente al prezzo di 8,40€/14,20€/18,40€/26,80€/35,40€.

Noi, avendo l’hotel in centro, abbiamo fatto l’abbonamento per soli due giorni.

 

 

Dove mangiare

La tipica colazione spagnola (el desayuno) è a base di caffè, latte e dolci, tra cui i famosi churros, le torrijas e i bolos (i fratelli dei bignè).

Per la colazione vi consiglio di recarvi da Celicioso (Calle de Hortaleza 3), una pasticceria con varianti gluten-free, da Café Gijon (Paseo de Recoletos 21), una delle caffetterie più antiche della città, da La Mallorquina (Puerta del Sol), la migliore pasticceria di Madrid.

Se invece preferite una colazione salutare, recatevi da Faborit, una catena simile a Starbucks, con prezzi economici e prodotti genuini.

Per il pranzo recatevi al Mercado San Anton  o al Mercado San Miguel e saziatevi con tapas e bocadillos (consiglio: provate assolutamente il “bocata de calamares”, semplicemente divino!).

Buono anche il Museo del Jamon dove con 2€ avrete un panino con prosciutto (jamon serrano) e una bibita.

Madrid in 3 giorni

Voglia di tapas? Recatevi a occhi chiusi da El tigre (Calle Infantas, 30), La Esquina de Eusebio (Calle de Caramuel, 16), El Rincon Abulense (Calle del Caballero de Gracia 18).

In tutti i casi potrete gustare tapas a base di patatas bravas, tortillas, jamon serrano, salsicce, ecc.

Non potete concludere il vostro viaggio a Madrid in 3 giorni senza aver assaggiato la paella, il piatto tradizionale spagnolo.

La migliore in città? La trovate a La Barraca, un ristorante storico, in zona centrale e con un buon rapporto qualità-prezzo.

Per la cena, siamo stati da St. James Orta y Gasse (consigliato l’arroz del Senoret) e da Tapas Gratis El Biombo Hogar Extremeno (consigliato: huevos rotos con jamon iberico) e siamo rimasti super soddisfatti!

 

 

Madrid by night

Non potete visitare Madrid in 3 giorni e non assistere a uno spettacolo di flamenco!

Il flamenco è la musica dei gitani, uno stile musicale e di danza tipico dell’Andalusia e oggi parte integrante della tradizione spagnola.

Molti locali offrono la formula “cena + spettacolo” mentre altri “spettacolo + drink”.

Sul sito http://www.flamencotickets.com  potete acquistare i biglietti per lo spettacolo.

Noi abbiamo assistito allo spettacolo offerto dal locale “La cueva de Lola, al prezzo di 20€ per la formula “show + drink”.

Se cercate un posto in cui ascoltare live music e sorseggiare un buon drink, vi consiglio La boca del lobo (nella Gran Via) e 1917 Bar & Restaurante (vicino Plaza Mayor).

 

 

Shopping

La Gran Via è una delle principali vie di Madrid, ricca di negozi, caffetterie e ristoranti.

Qui troverete la sede principale di Loewe (Gran Via 8), catene di moda internazionali (Zara, Cortefiel, Mango, Custo Barcelona, ecc.), negozi di artigianato e botteghe.

Suggerimenti per la scelta dei souvenir? Un bel ventaglio o un paio di nacchere, senza dubbio!

Se volete spendere qualche soldo in più, dirigetevi al Barrio de Salamanca, il paradiso dello shopping di lusso: Versace, Dolce & Gabbana, Louis Vuitton, sono alcuni dei designer presenti.

Non potete lasciare Madrid senza aver fatto tappa a El Corte Inglès, il centro commerciale più grande della città.

 

 

Madrid in 3 giorni

 

 

Giorno 1: Plaza de Espana, Teatro Real, Palacio Real, Catedral de Santa Maria la Real de Almudena, Plaza Mayor

Iniziate il vostro primo giorno a Madrid da Plaza de Espana.

Al centro della piazza si erge la statua di Miguel De Cervantes che domina i personaggi del suo celebre romanzo: Don Chisciotte e Sancho Panza.

Da qui, dirigetevi verso il Teatro Real, inaugurato nel 1850 e che negli anni ha visto in scena opere di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini, Anton Wagner, ecc.

Di fronte al Teatro troverete il Palazzo Reale, residenza reale da Carlo III ad Alfonso XIII, ma non degli attuali monarchi (essi vivono al Palazzo della Zarzuela).

L’edificio è ispirato ai bozzetti realizzati dal Bernini per la costruzione del Louvre di Parigi ed è oggi usato solo per le cerimonie e gli eventi ufficiali.

Dopo la visita al Palazzo Reale (a pagamento), recatevi presso la Cattedrale dell’Almudena, dedicata alla patrona della città, la Virgen de Almudena.

Madrid in 3 giorni

Per la pausa pranzo, acquistate un bocadillo con camarones o con jamon serrano e fermatevi a mangiarlo seduti su una panchina al Parque de Atenas.

Il Parque, nelle vicinanze della Cattedrale, era un tempo sede di tornei e gare al tempo di Filippo II.

Nel pomeriggio, andate a Plaza Mayor, un tempo sede di mercati all’aperto, corride e eventi pubblici ma oggi sede di artisti di strada e pittori.

Passeggiando nella piazza potrete alcune delle abitazioni più costose della città nonché la maestosa facciata della Casa de la Panaderia, un tempo sede della corporazione dei fornai.

Al centro della piazza si erge la statua di Re Felipe III a cavallo, opera di Giambologna e Pietro Tacca.

 

 

Giorno 2: Museo del Prado, Parque de El Retiro, Palacio de Cristal, Plaza de Colon, Museo Thyssen

Il Museo del Prado rappresenta una delle gallerie d’arte più importanti al mondo.

Madrid in 3 giorni

Inaugurato nel 1819, ospita oggi dipinti e sculture tra cui La maya desnuda (Goya), L’Annunciazione (Beato Angelico), Le tre grazie (Rubens), Las meninas (Velazquez), Tintoretto, El Greco, Tiziano, ecc.

Dopo la visita al Museo, acquistate un bocadillo e fermatevi a gustarlo su una panchina al Parque de El Retiro, il polmone verde della città.

Al centro del Parco si erge il monumento dedicato al Re Alfonso XII.

Passeggiando lungo il Parco soffermatevi alla Rosaleda (il roseto), all’Estanque grande, al Palazzo di Velazquez e al Palazzo di Vetro, entrambi adibiti a sala per mostre.

Il Palazzo di Vetro fu realizzato per ospitare una mostra di piante esotiche nell’Esposizione delle Filippine del 1887.

Oggi il Palazzo di Vetro è uno degli esempi dell’architettura del ferro in Spagna.

Uscite dal Parco e dirigetevi verso Plaza de Colon, dominata dalla un obelisco alla cui sommità si erge la statua di Cristoforo Colombo.

Alla base dell’obelisco, una fontana simboleggia l’oceano dal quale Colombo emerge vincitore.

Nella piazza si trovano anche la Biblioteca Nazionale e le Torri di Colombo, costruite tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70.

Nel pomeriggio visitate il Museo Thyssen-Bornemisza, ospitante circa 800 opere che spaziano dal Rinascimento italiano alla pittura moderna.

I capolavori in mostra provengono da una raccolta privata della famiglia del magnate tedesco dell’acciaio Thyssen-Bornemisza, il cui erede sposò una donna spagnola negli anni ’50.

Al museo sono attualmente esposte opere di Canaletto, Caravaggio, Correggio, Tiziano, Van Gogh, ecc.

Concludete la vostra giornata passando da Puerta del Sol, una piazza al cui centro si erge l’Orso simbolo della città.

La Piazza è il chilometro zero della Spagna, il luogo dal quale partono tutte le strade che fanno il giro della penisola iberica.

 

 

Giorno 3: Stadio Santiago Bernabéu e shopping sulla Gran Via

Gli amanti del calcio non potranno abbandonare Madrid senza aver visitato lo Stadio Santiago Bernabéu, sede ufficiale del Real Madrid.

La visita guidata vi consentirà di camminare sul campo da gioco, vedere gli spogliatoi e i premi vinti dalla squadra spagnola esposti nella stanza dei trofei.

Usciti dallo stadio, celebrate il vostro ultimo pranzo spagnolo con una paella o un arroz e un bel bicchiere di sangria.

Nel pomeriggio approfittatene per un giro di shopping lungo la Gran Via.

Consiglio: fermatevi da El Corte Inglés e salite fino al 9° piano, al Gourmet Experience, dal quale potrete godere di una delle migliore viste panoramiche di Madrid.

Il nostro tour di Madrid in 3 giorni termina qui.

Madrid in 3 giorni

 

Madrid in 3 giorni

 

 

Amsterdam in 3 giorni

Amsterdam in 3 giorni
Amsterdam in 3 giorni

Amsterdam in 3 giorni

La capitale olandese, la patria di Van Gogh, Rembrandt e Anna Frank, del buon cibo e della vita notturna, degli zoccoli, dei mulini a vento e della Heineken.

Visitare Amsterdam in 3 giorni è possibile, ma solo se si rinuncia a qualcosa e ci si sveglia presto.

 

 

Dall’aeroporto al centro

Arriviamo all’aeroporto di Amsterdam Schiphol con un volo diretto da Roma. Ci sono tre modi per raggiungere il centro città:

  • treno. Comprare un biglietto per “Amsterdam CS” (prezzo 3€ circa) e salite sul treno che in meno di 20 minuti vi porterà alla Stazione Centrale (Amsterdam Centraal);
  • bus. Comprare un biglietto (prezzo 3,10€) e prendete il n. 370 nel piazzale all’esterno dell’aeroporto che in circa 30 minuti vi condurrà alla Stazione Centrale (Amsterdam Centraal);
  • taxi. Il costo della corsa fino al centro città può arrivare a costare anche 20 euro, a seconda del traffico.

Noi scegliamo di prendere il treno e scendiamo alla Stazione Centrale. Da qui, andiamo a piedi in hotel per fare il check-in.

 

 

 

Hotel

Abbiamo scelto l’hotel Ibis Style Amsterdam Central Station, a 2 minuti  a piedi dalla stazione centrale, comodissimo per visitare la città.

Le camere sono pulite, non molto grandi ma dotate  di tutti i comfort: bagno privato, tv, aria condizionata, letto comodo, minibar e wifi veloce.

Il personale e’ cortese, disponibile e sempre sorridente.

 

 

 

Muoversi a Amsterdam

Il centro di Amsterdam non è molto grande e può essere facilmente visitato a piedi, cartina alla mano. Altrimenti, se vi sentite stanchi, potete usare i tram e bus che fanno tutti capolinea alla Stazione Centrale.

Amsterdam è suddivisa in zone tariffarie: Il biglietto per una singola corsa per una zona costa 1,60€, 2,40€ per due zone.

Se avete intenzione di utilizzare spesso i tram, vi consiglio di acquistare la “Strippenkaart”, un carnet di 15 biglietti, ciascuno valido per 1 ora dalla convalida.

La Strippenkaart costa 6,50€ ed è valida per viaggi in bus, tram e metro.

Se volete usufruire anche dei Canal Bus, allora dovete acquistare l’ “All Amsterdam Travel Pass”, che costa 6,40€.

 

 

Amsterdam in bicicletta

Ad Amsterdam tutti si muovono bici o in tram.

Se volete immergervi nel mood olandese, potete noleggiare biciclette nei vari negozi presenti in città (come Macbike  o Orangebike).

Il prezzo medio è 7€ per 3 ore, 13€ per tutta la giornata.

Amsterdam in 3 giorni

 

Giorno 1: Piazza Dam e Giro dei Canali

Dopo aver fatto un’abbondante colazione in hotel con caffè, succhi di frutta, toast salati  brioche fragranti la cioccolato, usciamo diretti a Chinatown, il cuore orientale di Amsterdam, ricco di negozi, palazzi e ristoranti tra cui il famoso Sea Palace, il ristorante galleggiante simbolo dell’unione tra Europa a e Asia.

La maggior attrazione turistica all’interno di Chinatown di Amsterdam è il tempio Buddista Zeedijk, il più grande d’Europa, inaugurato dalla Regina nel 2000.

 

 

Proseguiamo la nostra passeggiata fino ad arrivare a Piazza Dam, il cuore di Amsterdam, piena zeppa di artisti di strada.

Attorno alla piazza, troviamo la Chiesa Nuova (De Nieuwe Kerk), il Palazzo Reale e il Museo delle cere “Madame Tussauds”.

Il Palazzo Reale è la residenza ufficiale della famiglia reale da oltre 200 anni; oggi è usato occasionalmente per le cerimonie ufficiali.

Il Palazzo è aperto ai turisti solo in estate e il biglietto d’ingresso costa 10€.

La Chiesa Nuova non è un edificio religioso bensì il luogo in cui si tiene la cerimonia di incoronazione dei reali d’Olanda e si celebrano le principali ricorrenze cittadine.

Il biglietto di ingresso alla Chiesa costa 8€ ma noi scegliamo di non visitarla.

Al centro di piazza Dam spicca il Nationaal Monument, realizzato alla fine della Seconda Guerra Mondiale per commemorare gli Olandesi deceduti sul campo di battaglia.

Questo obelisco, alto 22 metri, è fronteggiato da due leoni, simboli dei Paesi Bassi.

Nel retro, ci sono delle urne che contengono terra proveniente da tutte le province e le ex-colonie olandesi.

Il monumento rappresenta due leoni posti alla guardia di un pilone alto 22 metri

Ci fermiamo per un pranzo veloce  a la ‘T nieuwe cafe’, un piccolo bistrot affacciato proprio su piazza Dam, con tavolini all’esterno e camerieri molto simpatici e cordiali.

Il menu è molto ampio e scegliamo di assaggiare due piatti tipici olandesi: i kibbeling (una specie di filetti di merluzzo panati e fritti, serviti con limone e maionese) e il broodje haring (un sandwich farcito con aringhe, cetriolini sottaceto cipolla), entrambi buonissimi.

Conto totale: meno di 10€ a testa, aggiungendo una bottiglietta d’acqua e un the alla menta. Eccezionale!

 

 

Nel pomeriggio, ci concediamo un po’ di shopping nella zona compresa tra Muntplein, Dam e Kalvestraat, le vie dello shopping olandese, costellate di negozi di abbigliamento, pelletteria, souvenir, libri ecc.

Noi ci siamo fermati al Kalvertoren Shopping Center e abbiamo fatto incetta di calamite, penne e matite da regalare ai nostri cari come souvenir dall’Olanda.

Nel 2006 Kalvestraat era la ventunesima strada più costosa del mondo per quanto riguarda i prezzi degli affitti.

Nel tardo pomeriggio, acquistiamo i biglietti (15€ a testa) e facciamo la Gita dei Canali, della durata di 75 minuti.

La città di Amsterdam è costruita su una rete di canali lunga più di 100 km, e proprio per tale motivo è soprannominata la “Venezia del Nord”.

Nel 2010 l’UNESCO ha dichiarato i Canali Patrimonio dell’Umanità.

Il tour in battello ci mostra i tre canali principali della capitale: il Prinsengracht (Canale dei Principi), il Keizersgracht (Canale dell’Imperatore) e l’Herengracht (Canale dei Signori).

Durante la gita vediamo il Nemo (il palazzo progettato l’architetto italiano Renzo Piano e ospitante il più grande centro scientifico dei PAEsi Bassi), il Museo Marittimo, la fabbrica dei diamanti Gassan, il Municipio, il mercatino hippy Albert Cuyp.

 

Scendiamo alla fermata di Leidseplein, anche detta “piazza del guazzabuglio “, fulcro della movida olandese, e ceniamo da Cafe Reynders, un pub in stil seicentesco dove ordiniamo due birre Trappe, una porzione di fish and chips e una di bubble  squeak (un piatto tipico a base di salsicce affumicate servite con purea di patate e crauti).

Piatti buoni, birre fantastiche, servizio veloce, conto finale meno di 20 euro a testa: super soddisfatti!

 

 

 

Giorno 2: Museumplein

Iniziamo il nostro secondo giorno in città dirigendoci a Museumplein, la piazza principale del famoso quartiere dei musei, immersa nel verde e abbellita da sculture e fontane.

La Piazza è circondata dai musei più importanti della città: il Van Gogh Museum, il Rijksmueum (esponente opere di Rembrandt, Vermeer, Steene) e lo Stedelijk (ideale per gli amanti di Cezanne, Chagall, Matisse e Picasso).

Noi decidiamo di visitare il Van Gogh Museum (il biglietto costa 10€), esponente 230 dipinti, 500 disegni e le lettere scritte dal pittore al fratello Theo.

Il museo si articola su tre piani: il primo raccoglie i dipinti dell’800, il secondo suddivide i dipinti in 5 sezioni che spiegano lo sviluppo psicologico e artistico dell’autore, il terzo le opere di artisti contemporanei di Van Gogh come Monet, Gauguin e Pissarro.

 

 

Usciti dal Museo, attraversiamo il canale e ci spostiamo al De Pijp, il quartiere popolare e multietnico della città, ricco di bar e caffè.

Arriviamo all’Albert  Cuyp Market, uno dei piu’ famosi in citta’, circa 2 km di bancarelle che vendono di tutto: frutta, verdura, pesce, dolci, vestiti e souvenir.

 

 

Noi ci facciamo tentare da due stand: il primo vende zoccoli olandesi in miniatura stupendi, dipinti a mano, mentre il secondo vende stroop waffle, calde cialde ricoperte di miele a 1,50€ l’una!

Non avendo molta fame, pranziamo con un waffle a testa una porzione  mini pancakes spolverati con zucchero a velo. Buonissimo!!

 

Nel pomeriggio visitiamo il museo interattivo della Heineken (il biglietto costa 16€), la bionda più famosa d’Olanda.

Durante il tour guidato vediamo simulazioni in 4D, filmati storici e ne approfittiamo per degustare qualche birra, sempre gradita.

 

 

Poco prima di cena, torniamo in hotel per darci una rinfrescata e poi ci dirigiamo a Rembrandtplein, una delle piazze più affascinanti della città, famosa per la movida tra i giovani.

Ci fermiamo da De Bajes, un ristorante brasserie vicino Rembrandtplein molto carino, ben arredato e con un’atmosfera accogliente e vivace.

Ordiniamo  2 hamburger giganti accompagnati da patatje oorlog, le famose patatine fritte olandesi, dorate croccanti, ricopertecon salsa di maionese e burro di arachidi.

La carne è morbida, gustosa, cotta al punto giusto gnammmmmm

Conto finale: meno di 20€ a testa, aggiungendo 2 birre medie. Super consigliato!

 

 

 

Giorno 3: Casa Museo di Anna Frank e Hermitage

Iniziamo il nostro terzo e ultimo giorno in città dirigendoci nel quartiere Jordaan, ex zona residenziale per la classe operaia e oggi meta prediletta di studenti e artisti.. Un po’ come il Quartiere Latino a Parigi.

Passeggiando tra le graziose stradine ricche di negozi e botteghe, arriviamo alla Casa Museo di Anna Frank (il biglietto costa 9€ e dovete acquistarlo obbligatoriamente online, indicando l’orario della visita prescelto).

Durante i 2 anni di occupazione nazista, in questa casa si nascosero le famiglie ebree Frank e Van Daan, fino all’arresto.

Le stanze della Casa sono vuote e non contengono oggetti personali di Anna Frank, per questo decidiamo di scattare solamente qualche foto ma non entrare al Museo.

Saliamo sul tram e ci dirigiamo presso uno dei musei più belli al mondo, l’Hermitage (a pagamento, 17€), il museo di storia sito nel quartiere di Amstel.

Un’esposizione di capolavori artistici davvero degna di nota, soprattutto la mostra sulla famiglia reale Romanov, che mostra lo sviluppo artistico di San Pietroburgo durante il regno dello ad Nicola II e sua moglie  Alexandra.

 

Per il nostro ultimo pasto in città ci fermiamo da Omelegg, una catena di bistrot dove la specialità sono omelette servite con verdure, pesce, carne e pane tostato.

Conto finale: meno di 10 euro a testa per due omelette (una con salmone, l’altra con spinaci e funghi) e due bottiglie di acqua.

Locale carino e accogliente, cibi buoni e preparati con ingredienti freschi. Consigliatissimo!

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