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Perché non lavare il pollo crudo | le 4 regole per cucinarlo in sicurezza

Perché non lavare il pollo crudo | le 4 regole per cucinarlo in sicurezza

Pollo crudo in cucina: perché non va lavato

Lavare il pollo crudo è uno degli errori più comuni in cucina: non lo rende più pulito né più sicuro e può diffondere batteri su superfici e utensili.
Quando si maneggia il pollo crudo è importante seguire alcune semplici regole di sicurezza alimentare che aiutano a evitare contaminazioni e a cucinare in modo sicuro.
Le autorità sanitarie raccomandano di non lavare il pollo.
La cottura completa è l’unico metodo efficace per eliminare eventuali batteri presenti nella carne.

Perché non lavare il pollo crudo | le 4 regole per cucinarlo in sicurezza

Sicurezza alimentare – Le 4 regole della Food Standards Agency

4 regole semplici per gestire il pollo crudo in sicurezza.

1] Conserva il pollo correttamente
Conserva il pollo crudo nella sua confezione originale o in un contenitore ben chiuso nella parte più fredda del frigorifero a una temperatura massima di 5°C.
Evita che i suoi liquidi possano sgocciolare su altri alimenti.
* la parte più fredda del frigorifero è generalmente il ripiano sopra il cassetto delle verdure.

2] Non lavare il pollo crudo
Lavare il pollo crudo non elimina i batteri.
Gli schizzi d’acqua possono diffonderli su lavello, superfici, utensili e altri alimenti.

3] Evita la contaminazione incrociata
Dopo aver toccato il pollo lava accuratamente mani e lavello, superfici, utensili con acqua calda e sapone per evitare la contaminazione incrociata cioè il passaggio di batteri da un alimento all’altro.
Se possibile, utilizza taglieri diversi per carne cruda e altri alimenti.

4] Cuoci bene il pollo
La cottura completa elimina i batteri che possono essere presenti nella carne cruda.

Come capire se il pollo è ben cotto?

Per controllare la cottura taglia il pollo nella parte più spessa: la carne deve essere bianca, senza tracce rosa, e i succhi trasparenti.
In caso di dubbio prolunga la cottura di qualche minuto.

Quanto deve cuocere il pollo?
Il tempo di cottura dipende dal taglio e dal metodo di cottura utilizzato.

Conservazione, consigli e variazioni

Conservazione
Pollo crudo: 1-2 giorni in frigorifero, se non lo cucini entro questo tempo puoi congelarlo.
Pollo cotto: 2-3 giorni in frigorifero in un contenitore ermetico.

Consigli e variazioni
Se utilizzi un termometro da cucina: il pollo è cotto quando raggiunge circa 75°C al cuore.

Io acquisto del pollo giallo.
Chiedi al macellaio di eliminare la pelle: la pelle del pollo è molto grassa per cui è opportuno toglierla prima di cucinarlo.

Le regole di sicurezza alimentare per il pollo si applicano integralmente anche al tacchino, essendo entrambi carni avicole bianche ad alto rischio di contaminazione batterica.

FAQ – Domande e Risposte

Il pollo può essere mangiato al sangue?
No, deve essere sempre completamente cotto.

È necessario marinare il pollo prima di cuocerlo?
No, la marinatura non è necessaria per la sicurezza alimentare, serve solo per insaporire.

Il pollo è un alimento adatto a tutta la famiglia

Il pollo è una delle fonti proteiche previste dalla dieta mediterranea.
Può essere inserito facilmente in un’alimentazione equilibrata in presenza di iperglicemia, prediabete e diabete.
Sapere come conservare e cucinare il pollo correttamente è importante per ridurre i rischi di contaminazione alimentare e portare in tavola piatti sicuri per tutta la famiglia.
Sfoglia le ricette del blog.

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Perché non lavare le uova prima di conservarle | guida alla conservazione sicura.

* NOTE

Cucina facile a basso impatto glicemico!
iperglicemia prediabete e diabete qui trovi ricette dedicate… che fanno felice tutta la famiglia!
I contenuti del blog sono costantemente aggiornati: non ho mai smesso di imparare e integrare.

Abitudini che possono aiutare a gestire la glicemia
– inizia il pasto con un’abbondante porzione di verdure crude o cotte;
– inverti l’ordine delle portate: consuma prima il contorno e il secondo poi il primo piatto.
Secondo uno studio della Società Italiana di Diabetologia – SID, 2016, invertire l’ordine delle portate principali può contribuire a ridurre la glicemia post-prandiale.
Tuttavia, questa pratica non è più presente nelle linee guida aggiornate della stessa SID.
Ricorda
– un pasto bilanciato deve contenere tutti i nutrienti: carboidrati, proteine, grassi & fibre.
Importante
– le ricette vanno adeguate e preparate nel rispetto delle proporzioni e delle combinazioni alimentari indicate nel proprio schema alimentare.

© Niente copia-incolla.
Non pubblicare ricette o testi del blog altrove. Puoi condividere il link: lì trovi tutto per intero. Grazie!

Chi sono in breve
Mi chiamo Francesca.
Il blog nasce dalla mia esperienza personale dopo la diagnosi di prediabete di mio marito.
Non sono un medico/diabetologo/nutrizionista: ciò che condivido non sostituisce un parere professionale.
La laurea in Scienze Agrarie mi ha fornito un’ottima conoscenza della chimica degli alimenti e degli alimenti stessi.⁣
Obiettivo: imparare, tutt* dalla stessa parte del campo.
Sul blog, sui social e sui canali collegati troverai un ambiente familiare con info scientifiche ma semplici.

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Pubblicato da azuccherozero

Mi chiamo Francesca e la mia mission è: prevenire o tardare l’insorgenza del diabete attraverso un’alimentazione corretta.

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