Pane di grano Solina senza impasto

Il pane di grano Solina senza impasto è un pane dal gusto antico, un pane rustico, casereccio, profumato, buono… un pane che ci fa riscoprire i sapori del passato… Per preparare il pane di grano Solina ho utilizzato il metodo “senza impasto”, la lunga e lenta lievitazione e la cottura in pentola… Si dopo ve lo racconto, giù in fondo alla ricetta, il grano Solina… d’altra parte è un grano abruzzese… è “storia di casa mia”…

Pane di grano Solina senza impasto Cucina vista mare
  • Preparazione: I tempi di riposo + 15 Minuti
  • Cottura: 45 Minuti
  • Difficoltà: Medio
  • Porzioni: 1 pagnotta da 1,200 grammi
  • Costo: Economico

Ingredienti

  • 800 g Farina Solina
  • 16 g Sale
  • 600 ml Acqua
  • 2 g Lievito di birra secco

Preparazione

  1. In una ciotola mescolare la farina con il sale. Aggiungere il lievito di birra e poi l’acqua mescolando con un cucchiaio di legno per non più di trenta secondi. Otterrete un impasto irregolare e appiccicoso. Coprirlo con un canovaccio e lasciarlo lievitare a temperatura ambiente (circa 22°) per diciotto ore: l’impasto dovrà raddoppiare.

  2. Trascorso il tempo di lievitazione rovesciare l’impasto sul piano di lavoro infarinato aiutandosi con una spatola in silicone, un raschiapasta o un tarocco. Anche se l’impasto sarà molto morbido non bisogna aggiungere farina. Con le mani infarinate o con il tarocco sollevare la parte esterna e ripiegarla verso il centro. Modellarlo in modo da ottenere una palla (non sarà facile poiché l’impasto è molto idratato). Stendere sul piano di lavoro un canovaccio e cospargerlo abbondantemente con la farina (io utilizzo quella di mais). Trasferire il panetto sul canovaccio con la parte piegata sotto. Se fosse particolarmente appiccicoso cospargerlo con la farina anche sopra. Ripiegare il canovaccio sul panetto per coprirlo ed evitare che lievitando perda la forma ma senza stringerlo troppo. Lasciarlo lievitare per due ore in luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria. Sarà pronto quando è raddoppiato di volume.

  3. Mezz’ora prima che si concluda la fase di lievitazione preriscaldare il forno a 245° con la griglia nella parte più bassa. Mettere all’interno una pentola in ghisa o in ceramica del diametro di 26 centimetri con il suo coperchio, in modo che si riscaldi molto bene.

  4. Tirare fuori la pentola calda dal forno (non dimenticate i guanti e fate attenzione perché potreste scottarvi), togliere il coperchio, sollevare delicatamente il canovaccio con all’interno il pane, aprirlo e rovesciare il pane dentro la pentola calda con un gesto rapido ma delicato (la parte piegata dovrà stare verso l’alto).

  5. Coprire la pentola col suo coperchio e trasferirla in forno: cuocere per trenta minuti. Togliere il coperchio e proseguire la cottura per altri quindici minuti finché il pane non sarà di un bel colore dorato scuro.

  6. Tirare fuori il pane della pentola e lasciarlo raffreddare su una gratella prima di tagliarlo.

Note

Per approfondire il metodo del pane senza impasto e della cottura in pentola potete leggere QUI.

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Curiosità

Il grano Solina è un grano tenero coltivato principalmente nella zona dell’Appennino abruzzese quindi nell’area del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Dice un antico proverbio che “la Solina è la mamma di tutti i grani”: la sua presenza infatti risale al 1500 come testimoniano alcuni atti notarili di compravendita stipulati presso la Fiera di Lanciano. Era forte il legame tra questo grano e gli abruzzesi perché garantiva l’alimentazione e la sopravvivenza delle famiglie contadine: “se il contadino vuole andare al mulino deve seminare la Solina”. “Quella di Solina aggiusta tutte le farine”, “ogni grano torna a Solina” recitano altri proverbi a indicare la caratteristica organolettica di questo grano. Il grano di Solina resiste al freddo e alla neve per questo è adatto ad essere coltivato ad altitudini che vanno dai 600 ai 1400 metri nella zona del versante aquilano, mentre dove la montagna si affaccia su Teramo e Pescara e gode dell’influsso del mare la coltivazione non scende sotto i 750 metri perché sono proprio l’altitudine e il freddo a rendere eccellente il prodotto. La semina del grano Solina è esclusivamente autunnale e la raccolta avviene a luglio inoltrato. E’ una coltivazione impegnativa, la resa non è alta per questo, come per molti grani antichi, fu abbandonata, ma oggi una cooperativa composta da una decina di agricoltori porta avanti il progetto di recupero e valorizzazione di questa antica varietà di grano. La farina che si ottiene ha un colore chiaro, è profumata, ha “sapore”, e la si utilizza per fare il pane ma anche la pasta.

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