Torta di riso

La torta di riso è una ricetta tipica bolognese ed è chiamata anche “torta degli addobbi”, perché una volta si preparava in occasione dell’antichissima festa del Corpus Domini, durante la quale si usava esporre alle finestre dei drappi colorati. In questa occasione, le case dei parrocchiani erano aperte alla visita dei vicini, a cui veniva offerto questo dolce, di solito tagliato in piccoli rombi , ciascuno sormontato da uno stuzzicadenti.

Ora la torta di riso si fa soprattutto nel periodo pasquale e nelle feste in generale e, dato che è quasi la festa dell’Assunta, potete approfittare per farla in questa occasione.

Anche se esiste una ricetta depositata presso la Camera di Commercio, come spesso accade per le ricette tradizionali ogni famiglia ha la sua versione. Quella che vi propongo è la ricetta di mia suocera, rispetto alla quale però ho dimezzato le dosi, anche perché visti i risultati delle volte precedenti, se fosse venuta male ne avrei sprecata di meno.
La torta di riso è un dolce umido e profumato, ricco di mandorle e cedro candito. In alcune versioni sono previsti anche gli amaretti.

Ho fatto la torta di riso perché ho accettato la richiesta del mio amico pizzaiolo Loris Santulli,  che in compenso deve fare una pizza scelta dalla sottoscritta (una pizza bianca con melanzane e fiori di zucca). All’inizio mi aveva chiesto di fare la Shepherd Pie (ammetto che non la conoscevo e ho dovuto cercarla su google) ma non era una ricetta molto indicata per l’estate, così mi ha dato come alternativa la torta di riso. Non che questa sia molto estiva, infatti quando ho detto al marito che avrei fatto la torta di riso, mi ha guardata sgranando gli occhi: “Ad agosto?”, però poi ha apprezzato molto, anche perché l’ho servita accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia. Ho accettato volentieri questa richiesta perché per me la torta di riso era diventata una sfida, dato che l’avevo fatta due volte qualche anno fa, con risultati deludenti, come mi succede ogni volta che provo le ricette di mia suocera. A lei vengono sempre bene perché oramai le ha collaudate e le scrive senza riportare le istruzioni particolareggiate per i “dummies” (tradotto: “impediti”) come la sottoscritta. Però, siccome oramai avrete capito che sono capatosta, ho deciso di rifare la stessa ricetta ma seguendo qualche dritta trovata su internet e direi che sono sulla buona strada.



Aggiornamento al 10/06/2020:
Nei giorni scorsi ho conosciuto su Instagram Iole Carrese di @ioleontour attraverso un post che invitava a cercare profili con cui collaborare. Mi sono imbattuta nel commento di Iole in cui spiegava di essere una guida turistica emiliana, quindi della mia zona (anche se poi ho scoperto che è nata in Campania come me), così mi è venuta l’idea di collaborare e lei è stata subito entusiasta della mia proposta: pubblicare delle ricette tipiche emiliane in cui Iole parlasse della storia di una città dell’Emilia Romagna. Abbiamo pensato di pubblicare ogni mercoledì, per quattro settimane, a partire da oggi, una ricetta legata ad una città emiliana e abbiamo cominciato proprio dalla torta di riso e dal monastero bolognese del Corpus Domini.

  • DifficoltàBassa
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di riposo30 Minuti
  • Tempo di cottura1 Ora 30 Minuti
  • Porzioni4
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana
602,23 Kcal
calorie per porzione
Info Chiudi
  • Energia 602,23 (Kcal)
  • Carboidrati 93,11 (g) di cui Zuccheri 77,56 (g)
  • Proteine 15,83 (g)
  • Grassi 19,19 (g) di cui saturi 7,45 (g)di cui insaturi 5,03 (g)
  • Fibre 2,80 (g)
  • Sodio 66,80 (mg)

Valori indicativi per una porzione di 202 g elaborati in modo automatizzato a partire dalle informazioni nutrizionali disponibili sui database CREA* e FoodData Central**. Non è un consiglio alimentare e/o nutrizionale.

* CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione: https://www.crea.gov.it/alimenti-e-nutrizione https://www.alimentinutrizione.it ** U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. FoodData Central, 2019. https://fdc.nal.usda.gov

Ingredienti

  • 1 llatte intero
  • 60 griso (io ho usato l’Arborio ma mia suocera usa l’Originario)
  • 200 gZucchero
  • 50 gmandorle pelate
  • 50 gcedro candito
  • 1scorza di limone
  • 2Uova
  • q.b.Liquore all’anice (facoltativo)
  • q.b.burro (per la teglia)
  • q.b.pangrattato (per la teglia)

Strumenti

  • 1 Pentola
  • 1 Cucchiaio di legno
  • 1 mixer
  • 1 Ciotola
  • 1 Frusta a mano
  • 1 Teglia
  • 1 Cucchiaio
  • 1 Pennello
  • 1 Vassoio

Preparazione

  1. Per prima cosa, in una pentola mettete il latte, il riso e la buccia di limone e fate bollire a fuoco basso, girando di tanto in tanto, fino a quando il riso avrà assorbito tutto il latte. Ci vorrà circa un’ora.

    Poi eliminate la buccia di limone e versate il riso in un piatto da portata o su un vassoio, allargandolo per farlo raffreddare velocemente.

    Intanto, in una ciotola sbattete le uova con lo zucchero con una frusta a mano per un paio di minuti, dopodiché aggiungete il riso oramai raffreddato. Poi tritate le mandorle ed il cedro candito e versateli nel composto. Se tritate il cedro nel mixer, tenterà a ridursi in poltiglia, quindi vi consiglio di cercare di separarlo “sbriciolandolo” con le dita per aggiungerlo al composto in maniera omogenea.

    Ora imburrate una teglia (io ne ho usata una da 21×21 cm), cospargetela di pangrattato, e versatevi il composto, livellandolo con una spatola o con un cucchiaio. A questo punto, fate cuocere la torta nella parte bassa del forno con la funzione statica a 180°. I tempi dipendono dal forno. A mia suocera, che ha il forno a gas, basta un’ora, invece nel mio forno ha impiegato circa un’ora e mezza per cuocersi. Quindi vi consiglio di fare la prova stecchino per verificare la cottura. Se la torta dovesse scurirsi troppo, copritela con un foglio d’alluminio. Potete anche provare, nel caso diventasse troppo scura nei primi 20 minuti, ad abbassare la temperatura a 160°.

    Una volta cotta, spennellate la superficie della torta, quando è ancora calda, con del liquore ma potete anche omettere questo passaggio, infatti mia suocera non lo usa.

Note

Mi sono confrontata con amici bolognesi, i quali mi hanno detto che la torta originale degli addobbi è con il liquore alla mandorla amara e non con il liquore all’anice. Dato che in rete ho trovato diverse versioni che parlano di liquore all’anice, ho dedotto che negli anni la ricetta sia stata modificata, come del resto è successo per molte preparazioni che abbiano una certa età. Ho chiesto a mia suocera, bolognese, e mi ha confermato che il liquore all’anice è uno di quelli, con l’alchermes, che vengono utilizzati per spennellare la torta di riso. Una conferma che famiglia che vai, ricetta che trovi. Quindi, sta a voi decidere se fare la versione originale della torta degli addobbi o scegliere una delle varianti diffuse oggi della torta di riso.

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