Tradizionalmente, in Sicilia le frittelle o sfinci o zeppole si preparano a novembre: frittelle di San Martino e nel periodo di Carnevale.
Ho riflettuto a lungo se pubblicare o meno questa ricetta sul mio blog – a zucchero zero – la cui tematica è la prevenzione del diabete a tavola ma trattandosi di una ricetta tradizionale e di famiglia alla quale mamma e io siamo molto legate ho deciso di condividerla comunque.
Si tratta chiaramente di un’eccezione che spero mi perdonerete.
Sono dolci tipici di pasta lievitata con ripieno di uva passa e noci.
Frittelle o sfinci o zeppole
L’impasto della mia mamma è a base di semola di grano duro, acqua e lievito di birra.
Un impasto semplice senza burro, senza latte, senza uova e senza patate come l’originale!
Una volta lievitato puoi preparare:
– frittelle semplici;
– frittelle dolci;
– frittelle salate.
Le frittelle siciliane così preparate risultano croccanti fuori e morbide dentro.
Concludo con un aneddoto personale: galeotte furono le frittelle di San Martino!
Io e “l’assaggiatore ufficiale” ci siamo fidanzati il 12 novembre 2015 proprio dopo una scorpacciata di frittelle consumate in piazza insieme al nostro gruppo di amici camminatori – quando lo zucchero non era ancora un problema.
- DifficoltàFacile
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione20 Minuti
- Tempo di riposo8 Ore
- Tempo di cottura20 Minuti
- Metodo di cotturaFrittura
- CucinaItaliana
Ingredienti
Frittelle dolci, uno o più ingredienti tra:
Frittelle salate
Cottura
Per le frittelle dolci
Strumenti suggeriti
Preparazione
Impasto base per frittelle ragusane
LA SERA PRIMA
In una ciotola versa:
– 350 g di semola di grano duro;
– 2 g di sale;
– 2 cucchiai di olio di semi di girasole o di olio extravergine di oliva secondo gusto;
e amalgama.
Scalda 250 ml di acqua – preferibilmente leggermente frizzante – , deve essere tiepida non calda.
Aggiungi all’acqua tiepida 1 g di zucchero – per attivare il lievito – e un cucchiaino di lievito di birra secco quindi amalgama fino a scioglierlo.
Aggiungi l’acqua con zucchero e lievito quanto basta – tutta, se serve – agli ingredienti secchi e amalgama fino ad ottenere un impasto colloso ed elastico non liquido.
Sigilla la ciotola con coperchio o con pellicola trasparente.
Lascia lievitare l’impasto tutta la notte.
I tempi di lievitazione possono variare accorciandosi se la temperatura è più alta.
IL MATTINO DOPO
L’impasto delle frittelle è ben lievitato.
Una volta lievitato puoi preparare:
– frittelle semplici;
– frittelle dolci;
– frittelle salate.
– Frittelle semplici [le mie preferite]
Non aggiungere nulla all’impasto.
– Frittelle dolci
Aggiungi all’impasto uno o più ingredienti secondo gusto:
– semi di finocchio;
– uva passa ammollata e ben strizzata;
– fichi secchi a pezzi;
– mele a pezzi;
– noci a pezzi;
– gocce di cioccolato.
– Frittelle salate
Aggiungi all’impasto acciughe ben sgocciolate a pezzi e/o un formaggio a cubetti o dadini o a scaglie – cacio cavallo, primo sale, provola, scamorza, grana padano, parmigiano reggiano.
Frittelle croccanti fuori e morbide dentro
Su un piano da lavoro o su un vassoio stendi un paio di strati di carta assorbente da cucina.
In un wok o in una padella antiaderente versa e scalda abbondante olio per friggere.
Per capire quando l’olio è alla giusta temperatura basta buttarvi dentro una goccia di impasto e verificare che sfrigoli.
Prepara un cucchiaio o un cucchiaio porzionatore di melone.
Prepara un bicchiere con acqua dove bagnare il cucchiaio o il porzionatore.
Bagna il cucchiaio o il porzionatore ogni volta, preleva l’impasto e lascialo scivolare nell’olio.
Friggi le frittelle girandole di tanto in tanto e finché diventano uniformemente dorate.
Preleva le frittelle dall’olio con una schiumarola sgocciolandole per bene e trasferiscile sui fogli di carta assorbente da cucina.
Prosegui finché l’impasto non è terminato.
Sostituisci i fogli di carta assorbente da cucina quando sono troppo unti d’olio.
– Frittelle dolci
Tradizionalmente, le frittelle dolci si passano in abbondante zucchero semolato.
In una ciotola versa zucchero semolato e cannella e mescola.
Passa le frittelle nello zucchero e cannella lasciando cadere quello in eccesso.
Il mio segreto per far aderire meno zucchero possibile è quello di tenere la frittella per una punta e lasciarle cadere lo zucchero dall’alto in modo che ne aderisca quanto basta e il resto scivoli giù.
Le tue frittelle siciliane – di San Martino o di Carnevale – semplici, dolci o salate sono pronte.
Buon appetito!
Conservazione, consigli e variazioni
Consideriamo le frittelle uno sgarro, in primis per la modalità di cottura, da concedersi alla fine di un pasto completo – ricco di fibre e verdure che rallentano l’assorbimento degli zuccheri – e in quantità limitata.
In caso di iperglicemia è consigliabile evitare l’aggiunta di uva passa piuttosto che fichi secchi e rinunciare a passarle nello zucchero semolato.
Alternativa dedicata a chi soffre di iperglicemia:
– Impasto per frittelle a basso indice glicemico da cuocere in forno.
Se avanzano, riponi le frittelle in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per un massimo di 24 ore – poi perdono croccantezza e fragranza.
FAQ (Domande e Risposte)
Con quale farina posso sostituire la semola di grano duro?
La ricetta originale prevede l’utilizzo della semola di grano duro, consiglio di non modificare gli ingredienti principali per non compromettere consistenza e risultato finale.
Perché l’acqua frizzante nell’impasto?
L’acqua frizzante serve a rendere l’impasto più leggero e soffice.
Puoi comunque tranquillamente utilizzare anche acqua naturale.
San Martino
L’11 novembre è il giorno dell’Estate di San Martino
L’espressione indica un periodo autunnale di bel tempo ed è legata alla leggenda su Martino: si narra che, in un giorno d’autunno, probabilmente l’11 novembre, il santo abbia donato parte del suo mantello a un povero e che dopo sia spuntato il sole.
Fonte: tg24.sky.it .
Il dolce occasionale di San Martino è un biscotto grosso e rotondo: viscotta di San Martinu o sammartini o sanmartinelli e, per conservare intatte le sacre tradizioni degli avi, bisogna inzupparlo nel vino.
Fonte: Enrico Onufrio.
San Martino e l’inizio dell’annata agraria
U bonu siminatu a menzu novemmaru è cuminsatu: sinu a san Martinu favi, puseddi e linu; doppu san Martinu, megghiu ‘n terra ch’o mulinu.
Il buon seminato prima della metà di novembre è cominciato: sino a – la festa di – San Martino – semina – fave, piselli e lino; dopo san Martino – il grano – sta meglio sotto terra che al mulino.
A San Martino apri la botte e assaggia il vino.
* NOTE
Cucina facile a basso impatto glicemico!
iperglicemia prediabete e diabete qui trovi ricette dedicate… che fanno felice tutta la famiglia!
I contenuti del blog sono costantemente aggiornati: non ho mai smesso di imparare e integrare.
Abitudini che possono aiutare a gestire la glicemia
– inizia il pasto con un’abbondante porzione di verdure crude o cotte;
– inverti l’ordine delle portate: consuma prima il contorno e il secondo poi il primo piatto.
Secondo uno studio della Società Italiana di Diabetologia – SID, 2016, invertire l’ordine delle portate principali può contribuire a ridurre la glicemia post-prandiale.
Tuttavia, questa pratica non è più presente nelle linee guida aggiornate della stessa SID.
Ricorda
– un pasto bilanciato deve contenere tutti i nutrienti: carboidrati, proteine, grassi & fibre.
Importante
– le ricette vanno adeguate e preparate nel rispetto delle proporzioni e delle combinazioni alimentari indicate nel proprio schema alimentare.
© Niente copia-incolla.
Non pubblicare ricette o testi del blog altrove. Puoi condividere il link: lì trovi tutto per intero. Grazie!
Chi sono in breve
Mi chiamo Francesca.
Il blog nasce dalla mia esperienza personale dopo la diagnosi di prediabete di mio marito.
Non sono un medico/diabetologo/nutrizionista: ciò che condivido non sostituisce un parere professionale.
La laurea in Scienze Agrarie mi ha fornito un’ottima conoscenza della chimica degli alimenti e degli alimenti stessi.
Obiettivo: imparare, tutt* dalla stessa parte del campo.
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