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Verza stufata della nonna, verze sofegae

verza stufata ricetta della nonna

La verza stufata è una ricetta della nonna Benedetta, uno di quei piatti che raccontano la cucina di una volta, fatta di gesti lenti e sapori veri. Se ti chiedi come cucinare la verza in modo gustoso, questa preparazione è un grande classico originale della tradizione veneta. Le verze sofegae alla veneziana, chiamate anche verze sofegae in tecia, vengono cotte piano piano finché diventano morbide e avvolgenti, poi completate con una sfumatura di aceto di mele o balsamico, che bilancia la dolcezza naturale della verza. Un contorno semplice ma ricco di carattere, le verze sofegae con aceto sono la dimostrazione che, con pochi ingredienti, si può portare in tavola un piatto che sa davvero di casa.

STAGIONALITÀ della #verza – da settembre ad aprile.
Le verze migliori sono quelle che hanno subito una gelata. Esistono anche varietà estive che sono dolci anche prima del freddo.

La verza, chiamata anche cavolo di Milano, cavolo lombardo, cavolo sabaudo, cavolo verzotto, verza comune, verzotto, è un ingrediente versatile e profondamente legato alla cucina del Nord Italia, protagonista di tante ricette tradizionali tramandate di generazione in generazione.

RICETTE con la verza

verze sofegae verza stufata gustosa
  • DifficoltàFacile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione5 Minuti
  • Tempo di cottura25 Minuti
  • Porzioni2Persone
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaRegionale Italiana
  • StagionalitàAutunno, Inverno
  • RegioneVeneto
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Verza stufata

Mezzo cavolo verza (circa g 350)
1 spicchio aglio (facoltativo)
50 g cipolla bianca (tritata finemente – facoltativa)
1 cucchiaio olio extravergine d’oliva (o di semi)
q.b. acqua (circa 40 g)
q.b. sale grosso

Ingredienti facoltativi

1 pizzico peperoncino
136,80 Kcal
calorie per porzione
Info Chiudi
  • Energia 136,80 (Kcal)
  • Carboidrati 12,89 (g) di cui Zuccheri 4,93 (g)
  • Proteine 3,72 (g)
  • Grassi 9,53 (g) di cui saturi 1,37 (g)di cui insaturi 0,10 (g)
  • Fibre 5,72 (g)
  • Sodio 1.018,47 (mg)

Valori indicativi per una porzione di 140 g elaborati in modo automatizzato a partire dalle informazioni nutrizionali disponibili sui database CREA* e FoodData Central**. Non è un consiglio alimentare e/o nutrizionale.

* CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione: https://www.crea.gov.it/alimenti-e-nutrizione https://www.alimentinutrizione.it ** U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. FoodData Central, 2019. https://fdc.nal.usda.gov

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Verza stufata

In una casseruola larga si scalda un buon giro d’olio (e poca acqua per una versione più light) con uno spicchio d’aglio schiacciato e, se piace, un po’ di cipolla tritata fine.

Nel frattempo, si prende una bella verza, si eliminano le foglie esterne, le costole più dure e il torsolo, poi si lava.

Quindi si taglia a strisce regolari.

Quando il soffritto profuma si aggiunge la verza ancora leggermente bagnata, si sala, si può mettere un pizzico di peperoncino.

Quindi si copre, all’inizio è tanta, ma si abbassa subito. Si lascia “sofogare” a fuoco dolce, girando ogni tanto: deve sudare piano piano e diventare morbida e lucida. Se serve, si aggiunge solo un goccio d’acqua calda.

Dopo circa 20 minuti si scopre, si alza leggermente il fuoco e si fa asciugare bene. A fine cottura si sfuma con un po’ di aceto di mele, quel tanto che basta a esaltare la dolcezza della verza, poi si spegne e si toglie l’aglio.

Il risultato deve essere una verza tenerissima, saporita, non acquosa. È perfetta con la polenta, con il pane o come contorno semplice ma pieno di gusto. E come spesso succede con queste ricette, il giorno dopo è ancora più buona.

RICETTA TRADIZIONALE
Nella tradizione veneta, volendo, si può partire con un po’ di lardo o pancetta nel soffritto, oppure completare alla fine con una spolverata di pangrattato tostato o un filo d’olio a crudo. Piccoli tocchi, ma fanno la differenza.

CONSERVARE la verza stufata

La verza stufata, una volta fredda, si conserva in frigorifero in un contenitore chiuso per massimo tre giorni ed è spesso ancora più buona il giorno dopo. Per riscaldarla basta una padella a fuoco dolce con un filo d’olio. Se serve, si può anche congelare già cotta e consumarla entro un paio di mesi.

FAQ (Domande e Risposte)

Quanto tempo ci vuole per cuocere la verza?

Circa 20-25 minuti a fuoco dolce, finché diventa morbida e lucida.

Si può usare un altro tipo di aceto?

Sì, oltre all’aceto di mele, si può usare anche balsamico per un gusto più dolce e intenso.

Posso aggiungere lardo o pancetta?

Sì, la tradizione veneta prevede l’aggiunta di lardo o pancetta nel soffritto, ma è buonissima anche vegana e vegetariana.

Si può cuocere senza cipolla o aglio?

Sì, la verza resta comunque gustosa, anche solo con olio e un po’ di sale.

Come fare la verza stufata più saporita?

Un pizzico di peperoncino, un filo d’olio a crudo o una spolverata di pangrattato tostato alla fine esaltano il sapore.

Devo coprire la padella durante la cottura?

Sì, all’inizio serve per far “sudare” la verza; poi si scopre per farla asciugare e leggermente caramellare.

La verza stufata è buona come contorno o piatto unico?

Perfetta come contorno per polenta, patate o carne, ma può anche essere gustata da sola con pane casereccio.

La verza stufata perde nutrienti durante la cottura?

In minima parte, ma stufandola lentamente a fuoco basso si mantengono buona parte delle vitamine e dei minerali.

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Pubblicato da Sara Grissino

Cuoca green, seguo la stagionalità degli alimenti nella preparazione dei miei piatti. Amo conoscere, sperimentare in cucina i prodotti della campagna e non solo. Solare, mi piace stare in mezzo alla gente, condividere emozioni ed imparare.

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