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Pallotte cacio e ova

Le pallotte cacio e ova sono un piatto tipico della cucina abruzzese, una ricetta povera della tradizione contadina, una cucina stretta intorno ai prodotti del territorio. E’ un piatto sostanzioso seppure povero, il carburante che serviva a sostenere i lavoratori nelle lunghe giornate trascorse in campagna. Pane, formaggio e uova, ingredienti semplici per un’esplosione di gusto e sapore capace di conquistare anche gli incontentabili. La ricetta delle pallotte cacio e ova è il mio contributo alla rubrica “gustoso Abruzzo” ideata dalle mie colleghe Mary di “Un’americana tra gli orsi” e Francesca di “Polvere di spezie“. Ogni mese un bel gruppo di foodblogger abruzzesi, utilizzando gli ingredienti del territorio, vi porta alla scoperta di piatti e ingredienti eccellenti forse poco conosciuti ma straordinari. E’ diatriba aperta sulle pallotte cacio e ova. Ve lo racconto a fondo articolo. Prima passiamo dalla cucina!

Da non perdere

Pallotte cacio e ova Cucina vista mare
  • DifficoltàFacile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di cottura25 Minuti
  • Porzioni2 persone
  • Metodo di cotturaFornelloFrittura
  • CucinaRegionale Italiana
  • StagionalitàAutunno, Inverno e Primavera
  • RegioneAbruzzo
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Ingredienti

Per le pallotte

50 g pane raffermo
q.b. latte
150 g formaggio rigatino (media stagionatura)
1 uovo
5 g prezzemolo fresco tritato

Per il sugo

1/2 cipolla dorata
30 g peperone rosso
300 g passata di pomodoro (fatta in casa)
1 pizzico sale

Per friggere

q.b. olio di arachide

Strumenti

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Passaggi

Tagliare il pane raffermo a piccoli cubetti e bagnarlo con il latte. Grattugiare il formaggio rigatino utilizzando una grattugia a fori grossi. In una ciotola lavorare il pane strizzato, il formaggio, il prezzemolo tritato e l’uovo. Impastare fino ad ottenere un panetto compatto. Preparare le pallotte: prelevare un po’ d’impasto e lavorarlo con le mani in modo da ottenere delle polpette rotonde e possibilmente tutte uguali.

Preparare la salsa. Affettare finemente la cipolla. Lavare il peperone e tagliarlo in piccoli cubetti. In una casseruola dai bordi bassi scaldare l’olio e lasciar soffriggere le verdure qualche minuto poi aggiungere la passata di pomodoro meglio se fatta in casa: la mia è quella della mamma. Cuocere il sugo per dieci minuti poi regolare di sale.

In una padella scaldare l’olio di arachidi e friggere le pallotte fino a che non saranno dorate. Scolarle su carta assorbente e poi ripassarle qualche minuto nella salsa al pomodoro. Servire le pallotte cacio e ova ben calde con il loro sughetto, una grattugiata ancora di rigatino e a piacere pane per “fare la scarpetta”: qui è d’obbligo!

Note

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Curiosità

Pane si. Pane no. Fritte si. Fritte no. Quale formaggio? Pecorino? Rigatino? Parmigiano? Cambia la ricetta tra paese e paese e pure tra vicini di casa. Vi racconto come la vedo io. La mia nonna è nata nel 1919 a Torricella Sicura un piccolo paese in provincia di Teramo. Ha attraversato quasi tutto il secolo la nonna. Sulla sua strada ha incrociato la guerra che le ha portato via il marito, ha incrociato le ristrettezze economiche, la povertà. Non si poteva sprecare nulla. Non si buttava via nulla. Spesso gli ingredienti non poteva sceglierli. Apriva la dispensa e faceva “cose” con quel che c’era. Il pane? Come raccontava lei, le pallotte spesso erano tanto pane e poco del resto. Quindi si, se la famiglia era povera il pane nelle pallotte cacio e ova c’era. Stesso discorso per i formaggi. C’è chi mette il rigatino, chi la caciotta vaccina o quella mista, chi mette il pecorino e chi “no il rigatino assolutamente non va bene”. Qualcuno mette pure parmigiano o grana. Il fatto è che oggi in tempi di benessere siamo abituati a scegliere ma in passato non era così. Addirittura si racconta che in tempi di guerra per difendere pane, uova e formaggio dai saccheggi si era soliti nasconderli sotto il pavimento o dietro i mattoni. Nelle pallotte si metteva quel che c’era e ognuno le faceva a modo suo. La ricetta originale? Forse c’è. Forse no. Chissà. La mia ricetta? E’ simile ma diversa da tante.

Formaggio rigatino e anche qui ce ne sarebbe da dire perché qualcuno dice che non sia abruzzese, qualcun altro che addirittura sia estero. Io ne ho acquistato uno prodotto con latte di pecora da un’azienda abruzzese. L’ho acquistato sul posto. E’ un formaggio di color crema, di media stagionatura, la pasta è compatta, la crosta è pulita e rigata. Se non lo trovate potete utilizzare un pecorino di media stagionatura.

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4 Risposte a “Pallotte cacio e ova”

  1. Che bella ricetta Paola e quanti ricordi della tua nonna, di tempi passati…. Tempi duri quelli, dove c era più fame che cibo. Eppure, con quel poco che c era, le nostre nonne riuscivano a sfamare la famiglia…. Adesso abbiamo l imbarazzo della scelta e il fatto che diciamo spesso “cosa preparo da cena?” la dice lunga. Bello rispolverare i ricordi e le ricette. Non sapevo Dell esistenza del formaggio rigatino. L ho appreso oggi da te. Farò sicuramente la tua ricetta. E, sicuramente, avrà il sapore di un tempo che fu,e il sapore dei ricordi.

    1. Grazie Alessandra hai sempre delle belle parole per me. Mi fa piacere ti sia piaciuta la ricetta con i ricordi che porta con sé. Sono certa che ti piacerà questo piatto.

  2. Grazie a te Paola per le tue belle ricette !
    Ne approfitto per chiederti un chiarimento sul pane raffermo.
    Che tipo di pane hai usato ?
    Io abito a Ferrara e noi abbiamo, per lo più, il pane all’olio o semigrasso.
    Può andare bene ? Oppure occorre un pane particolare con molta mollica ?
    Grazie in anticipo. 🙂
    Alessandra
    p.s.: nella foto, ci scommetto che il piatto da portata che hai usato per le Pallotte cacio e ova è quello della tua nonna

    1. Ciao Alessandra per le pallotte ho usato un pane toscano senza sale quello che qui chiamano “sciocco”. Ho tolto la crosta e ho usato solo la mollica. Penso che qualunque pane dal quale tu riesca a ricavare della mollica possa andar bene.

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