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Pasta con le sarde, ricetta della nonna

Dal pescivendolo, nei giorni scorsi, le sarde erano fresche e a buon mercato. Ho cucinato la pasta con le sarde, ricetta della nonna da cui non mi discosto mai (in realtà questa volta ho usato fusilli bucati invece dei tradizionali bucatini, ma a parte questo tutto da regolamento). Con solo 3€ di pesce ho dato da mangiare – bene – a tre persone.
La ricetta della nonna della pasta con le sarde, finocchietto e zafferano è infallibile. consiglio a tutti di provare a cucinare questo piatto siciliano: le sarde, pesciolini economici ma efficaci portano in sé tutto il sapore del mare.

Pasta con le sarde alla siciliana
  • DifficoltàMedia
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione45 Minuti
  • Tempo di cottura20 Minuti
  • Porzioni4
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana

Ingredienti per la ricetta della nonna della pasta con le sarde

  • 400 gsarde (fresche)
  • 300 gfinocchietto selvatico
  • 50 guva passa
  • 50 gpinoli
  • 1cipolla rossa di Tropea
  • 1 bustinazafferano
  • 3 cucchiaipangrattato
  • 4 cucchiaiolio extravergine d’oliva

Come preparare la pasta con le sarde

  1. fusilli bucati con sarde zafferano finocchietto

    La prima cosa da fare, e la più noiosa, è pulire le sarde. Per svolgere questa operazione senza conseguenze per le mani, mi sono messa un paio di guanti monouso, anche se devo dire che le sarde puzzano molto meno delle acciughe. Ho tolto la testa e la coda dei miei freschissimi pescetti. Mi hanno fatto faticare per levare la lisca completamente, ma alla fine ho vinto io.

    Quindi ho sciacquato le sarde velocemente sotto l’acqua fresca, le ho tagliate a pezzetti non troppo piccoli (ogni mezza sarda in tre pezzi) e le ho conservate in frigo, in un piatto.

    Mentre facevo tutto questo, sul fuoco, in una padella con acqua e olio stava cuocendo piano piano una cipolla di tropea tagliata sottile, a cui ho aggiunto l’uvetta già ammorbidita e lo zafferano. Poco dopo ho spento il fuoco, in modo che la cipolla non bruciasse, lo zafferanno avesse un po’ di liquido e che, proprio in quel poco liquido, l’uvetta potesse finire di gonfiarsi. A fuoco spento ho aggiunto le sarde a pezzi, ho mescolato e lasciato che i sapori si sposassero per bene.

    Intanto ho messo sul fuoco una pentola d’acqua a bollire e ho pulito il finocchietto, togliendo i gambi duri e lavando le foglie morbide sotto l’acqua fresca.

    Una volta finito, l’ho sbollentato velocemente nella stessa acqua della pasta, l’ho scolato e passato sotto l’acqua fredda per mantenere il colore. Per finire l’ho tagliato sottile e l’ho aggiunto in padella insieme ai pinoli.

    Mentre la pasta bolliva, io ho tostato in un padellino con olio e sale il pangrattato da usare poi, al posto del formaggio grattugiato. A cottura ultimata – mi raccomando: al dente – ho acceso il fuoco sotto la padella con le sarde e tutto il resto e ho versato la pasta nel sugo; poi ho girato con cura per qualche minuto. Infine ho assaggiato il sale, ho cosparso la pasta con il pangrattato rosolato e ho servito in tavola.

    Questa pasta è un piatto completo, a cui basta far seguire un’insalata mista abbondante.

Precisazioni indispensabili per una perfetta pasta con le sarde, ricetta della nonna

Da piccola detestavo questa pasta di mia nonna perché c’erano sempre le spinette. Attenzione a togliere la piccola pinna dorsale delle sarde e le lische che restano di lato: se no i bambini non la mangiano…

Se il finocchietto fosse introvabile, cosa che qui al nord capita, avete due possibilità: andare a fare una passeggiata nei dintorni e raccoglierlo (se ci sono le sarde, ci sarà certamente anche lui), oppure usare le barbe degli ultimi finocchi. Non è proprio identico, ma accettabile sì, soprattutto se aggiungete in padella una presa di semi di finocchio siciliani.

Il pangrattato condito e rosolato in padella è una gran bontà, in Sicilia si usa in tante ricette. In questa pasta è molto utile perché assorbe l’acquetta del pesce, che potrebbe rendere il sugo troppo lento. Vi consiglio di non fare come me che, questa volta, l’ho dimenticato.

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Pubblicato da lareginadelfocolare

Mi chiamo Silvia e vivo a Genova. Da tanti anni cucino per amore. Se volete conoscermi meglio, venite a fare quattro chiacchiere in cucina.