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Pettole ricetta originale tarantina/della nonna Rosa

Pettole ricetta originale tarantina/della nonna Rosa

Bene amiche oggi vi parlo di una delle tradizioni più conosciute della mia amata Taranto e vi do la ricetta infallibile delle vere pettole tarantine, niente patate, niente latte ma solo acqua farina e lievito, Pettole ricetta originale tarantina della nonna Rosa. Qui in questo blog troverete tante ricette valide relative alle pettole anche salate come queste Pettole pugliesi salate ricetta della tradizione ma lasciatemi dire che questa della mia nonnina è quella che mi riporta davvero a tanti anni fa. Chi è di Taranto può capirmi. Le pettole si preparano il giorno di Santa Cecilia , io naturalmente da brava foodblogger vi regalo questa ricetta prima per darvi il tempo di leggerla e studiarla bene. Si studiarla, perchè certe tradizioni fanno parte del bagaglio culturale di molte città e non bisognerebbe assolutamente mai e poi mai abbandonarle, si tramandano di mamma in figlia ed è bene tenersele strette. Vi racconto le mie sensazioni personali in relazione al giorno di Santa Cecilia quando ero piccina piccina. Una mattina diversa dalle altre , dove ti svegli, e nel silenzio del primo mattino ascolti le pastorali , ma soprattutto sei rapita da quell’odore. Ricordo mia madre e mia nonna svegliarsi prestissimo verso le 5 del mattino preparare tutti gli ingredienti con amore e soprattutto ricordo il rumore di questi movimenti, tipo schiaffi all’impasto che man mano prendeva forma tra le mani, bene quegli schiaffi erano i più dolci in assoluto che avessi mai sentito. Io li nascosta fuori dalla cucina vedevo tutto e le ammiravo come con cura ed amore coprivano e coccolavano quell’impasto per farlo riposare bene al calduccio con una copertina per tante ore. La felicità nell’attesa di sentire quel rumore e odore di fritto, quello buono, veder riaffiorare nell’olio queste palline dorate appagava l’attesa. Erano le 10 del mattino e in famiglia eravamo li ad aspettare con felicità queste meravigliose palline dalla forma casuale , si perchè non venivano mai perfettamente tonde, croccantissime fuori e morbidissime dentro. Immediatamente passate dall’olio allo zucchero semolato. Ecco le vere Pettole tarantine.

Ascolta la ricetta

  • DifficoltàFacile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di riposo5 Ore
  • Tempo di cottura5 Minuti
  • Porzioni20 pettole
  • Metodo di cotturaFrittura
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàAutunno, Inverno
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Ingredienti

500 g farina 00
100 ml acqua (calda per sciogliere il lievito)
400 ml acqua (a temperatura ambiente)
10 g lievito di birra fresco
1 cucchiaino zucchero (per attivare il lievito)
1 cucchiaino sale
1 l olio di semi di arachide
q.b. zucchero semolato (per tuffarci dentro le pettole)
525,84 Kcal
calorie per porzione
Info Chiudi
  • Energia 525,84 (Kcal)
  • Carboidrati 18,43 (g) di cui Zuccheri 0,74 (g)
  • Proteine 2,98 (g)
  • Grassi 50,20 (g) di cui saturi 8,46 (g)di cui insaturi 39,12 (g)
  • Fibre 0,67 (g)
  • Sodio 98,81 (mg)

Valori indicativi per una porzione di 30 g elaborati in modo automatizzato a partire dalle informazioni nutrizionali disponibili sui database CREA* e FoodData Central**. Non è un consiglio alimentare e/o nutrizionale.

* CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione: https://www.crea.gov.it/alimenti-e-nutrizione https://www.alimentinutrizione.it ** U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. FoodData Central, 2019. https://fdc.nal.usda.gov

Strumenti

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Passaggi

Iniziamo mettendo in una coppa alta, in modo da lavorare bene l’impasto, la farina. Fare il buco al centro

Versare dentro i 100 ml di acqua calda, dove abbiamo sciolto il lievito

Versare il cucchiaino di zucchero, servirà ad attivare il lievito.

Iniziare ad impastare rigorosamente con le mani.

Poco alla volta, continuando ad impastare, aggiungere le 400 ml di acqua

A questo punto unire il sale e continuare ad impastare

Schiaffeggiare l’impasto energicamente per 10 mn circa, con movimenti dal basso verso l’alto, fino a quando non si formano le bolle. Quello è il segno che l’impasto è pronto per essere messo a riposo

Questa è la consistenza che bisogna ottenere, tipo una pastella

A questo punto coprire ermeticamente con un coperchio, mia nonna e mia madre aggiungevano anche una copertina, e lasciar lievitare e riposare l’impasto almeno 5 ore. A volte mia nonna lo preparava la sera tardi mettendo qualche grammo in meno di lievito e al mattino friggeva.

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Questa è la perfetta consistenza bollosa dell’impasto prima di friggere.

Bagnare leggermente il cucchiaio con acqua, scolarlo bene e prelevare un po’ di impasto . Farlo scivolare nell’olio di semi di arachidi bollente

Le pettole inizieranno a gonfiarsi . Far cuocere bene, devono diventare dorate

Essendo molto leggere le pettole non si girano facilmente, quindi con un mestolo gettare l’olio sopra in modo da ottenere una cottura uniforme

Quando le pettole risultano dorate, scolare bene e versare in un contenitore con carta assorbente per eliminare l’eccesso d’olio.

Questa è la consistenza giusta quando apri la pettola.

Tuffare subito le pettole nello zucchero e mangiarle calde calde.

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CONSERVAZIONE

In realta’ le pettole devono essere fritte e mangiate per gustarle davvero ma se proprio dovete conservarle mettetele in un sacchetto di carta e consumatele entro 1 giorno.

FAQ (Domande e Risposte)

Perchè si chiamano pettole?

Si dice che la parola deriva dal greco antico con il significato di “palline” o “cuscini”, per il popolo ,noti anche come “cuscini del bambino Gesù”


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