Basilico

Gnocchi malfatti al tè verde Matcha con pesto di pistacchi, zucchine e mazzancolle.

Lo scorso anno, le prime settimane del mese di settembre hanno riempito i miei occhi di indimenticabili scenari e la pancia di cibo delizioso.
I regali che ti può fare l’isola farfalla, Favignana, sono preziosi e da custodire gelosamente nel cuore.
La mattina con gli occhi ancora un po’ stropicciati dal sonno e le bici sgangherate prese in noleggio si partiva per pedalate che fiancheggiavano la costa in cerca di spiaggette, calette, lidi e faraglioni per godere di sole, relax e di un mare indimenticabile.
Al ritorno, dopo tanto girare, la cena era una vera e propria coccola da godersi comodamente seduta ai tavoli di deliziosi localini ancora affollatissimi che proponevano altrettanti deliziosi piatti sul menù tra cui era davvero complicato arrivare alla scelta finale per le ordinazioni.
Tra polpette alla favignanese, panelle, busiate, caponate, insalate di tonno sono anche arrivati degli spaghetti alle vongole con pesto di pistacchi…il più buon pesto di pistacchi che abbia mai mangiato in vita mia!

Ecco allora che la giornata delle Salse pestate celebrata dal Calendario del Cibo Italiano, degne sorelle del celeberrimo pesto, cade davvero “a fagiulo” in questo periodo fatto di nostalgici ricordi in cui mente e cuore viaggiano veloci a un anno fa facendomi sospirare.

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Nella ricetta che vi propongo di quello strabiliante piatto di spaghetti è rimasto solo un profumatissimo e aromatico pesto di pistacchi che ha avvolto gnocchi malfatti al tè verde Matcha che grazie al loro retrogusto leggermente “erboso” e amarognolo ben si sposano con la tipica dolcezza delle zucchine e delle mazzancolle fresche appena saltate in padella vi faranno portare in tavola un primo terra e mare davvero capace di stupire.

Gnocchi al tè verde Matcha con pesto di pistacchi, zucchine e mazzancolle

Li prepariamo insieme?

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Pasta alla Norma.

Un primo piatto davvero unico e intramontabile, che celebra a ogni boccone i prodotti più tipici della nostra stupenda Sicilia, la pasta alla Norma non poteva proprio mancare tra le pagine estive del mio blog e grazie al Calendario del Cibo Italiano che oggi le dedica una doverosa giornata ho pensato bene di cogliere la palla al balzo.

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Sulla lista della spesa per preparare ad hoc questa ricetta tipica della tradizione culinaria siciliana, i cui natali possono essere vantati dalla città di Catania, dovrete appuntarvi  un breve elenco di ingredienti semplici,a patto che siano di ottima qualità, ma davvero di tutto rispetto: maccheroni (nel senso “siciliano” del termine, ossia pasta corta), pomodori per il sugo, melanzane rigorosamente da friggere, ricotta salata in abbondanza per dare al piatto il suo inconfondibile sapore e basilico fresco a volontà per guarnire.

Elencati gli ingredienti imprescindibili per la riuscita della vera pasta alla Norma non si possono non spendere un po’ di parole sulle due versioni che raccontano l’origine di questa delizia della cucina mediterranea.
La prima vuole che la ricetta prenda il nome da una giovane professoressa catanese, tanto bella da essere paragonata al celebre piatto siciliano mentre la seconda, forse anche la più attendibile, riporta che sia stato il commediografo catanese Nino Martoglio a regalare alla ricetta il suo rinomato appellativo grazie all’entusiasmata esclamazione “Chista è ‘na vera Norma” davanti al fumante piatto di pasta paragonandola all’opera belliniana (si dice che la prima interprete della famosa protagonista si chiamasse, guarda il caso, Giuditta Pasta) per la sua bontà sublime.
“Pari ‘na Norma” è ancora oggi il miglior modo per far risaltare l’eccellenza, la bellezza e la bontà di qualsiasi cosa.

Pasta alla norma verticale

Pronti ad accendere i fornelli?
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Insalata caprese con pesche nettarine.

E’ arrivato il caldo e con lui la mia insofferenza.
Odio sudare, sentirmi sempre appiccicaticcia, mi spossa la sensazione di non sentire entrare aria nei polmoni e anche il mettermi ai fornelli, che di solito è la miglior terapia nelle giornate più complicate, diventa un problema.
L’unica cosa che non passa caldo o freddo che faccia, anche se ce ne sarebbe davvero di bisogno – dannata prova costume! – è la fame.
Ma per fortuna la nostra splendida tradizione culinaria, grazie anche agli eccellenti prodotti estivi che la nostra bella penisola ci regala, vanta una bella lista di piatti che oltre a saziare con gusto regalano anche un ben più che discreto refrigerio dall’arsura che ci accompagna da giugno fino ad agosto.
Tra questi è impossibile non tirare in ballo l’insalata caprese, meravigliosa preparazione campana dai patriottici colori e dal fresco sapore, capace di regalare sollievo anche al palato più accaldato.
Calendario cibo italiano bannerFacile intuire dal nome che l’insalata Caprese affondi le sue origini nella splendida isola di Capri mentre per quel che riguarda la sua storia, come spesso accade per molti dei piatti più tipici tipici e rinomati del nostro Paese, esistono diversi racconti e leggende.

In tanti sostengono che l’insalata caprese debba esser grata a un muratore davvero patriottico che amava racchiudere i colori del nostro tricolore in panciuto un panino: basilico, pomodoro e mozzarella erano l’abituale “imbottitura” della sua morbida pagnotta di pane da gustare durante la pausa pranzo.

In realtà esiste una vera testimonianza storica antecedente a questo racconto, che collocherebbe l’inizio della storia dell’insalata caprese intorno agli anni Venti, quando fece capolino nel menù dell’Hotel Quisisana di Capri durante una cena futurista organizzata da Filippo Tommaso Marinetti, padre del movimento.
Per il poeta, che più di una volta si era scagliato contro la cucina della tradizione, si pensò di elaborare questa particolare insalata che, oltre a rappresentare l’Italia nei colori e negli ingredienti,  si contrapponeva alla classica pasta da lui stesso definita “passatista di pesantezza”.

Secondo altre cronache cittadine, l’insalata caprese fu l’incantevole protagonista anche di un vero e proprio colpo di fulmine gourmand.
Il Re Farouk, sovrano d’Egitto, nel 1951 face visita all’isola Capri con la famiglia e in un pomeriggio caldo ebbe la possibilità di gustare un fragrante panino farcito con pomodoro, mozzarella e basilico, rimanendo completamente rapito dal suo delizioso sapore.

insalata caprese ingredienti

A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta al pomodoro inizia ad essere affiancato oltre che dal classico fiordilatte anche dal la mozzarella di bufala da sempre presente in Campania e che proprio in questo periodo riceve il riconoscimento DOP.
Questo cambiamento rappresentò una grande novità ma ancora oggi ci sono dei ristorantini dell’isola che continuano a servire l’insalata caprese con la treccina di fiordilatte come da tradizione.
In ogni con il passare del tempo la mozzarella di bufala, grazie al suo sapore inteso, è diventata insieme a pomodori, basilico fresco l’olio extra vergine di oliva di ottima qualità l’ingrediente principe dell’insalata caprese.

E oggi, nella giornata che il Calendario del Cibo Italiano le dedica, vi propongo una caprese che resta bene fedele agli ingredienti tradizionali in abbinamento però a dolci fette spicchi di pesche nettarine grigliate.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
3 pomodori ramati maturi
20 pomodorini datterini maturi
300 gr. di bocconcini di mozzarella bufala campana DOP
3 pesche nettarine a polpa gialla
20 foglie basilico fresco
olio extra vergine di oliva q.b.
sale q.b.

Insalata caprese

Dite che Marinetti l’avrebbe gradita?
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Crema spalmabile di verdure grigliate e basilico.

L’estate per me ha il profumo e i colori delle verdure alla griglia.
Gli orti e i banchi del mercato sono ridondanti dei doni preziosi che la terra, scaldata dai caldi raggi del sole, offre in abbondanza durante i mesi estivi.
Fresche, leggere e genuine le verdure, figlie del gran caldo, a me personalmente fanno venire un gran appetito; quando posso adoro gustarle crude ma se devo mettermi ai fornelli, da giugno fino alla fine di agosto, amo grigliarle e condirle con un filo di olio extra vergine di oliva, un pizzico di sale e il mio immancabile basilico.
“Sfogliando” il Calendario del cibo italiano mi sono imbattuta nella Giornata nazionale delle verdure alla griglia – il bellissimo articolo è a cura di Aylin Caiola – e non ho potuto davvero tirarmi indietro.
Le amo troppo.
Davvero.
Ho preso la bicicletta e felice sono andata al mercato.
Zucchine, melanzane, peperoni, pomodori e cipolle di tropea: sono tornata a casa con un cesto prezioso e con una gran voglia di accendere i fornelli, nonostante la calura.
Ho affettato e grigliato.
E mentre grigliavo pensavo in quale modo avrei potuto servirle, con quale profumato condimento avrei potuto arricchirle e poi, come spesso accade, è arrivata l’idea che mi ha convinta fin da subito.
Perchè non renderle spalmabili?
Perchè non provare a farne una crema rustica e corposa capace di rendere davvero speciali delle belle fette di pane tostato?
Il risultato, vi assicuro, è stato davvero eccezionale perchè  profumi e sapori delle verdure rimangono inalterati ma si “mescolano” insieme in modo unico e irresistibile.
…una fetta di pane tirerà l’altra!

INGREDIENTI PER UN VASETTO
DA 350 GR. CIRCA:
1 melanzana lunga (viola o striata)

2 zucchine
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
1 cipolla di tropea
2 pomodori perini
1 mazzetto di basilico fresco
50 gr. di mandorle
olio extra vergine di oliva q.b.
sale q.b.
pepe nero q.b.

Crema spalmabile di verdure grigliate

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Pizza al farro con crema di burrata al basilico, pomodorini arrosto ripieni di ricotta e melanzane perline.

Erano ormai un bel po’ di mesi che seguivo appassionata e con l’acquolina in bocca le deliziose sfide dell’MTChallenge; voglia di mettersi in gioco e divertirsi ma anche grande desiderio di scoprire e scendere nei dettagli, tecnici e non, di quella che di volta in volta è la ricetta per la sfida del mese.

Così in un mese, quello di giugno, in cui ho riavuto tempo e slancio per ricominciare a dedicarmi con passione alle pagine del mio blog mi sono detta “…ma sì, proviamoci!” ed eccomi oggi a pubblicare emozionata la mia prima ricetta per l’MTC.
La sfida, la n.58 per i veterani, è a base di acqua, farina, lievito e fantasia: sua regina LA PIZZA!
Fin da quando ho saputo che avrei fatto parte delle cucine dell’MTC ho aspettato con trepidante curiosità di sapere quale sarebbe stata la ricetta con cui avrei dovuto confrontarmi e quando la mattina del sei giugno ho scoperto che avrei dovuto mettere le mani in pasta ho inevitabilmente gioito.
Adoro la pizza, non fossi in lotta perenne con un ago della bilancia che non segna mai il peso che vorrei, la mangerei senza mai stancarmene anche più volte alle settimana ma essendo un lusso che mi concedo di tanto in tanto amo preparala in casa.
Ho imparato da qualche tempo a non avere fretta che l’impasto raggiunga il giusto grado di lievitazione in poco tempo, aggiungendo impasto dopo impasto sempre meno lievito e apprezzandone sempre di più il risultato finale dopo ogni assaggio.
Ma altrettanto onestamente ammetto di non avere mai provato le lievitazioni lunghissime che spesso ho letto tra le righe delle tante pagine di cucina che ogni giorno leggo curiosa.
…sciocca io!
Con l’MTC è per fortuna arrivato questo momento e grazie a La Trappola Golosa di Antonieta Golino e al suo splendido articolo dedicato alla PIZZA mi sono addentrata senza alcuna fatica nello splendido mondo delle maturazioni e lievitazioni pazienti, che lente e calme arrivano arrivano all’infornata finale garantendo risultati strepitosi in fatto di gusto e digeribilità.

Ho scelto per il mio impasto la maturazione in frigo con lievitazione in teglia perchè volevo una pizza non troppo sottile e dalla consistenza morbida.
…l’obiettivo è stato raggiunto con successo!

Per la farcitura, in cui era possibile secondo le regole dal gioco dar sfogo a gusto e fantasia, ho deciso di celebrare i tanti prodotti che la nostra ricca penisola ha da offrirci: pomodorini, burrata, ricotta di bufala, melanzane perline e tanto basilico fresco.

INGREDIENTI PER UNA PIZZA AL FARRO DA 24 CM:
175 gr. di farina di farro (12% di proteine)
50 gr. di farina manitoba
145 ml di acqua minerale naturale a temperatura ambiente
6 gr. di sale
0,5 gr. di lievito di birra fresco
1/2 cucchiaino da tè di miele
100 gr. di burrata di bufala
80 gr. di ricotta di bufala
10 pomodorini
10 foglie di basilico grandi
5 melanzane perline
olio extra vergine di oliva q.b.
sale q.b.
1 spicchio di aglio

Pizza al farro dettaglio fetta

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