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Diari di viaggio

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Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada

Tour Andalusia: Siviglia, Cordoba e Granada
Tour Andalusia: Siviglia, Cordoba e Granada

Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada

Amo la Spagna e questo viaggio in Andalusia ha contribuito ad aumentare la mia passione per questa terra calda, accogliente e ricca di storia, cultura e tradizioni.

Il mio tour è durato 5 giorni ed è stato decisamente low cost:

voli acquistati con 3 mesi di anticipo, spostamenti in treno/autobus, tante passeggiate e pasti consumati in posti non turistici e tutti con un buon rapporto qualià-prezzo.

Siete curiosi?

Ecco a voi il mio Tour Andalusia: Siviglia Cordoba e Granada.

 

Tour Andalusia Siviglia Cordoba e Granada

 

Giorno 1: Siviglia

Arriviamo a Siviglia a metà mattina con un volo diretto Vueling da Roma.

Per raggiungere il centro prendiamo l’autobus EA (Especial Aeropuerto) che in meno di 30 minuti ci porta al centro della città e ci lascia a Paseo Colon, vicino l’hotel da noi prenotato.

Il tragitto di sola andata costa 4€ mentre a/r costa 6€, molto conveniente.

Lasciamo i bagagli in hotel e usciamo subito per visitare questa meravigliosa città partendo proprio Placa de la Virgen, bellissima piazza nel cuore del centro storico, da dove possiamo ammirare la Catedral de Sevilla, la cattedrale gotica più grande al mondo (quasi 23.500 mq), dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1987!

La parte più famosa della Cattedrale è sicuramente La Giralda, la sua torre campanaria, uno dei simboli della città.

Noi decidiamo di non salire in cima alla torre ma, se voleste, sappiate che il biglietto costa 9€.

A breve distanza troviamo l’Alcazar, un complesso di palazzi in stile mudéjar che per secoli hanno ospitato le famiglie reali e con giardini da sogno.

L’antica fortezza araba presenta una combinazione di colori semplicemente affascinante;

bellissimi anche i pavoni e gli altri animali che circolano liberi tra i vari giardini del parco.

Il biglietto di ingresso costa 11,50€ e la visita, molto fugace, dura circa un’ora.

Essendo ora di pranzo, acquistiamo due bocadillos e ci addentriamo nel Barrio di Santa Cruz, il pittoresco quartiere ebraico della città.

Girovagando tra l’intrico di viuzze del barrio, caratterizzate da casette bianche in tipico stile andaluso, arriviamo a Plaza de Espana, all’interno del Parque de Maria Luisa, famosissima per le 58 panchine in maioliche colorate che rappresentano tutte le province spagnole e che vengono prese d’assalto da turisti e locali all’ora di pranzo.

Nel pomeriggio, passeggiamo lungo le rive del Guadalquivir fino a Las Setas (o Metropol Parasol), un enorme edificio bianco alto 26 metri, che ricorda la forma di 4 grandi funghi.

L’edificio è visitabile al costo di 3€ ma noi, essendo leggermente stanchi, torniamo in hotel per rilassarci in vista della serata.

A cena, attraversiamo il Puente de Triana e andiamo a cena da Restaurante & tapas El Sella, scovato su Tripadvisor e con punteggio 4,5.

Accogliente, spazioso e ben arredato, il ristorante si rivela una scelta perfetta, con un menu vario e a prezzi medi.

Noi abbiamo mangiato tapas (buone e super abbondanti) accompagnate da un vino asturiano consigliatoci dal cameriere e abbiamo speso circa 20€ a testa, ottimo!

La scelta del locale ci consente sia di assaggiare cucina tipica sia di passeggiare tra le vie del quartiere gitano, culla del flamenco, terminando così la serata.

 

Giorno 2: Siviglia – Cordoba

Il secondo giorno a Siviglia decidiamo di visitare il Barrio de la Macarena, meno turistico rispetto al Barrio Santa Cruz e al Barrio Triana ma comunque affascinante.

Il simbolo del quartiere è la Basilica della Macarena, ospitante proprio la Virgen de la Macarena, una delle statue più venerate di tutta la Spagna, totalmente vestita e ornata d’ oro, argento e pietre preziose: una meraviglia per gli occhi!

Su calle Doña María Coronel si trova un muro con la ruota del Convento di Santa Inés, tramite la quale le monache del convento, non potendo entrare in contatto con il pubblico, vendono dolci e biscotti artigianali.

Incuriositi, abbiamo preso un etto di biscotti alle mandorle molto buoni e a un prezzo irrisorio, che abbiamo trangugiato durante la passeggiata nel quartiere.

Vicino a Plaza de los Terceros si trova la Iglesia de Santa Catalina, riconoscibile dalla torre campanaria in stile mudéjar simile alla Giralda e il portone in stile gotico.

Usciti dalla chiesa, ci fermiamo per pranzo a El Rinconcillo (calle Gerona 40), storico locale fondato nel 1670 e ideatore delle tapas.

Pranzare al banco con tapas e birra è il modo migliore per godere dell’atmosfera di questo locale, il tutto spendendo meno di 10€ a testa, super consigliato!

Nel pomeriggio, attraversiamo il Puente Barqueta e visitiamo l’Isola de la Cartuja, che deve il suo nome al Monastero omonimo che si trova sul lato sud.

L’isola non è abitata ma ospita solamente bar, ristoranti e discoteche, oltre al parco divertimenti Isla Magica.

I posti da vedere assolutamente sono la Torre Triana, sede della regione Andalucia, la Torre Pelli (o Torre Cajasol), un grattacielo moderno attiguo agli splendini giardini di Magellano e, infine, il Monastero della Cartuja, fondato nel 1399 e luogo di permanenza e sepoltura di Cristoforo Colombo.

Il monastero fu abbandonato nel XIX secolo e successivamente fu anche una fabbrica di ceramica, poi nei secoli a venire fu restaurato e diventò sede del padiglione reale della Expo Universale del 1992, oggi è il centro Andaluso di Arte Contemporanea.

Poco prima di cena, prendiamo un treno che, in meno di 1 ora e al prezzo di 6€, ci conduce direttamente a Cordoba.

Qui, lasciamo i bagagli in albergo e usciamo subito per cenare da Bodegas Mezquita Céspedes, scovato su Tripadvisor con punteggio 4,5 e che vi consiglio caldamente.

Abbiamo fatto una cena tra amici con tapas e piatti tipici. Con meno di 20 euro a testa abbiamo mangiato molto e bene, il servizio è stato ottimo.

 

Giorno 3: Cordoba

Iniziamo il nostro tour della città di Cordoba con la visita della Mezquita, la moschea più grande dell’Andalusia (più di 23.000 metri quadri), che oggi ospita la Cattedrale di Cordoba.

Chi viene in vacanza a Cordoba non può non visitare questo capolavoro: un misto di arte araba e cristiana unito in un unico monumento, dove vi sembrerà di stare in un labirinto di colonne e archi tra cui perdervi, veramente affascinante!

Una meravigliosa fusion di stili e religioni, un’atmosfera quasi surreale e ultrasensoriale.

Il biglietto di ingresso costa 10€ e la visita dura poco meno di un’ora.

Dalla Mezquita, ci dirigiamo al Alcazar de los Reyes Cristianos (biglietto 4,50€), di certo non il palazzo reale più sontuoso dell’Andalusia ma comunque degno di nota per via degli splendidi giardini con giochi d’acqua che ospitano le statue di Isabella e Ferdinando di Castiglia che incontrarono qui Cristoforo Colombo per finanziare il suo viaggio alla scoperta delle Americhe.

Splendida anche la Torre dell’Inquisizione, da cui si gode una splendida vista e i reperti archeologici custoditi all’interno del palazzo come i famosi mosaici romani.

Di fronte all’Alcazar ci sono i Baños del Alcázar Califal (biglietto 2,50€), i bagni arabi costruiti nel X secolo, scoperti “per caso” nel Novecento e oggi restaurati e adibiti a museo.

Entrando da Puerta del Puente, attraversiamo il Puente romano, simbolo della città e costruito dai romani nel I secolo a.C. fino ad arrivare alla Torre de la Calahorra, una piccola fortezza araba costruita per proteggere la città, dove pranziamo ai Jardines del Rocio con due bocadillos.

Nel pomeriggio, torniamo indietro per passeggiare tra le viuzze della Juderia, il pittoresco quartiere ebraico caratterizzato da case bianche riccamente addobbate da fiori.

Imperdibile la Calleja de las flores, nei pressi della Mezquita, famoso per i vasi blu con fiori rossi appesi alle pareti.

Divaghiamo nei pressi di Plaza del Potro alla ricerca della Posada del Potro, la locanda resa celebre da Cervantes nei versi del Don Chisciotte (peraltro, oggi sede di un museo del flamenco), poi ci fermiamo a cena nei pressi di Plaza de la Corredera, molto simile alla madrilena Plaza Mayor, una delle piazze più grandi e suggestive di Cordova.

Ceniamo da La cazuela de la esparteria, un ristorante carinissimo e ben arredato, molto accogliente e informale, che propone piatti tipici della cucina andalusa con un buon rapporto qualità-prezzo.

Noi abbiamo preso 3 tapas, due secondi di carne e una bottiglia d’acqua spendendo meno di 25€ a persona, ottimo direi!

 

Giorno 4: Cordoba – Granada

Prima di partire per Granada, ci concediamo una ghiotta colazione al Mercado Victoria, un grande mercato coperto in Paseo de la Victoria pieno di stand enogastronomici, molto simile al mercato centrale di Valencia.

Se amate le colazioni salutari, vi consiglio lo stand Mil Sabores, dove troverete frullati e centrifughe preparati sul momento, da accompagnare con brioche e caffè da Panea.

Salutiamo Cordoba con un treno che in meno di 2 ore e 30 minuti e al costo di neanche 15€ a testa, ci porta dritti a Granada, ultima tappa del nostro viaggio.

Arriviamo a Granada a ora di pranzo e, essendo leggermente stanchi, rimandiamo al giorno dopo la visita dell’Alhambra.

Pranziamo con tortilla del Sacromonte, il piatto tipico di Granada, una corposa frittata a base di midollo, uova e interiora di vitello.

La tortilla è servita con patatas a lo pobre, ovvero patate fritte ripassate con aglio, cipolla, vino e olio.

Sazi e soddisfatti, decidiamo di visitare la Cattedrale di Granada (biglietto 5€), la prima struttura rinascimentale della Spagna e la seconda più grande del paese.

Nelle vicinanze visitiamo la Capilla Real de Granada (biglietto 5€), un tempio con i resti mortali dei Re Cattolici Fernando de Aragón e Isabel de Castilla.

Molto vicina alla Cattedrale si trova la Alcaicería, una zona dedicata ai negozi dell’artigianato granadino, dove approfittiamo per acquistare souvenir e ninnoli in puro stile arabeggiante.

Passeggiando tra le stradine tipiche del quartiere di Albayzin, arriviamo al Palazzo Dar-al-Horra (Monastero di Santa Isabella), uno dei pochi edifici del quartiere a conservare tutt’ora l’aspetto originario.

Il Palazzo fu edificato dagli arabi e poi ceduto ai cattolici e divenuto, su volere della Regina Isabella, Convento Reale di Santa Isabella.

L’ultima tappa della nostra giornata granatina è il Mirador de San Nicolas, nel cuore dell’Albayzin, un belvedere dal quale si gode una vista mozzafiato sull’Alhambra e sulla Sierra Nevada.

Pieno di turisti, pittori e suonatori di strada, ricorda molto il Pincio a Roma, un luogo romantico e suggestivo.

Ci concediamo un aperitivo a base di tapas e sangria proprio nei pressi del Mirador e concludiamo con uno spettacolo di flamenco a Jardines de Zoraya (prezzo 20€).

Magnifico, emozionante e coinvolgente, lo spettacolo ci stupisce e ci fa innamorare ancora di più della cultura andalusa grazie al mix di suoni, colori e calore.

 

Giorno 5: Granada

Dopo una golosa colazione a base di caffè con leche e churros, usciamo alla volta dell’Alhambra, la fortezza spagnola per eccellenza posta sul colle della Sabika, da cui domina l’intera città.

Il complesso è formato da diversi palazzi, torri e giardini.

Noi abbiamo comprato online i biglietti per il Palazzo (14€) ed i Giardini (7€), saltando la fila.

Acquistate l’audioguida per apprezzare ancor di più la bellezza e la storia dei luoghi.

La zona più imponente è quella araba del palazzo Nazaries, il quale conta tre edifici:

  1. Il Mexuar, la zona più antica, era riservata alla gestione degli affari pubblici e della giustizia,  decorata con arabeschi e azulejos e il suo patio era considerato l’entrata ufficiale.
  2. Il palazzo del Trono o di Yusuf I, dove spicca il Patio de los Arrayanes con la sua enorme vasca di acqua in cui si riflette la Torre de Comares;
  3. Il palazzo dei Leoni o di Mohammed V con il Patio de los Leones, un porticato di 124 colonne costruite in marmo bianco della città di Almeria, e al centro la fontana decorata con 12 leoni.

Oltre il Nazaries, la visita prosegue all’interno della Medina, ovvero la parte residenziale, l’Alcazaba, il recinto militare, e il Palazzo di Carlo V, un edificio rinascimentale tuttora utilizzato per esposizioni temporanee e concerti.

Usciti dall’Alhambra, la tappa successiva è la Generalife, la residenza estiva dei sultani, un luogo ideale di pace e relax, con giardini e fontane scenografiche.

Memorabile la Escalera de agua, la scala con l’acqua che corre lungo la ringhiera.

Durante la visita, rimaniamo affascinati dal mix tra cultura moresca e cristianesimo che fanno del Generalife un luogo dove la realtà supera la fantasia.

Avendo saltato il pranzo, ultimata la visita, torniamo in città e ci concediamo una merenda marocchina da Alfaguara (Calle Caldereria Nueva 7), un locale arabo situato in una delle vie più caratteristiche di Granada.

Sdraiati su soffici cuscini e attorniati da arredi arabeggianti, facciamo merenda con té (ampia scelta! Io consiglio il té marroquí o il té egizio con i datteri) accompagnati da dolci fatti sul momento (fantastiche le crèpes zaharaui con limone, miele, banana e cioccolato).

Appagati dalla merenda marocchina, chiudiamo la giornata all’insegna dello shopping.

 

Giorno 6: Rientro.

 

 

 

 

 

 

 

Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca

Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca
Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca

Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca

Finalmente sono arrivate le tanto agognate vacanze estive e quest’anno come meta ho scelto l’isola di Palma de Maiorca, in Spagna, bella, vivace e solare.

Se anche voi avete deciso di trascorrere qualche giorno nella meravigliosa isola di Palma, di seguito i miei consigli su Come fare una vacanza low cost a Palma de Maiorca con un giusto bilanciamento di divertimento, buon cibo, spiagge e tanti selfie.

 

 

Muoversi a Palma de Mallorca

La maggior parte di voi penserà che, essendo un’isola, sia necessario affittare una macchina o uno scooter per girare per l’isola e scovare calette: è assolutamente falso!

Noi abbiamo deciso di usare i mezzi pubblici (nuovi e con aria condizionata, puntualissimi e monitorabili tramite l’app Mobipalma) e, pernottando a Palma centro, vedere le spiagge e le calette della parte sud-est e sud-ovest dell’isola.

Così facendo, siamo riusciti a vedere tante spiagge spendendo poco (abbiamo comprato un abono da 10€ per 10 viaggi) e con al massimo 1h di viaggio.

Non ci credete? Beh, ho le foto che possono dimostrarlo! Illetes, Cala Comtesa, Cala mayor, Cas Catalá con il bus n. 3.

Can pastilla, es arenal, playa de palma, cala blava con i bus 15, 20, 25 e 23.

Es trenc con il bus Tib 501 (viaggio durato 1 ora).

Ensaimada

Colazione

Se avete prenotato un hotel senza la prima colazione, potrete fare la vera colazione maiorchina con ensaimada e granita di mandorle (granizados) per una spesa di 5-6€.
Le migliori ensaimades le trovate al Fornet de la Soca, al Forn de St. Christo, e al forno Ca’n Joans de Sago, tutti in centro.
Se preferite la classica colazione italiana, recatevi da Cappuccino (una catena di locali presenti in tutta Palma) o in una delle tante pastelerie presenti in città, dove potrete fare colazione con cornetto e cappuccino a prezzi leggermente al di sopra degli standard italiani.

Giornata al mare

Per trascorrere un’intera giornata al mare, è indispensabile l’ombrellone, soprattutto in spiagge non attrezzate come Es trenc, Cala Comtesa, Cala Blava, Playa del mago e Cas Català.

Noi abbiamo comprato un ombrellone in uno dei bazar di fronte a Cala Mayor, 9€ per un ombrellone che pesa meno di 1 kg e si può portare a spalla, comodissimo!!!

Quanto ai viveri, in alcune spiagge ci sono chioschi e bar (molto inflazionati, una banale caesar salad costa 14€!) mentre altre sono deserte quindi è bene attrezzarsi con bottiglie d’acqua (noi le abbiamo sempre prese a El corte ingles, 1€ per due bottiglie da 2 litri ciascuna), snack e succhi di frutta (per questi ultimi, consiglio i succhi Bi Frutas reperibili sia da Eroski sia a El corte ingles, senza zuccheri aggiunti e poveri di calorie, 3 brick costano 1,87€).
Se siete a Cala Mayor, vi consiglio di fare merenda con una granita al cocomero a 3€, che potrete acquistare al chiosco in spiaggia dai colori bianco e azzurro.

Cala Comtesa
Cala Comtesa

 

Merende e snack

Per le merende, non lasciatevi “fregare” dalle gelaterie che propongono coni/coppette con 2 gusti (2 bolas) a 4,50€ ma optate per un sorbetto (dai 3 ai 3,50€) o uno yogurt artigianale (3-3,50€) e il gelato, riservatevelo per l’Italia che con 5€ ci comprate 500 gr!

Noi ci siamo innamorati del sorbetto di una gelateria in Carrer dels Apuntadors, nei pressi della Lonja, che fa sorbetti e gelati artigianali e a prezzi accessibili.
L’italiano Riva Reno è sempre pieno di gente e ha prezzi eccessivi rispetto agli standard italiani (il cono piccolo, con 1 gusto, costa 3€).
Se siete a Cala Mayor, vi consiglio di fare merenda con una granita al cocomero a 3€, che potrete acquistare al chiosco in spiaggia dai colori bianco e azzurro.

Tapas

Se siete tipi di tapas piuttosto che da classica cena al ristorante, di seguito alcuni posti che vi consiglio ma per i quali non ne garantisco l’economicità rispetto ad una cena prenotata con the fork, soprattutto se siete molto affamati.

Nei pressi della Lonja, consiglio il Bar dia, famoso per le sue tapas varie e economiche in tutta la città (infatti, è sempre pieno di gente), come anche i bar in plaza sobrassadana e nei pressi del Paseo Maritimo.

Consiglio vivamente le patatas bravas, il gazpacho, i gamberi all’andalusa e il classico pan y aioli, buono e saziante.

Cene

Quanto alle cene, noi abbiamo prenotato sempre tramite the Fork in ristoranti con sconto 30% e con punteggio da 8.2 a 9. Il risultato? Tutto fantastico e con una spesa minima.

Alcuni esempi: da Wine & Food (ristorante vicino Plaza Mayor e con punteggio 9.2) abbiamo mangiato una tartare di tonno preparata davanti ai nostri occhi semplicemente divina, pane caldo condito con salsa aioli, polpo alla piastra con patate morbido e ben condito.

Da Beewi Azul abbiamo mangiato dei pinxtos superlativi con salsiccia e marmellata di cipolle, baccalà fritto, gamberi e guacamole, ecc.

Da Can Brondo (ristorante nei pressi del Passeig del Born e con punteggio 9.2) abbiamo cenato spendendo 25€ a testa per 1 antipasto e 1 secondo a testa, tutto di pesce e gustato in un suggestivo terrazzino interno all’hotel omonimo.

A La mosquita muerta (punteggio 9.2, nei pressi di Passeig del Born) abbiamo speso 23€ in due per un antipasto condiviso (polpette di melanzane morbide e saporite) e un secondo di pesce a testa, tutto buono e preparato con ingredienti freschi.

Da Manto negro (vicino La mosquita muerta, punteggio 8.7) abbiamo cenato la prima sera con due antipasti (patatas bravas e tris di salse arabe da gustare con pane caldo) e due secondi (un hamburger manto negro e una picana de angus) spendendo 44€ in totale.

La nota positiva è che in tutti i ristoranti in cui abbiamo mangiato, ci hanno servito una porzione generosa di pan y aioli e olive verdi come omaggio, vivendo così le tradizioni maiorchine.

Se non riuscite a resistere tanti giorni senza la cucina italiana, allora recatevi A casa mia (in calle sant magi), un ristorantino italiano dove potrete mangiare una calamarata in grado di dare filo da torcere ai migliori chef partenopei o un tiramisù che batte di gran lunga il romano Pompi e, se volete anche un cocktail, potrete sorseggiarlo nel locale difronte, Ventunobar Mallorca, gestito dalla stessa famiglia (mojito top).

 

 

Post cena

Per un cocktail post cena, consiglio la Sodrassana (in plaza de la sodrassana), Abaco (cocktail bar caratteristico con arredi originali, ma dove un cocktail costa ben 16€) e tutti gli altri locali nella zona della Lonja, del Paseo Maritimo o del Passeig del Born (qui consiglio Born8, valido e degno di nota sia per cena sia per il post).
Un cocktail accompagnato da tapas sfiziose lo trovate da El Neo tapas & cocktails (due locali, uno al barrio de Santa Catarina, l’altro vicino la Loggia), prenotabile anche tramite The Fork.

Shopping

Se visitate Palma de Mallorca nel periodo dei saldi, dovete approfittarne per fare shopping da Oisho, Zara Home, Unosde50 e Mango, tutti con prezzi più bassi rispetto all’Italia.

Se siete alla ricerca di souvenir, in Carrer de la Victoria troverete il negozio di calamite più economico della città: 1 calamita 1€, contro i 2,95€ praticati in tutti gli altri negozi.

Pensierini sfiziosi per le vostre amiche?

Da Alehop (una catena spagnola simile a Tiger) troverete cavigliere con ciondoli a 1€, penne, pochette e tanti altri articoli low cost.
Altri negozi di souvenir economici li trovate nei pressi di Plaza Mayor o nelle viuzze antistanti Passeig del Born.

Viaggio a Lisbona low cost

Viaggio a Lisbona low cost
Viaggio a Lisbona low cost

Viaggio a Lisbona low cost

Lisbona è una delle più belle capitali europee, perfetta da visitare sia in inverno sia in estate, grazie al suo clima mite e mai troppo afoso.

La città non è molto cara ma comunque ci sono dei piccoli accorgimenti da osservare per rendere il vostro viaggio veramente low cost. Quali?

Ecco a voi i miei consigli per un Viaggio a Lisbona low cost.

Muoversi a Lisbona

Appena arrivati in aeroporto, potrete raggiungere comodamente il centro città con la metro o l’aerobus, a seconda della vostra destinazione.

Durante il soggiorno, metro e tram vi permetteranno di muoversi velocemente a Lisbona.

Il biglietto singolo costa 2,50€ (acquistabile anche a bordo) mentre il giornaliero costa 6€.

In alternativa, potete acquistare la Lisboa Card da 24/48/72 ore rispettivamente a 18,50€/ 31,50€/39€, che include, oltre ai mezzi di trasporto, anche l’ingresso gratuito in alcuni monumenti come il Monasteiro dos Jeronimos, il Museo del Chiado, la Torre di Belém e l’Elevador de Santa Justa.

La Lisboa Card comprende anche la gratuità delle linee ferroviarie verso Sintra e Cascais.

Imperdibile un giro sul tram 28, che parte dalla parte bassa della città e arriva in cime all’Alfama: il bus 28 è incluso nella Lisboa Card ma non nel biglietto giornaliero dei mezzi (infatti, la singola corsa costa 2,85€).

Noi, essendo assidui camminatori, abbiamo visitato quasi tutta la città a piedi ad eccezione del tragitto da/verso l’aeroporto e una cosa sul tram 28.

 

Viaggio a Lisbona low cost

 

Colazione

Lisbona è uno delle capitali più trendy d’Europa e perdersi la colazione in uno dei colorati e vivaci bar in centro è un vero peccato.

Due sono le colazioni obbligatorie: la prima alla Confeitaria Nacional (in Praça da Figueira 18), una pasticceria fondata nel 1829 e famosa per i dolci tipici portoghesi da gustare in una sala arredata in stile ottocentesco.

I pasteis de nata sono sublimi, un tripudio di dolcezza, ma costano leggermente di più rispetto ad altri locali (1,50€ contro 1€).

Altra colazione imperdibile da Pastéis de Belém, nell’omonima via, altra storica pasticceria famosa per i pasteis, buonissimi e delicati, considerati i migliori della città.

Qui con scarsi 10€ riuscite a fare il carico di dolcezza ed energia per cominciare la vostra giornata.

Altra pasticceria degna di nota ma fuori dai circuiti turistici è Manteigaria (in rua do Loreto), piccola e senza posti a sedere ma con un rapporto qualità/prezzo ottimo.

I pasteis de nata sono superlativi e sono serviti caldi e con una spolverata di zucchero a velo o di cannella, e il prezzo è 1€ ciascuno!

Molto buono anche il caffè.

Al centro città non può mancare una merenda o un aperitivo seduti ai tavolini del cafè A Brasileira, proprio di fronte la statua di bronzo dello scrittore Fernando Pessoa, amante di questo caffè.

 

Viaggio a Lisbona low cost

 

Cene

Soul Kitchen Bar (vicino al Jardim do Principe Real, voto 9.4), è un delizioso ristorante, piccolo ma ben arredato, che propone piatti della cucina internazionale da gustare con un sottofondo di musica soft chillout.

I piatti sono ben presentati e serviti in porzioni generose.

Noi abbiamo usufruito dello sconto del 40% con The Fork e abbiamo speso 35€ in due per due antipasti, due secondi e una bottiglia di acqua.

Consiglio di assaggiare i taquitos al pastor con carne di manzo, avocado, lattuga, purè di patate dolci e mix di verdure.

Boteco do Largo (vicino al Jardim Nuno Alvares, voto 9) è un piccolo ristorantino gestito da due donne dove, appena accomodati, vi verrà servito un aperitivo di benvenuto a base di pane croccante, olive e salsine di accompagnamento.

Il menu propone piatti tipici della cucina portoghese tra cui vi consiglio caldamente il baccalà e il pica pau (una sorta di brodetto con tenerissima carne di vitello).

Usufruendo dello sconto del 40%, abbiamo speso 30€ in due e, oltre alla bontà dei piatti, vi consiglio di tenerlo d’occhio anche perché organizzano spesso serate con musica fado.

Grenache (voto 9.6, nel quartiere Alfama) è uno dei migliori ristoranti di Lisbona e, dopo esserci stati, non è stato difficile capire perché.

Il menu degustazione (da 6 piatti) costa 62€ ma noi abbiamo preferito ordinare alla carta usufruendo anche dello sconto del 30%, spendendo circa 60€ in due per due antipasti, due secondi e l’acqua.

Consiglio il tataki di manzo con melanzane e salsa di soia, veramente insuperabile!

Da Espada (in Rua de São Paulo, voto 9), siamo andati con lo sconto del 50% su The Fork, e abbiamo mangiato quasi fino a scoppiare spendendo poco più di 30€ in due.

Nel menu c’è veramente l’imbarazzo della scelta tra piatti di carne e di pesce: io consiglio di tacos di salmone, la tostada di baccalà e la tartare di tonno e mango ma, se ce la fate ad arrivare al dessert, sappiate che ho visto passare delle fette di torta al cioccolato e caramello a dir poco peccaminose…

 

 

Post cena

Il Bairro Alto rappresenta il cuore della movida di Lisbona: un reticolato di viuzze piene di ristoranti, pub, cocktail bar e discobar dove potrete sorseggiare un buon cocktail dopo cena oppure ballare fino alle prima luci dell’alba.

Lungo Avenida 24 de Julho si trova la più alta concentrazione di terrazze lounge bar e discoteche di Lisbona.

Cais do Sodré è il vecchio quartiere a luci rosse di Lisbona, ora rivalutato e diventato uno dei punti di riferimento della vita notturna della capitale portoghese.

In particolare, lungo la Rua Nova do Carvalho ci sono molti locali che propongono spettacoli di burlesque e cocktails con nomi insoliti come il “puta fina”, oltre a vari concerti di musica dal vivo.

Il quartiere di Alfama rappresenta invece la culla del canto popolare del fado, famoso per le sue note nostalgiche e malinconiche, il quale nacque proprio qui durante il XIX secolo ed è divenuto ad oggi un vero e proprio simbolo del Portogallo.

Ad Alfama potete perciò trovare le migliori case del fado, caratterizzate da un’atmosfera familiare ed ospitale, nelle quali potete assaggiare l’ottima cucina locale.

Un’altra zona popolare per la vita notturna a Lisbona sono le Docas, un quartiere portuale a ridosso del fiume dove, all’interno di alcuni vecchi magazzini ristrutturati, sono sorti numerosi bars, caffetterie e clubs.

Se avete voglia di ascoltare musica dal vivo sorseggiando un “Alfa Mojito” (un mojito arricchito da ciliegie), recatevi da Clube Ferroviario (Rua de Santa Apolonia 59), l’ex circolo del dopolavoro ferroviario convertito oggi in un club.

Se volete sorseggiare la famosa Ginjinha, allora il posto giusto è A Ginjinha (Largo Sao Domingos 8), un minuscolo bar sempre pieno di gente ansiosa di sorseggiare il famosissimo liquore con le ciliegie.

Per un locale “originale”, Pensao do Amor fa al caso vostro: un ex albergo a ore convertito in un bar eclettico dalle pareti scarlatte, con specchi e quadri che richiamano tempi passati: imperdibile durante un soggiorno in città (cocktail 7-10 euro).

Se volete fare festa fino all’alba, puntate all’Urban Beach K, una delle più famose ed eleganti discoteche di Lisbona, con ben 3 sale, dj di fama internazionale e una vista mozzafiato sulla città.

Come in tutti i locali di elite, c’è la selezione all’ingresso quindi vestitevi eleganti (l’ingresso costa 12€).

 

 

Viaggio a Lisbona low cost

Shopping

Dopo aver passato qualche giorno immersi tra i colori e le meraviglie di Lisbona, avrete di certo voglia di acquistare azulejos e ceramiche per abbellire la vostra casa con pezzi unici e originali.

Per acquistare le ceramiche portoghesi, vi consiglio di recarvi da Fabrica Sant’Ana, Ceramica Viuva Lamego e Bordallo Pinehiro, oppure da Add Fuel, se preferite ceramiche dal tocco più moderno, o addirittura nel negozio di souvenir del Museo Nazionale dell’Azulejo.

Se invece siete alla ricerca di calamite, poster e altri gadget, allora avrete l’imbarazzo della scelta tra i negozi nel quartiere della Baixa;

qui, tra Praça de Rossio e Praça do Comercio, troverete anche i negozi dei principali marchi internazionali per fare un po’ di shopping anche in vacanza.

Il Barrio Alto, in particolare Rua do Norte e Rua da Rosa, è la zona migliore per acquistare abiti vintage, oggetti di design e creazioni di giovani stilisti portoghesi, mentre Avenida da Libertade è la via dello shopping di lusso dove si concentrano le boutique degli stilisti internazionali.

 

 

Madrid in 3 giorni

"Madrid in 3 giorni

Voglia di tapas? Recatevi a occhi chiusi da El tigre (Calle Infantas, 30), La Esquina de Eusebio (Calle de Caramuel, 16), El Rincon Abulense (Calle del Caballero de Gracia 18).

In tutti i casi potrete gustare tapas a base di patatas bravas, tortillas, jamon serrano, salsicce, ecc.

Non potete concludere il vostro viaggio a Madrid in 3 giorni senza aver assaggiato la paella, il piatto tradizionale spagnolo.

La migliore in città? La trovate a La Barraca, un ristorante storico, in zona centrale e con un buon rapporto qualità-prezzo.

Per la cena, siamo stati da St. James Orta y Gasse (consigliato l’arroz del Senoret) e da Tapas Gratis El Biombo Hogar Extremeno (consigliato: huevos rotos con jamon iberico) e siamo rimasti super soddisfatti!

 

 

Madrid by night

Non potete visitare Madrid in 3 giorni e non assistere a uno spettacolo di flamenco!

Il flamenco è la musica dei gitani, uno stile musicale e di danza tipico dell’Andalusia e oggi parte integrante della tradizione spagnola.

Molti locali offrono la formula “cena + spettacolo” mentre altri “spettacolo + drink”.

Sul sito http://www.flamencotickets.com  potete acquistare i biglietti per lo spettacolo.

Noi abbiamo assistito allo spettacolo offerto dal locale “La cueva de Lola, al prezzo di 20€ per la formula “show + drink”.

Se cercate un posto in cui ascoltare live music e sorseggiare un buon drink, vi consiglio La boca del lobo (nella Gran Via) e 1917 Bar & Restaurante (vicino Plaza Mayor).

 

 

Shopping

La Gran Via è una delle principali vie di Madrid, ricca di negozi, caffetterie e ristoranti.

Qui troverete la sede principale di Loewe (Gran Via 8), catene di moda internazionali (Zara, Cortefiel, Mango, Custo Barcelona, ecc.), negozi di artigianato e botteghe.

Suggerimenti per la scelta dei souvenir? Un bel ventaglio o un paio di nacchere, senza dubbio!

Se volete spendere qualche soldo in più, dirigetevi al Barrio de Salamanca, il paradiso dello shopping di lusso: Versace, Dolce & Gabbana, Louis Vuitton, sono alcuni dei designer presenti.

Non potete lasciare Madrid senza aver fatto tappa a El Corte Inglès, il centro commerciale più grande della città.

 

 

Madrid in 3 giorni

 

 

Giorno 1: Plaza de Espana, Teatro Real, Palacio Real, Catedral de Santa Maria la Real de Almudena, Plaza Mayor

Iniziate il vostro primo giorno a Madrid da Plaza de Espana.

Al centro della piazza si erge la statua di Miguel De Cervantes che domina i personaggi del suo celebre romanzo: Don Chisciotte e Sancho Panza.

Da qui, dirigetevi verso il Teatro Real, inaugurato nel 1850 e che negli anni ha visto in scena opere di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini, Anton Wagner, ecc.

Di fronte al Teatro troverete il Palazzo Reale, residenza reale da Carlo III ad Alfonso XIII, ma non degli attuali monarchi (essi vivono al Palazzo della Zarzuela).

L’edificio è ispirato ai bozzetti realizzati dal Bernini per la costruzione del Louvre di Parigi ed è oggi usato solo per le cerimonie e gli eventi ufficiali.

Dopo la visita al Palazzo Reale (a pagamento), recatevi presso la Cattedrale dell’Almudena, dedicata alla patrona della città, la Virgen de Almudena.

Madrid in 3 giorni

Per la pausa pranzo, acquistate un bocadillo con camarones o con jamon serrano e fermatevi a mangiarlo seduti su una panchina al Parque de Atenas.

Il Parque, nelle vicinanze della Cattedrale, era un tempo sede di tornei e gare al tempo di Filippo II.

Nel pomeriggio, andate a Plaza Mayor, un tempo sede di mercati all’aperto, corride e eventi pubblici ma oggi sede di artisti di strada e pittori.

Passeggiando nella piazza potrete alcune delle abitazioni più costose della città nonché la maestosa facciata della Casa de la Panaderia, un tempo sede della corporazione dei fornai.

Al centro della piazza si erge la statua di Re Felipe III a cavallo, opera di Giambologna e Pietro Tacca.

 

 

Giorno 2: Museo del Prado, Parque de El Retiro, Palacio de Cristal, Plaza de Colon, Museo Thyssen

Il Museo del Prado rappresenta una delle gallerie d’arte più importanti al mondo.

Madrid in 3 giorni

Inaugurato nel 1819, ospita oggi dipinti e sculture tra cui La maya desnuda (Goya), L’Annunciazione (Beato Angelico), Le tre grazie (Rubens), Las meninas (Velazquez), Tintoretto, El Greco, Tiziano, ecc.

Dopo la visita al Museo, acquistate un bocadillo e fermatevi a gustarlo su una panchina al Parque de El Retiro, il polmone verde della città.

Al centro del Parco si erge il monumento dedicato al Re Alfonso XII.

Passeggiando lungo il Parco soffermatevi alla Rosaleda (il roseto), all’Estanque grande, al Palazzo di Velazquez e al Palazzo di Vetro, entrambi adibiti a sala per mostre.

Il Palazzo di Vetro fu realizzato per ospitare una mostra di piante esotiche nell’Esposizione delle Filippine del 1887.

Oggi il Palazzo di Vetro è uno degli esempi dell’architettura del ferro in Spagna.

Uscite dal Parco e dirigetevi verso Plaza de Colon, dominata dalla un obelisco alla cui sommità si erge la statua di Cristoforo Colombo.

Alla base dell’obelisco, una fontana simboleggia l’oceano dal quale Colombo emerge vincitore.

Nella piazza si trovano anche la Biblioteca Nazionale e le Torri di Colombo, costruite tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70.

Nel pomeriggio visitate il Museo Thyssen-Bornemisza, ospitante circa 800 opere che spaziano dal Rinascimento italiano alla pittura moderna.

I capolavori in mostra provengono da una raccolta privata della famiglia del magnate tedesco dell’acciaio Thyssen-Bornemisza, il cui erede sposò una donna spagnola negli anni ’50.

Al museo sono attualmente esposte opere di Canaletto, Caravaggio, Correggio, Tiziano, Van Gogh, ecc.

Concludete la vostra giornata passando da Puerta del Sol, una piazza al cui centro si erge l’Orso simbolo della città.

La Piazza è il chilometro zero della Spagna, il luogo dal quale partono tutte le strade che fanno il giro della penisola iberica.

 

 

Giorno 3: Stadio Santiago Bernabéu e shopping sulla Gran Via

Gli amanti del calcio non potranno abbandonare Madrid senza aver visitato lo Stadio Santiago Bernabéu, sede ufficiale del Real Madrid.

La visita guidata vi consentirà di camminare sul campo da gioco, vedere gli spogliatoi e i premi vinti dalla squadra spagnola esposti nella stanza dei trofei.

Usciti dallo stadio, celebrate il vostro ultimo pranzo spagnolo con una paella o un arroz e un bel bicchiere di sangria.

Nel pomeriggio approfittatene per un giro di shopping lungo la Gran Via.

Consiglio: fermatevi da El Corte Inglés e salite fino al 9° piano, al Gourmet Experience, dal quale potrete godere di una delle migliore viste panoramiche di Madrid.

Il nostro tour di Madrid in 3 giorni termina qui.

Madrid in 3 giorni

 

Madrid in 3 giorni

 

 

Vacanza a Mykonos: suggerimenti low cost

Elia Beach

Vacanza a Mykonos: suggerimenti low cost

Quest’estate, oltre alle Isole Baleari, saranno prese d’assalto le isole greche: Corfù, Santorini, Mykonos, veri e propri paradisi terrestri ma a buon mercato.

Se avete optato per una vacanza a Mykonos, ecco a voi i miei suggerimenti per una vacanza low cost a base di sole, mare, buon cibo e tanto divertimento.

 

 

Muoversi a Mykonos

Contrariamente a quanto si possa pensare, durante un soggiorno a Mykonos non è obbligatorio affittare scooter/macchina perché i mezzi pubblici funzionano e anche bene.

Noi ci siamo sempre spostati con gli autobus, molto frequenti e colleganti con il porto, l’aeroporto e le spiagge.

Tre sono le linee principali:

  • 1, per raggiungere le spiagge di Platis Yalos, Ornos, Agios Yannis, Paradise Beach e Paraga;
  • 2, per raggiungere Kalafatis, Elia, Kalo Livadi, Ano Mera, Panormos;
  • 3, per raggiungere Agios Stefanos, Tourlos e il Porto nuovo.

I biglietti, contrariamente a quanto avviene in Italia, possono essere acquistati direttamente a bordo del bus pagando esclusivamente in contanti; la tariffa varia a seconda della tratta e si va da un minimo di 1€ a max 2,50€.

 

 

Sistemazione

Se preferite soggiornare in albergo, allora vi consiglio caldamente di prendere la formula “con colazione”, così da poter fare un’abbondante colazione a buffet per poi mangiare qualcosina al volo in spiaggia e tirare fino ad ora di cena.

Se invece avete prenotato uno studio o un appartamentino, non vi resta che andare in un supermarket e comprare tutto l’occorrente per la vostra colazione;

tuttavia, se volete concedervi il lusso della colazione al bar, consiglio il Cosmo Cafè, un fantastico locale con tavoli all’aperto dove potrete iniziare la vostra giornata con cornetti fragranti, yogurt cereali e frutta fresca, sandwich, caffè e torte fatte in casa.

Al Popolo potrete fare colazione con caffè espresso eccellente, yogurt greco con miele, brioche al cioccolato, donuts e torte fatte in casa, tutto ottimo e servito da uno staff cordiale e disponibile.

 

Platis Gialos

Giornata al mare

Agios Stéfanos è la spiaggia più vicina a Mykonos città, distante una decina di minuti in autobus, con sabbia chiara e mare cristallino e turchese. Ombrellone + 2 sdraio 20€ al giorno (gratis dopo le 18).

In spiaggia trovate anche bar e ristoranti per la pausa pranzo a prezzi piuttosto accessibili.

Paradise Beach è la spiaggia più famosa dell’isola, con sabbia fine e mare cristallino, meta di tanti giovani soprattutto per le feste che vengono organizzate in spiaggia da dopo le ore 16.00.

Si tratta di una spiaggia super attrezzata dove troverete stabilimenti, bar e ristoranti; noi abbiamo preso due lettini e un ombrellone per un totale di 20€.

La spiaggia si trova a 6 km da Mykonos città ed è raggiungibile sia via terra (con autobus, scooter) sia via mare (con un battello che parte dal porto di Mykonos città).

Noi siamo andati con il bus KTEL Mykonos e il tragitto è durato meno di 40 minuti (costo 2€ solo andata).

A est di Paradise Beach si trova Super Paradise Beach, leggermente più piccola rispetto alla prima ma altrettanto bella e piena di gente. Anche qui è possibile affittare ombrelloni e lettini agli stessi prezzi di Paradise Beach.

Per il pranzo c’è un self service abbastanza caro (un sandwich con salmone 10€) e per questo vi consiglio di fare scorta di acqua e panini al supermercato e consumarli in spiaggia.

A pochi km da Super Paradise Beach si trova la spiaggia di Elia, la più lunga e da molti considerata anche la più bella di Mykonos per via della sabbia pulitissima e delle acque cristalline.

La spiaggia è raggiungibile in scooter o con il taxi boat ed, essendo molto grande, è ben organizzata e conta stabilimenti con lettini e ombrelloni da affittare (40€ per ombrellone e 2 lettini), bar e minimarket.

Il pezzo forte è il servizio in spiaggia gratis: basta suonare la campanella apposta sotto ogni ombrellone per godere del servizio di ristorazione in spiaggia.. come dire: serviti e riveriti!

A 5 km da Mykonos città c’è l’incantevole spiaggia di Agios Ioannis, più piccola e intima rispetto alle spiagge di Paradise e Super Paradise Beach, raggiungibile con l’autobus o con lo scooter dalla città.

Si tratta di una spiaggia con sabbia fine e acque basse, divisa in due: una parte è attrezzata con lettini, stabilimenti e ombrelloni mentre l’altra è libera, e quindi potrete portare il vostro ombrellone.

A pari distanza da Mykonos città c’è la spiaggia di Psarou, la più esclusiva dell’isola, frequentata da vip e star del jet set internazionale, e per questo molto costosa.

Una spiaggia magnifica dove il mare è sempre calmo grazie alla presenza delle montagne circostanti. Raggiungibile in scooter o bus, vi consiglio di portarvi ombrellone e viveri onde evitare di tornare a casa con il portafogli vuoto.

A meno di 5 km dalla città troviamo la spiaggia Platis Gialòs, una delle più popolari e attrezzate dell’isola, punto di partenza delle barche che funzionano da taxi per i turisti.

Qui trovate stabilimenti, bar, ristoranti e un mini market dove potrete acquistare cibo e bevande per il pranzo.

I prezzi per l’affitto di lettino e ombrellone sono al pari di Paradise Beach ma vi consiglio di arrivare presto altrimenti rischiate di trovare eccessivo affollamento.

A soli 15 minuti a piedi da Platis Gialos c’è la spiaggia di Paraga, la più famosa dell’isola e un tempo ritrovo degli hippie, molto mondana e festaiola, con stabilimenti, bar e ristoranti.

Ci sono tre beach club: io vi consiglio di lasciar perdere il Kalua (il più costoso, dove ombrellone e 2 lettini in quarta fila costano 30€, mentre in prima fila 100€) e puntare sul Paraga Beach Hostel (lettino e uso piscina 10€), molto carino e pieno di giovani.

 

Little Venice

Cene

Sull’isola di Mykonos purtroppo non c’è il mio amato The Fork, un “salvaportafoglio” in vacanza, che mi ha sempre permesso di mangiar bene spendendo poco, nonché prenotare comodamente online dal mio smartphone.
Il primo ristorante che voglio consigliarvi è Seven, un ristorantino sulla piazzetta di Anomera molto carino e con ottima cucina greca tradizionale con un buon rapporto qualità-prezzo.
Noi abbiamo mangiato un’ottima moussaka, polpo arrosto e un’insalata greca spendendo circa 45 euro in due, il tutto accompagnato dalla gentilezza e dalla simpatia dello staff.
Ad Agio Stefanos consiglio la Taverna Petran, un meraviglioso locale vista mare dove potrete mangiare del pesce freschissimo e, soprattutto, una frittura di pesce perfetta da far invidia alle friggitorie napoletane; il tutto, a prezzi più bassi rispetto a Mykonos città.
Oltre alla frittura, vi consiglio il formaggio (fritto o al forno), il souvlaki, le salsicce triakalo e i dolci fatti in casa.
Se siete amanti delle pita, allora il posto giusto dove andare è Souvlaki Story Mykonos, una piccola catena di fast food in stile greco dove potrete gustare ottimi e abbondanti piatti a base di carne e/o verdure.
Il piatto forte chiaramente è il gyros, enorme e servito con patatine fritte e insalata, disponibile nella versione con carne di maiale, di pollo o mix.
Straconsigliato per una cena economica ma squisita.
La Taverna Kandavlos è l’alternativa giusta al Souvlaki Story: il menu è simile, i piatti altrettanto abbondanti e i prezzi pressoché uguali: noi abbiamo speso circa 25€ mangiando spiedini di pollo e di maiale, patatine fritte, pita e vino. Ottimo!
Se volete comprendere appieno il significato dell’accoglienza greca, allora non potete perdere Stasi Diethnes, vicino la spiaggia di Paraga, una piccola taverna a conduzione familiare e piatti preparati con le verdure dell’orto attiguo.
Il menù è vario, adatto anche a vegetariani, e propone tutti i piatti della tradizione greca a prezzi più bassi rispetto agli altri ristoranti dell’isola.
Noi abbiamo speso circa 40 euro in due prendendo moussaka, tzatziki, souvlaki e dolmades, tutto buonissimo e assolutamente consigliato.

Post cena

Per un cocktail post cena consiglio di visitare Little Venice, un quartiere caratterizzato da antiche case che si affacciano sul mare con parte delle fondamenta in acqua, molto simile all’italiana Venezia.
Molti artisti di fama internazionale sono innamorati di questo quartiere e ne hanno fatto il soggetto di dipinti e fotografie, a tal punto che molti architetti hanno qui ideato bar e ristoranti molto eleganti.
Inoltre, nei vicoli ci sono molti negozi e botteghe, perfetti per acquistare qualche souvenir.
A Little Venice ci sono la maggior parte dei bar e discobar più famosi a livello internazionale e, proprio per questo, i prezzi non sono bassi: un cocktail costa minimo 14€.
Se si viene a Mykonos, è d’obbligo visitare la piccola Venezia!
Vacanza a Mykonos: suggerimenti low cost
Little Venice

Shopping

Se anche voi come me non riuscite a fare a meno di un po’ di sano shopping anche in vacanza, vi consiglio una puntatina in via Matogianni (la via Montenapoleone di Milano), dove trovate boutique di marchi prestigiosi, e via Polykantrioti, piena di botteghe di orafi.
Se invece volete comprare qualcosa di più tipico soprattutto in tema di dolci, dovete recarvi in Zouganeli Street, dove potrete gustare il famoso “Amygdalota” dalla pasticceria Efthymiou.

 

 

 

 

 

 

 

Week-end a Bologna

Week-end a BolognaWeek-end a Bologna

Nel pieno centro della penisola italiana, raggiungibile in macchina, treno e aereo, come si può negarsi un Week-end a Bologna ?

Un fine settimana all’insegna dell’arte, della storia e anche del buon cibo, non a caso si dice “Bologna la grassa” ah ah ah.

Se state pensando a un Week-end a Bologna, ecco a voi alcune idee per il vostro soggiorno.

 

Week-end a Bologna

Week-end a Bologna

 

Giorno 1: Piazza Maggiore, Via Rizzoli, Galleria Cavour, Torre degli Asinelli

Arriviamo alla stazione di Bologna Centrale con un treno da Roma all’incirca alle 10 di sabato.

Su consiglio di una famiglia bolognese conosciuta sul treno e di rientro dalle vacanze, facciamo un salto al Parco della Montagnola dove si tiene il Mercato della Piazzola, il mercato storico della città.

Più di 400 bancarelle allestite all’aria aperta offrono oggetti di ogni sorta: vestiti, scarpe, accessori, fiori, gioielli, casalinghi, ecc.

Molto simile al romano Mercato di Trastevere, il mercato è il posto giusto per lo shopping low cost ma noi, essendo appena arrivati e non volendo sovraccaricarci, diamo un rapido sguardo alle bancarelle e poi imbocchiamo Via dell’Indipendenza.

Come ogni italiano che si rispetti, la prima tappa della giornata è la colazione e dunque ci fermiamo al Bar Impero, storica pasticceria bolognese famosa tanto la produzione di dolci quanto per quella di salati.

Ci accomodiamo e consumiamo 2 cappuccini e 2 cornetti (uno ripieno di panna montata freschissima, l’altro integrale al miele) spendendo circa 4€, un prezzo più che onesto considerando il posto (in pieno centro), la qualità del servizio e la bontà dei prodotti.

Proseguiamo la nostra passeggiata lungo Via dell’Indipendenza e arriviamo al cuore di Bologna, la Piazza del Nettuno, con la famosa fontana del Nettuno del Giambologna.

Alle spalle della fontana, troviamo Piazza Maggiore, la piazza più grande di Bologna, con la Basilica di San Petronio, la sesta chiesa cristiana più grande in Europa e la 4° più grande d’Italia.

Impavidi della leggenda (ma solo perché già laureati), attraversiamo la piazza passando per il centro ed entriamo nella Basilica di San Petronio, un meraviglioso esempio di architettura gotica del 1390.

Da non perdere la Cappella Bolognini affrescata con le Storie dei Re Magi.

Facciamo un giro velocemente all’interno della Basilica poi usciamo per ammirare i palazzi duecenteschi che la circondano: Palazzo d’Accursio, il palazzo Comunale di Bologna, Palazzo Re Enzo e Palazzo del Podestà.

Week-end a Bologna

Dietro alla basilica di San Petronio, in Piazza Galvani, si trova l’Archiginnasio, la biblioteca comunicale di Bologna, costruita nel 1563 come sede dell’Università di Bologna e poi diventata, nel 1838 biblioteca, e considerata il più bel palazzo della città: un lungo portico con 30 arcate decorate da stemmi e due logge ai piani superiori.

Saliti gli scaloni si incontrano 10 aule (non visitabili) e la Biblioteca (accessibile solo per studio e non per visite turistiche).

Le due aule magne che un tempo ospitavano Artisti e Legisti (Stabat Mater) sono splendidamente decorate.

Da non perdere una visita al Teatro Anatomico, distrutto dai bombardamenti del 1954 ma interamente e perfettamente ricostruito con i materiali originale.

Per pranzo, mangiamo due piadine a Piadineria la Piadeina, vicino Piazza Maggiore, un locale piccolino e con pochi posti a sedere, frequentato da ragazzi universitari e liceali.

Le piadine sono preparate con impasto classico e senza glutine, in versione spessa e sottile: noi abbiamo mangiato la Ginevra (con crudo, rucola e squacquerone) e la San Petronio (con prosciutto, ricotta e pomodori secchi), entrambe fantastiche e con un buon rapporto qualità-prezzo: meno di 7€ a testa aggiungendo una bottiglia di acqua.

Dopo pranzo, prendiamo Via Rizzoli e arriviamo alla Torre degli Asinelli, costruita tra il 1109 e il 119 dall’omonima famiglia per difesa, avvistamento ma soprattutto, per prestigio.

Con 3€ a testa, saliamo i 498 gradini che ci portamo sulla cima della Torre degli Asinelli, alta 97,2 metri e in grado di offrirci uno splendido panorama della città.

Da qui si vede benissimo anche la torre della Garisenda (non visitabile), l’altra torre gentilizia di Bologna, originariamente alta 60 metri e poi “troncata” a 48 metri nella seconda metà del XIV secolo per paura che crollasse.

Nei dintorni si trovano due luoghi cult per gli amanti della musica italiana: il Roxy Bar cantato da Vasco (in via Rizzoli 9) e la stella di Lucio Dalla, in marmo bianco, in via degli Orefici.

Week-end a Bologna

Imbocchiamo Via Calzolerie e terminiamo il pomeriggio con un giro in Galleria Cavour, il paradiso per gli amanti dello shopping, una sorta di Via Condotti al coperto.

Poco prima di cena, andiamo in hotel per fare il check-in e lasciare i bagagli, poi usciamo per cena e andiamo in via del Pratello, consigliataci dal concierge, ricca di trattorie e ristoranti a buon prezzo.

Via del Pratello è una strada significativa di Bologna perché epicentro dei movimenti politici e delle iniziative culturali studentesche dagli anni ’60 all’inizio degli anni ’90.

Ceniamo da Osteria alle due porte, un piccolo ristorante con due menu, uno bolognese e l’altro pugliese, a base di pesce.

Tutti i piatti sono preparati con prodotti freschi e serviti in porzioni abbondanti, come il cameriere ha tenuto a specificare.

Noi abbiamo preso un antipasto di formaggi, salumi e crescentine, e due primi (tortellini e fettuccine al ragù) spendendo meno di 15€ a testa, con acqua e vino inclusi. Ottimo!

 

Week-end a Bologna

Giorno 2: Santo Stefano, San Luca

Iniziamo la giornata con una golosa colazione al Caffè Zanarini, storico caffè aperto dal 1930 e situato nel palazzo dell’Archiginnasio.

Tutti i giorni i pasticceri della famiglia Antoniazzi (proprietaria del caffè dagli anni ’60) sfornano dolci freschi e di prima qualità, che vi tenteranno al solo guardarli.

Croissant fragranti semplici e farciti, sfogliamela, krapfen, fagottini, girelle e torte.

Noi ci siamo concessi un cornetto alla crema e una girella alla mela, due cappuccini schiumati, per un totale di circa 5€ a testa.

Un po’ salato ma comunque rapportato alla location e alla bontà dei prodotti.

Cominciamo la giornata visitando Le Sette Chiese, ovvero il complesso di Santo Stefano, un insieme di 7 edifici sacri dei quali oggi solo 4 sono sopravvissuti.

L’entrata è gratuita e visitiamo dunque la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Chiesa di San Vitale e Sant’Agricola, il Cortile di Pilato, la Chiesa del Martyrium, il Chiostro Medievale e il Museo di Santo Stefano.

Dalla Basilica, imbocchiamo Via D’Azeglio e poi Via Saragozza per intraprendere un percorso di ben 2 km che parte da Porta Saragozza e termina al Santuario della Madonna di San Luca, raggiungibile solo a piedi passeggiando lungo un portico in salita.

Il portico coperto conta 666 arcate: il numero 666 (simbolo del diavolo) è casuale, anzi!

I portici hanno la forma di un serpente (il diavolo) schiacciato dal piede della Madonna, rappresentato dalla chiesa sacra.

La salita verso il Santuario rappresenta dunque rappresenta un percorso di liberazione e purificazione dal peccato.

Arrivati in cima al Santuario la vista è splendida, contornata da un giardino con panchine ideali per riposarsi dopo la fatica del percorso.

Dopo una breve sosta, torniamo in centro per pranzare, prima di concludere il nostro Week-end a Bologna .

Week-end a Bologna

Pranziamo da Buca San Petronio, un piccolo ristorante vicino Piazza Maggiore con tavoli all’aperto, cucina tradizionale e atmosfera piacevole e rilassante.

Abbiamo mangiato tortellini al ragù bolognese e lasagne, entrambi molto buoni e serviti in porzioni super abbondanti.

Il conto con acqua e 2 caffè è stato di circa 15€ a testa, non economico ma siamo pur sempre in pieno centro e abbiamo mangiato divinamente.

 

 

 

 

Firenze in 2 giorni

Firenze in 2 giorniFirenze in 2 giorni

Visitare Firenze in 2 giorni sembra impossibile ma non lo è! Basta comprare tutti i biglietti in anticipo, munirsi di scarpe comode e sperare nel bel tempo!

Il nostro itinerario? Ecco qui il nostro tour di Firenze in 2 giorni !

 

Firenze in 2 giorni

Firenze in 2 giorni

 

Giorno 1: Duomo, Uffizi, Palazzo Pitti, Giardini di Boboli

Arriviamo a Firenze Santa Maria Novella alle 8.45 con un treno Frecciarossa partito da Roma Termini.

Usciamo dalla stazione e ci fermiamo a far colazione al Bar Pasticceria Deanna, a due passi dalla stazione.

Si tratta di una pasticceria storica con vasta scelta di brioches e sfoglie con varie farciture (more, lamponi, pistacchio). Buona anche la caffetteria. Prezzi nella media.

A pancia piena, imbocchiamo Via Panzani e arriviamo al Duomo, o Cattedrale di Santa Maria del Fiore, con la cupola del Brunelleschi, il Battistero con la Porta del Paradiso del Ghiberti e il Campanile di Giotto.

L’intero complesso del Duomo è visitabile a pagamento ma noi, avendo poco tempo, vediamo solo l’interno del Duomo.

Passando da Via dei Calzaiuoli, arriviamo a Piazza del Mercato Nuovo per farci una foto con la Fontana del Porcellino, sinonimo di buona sorte.

La leggenda vuole che si lasci scivolare una monetina nella bocca del porcellino: se la moneta cade nella grata, allora saremo fortunati.

Raggiungiamo la magnifica Piazza della Signoria, il fulcro della vita politica cittadina, con il Palazzo Vecchio, sede attuale del comune e museo civico, e la Loggia dei Lanzi.

In Piazza si trova la bellissima Fontana del Nettuno e il monumento equestre di Cosimo I del Giambologna.

A pochi passi da Palazzo Vecchio troviamo la Galleria degli Uffizi, uno dei musei italiani più visitati e conosciuti al mondo.

Noi abbiamo acquistato il biglietto online (24€) ed entriamo per visitarlo.

Il museo ospita una collezione di opere del Rinascimento di artisti come Botticelli, Michelangelo, Leonardo da Vinci e Raffaello, ed è qualcosa di veramente eccezionale.

La visita dura poco più di 2 ore ma, se avessimo avuto più tempo, saremmo rimasti almeno un’altra ora!

Affamati, ci fermiamo All’antico vinaio, in Via dei Neri, un piccolo posto famoso per le schiacciate.

La fila fuoriesce dal locale e ci tocca aspettare più di 20 minuti per essere serviti, ma alla fine mangiamo una schiacciata con lampredotto a testa pagando 5€, un affare!

Dopo un buon caffè, riprendiamo il nostro tour dirigendoci verso Ponte Vecchio, a metà strada tra gli Uffizi e Palazzo Vecchio e uniti dal Corridoio Vasariano, che passa proprio sopra le teste dei turisti affacciati sul ponte.

Attraversando il Ponte Vecchio, mentre ammiriamo le botteghe degli orefici, raggiungiamo Palazzo Pitti, sede di diversi musei tra cui la Galleria Palatina, la Galleria dell’Arte Moderna e il Giardino di Boboli.

Avendo acquistato i biglietti in anticipo, visitiamo sia Palazzo Pitti sia i Giardini di Boboli, concludendo così il nostro pomeriggio immersi nell’arte, nella natura e nella bellezza dei Giardini.

Poco prima di cena, andiamo in hotel per lasciare i borsoni e poi riusciamo per cenare nei dintorni di Piazza Santo Spirito.

Qui visitiamo la Chiesa di Santo Spirito, costruita dal Brunelleschi e affacciata sull’omonima piazza.

Ceniamo da Trattoria Pandemonio, in Via del Leone, un piccolo locale a conduzione familiare dove si mangiano i piatti tipici della cucina fiorentina.

Abbiamo preso una bistecca alla fiorentina accompagnata da patate saltate spendendo circa 30€ a testa. Tutto molto buono e con un servizio eccellente.

Firenze in 2 giorni

Firenze in 2 giorni

 

Giorno 2: Santa Maria Novella, Chiesa di San Lorenzo, Chiesa Santa Croce, Galleria dell’Accademia

Dopo un’abbondante colazione in hotel, iniziamo il nostro tour dalla Chiesa di Santa Maria Novella, una delle più belle della città, con la sua facciata in marmo bianco e verde (disegnata da Leon Battista Alberti) e la Cappella Tornabuoni (affrescata dal Ghirlandaio).

La tappa successiva è l’Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella, nel complesso conventuale di Santa Maria Novella, la farmacia storica più antica di tutta Europa.

Oltre 1700 mq suddivisi in sale, aree adibite a museo e a biblioteca, l’antica spezieria, la sagrestia (sala dove si conservavano le acque), l’angolo dei fiori e la tisaneria, dove i clienti possono degustare thè e tisane.

Imbocchiamo Via del Giglio e arriviamo a Piazza San Lorenzo, dove visitiamo la Chiesa di San Lorenzo e le Cappelle Medicee, quest’ultime ospitanti i membri della famiglia Medici.

Andando verso il Duomo, arriviamo a Piazza Santa Croce per visitare la Chiesa di Santa Croce, dove sono sepolti Michelangelo e Galileo.

Pranziamo al volo con una schiacciata e poi visitiamo la Galleria dell’Accademia, famosa per essere la sede della statua in marmo originale del David di Michelangelo!

Nel tardo pomeriggio, riprendiamo il treno e torniamo a Roma, stanchi ma felici del nostro week-end fiorentino.

 

 

Firenze in 2 giorni

 

 

Come festeggiare San Valentino 2020

Come festeggiare San Valentino 2020

Come festeggiare San Valentino 2020

Quest’anno San Valentino cade di venerdì e quindi è perfetta per festeggiare con un romantico week-end fuori porta tra coccole e abbracci.

Come festeggiare San Valentino 2020 ?

Se siete amanti delle città d’arte, potrete festeggiare il Carnevale a Venezia, il più bello d’Italia, e assistere persino al cerimoniale del “volo dell’angelo” che si terrà il 16 febbraio.

Con l’occasione, potrete anche celebrare la festa degli innamorati con una cena sul lungo canale o con vista su Piazza San Marco.

Se volete rimanere al centro Italia, allora fate tappa nella storica Firenze  il capoluogo toscano sulle rive del fiume Arno, dove potrete anche visitare 3 tesori italiani: la cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Ponte Vecchio e la Galleria degli Uffizi.

Non cito la magnifica Roma perché, oltre ad essere la mia città d’adozione, sarebbe proprio come “sparare sulla Croce Rossa”: Roma è bella in qualsiasi periodo dell’anno e non esiste un momento perfetto per visitarla!

Altre città interessanti da visitare in un week-end sono Napoli, un mix tra arte, storia e buona cucina.

Una cena di San Valentino con una bella pizza Da Michele potrebbe essere un’idea accattivante!

Anche Salerno con la magnifica costiera amalfitana, uno scorcio di bellezza e romanticismo tutto italiano, potrebbero essere ideali per San Valentino.

Se invece alle città d’arte preferite il relax assoluto, allora non vi resta che prenotare un week-end alle terme o alla spa,

Qui potreste scegliere una camera con vasca idromassaggio e prenotare trattamenti di coppia (come massaggi), così da trascorrere la maggior parte del tempo con il vostro partner.

Se preferite la campagna, allora optate per un bel week-end in un agriturismo,

l’occasione giusta per mangiare cibi a km zero e depurarvi dallo stress cittadino per immergervi nella quiete.

Vi consiglio di prenotare un agriturismo che offra molte attività come escursioni, gite a cavallo, trekking, degustazioni ecc, così da non rischiare di annoiarvi.

Allettante potrebbe essere anche un tour tra i borghi italiani come San Miniato in Toscana, la Tuscia viterbese, Arrone (in Umbria), Gradara (in Emilia Romagna) e la pittoresca Portovenere, la perla delle Cinque Terre.

Tralasciando i più fortunati che potranno per mettersi di festeggiare per tutto il fine settimana, dedichiamoci ora invece a chi onorerà il san valentino solo nella giornata di venerdì.

Non credo serva consigliarvi di prenotare in un ristorante romantico e, magari, anche con vista panoramica.

Se volete fare qualcosa di più speciale, potreste prenotare in un ristorante etnico che nè voi nè il vostro partner avete mai provato ma che vorreste provare, oppure nel ristorante dove siete stati la prima volta che siete usciti insieme (che sarà anche un modo per mettere a dura prova la memoria del vs. partner).

Se avete a disposizione un budget limitato, allora non vi resta che organizzare una cena in casa ma, niente paura: potrebbe non essere così scontata!
Mettendo da parte il solito menu di pesce con piatti elaborati (come, ad esempio, i gamberi alla catalana o le tagliatelle panna e salmone).

Potreste anche prendere tutto già pronto stendendo una lista dei cibi da asporto preferiti dal vostro partner: ad esempio, il pollo allo spiedo con le patate, gli arancini, il gelato artigianale ecc.

Sarà sicuramente una cena molto apprezzata e che non richiederà un grosso sforzo da parte vostra.

Chiaramente, visto che non perderete tempo ai fornelli, potreste decorare la tavola con petali di rose e candele gallegianti, così da impreziosire la mise en place.

In una cena romantica, immancabili saranno i cioccolatini (meglio se artigianali) e le bollicine per brindare al vostro amore!

 

 

Marrakech in 4 giorni

Marrakech in 4 giorni

Marrakech in 4 giorni

Marrakech, la capitale del Marocco, è una città che vi sorprenderà: piena di colori, luci e profumi, con un profondo contrasto tra la parte storica, la Medina, e la parte nuova, la Ville Nouvelle, molto simile a Abu Dhabi.

Una città fantastica che vi conquisterà senza alcun dubbio.

Ecco a voi dunque il nostro tour di Marrakech in 4 giorni , una piccola guida con i nostri consigli di viaggio e le nostre opinioni.

Due cose mi preme consigliarvi:

1) cambiate gli euro in dirham negli uffici di cambio a Marrakech (non in aeroporto, causa tasse elevate);

2) prenotate in anticipo dei free tour (visite guidate dove potete pagare quanto volete, da 1€ a 50€): noi abbiamo fatto così e ci siamo trovati benissimo.

 

Giorno 1: Arrivo, Jardin Secret, tour dei souk

Arriviamo a Marrakech alle ore 14.00 (ora locale) e il servizio transfer ci conduce al Riad (noi abbiamo usufruito del servizio offerto dal Riad al costo di 15€).

Il Riad dista meno di 7 km dall’aeroporto quindi arriviamo in meno di 20 minuti.

Abbiamo scelto un Riad nella Medina, molto pulito e ben arredato, con personale che parlava anche italiano, molto disponibile e cordiale.

Facciamo il check-in, lasciamo le valigie e usciamo per una merenda al Cafè Glacier, in piazza Jemaa El Fna.

Il locale è un po’ spartano ma strafrequentato per via della meravigliosa terrazza, alla quale si accede solo previa consumazione.

Che dire? Sosrseggiare tè alla menta mangiucchiando biscotti alle mandorle seduti sulla terrazza del Cafè Glacier ammirando lo spettacolo in Piazza Jeema el Fna, è stato un bell’incontro con la città.

Spettacolare e scenografica, Jemaa el Fna è una sorpresa continua: giocolieri e acrobati che intrattengono i passanti, venditori di succo d’arancia, incantatori di serpenti con al seguito scimmie ammaestrate, venditori di erbe miracolose… insomma un vero palcoscenico a cielo aperto!

Siccome alle 17 i monumenti chiudono, non ci resta che sbrigarci per visitare Le Jardin Secret, a 600 mt dalla piazza Jemaa el Fna, che chiude alle 17.30.

Il biglietto di ingresso al giardino costa 95 dirham (60 l’ingresso + 35 la torre), circa 5 euro.

Ideato da un imprenditore italiano e progettato da un paesaggista inglese, Le Jardin Secret è un’oasi di colori, piante profumate, pace e relax nel cuore nevralgico della Medina.

L’origine del complesso risale alla dinastia saadiana, più di 400 anni fa, ed è stato poi ricostruito nel ‘900 per diventare la casa di esponenti politici marocchini.

Torniamo in piazza per fare un free tour del souk alle ore 17.30 con Zahim Mohamed, che ci porta nel cuore della Medina.

Spezie colorate, fiori profumati, articoli di artigianato locale, gioielli, tappeti, ceste di frutta secca si alternano tra loro regalando istantanee uniche.

Odori che si mischiano tra loro, colori sgargianti che abbagliano…visitare il souk di Marrakech vale da solo il costo di un viaggio nella città rossa.

Marrakech vanta il mercato più grande del Marocco: ci sono ben 18 souk per la città!

Da vedere: Souk Semmarine, dove troverete principalmente babucce, kaftani, ceramiche, dolci e servizi per il tè; Souk Ableuh, il mercato delle olive; Souk Cherratine, in cui si lavora la pelle e potrete pertanto trovare prodotti come borse e cinture; Souk Sebbaghine, in italiano conosciuto come Souk dei Tintori, dove viene dipinta la lana che servirà per tessere i famosi tappeti marocchini.

Fate un salto anche a Rahba Kedima, la Piazza delle Spezie, piena di odori che inebrieranno i vostri sensi.

Per cena ci fermiamo al Café Guerrab, nei pressi della piazza Jeema el Fna, dove ceniamo accomodati su una terrazza con vista sui tetti di Marrakech.

Ceniamo con due tajin molto buone precedute, come d’uso, da una ciotola di olive e pane arabo.

Disponibili anche menu senza glutine e piatti vegetariani.

Spesa totale: meno di 15€ a testa per una cena ottima. Super consigliato!

 

 

Giorno 2: Free tour della città e Giardini Majorelle

Dopo una bella colazione sulla terrazza del Riad con tè alla menta, frutta fresca e biscotti alle mandorle, alle ore 9.30 andiamo in Piazza Jeema el Fna per il free tour della città.

Dopo aver incontrato la guida, cominciamo il tour con il minareto della Koutobia, il simbolo della città, visibile da ogni punto ma non visitabile (solo per i musulmani).

Il minareto, bellissimo e imponente nei suoi 70 metri di altezza – che insieme alla moschea costituisce il simbolo spirituale della città, è uno dei più grandi esempi dell’architettura islamica.

Il nome è dovuto al fatto che in passato lì ci fosse un mercato in cui si vendevano libri. Il termine “kutub” significa infatti “librai“.

Durante il tour visitiamo il quartiere Mouassine, famoso per via del mercato Gran Zoco de Marrakech, La Madraza de Ben Youssef (uno dei centri religiosi della città) e i suoi dintorni: la moschea, la biblioteca, la cupola e il Museo di Marrakech.

Le tappe successive sono il Palazzo Dar Si Said e il Palazzo Bahia (l’ex residenza dei sultani), costruiti nel XIX secolo come residenza dei grandi mandatari dell’epoca.

Successivamente visitiamo il Quartiere Ebraico, il Zoco delle Spezie e la Piazza Badia, fino ad arrivare alla Kasbah e alle Tombe Saadiane del XVI secolo, con le reliquie di numerosi sultani, guerrieri e servi della dinastia Saadi.

Ci fermiamo a Bab Agnaou per scattare una foto a una delle 19 porte di Marrakech, costruita nel XII secolo, una delle più belle e meglio conservate della muraglia di Marrakech.

Passiamo all’esterno del Palazzo Reale e davanti la tomba del fondatore di Marrakech, Youssef Ibn Tachafine.

Il Free Tour, terminato poco prima delle 13, ci ha fatto vedere la città e apprezzare molti angoli remoti che altrimenti non avremmo visto, nonché ci ha permesso di orientarci tra i vicoli.

La guida inoltre è stata molto disponibile e per questo vi consiglio caldamente di visitare Marrakech con questa formula.

Per pranzo, essendo in Piazza Jeema el Fna, ci fermiamo al Café Kessabine, dove ci accomodiamo sulla terrazza panoramica e mangiamo cous cous e tè alla menta spendendo meno di 20€ in due. Fantastico!

Nel pomeriggio andiamo a piedi fino ai Giardini di Majorelle (distano 2,6 km dalla piazza), un complesso di giardini botanici acquistati da Yves Saint Laurent nel 1980.

I biglietti per i Giardini di Majorelle costano 10€.

I giardini sono divisi in zone in cui ammirare diverse specie di varie classi botaniche, agrumeto, palmeto, bamboo, piante grasse.

Completano il giardino varie fontane, vasche con piante acquatiche.

Affascinante il piccolo ma ricco museo Berbero.

Un luogo dove fare viaggiare i propri sogni. Unicità nello stile.

Alle spalle dei giardini, c’è il museo di YSL (che chiude alle 18) e costa sempre 10€.

Il Museo è un luogo davvero unico che raccoglie i migliori abiti “Haute couture” realizzati durante la vita di Yves Saint Laurent più un interessante cortometraggio sulla vita professionale dello stilista.

Essendo quasi ora di cena, ne approfittiamo per fare una giro nella Ville Nouvelle (o quartiere Gueliz), e lungo le strade Mohammed V e Mohammed VI.

Nell’avenue Mohammed V vi sono le boutique più lussuose della città nonché grandi magazzini, centri commerciali e catene di fast food internazionali come Mc Donald’s e Burger King.

Per cena ci fermiamo a L’Adresse Cafe Restaurant, in Avenue Mohamed, un ristorante molto colorato, con personale molto simpatico e professionale, cibo buono e cibo buono e prezzi bassi (in confronto a quelli italiani).

Il menu propone piatti marocchini e internazionali ma noi abbiamo scelto due tajine con carne di vitello, buone e ben presentate, precedute dalla solita ciotola di olive e pane arabo, il tutto spendendo meno di 10€ a testa, fantastico!

 

 

Giorno 3: Gita di un giorno nel deserto di Agafay e sulle montagne dell’Atlante da Marrakech e giro in cammello

Il terzo giorno facciamo un’escursione guidata verso le montagne dell’Atlante e il deserto di Agafay.

Con la gip, ci dirigiamo verso il grande villaggio di Imlil, ai piedi delle alte montagne dell’Atlante e poi attraverso l’altopiano di Kik ad Amizmiz, che funge da punto di unione tra i tanti piccoli villaggi berberi di questa zona.

Dopo una pausa per il tè, risaliamo sulla gip e raggiungiamo la sorgente dell’Imi n Tala, nella valle di Amizmiz.

Facciamo una passeggiata nel villaggio di Tnirt dove, pranziamo in una tradizionale casa berbera.

Nel pomeriggio, continuiamo la nostra gita scendendo verso la pianura di Haouz, su una strada che attraversa il villaggio di Ouled Mtaa, abitato da tribù nomadi arabe originarie del Sahara.

Concludiamo il tour attraversando il roccioso deserto di Agafay, che non è un deserto di sabbia ma più arenaria e altopiano di terra, villaggi tradizionali costruiti con fango, aiuole polverose sono intervallati da spettacolari sontuosi pascoli e vegetazione in primavera.

Qui facciamo un giro in cammello di quasi 1 ora, indossando i vestiti berberi e concludendo il tutto ammirando il tramonto sorseggiando un tè alla menta e dei dolcetti marocchini.

Una giornata bellissima ed emozionante, soprattutto il pranzo con la famiglia berbera a base di cous cous, tè (immancabile) e pane arabo, e il tramonto nel deserto, qualcosa di veramente unico.

Rientriamo a Marrakech verso le 18 e, dopo una doccia nel Riad, andiamo a cena da Chez Chegrouni, proprio dietro la piazza Jeema el Fna, un pochino defilato ma con un terrazza spettacolare.

Abbiamo mangiato tajine e cous cous, molto buoni e serviti in porzioni abbondanti.

Il prezzo di una cena per due è stato di meno di 20€ in totale, perfetto!

 

 

Giorno 4: Cascate di Ouzoud (150 km da Marrakech, circa 2 ore e mezzo di viaggio)

L’ultimo giorno del nostro viaggio lo passiamo facendo un’escursione giornaliera alle Cascate di Ouzoud, a 150 km da Marrakech.

Il viaggio dura quasi 2 ore e mezzo (non ci sono autostrade) e ci annoia leggermente ma, una volta arrivati, ci ritroviamo davanti le cascate più alte del Nord Africa, 110 metri!

Le cascate sono maestose, splendide, e con la guida camminiamo lungo i sentieri sul fondo delle cascate e attraverso i boschetti di alberi di ulivo.

Pranziamo in uno dei caffè che si affacciano sulle cascate e poi, nel pomeriggio, saliamo i gradini per arrivare sulla cima delle cascate e osservarle da vari angoli, tra gli arcobaleni nella nebbia e le scimmie.

Rientriamo a Marrakech per l’ora di cena e, esausti, ceniamo a Le Marrakchi, un locale in perfetto stile marocchino, frequentato prettamente da francesi, dove servono anche vino e alcolici!

Il cibo è ottimo e i piatti serviti in porzioni abbondanti. Il tocco in più: lo spettacolo di danza del ventre, veramente carino!

 

I mercatini di Natale più belli d’Italia

I mercatini di Natale più belli d'ItaliaI mercatini di Natale più belli d’Italia

Nel periodo natalizio non c’è nulla di più bello che passeggiare per le vie cittadine piene di luminarie e magari con la musica in sottofondo. Si crea un’atmosfera calorosa e quasi magica.

Cosa può fare la differenza? Sicuramente visitare I mercatini di Natale più belli d’Italia , posti da sogno nel Belpaese.

Qui potrete acquistare prodotti di artigianato locale, mangiare specialità locali e, anche rilassarvi alle terme o divertirvi sulle piste di pattinaggio.
Dove? Ecco I mercatinid i Natale più belli d’Italia .

 

Bolzano

Nella stupenda piazza Walther, centro storico cittadino, il profumo del vin brulè e dei dolci natalizi, nonché la musica natalizia in sottofondo, creano un’atmosfera unica e quasi fiabesca.

Nelle vicinanze c’è il Christkindlmarkt, il mercatino di Natale, con circa 80 espositori in legno dove troverete addobbi natalizi, oggetti di artigianato e piccoli regalini.

Il Mercatino di Natale rappresenta non solo l’occasione giusta per scoprire il capoluogo altoatesino ma anche per conoscere il suo centro medievale che si snoda in un reticolo di stradine, portici, cornici rinascimentali, insegne in ferro battuto e facciate affrescate.

Imperdibile via Portici, in cui si fronteggiano i portici italiani – sul lato sinistro – e quelli tedeschi, sul lato destro.

Pregevole il Museo Archeologico dell’Alto Adige ospitante Otzi, il pastore di cinquemila anni rinvenuto fra i ghiacciai posti tra la Val Senales e l’Austria.

Sotto il profilo gastronomico, approfittatene per mangiare speck, canederli e strudel di mele, da accompagnare con vini come il Gewürztraminer e il Müller Thurgau.

 

Merano

Il mercatino di Natale di Merano si trova sulla Kurpromenade e si estende fino a Piazza della Renna con il suo bosco d’inverno.

Dal tramonto fino a sera, il mercatino attende i suoi visitatori con un mare di luci sui ponti e sulle piazze circostanti.

Ci sono più di 80 bancarelle che offrono specialità gastroniche e prodotto di artigianato.

Vin brulè, salsicce con crauti, gulasch, strudel di mele, candele, decorazioni natalizie, maglioni, sciarpe e pantofole.

Nelle vicinanze, potrete fare una sosta rilassante alle Terme di Merano oppure un giro sulla pista di pattinaggio in Piazza Terme.

 

Trento

Il mercatino di Natale di Trento comincia in Piazza Duomo, con il grande Albero di Natale, e prosegue in Piazza Santa Maria Maggiore con la Casa di Babbo Natale.

Le 93 casette di legno dislocate in piazza Fiera e piazza Cesare Battisti, trasportano la mente in un viaggio suggestivo tra luci, colori, profumi e sapori.

Negli stand si trova di tutto: addobbi natalizi, articoli da regalo e specialità gastronomiche come canederli, speck, polenta, Brezel, strudel, cioccolate calde, vin brulè e tisane.

Per i pigroni è disponibile il Trenino di Natale che accompagna i visitatori lungo le vie del centro storico, raggiungendo gli angoli più nascosti e suggestivi della città.

Nel cortile interno di Palazzo Thun in Via Belenzani, trovano spazio le creazioni dei bambini delle scuole aderenti al concorso “Tutti in slitta verso il Natale” dedicato al tema della mobilità.

Piazza Lodron ospita il presepe in legno realizzato dagli studenti del Centro di formazione professionale Enaip di Villazzano e dell’Istituto d’Arte A. Vittoria.

In Piazza Dante la grande ruota panoramica offre ai visitatori la possibilità di ammirare la città dall’alto; insomma, a Trento non ci si può annoiare!

 

Bressanone

Tra i mercatini natalizi trentini, forse quello di Bressanone è il più suggestivo, forse per le luminarie che avvolgono la città medievale in un clima caloroso e festivo.

Ai piedi del Duomo sono dislocate numerose casette di legno che propongono prodotti di artigianato locale e delizie gastronomiche della tradizione tirolese e sudtirolese: presepi realizzati a mano, sculture in legno, candele, ecc.

Durante tutto il periodo natalizio sono previsti concerti, mostre di vario genere e visite guidate nel Duomo e nel Chiostro della città.

Per i poco avvezzi alla passeggiata, la carrozza di Natale vi farà godere, ogni sabato e domenica, le bellezze del centro storico di Bressanone.

Per gli amanti del pattinaggio una grande pista è allestita nella Piazza Vescovile, dove potrete anche visitare il Museo dei Presepi di Bressanone.

 

Napoli

Se siete nel centro Italia e non volete fare un lungo viaggio fino in Trentino o in Valle d’Aosta, allora recatevi a Napoli e visitate Via San Gregorio Armeno, imperdibile per assaporare appieno lo spirito del Natale napoletano.

Questa è la via degli artigiani del presepe, dove si trovano botteghe che realizzano elaborazioni scenografiche dei personaggi del presepe a grandezza naturale e in miniatura.

Via San Gregorio Armeno è aperta tutto l’anno: anche durante i mesi non propriamente “natalizi”, infatti, i bottegai lavorano alle preparazione delle statuine.

I mercatini di Natale veri e propri si tengono al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa con casette di legno, decorate e illuminate a festa, ricolme di addobbi ed oggetti di ogni genere.

 

 

 

 

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