Astice o Aragosta alla Catalana

Una cosa veloce, veloce, senza tante chiacchiere questo Astice o Aragosta alla Catalana. Un antipasto gustoso, anzi gustosissimo e semplice, semplice oltre che abbastanza veloce, se lo guardiamo relativamente al risultato, una vera chiccheria, non vi pare? Parleremo più che altro di astice, il più abbordabile per prezzo ma sia la ricetta che il procedimento è identico per l’aragosta in questa ricetta di chiara origine spagnola, molto diffusa anche in Sardegna per le loro stupende aragoste.

Cominciamo con l’acquisto dell’astice, se lo trovaste nostrano e selvatico, il Blu del Mediterraneo, sarebbe il massimo, provateci, è questo il tempo che se ne pesca ancora qualcuno, altrimenti dovrete orientarvi su quelli del Nord Atlantico, quelli scuri, tutti d’allevamento; vengono dal Canada, dagli USA e qualcuno dall’Europa settentrionale, buoni perché sempre vivi, quindi indubbiamente freschi, se non fossero vivi non prendeteli. Certo vi tocca ucciderli ed in una maniera cruenta, vanno immersi in acqua bollente. Prenderli surgelati? no, non sanno di niente! Piuttosto rinunciate all’astice o all’aragosta.

Astice o Aragosta alla Catalana

Ci vuole meno di una oretta a preparare l’Astice o Aragosta alla Catalana a quattro commensali e occorreranno i seguenti ingredienti, tutto da raddoppiare volendone fare un secondo piatto:
  • un astice da circa un chilo o due da 600 grammi
  • quattro o cinque Pomodori medi da insalata
  • due Cipolle di Tropea grandi
  • uno spicchio di Aglio
  • sette o otto cucchiai di Olio Extra Vergine di Oliva
  • il succo di mezzo Limone
  • quanto basta di Sale
  • quanto basta di Pepe Nero
Sinteticamente i passaggi della preparazione del’Astice o Aragosta alla Catalana sono:
  1. Tagliare a rondelle le Cipolle e metterle in acqua
  2. Bollire per dieci minuti gli Astici
  3. Pulire gli Astici
  4. Raccogliere i succhi interni della testa e farne una salsa con succo di limone, olio, sale e pepe
  5. Preparare l’insalata di Astice, Pomodori e Cipolla condirla con olio e sale
  6. Disporre nel piatto come meglio si crede e condire con la Salsa della testa

Approfondiamo la preparazione del’Astice o Aragosta alla Catalana, entriamo nei particolari

Si inizia con l’affettare finemente la Cipolla, mettendola a bagno in acqua, per renderla più leggera, volendo, per renderla ancora più gradevole a palati particolarmente difficili, aggiungete uno o due cucchiai di aceto di vino bianco.

Come detto, per fare l’Astice o Aragosta alla Catalana devono essere vivi e per rendere meno cruenta l’operazione, metteteli in frigo, in una parte molto fredda, andranno in letargo. Al momento di preparare, quando la pentola di semplice acqua già bolle, prendeteli lavateli velocemente con acqua molto fredda, metteteli in pentola dalla parte della testa e chiudete col coperchio. Passeranno dal letargo alla morte senza accorgersene e senza che ve ne accorgiate neanche voi. Il rischio è che in pentola sbattano la coda, schizzando acqua bollente, per questo io ricorro ad una imbracatura da cucina, chiarissima nella foto che segue, dopo due minuti si staccano le cordine, per comodità, prima l’inferiore, e si lascia finire la cottura, per astici medi che si trovano sui nostri mercati, che sono di parecchio sotto al chilo, sono sufficienti dieci minuti di ebollizione.

Astice o Aragosta alla Catalana

Prendete il tempo da quando l’acqua ricomincia a bollire. Appena passati i dieci minuti, lasciate tornare l’ebollizione e passate al secondo, se c’è. Usate una pentola in cui entrino del tutto, se aveste l’esigenza di rigirarli, fateli bollire per altri due minuti.

Fatto raffreddare fino a quando è possibile maneggiarlo, facendo attenzione all’acqua bollente nascosta nel carapace, si procede alla pulizia, è molto più facile di quel che pensate, basta un trinciapolli e uno schiaccianoci o un martelletto. Innanzitutto afferrate con una mano il corpo e con l’altra la testa, ruotando e tirando leggermente questa, si dividerà facilmente. Raccogliete subito con un cucchiaino il contenuto nella testa. Non vi impressionate, non è quello che state pensando, del resto profuma, vero? Ha un colore poco invitante vero ma, ve l’assicuro, non è per niente quello che continuate a pensare che sia, mettendolo in una tazza e condite con il succo di Limone, tre o quattro cucchiai di Olio EVO, Sale e Pepe Nero. Nella testa troverete anche qualche brandello di polpa, mettete sempre da parte. Tocca ora attaccare il resto, passiamo alle chele, si rompono con uno schiaccianoci, non distruggetele, se restano presentabili torneranno utili alla presentazione, quando avrete scoperto un po’ di polpa vedrete che viene via sana. C’è ancora polpa nelle braccia che sostengono le chele, vanno rotte anche queste con lo schiaccianoci o il martelletto, con delicatezza mi raccomando. Alla fine passiamo al corpo o coda. La si gira e si taglia col trinciapolli partendo dalla parte superiore, due tagli lungo la linea di congiunzione tra parte dorsale e ventrale e si apre come una scatola, lasciando intatto il carapace, che allargato un po’ lascia uscire la polpa sana. Questa la tagliamo a rotelline, il resto lo faremo a pezzetti, comodi già da portare alla bocca. Questi li condiamo insieme a Pomodori e Cipolle con il resto dell’Olio EVO, Pepe e pochissimo Sale, sia l’astice che l’aragosta sono già ben saporiti. Non resta che risistemare le rotelline ricavate dal corpo nel carapace, rimettere al suo posto testa e chele e servire, circondata dall’insalata. Solo alla fine, quando si porta in tavola irrorare il tutto con la saporitissima e profumatissima salsa.

Siamo in Facebook, cliccando qui la pagina, il gruppo molto seguito è
C’hama mangià josc . . . mamm ce croc stu mangià
Siamo anche su Twitter e in Google+

 

Precedente Dolci Natalizi Tradizionali e non Successivo Pasta con Broccoli e Ricotta Forte