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Fileja tropeani con tonno e cipolla

Un’amica, tempo fa, mi regalò una confezione di fileja tropeani, un formato di pasta tradizionale calabrese tipico di Tropea, in provincia di Vibo Valentia. Erano nella credenza da un po’ e nei giorni scorsi mi sono decisa ad usarli: ho cercato qualche ricetta ed ho scelto quella dei fileja tropeani con tonno e cipolla trovata sul sito www.granconsigliodellaforchetta.it, alla quale mi sono liberamente ispirata.
Sul pacco che mi hanno regalato c’è scritto che la pasta è stata prodotta a Capo Vaticano: e io che credevo che l’unico Vaticano fosse quello di Roma (abbiate pietà: non sono mai stata in Calabria)… Tra l’altro, non ho capito se questa pasta è maschile o femminile. Una mia amica di Facebook calabrese mi ha scritto che la chiamano “la fileja”, al femminile, ma sulla confezione c’è scritto “fileja tropeani”, quindi al maschile. Pensavo che, forse, al plurale diventasse maschile ma la mia amica ha detto che non ne parlano al plurale, quindi, mi viene da pensare che si sia trattato di un errore sulla confezione.
La caratteristica forma a spirale di questa pasta si ottiene con il “dinaculu o filejo”, il bastoncino di sparto, una pianta delle graminacee che cresce nelle zone mediterranee, attorno al quale vengono avvolte sottili strisce di impasto per farle assumere la forma arrotolata, tramite la filatura, dalla quale deriva il suo nome. I fileja sono chiamati anche maccheroni al ferretto o, in dialetto calabrese, “maccarruni”. Sono simili ai fusilli della lunghezza di circa dieci centimetri; ricordano anche le trofie liguri ma sono più grossi.
Vengono lavorati soltanto con acqua tepida, un pizzico di sale e semola di grano duro, che rispetto alla farina di grano tenero dà alla pasta una maggiore corposità e la rende perfetta per amalgamarsi con i sostanziosi condimenti della cucina calabrese. Con questo formato di pasta si abbinano bene i prodotti tipici del luogo, come la nduja di Spilinga, il tonno fresco (che io ho sostituito con quello in scatola) le cipolle di Tropea. Ci sono anche delle versioni con le verdure oppure con sughi a base di legumi come fagioli o ceci, o con ragù di capra o carni miste, con polpettine di vitello e pomodoro, con pescespada e melanzane o con cozze e pomodorini. Nel periodo estivo sono ottimi da gustare anche come base per paste fredde o in insalata.
Nati in tempi lontani nelle case contadine dell’entroterra vibonese, in passato venivano consumati appena fatti oppure messi ad essiccare all’interno delle madie e conservati per mesi. La loro preparazione è un vero e proprio rito che coinvolge tutta la famiglia.

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  • DifficoltàBassa
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione10 Minuti
  • Tempo di cottura40 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 320 gfileja tropeani
  • 240 gtonno sott’olio (sgocciolato)
  • 2cipolle di Tropea
  • 400 gpassata di pomodoro
  • 1 filoolio extravergine d’oliva
  • 1peperoncino
  • 1 ciuffoprezzemolo
  • q.b.origano
  • 1 pizzicosale

Strumenti

  • 1 Mezzaluna
  • 1 Tagliere
  • 1 Padella
  • 1 Cucchiaio di legno
  • 1 Pentola

Preparazione

  1. Per preparare i fileja tropeani con tonno e cipolla, per prima cosa sbucciate e tritate le cipolle.

    Poi tritate anche il prezzemolo ed il peperoncino.

    Ora fate soffriggere la cipolla in una padella con un filo d’olio caldo.

    Poi aggiungete il tonno spezzettato e fatelo rosolare per qualche minuto.

    A questo punto, aggiungete la passata di pomodoro, il sale, un po’ di origano ed il peperoncino. Continuate la cottura del sugo per circa 15 minuti a fuoco dolce.

    Intanto, fate cuocere la pasta in una pentola con abbondante acqua bollente salata. Poi scolatela al dente e versatela nella padella con il sugo, dopodiché fatela saltare in padella per un paio di minuti, mescolando per farla insaporire.

    Infine, impiattate e guarnite con il prezzemolo tritato.

     

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