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Polpette di San Rocco


Eccoci arrivati al secondo appuntamento in collaborazione con Lucia di unapennaspuntata.com. Oggi vi parliamo di San Rocco, che si festeggia il 16 agosto. Sono cresciuta in un posto in cui questo nome è abbastanza diffuso, dato che San Rocco è patrono di diversi paesi limitrofi. La settimana scorsa, quando siamo stati dai miei in Molise, ho fatto celebrare una Messa vetus ordo da un sacerdote che conosco e mi sono fatta dare un santino (che più che un santino è una cartolina) di San Rocco, quello che vedete in foto. Tra l’altro, nella chiesa in cui siamo stati era presente una statua di questo santo. Per rimanere in zona, a Capriati a Volturno, paese in provincia di Caserta vicino al posto nel quale sono cresciuta, nel 2006 è stato istituito da parte dell’Associazione Europea Amici di San Rocco, il “Museo Iconografico Europeo di San Rocco”, che raccoglie immagini, statue, arredi e paramenti sacri legati al Santo e provenienti dal tutta Italia e dal resto d’Europa.
Ora vi starete chiedendo quali piatti siano legati a San Rocco. Adesso ci arrivo. Nelle ricette dedicate ai santi, un posto d’onore viene occupato dagli gnocchi e dalle polpette, due capisaldi della cucina popolare italiana. Probabilmente, sono due piatti così diffusi perché gli gnocchi sono economici e le polpette sono un modo per portare in tavola, senza costi eccessivi, materie pregiate come la carne, aumentandone il volume con il pane e altri ingredienti. Entrambi si possono preparare con quello che si ha a disposizione, vengono associati alla festa, portano allegria e di solito piacciono a tutti (tranne al marito, che non mangia le polpette di carne…). A contendersi il podio per quanto riguarda questi due piatti, ci sono San Rocco e San Michele. San Rocco è venerato in tutta Italia, soprattutto al Sud ed è patrono di diverse comunità che ha difeso dalla peste e dalle epidemie in genere, oltre ad essere protettore della salute del bestiame. E’ il santo di numerose feste paesane in cui si serve di tutto, dalla paste e ceci ai dolci a forma di ex voto ma, come dicevo, San Rocco è prima di tutto il santo delle sagre degli gnocchi e delle polpette.
Le polpette vengono preparate usando ciò che si ha, saziano e vengono associate alla famiglia. Inoltre, consentono di riciclare gli avanzi, non richiedono particolari abilità culinarie e, soprattutto, nella maggior parte dei casi vengono cotte attraverso il metodo più soddisfacente che ci sia: la frittura.
E’ interessante notare che le sagre delle polpette siano diffuse soprattutto al Sud. Ed è tipica del Meridione la ricetta che vi propongo oggi: le polpette di San Rocco, che si preparano a Maiano, in Costiera Sorrentina. La caratteristica di queste polpette è che sono ricche di ingredienti, tra i quali diversi tipi di frutta, e quindi hanno un sapore leggermente dolce. E’ previsto addirittura il cioccolato fondente ma io ho preferito ometterlo, perché se è vero che lo adoro nei dolci, in questa ricetta, che mi sembrava già particolare, non ho voluto osare ulteriormente. Magari l’anno prossimo lo aggiungerò.
Le polpette di San Rocco sono di origine molto antica e la ricetta originale viene custodita gelosamente (io ho fatto quella del libro “Santa Pietanza” di Lydia Capasso e Giovanna Esposito). Per assaggiare quelle originali, bisogna partecipare alla sagra che si tiene il 16 agosto.
Ora vi racconto qualcosa di San Rocco, che è un santo molto attuale, essendo legato alla pestilenza. Infatti, si trovava in pellegrinaggio in Italia durante l’epidemia di peste che colpì il Paese tra il 1367 ed il 1368 e andò a soccorrere gli appestati anziché fuggire. Mentre assisteva gli ammalati a Piacenza, venne contagiato e, per non mettere a rischio la vita di altre persone, si trascinò fino ad una capanna, sulla via Francigena, dove rischiò di morire di fame e di sete. A questo punto, le antiche agiografie narrano che un cane provvide quotidianamente a portargli un pezzo di pane sottratto alla mensa del suo padrone e signore del luogo, che, seguito il cane, arrivò nel luogo in cui si trovava Rocco e lo curò. Infatti, San Rocco di solito viene raffigurato con un cane. Un altro elemento con cui viene rappresentato è la conchiglia, usata per attingere l’acqua, che nell’iconografia cattolica rappresenta il pellegrinaggio a Santiago de Compostela. A proposito, se vi siete persi il primo appuntamento in collaborazione con Lucia, QUI trovate la Tarta de Santiago, dedicata proprio a San Giacomo Maggiore.
Dovete sapere che Lucia ha studiato San Rocco per un esame all’università ed è stato anche oggetto di una tesina, che ha aggiornato sul blog per questa occasione. QUI trovate il suo contributo.
Ora veniamo alla ricetta.

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  • DifficoltàBassa
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di cottura10 Minuti
  • Porzionicirca 12 polpette
  • Metodo di cotturaFrittura
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 500 gcarne di manzo macinata
  • 1pera piccola (preferibilmente Mastantuono)
  • 1/2pesca matura ma soda (preferibilmente percoca)
  • 6amaretti
  • 6biscotti secchi (tipo petit beurre)
  • 2-3 uova
  • 2 spicchiaglio tritati (io l’ho omesso)
  • q.b.prezzemolo tritato
  • 6 cucchiaiparmigiano Reggiano DOP (grattugiato)
  • 2 cucchiainicannella in polvere
  • q.b.sale
  • q.b.pepe nero
  • 1manciata di uvetta
  • 2 cucchiaipinoli
  • 1 cucchiaiocedro candito (a dadini)
  • q.b.pangrattato
  • q.b.olio extravergine d’oliva (per friggere)
  • q.b.cioccolato fondente (facoltativo)

Strumenti

  • 1 Bicchiere
  • 1 Tagliere
  • 1 Mezzaluna o 1 coltello
  • 1 mixer (o 1 sacchetto + 1 batticarne)
  • 1 Cucchiaio
  • 1 Ciotola capiente
  • 1 Padella capiente
  • 1 pinza
  • Carta assorbente

Preparazione

  1. Per prima cosa, mettete l’uvetta in acqua tiepida per farla ammorbidire.

    Intanto, lavate, asciugate e sbucciate la pera e la pesca, dopodiché tritatele e aggiungetele alla carne.

    Tritate anche i biscotti secchi e gli amaretti (io li ho messi in un sacchetto e li ho battuti con il batticarne) ed aggiungete anch’essi alla carne, mescolando. A questo punto, unite il formaggio e le uova ed amalgamate. Poi aggiungete il prezzemolo, l’aglio (che io ho omesso), l’uvetta scolata e strizzata, i pinoli, il cedro e la cannella ed impastate bene con le mani. Ora salate e pepate e continuate ad impastare. Poi aggiungete il pangrattato sufficiente a dare consistenza al composto.

    Quindi, formate delle polpette.

    Io l’ho omesso ma se lo gradite, potete porre al centro di ciascuna un dadino di cioccolato fondente.

    A questo punto, friggete le polpette in olio ben caldo, rigirandole di tanto in tanto, per circa 10 minuti.

    Quando saranno pronte, sgocciolatele su della carta assorbente e servitele.

NOTE

Io ho preferito mangiarle al naturale ma potete consumare le polpette di San Rocco anche condite con del sugo di pomodoro, in cui le farete brevemente insaporire dopo averle fritte.

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