Pizza perfetta facile

Alla Lifferia, amiamo la pizza e, come vi avevo già accennato in passato, mi piace prepararla in tanti modi diversi. Tra i tanti di impasti, vi avevo già raccontato la pizza in teglia veloce, simile a quella del fornaio o della pizzeria al taglio, e la pizza al piatto senza impasto con pietra refrattaria, che sfrutta un metodo di preparazione facile e tempi di lievitazione modesti. Oggi, però, vi racconto un ulteriore tipo di impasto, testato diverse volte, che mi ha dato un sacco di soddisfazioni, portandomi a pensare che questa sia la pizza perfetta. Quantomeno per i nostri gusti.

Gli italiani, infatti, sono un popolo esigente e particolare: è sufficiente pensare al caffè. Ogni volta che vado all’estero, il caffè è la prima cosa che mi viene a mancare ed è la prima che cerco al mio ritorno. Ma il caffè non è uguale per tutti: c’è chi preferisce la moka, chi l’espresso, passando per mille sfumature e interpretazioni del caffè. Lo stesso avviene per la pizza: alta, sottile, croccante, morbida… è davvero impossibile trovare una pizza passepartout che raccolga il consenso del 100% degli italiani.

Tuttavia, credo di avere trovato la pizza perfetta per la mia interpretazione di pizza. Contenta del risultato con i vari pani di Jim Lahey (come il pane integrale, il pane di segale e ultime, ma non meno sfiziose, le stecche) trovati sul suo libro “Pane senza impasto”, ho voluto leggere l’altro suo libro, interamente dedicato alle pizze. Nella sua introduzione, esprime gratitudine verso l’Italia, che ha costruito il suo background professionale, ma osserva con severità che non è infrequente, da parte delle pizzerie italiane, l’abitudine di investire poco sulla qualità. Lievitazioni troppo veloci e materie prime di scarsa qualità non valorizzano uno dei vanti della cucina italiana. Lui, dal canto suo, ha costruito questa pizza perfetta avendo ben chiara l’idea di ciò che voleva ottenere: da un lato voleva mettere da parte le infelici realtà italiane, dall’altro quelle americane, fatte di catene che vendono pizze industriali, prodotti ben lontani da quelli della nostra tradizione.

La pizza perfetta è dunque una pizza morbida ma “sostenuta” quel tanto che serve a non far scivolare il condimento dalla fetta; con una crosta superficiale sottile, che lascia subito spazio alla morbidezza; con poco lievito ed un lungo riposo, ottenendo così una pizza perfetta anche sotto il profilo della digeribilità; con un metodo facile, alla portata di tutti, persino di un bambino. Ecco perchè la chiamo pizza perfetta: non resta sullo stomaco, è gustosa, ha una consistenza meravigliosa ed un sapore fantastico. Non so come altro potrei descrivervela, se non confidandovi che, probabilmente, è la pizza migliore che sia mai uscita dal mio forno. :)

Sarà la pizza perfetta anche voi? Chissà… fatemelo sapere nei commenti!

Pizza perfetta facile

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pizza perfetta

ingredienti | 4 pezzi

500 g di farina 0
350 g di acqua
16 g di sale
2 g di lievito di birra fresco

200 g di mozzarella
12 cucchiai di passata di pomodoro*
sale

* Alla Lifferia, usiamo la passata di pomodoro che prepariamo in casa ogni estate. E’ densa e corposa e la mia ricetta, tramandata dalla nonna, contiene già il basilico ed il sale. Se usate prodotti industriali, vi consiglio di scegliere una passata rustica oppure, meglio ancora, di prediligere i pomodori a pezzi, scolati dalla loro acqua di conservazione. Ricordate naturalmente di aggiungere un pizzico di sale.

procedimento

In una ciotola, mescolare la farina e il sale. In una caraffa, disciogliere il lievito nell’acqua, quindi versare gradualmente il tutto nella ciotola, mescolando con una forchetta per pochi secondi fino ad assorbimento della farina. Coprire con pellicola trasparente e riporre a lievitare a temperatura ambiente per circa 18 ore (un po’ meno se l’ambiente è caldo), al termine delle quali, l’impasto risulterà più che raddoppiato.

Trascorso questo tempo, trasferire l’impasto su una spianatoia infarinata: l’impasto potrà sembrare esageratamente idratato, quasi fluido ed molto appiccicoso, ma dovrà proprio essere così. Con una spatola e le mani infarinate, dividere il composto in 4 parti uguali.

Per ciascuna porzione, aiutandosi con la spatola, tendere un lembo di impasto dalla parte sinistra e ripiegarlo verso il centro; tendere quindi il lembo opposto e ripiegarlo al centro; ripetere l’operazione con il lembo superiore e inferiore. L’ordine non ha importanza: l’importante è eseguire 4 pieghe. A questo punto, l’impasto non dovrebbe più risultare appiccicoso; se dovesse ancora esserlo, aiutandosi con la farina, eseguire un paio di altre pieghe. Capovolgere la porzione di impasto con il lato di giunzione delle pieghe rivolto verso il basso ed arrotondarlo formando una pallina, quindi procedere con le altre tre parti.

Formare le pizze, partendo dalla prima porzione di impasto lavorata e coprendo le altre con un telo di cotone pulito. Con le mani leggermente infarinate, posare la pallina sulle nocche della mano chiusa a pugno e iniziare ad allargare l’impasto con i pugni chiusi, sfruttando quindi il peso proprio dell’impasto, che pian piano si allargherà. In questa fase, l’impasto non dovrebbe risultare appiccicoso e, qualcosa allargandolo lo diventasse, infarinare il piano e le mani con la minor quantità di farina possibile, e continuare ad allargarlo fino a che non si sarà raggiunta la dimensione di una pizza (da 28 a 32 cm circa). E’ opportuno maneggiare l’impasto per il minor tempo possibile per non rompere le bolle dei gas di lievitazione.

Infarinare bene la pala e posizionarvi l’impasto, cercando di regolarizzare la forma circolare, quindi distribuirvi la passata di pomodoro con il dorso di un cucchiaio, seguita eventualmente da un pizzico di sale. Distribuire un po’ di mozzarella tagliata a cubetti (o a fette, a seconda delle preferenze) ed infornare sulla pietra refrattaria posta nel ripiano più basso del forno a gas preriscaldato a 250°C. Cuocere per circa 7 minuti, fino a che la crosta non risulterà dorata ed il condimento non sobbollirà in superficie. Si consiglia comunque di controllare a vista la cottura, soprattutto le prime volte che ci si cimenta con questa ricetta della pizza perfetta.

un consiglio in più

Se si usa il forno elettrico, bisogna avere in mente di scaldare benissimo la pietra refrattaria. Per fare questo, vi riporto i segreti di Jim Lahey: riscaldare il forno a 250°C, con la pietra posizionata nel ripiano più alto e, quando la temperatura viene raggiunta, aprire l’anta per circa 30 secondi e richiuderla. In questo modo, il forno riaccende la resistenza perchè avverte la fuoriuscita del calore, tuttavia la pietra non avrà fatto in tempo a perdere temperatura. A questo punto, se è opzionale e non è già acceso, accendere anche il grill per una decina di minuti, assicurando così il massimo riscaldamento possibile della pietra refrattaria. Al momento di infornare, è consigliabile abbassare di un ripiano la pietra, in modo che la pizza non bruci sulla parte superiore.

Ad ogni modo, vi invito a trovare i trucchi e gli espedienti più adatti alle caratteristiche del vostro forno, poichè ogni forno è e resterà sempre differente. :)

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Pizza perfetta facile

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2 Commenti su Pizza perfetta | Ricetta facilissima

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