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TORTA MANTOVANA

TORTA MANTOVANA (SECONDO ARTUSI) – Ricetta di Piero Benigni – Soffice, delicata e di bontà unica, è perfetta dopo i pasti, a colazione, col tè nel pomeriggio e come spuntino a tutte le ore, in casa, a scuola e al lavoro. Non ha latte tra gli ingredienti e si fa in un’ora.

  • DifficoltàFacile
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di cottura40 Minuti
  • Porzioni8
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàTutte le stagioni
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Ingredienti per 8 persone

170 g zucchero
170 g farina
120 g olio di semi (o 150 g burro)
40 g mandorle (o pinoli)
1 uovo (intero)
4 tuorli
2 cucchiai liquore (all’arancia)

Vi servono

Forno
Ciotola
Frusta elettrica
Teglia antiaderente cm 24-26
Leccapentole o cucchiaio
Bilancia
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Per prima cosa imburrate e infarinate una teglia antiaderente di 24-26 cm. Tritate le mandorle a coltello sul tagliere o usate granella pronta. Se usate pinoli potete metterli interi. Montate per 2 minuti in una ciotola quattro tuorli e un uovo intero insieme allo zucchero. Aggiungete l’olio di mais o girasole (oppure il burro morbido) e un cucchiaio o due di liquore all’arancia tipo Cointreau o Gran Marnier. Potete usare anche il Vinsanto oppure sostituire il liquore con la scorza grattata di mezza arancia biologica. Aggiungete la farina setacciata e impastate ancora molto velocemente, perché la forte presenza di tuorli fa sì che l’impasto diventi rapidamente assai denso. Versate subito l’impasto nella teglia e livellatelo: prendete la teglia, alzatela di una decina di centimetri e fatela ricadere per piatto sul piano di lavoro. Mettete anche le mandorle o i pinoli e ripetete più volte. Affonderanno un po’ e si attaccheranno all’impasto, così non si staccheranno quando rovescerete il dolce cotto per toglierlo dalla teglia. Mettete in forno statico già caldo a 170-180 °C, a metà altezza e con calore sopra e sotto. Cuocete per 30-35 minuti o comunque fino a quando la superficie non sarà di colore beige e le mandorle leggermente tostate. Fate in ogni caso la prova-stecchino. Sfornatela e lasciatela raffreddare 2 minuti prima di levarla dalla teglia, poi mettetela su una griglietta a freddarsi del tutto. Spolveratela con poco zucchero a velo prima di servirla. Si conserva 2 giorni sotto una campana da dolci o coperta con un tovagliolo, 3 giorni in frigo. Non è congelabile.

NOTA STORICA: La ricetta originale è di Pellegrino Artusi, che la passò all’amico Antonio Mattei, il famoso pasticciere di Prato che aveva creato i Cantuccini e che anche con questo dolce riscosse un successo enorme. È uno dei dolci più popolari ed amati in Toscana, ben 120 anni dopo la pubblicazione della ricetta da parte dell’Artusi nel suo libro di cucina. È possibile che l’Artusi conoscesse e portasse con sé la ricetta quando decise di abbandonare la Romagna e venne via da Forlimpopoli, ma nulla si sa sull’origine del nome, non ci sono fonti di sorta. A Prato circolano varie ipotesi sul nome, ma tutte sono basate sui “si dice”, “si racconta”, “sembra che” ma niente di concreto né fonti di sorta.

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