Cima alla Genovese: Un Viaggio nel Cuore della Tradizione Ligure
La Cima alla Genovese non è solo un piatto, ma una grande ricetta della tradizione culinaria ligure.
Questa preparazione, che unisce sapori forti e delicati in un ottimo equilibrio, racconta storie di famiglia, di feste e di ritrovi intorno alla tavola.
Per noi, la Cima è il cavallo di battaglia di famiglia, sempre presente in occasioni speciali come Natale e Pasqua, proprio perché richiede pazienza e precisione.
Dimentica la fretta. La preparazione della Cima è un rituale, ma il problema che si presenta spesso è doppio:
Il Ripieno Asciutto: Se il ripieno è troppo secco, la Cima risulterà stopposa e poco legata.
La Forma che Cede: Se la cucitura non è perfetta o la carne non viene pressata bene, la Cima può deformarsi o aprirsi in cottura.
Il segreto per la riuscita è proprio nella fase finale. Dopo aver farcito la sacca di carne, devi cucire la chiusura in modo preciso per evitare che il ripieno fuoriesca. Ma il trucco finale è il raffreddamento: devi lasciare la Cima in infusione nel suo brodo dopo la cottura, e soprattutto, devi pressarla (magari con un peso sopra) mentre raffredda. Questo garantisce che rimanga compatta, tenga perfettamente la forma una volta affettata e che il ripieno si leghi.
Il ripieno, un mix saporito di carni, verdure e formaggio, è il cuore di questa ricetta. Preparati a un’esperienza che premia con un risultato che incanta sia il palato che la vista. Servita fredda, a fette sottili, la Cima è un antipasto o un secondo indimenticabile.
- DifficoltàMedia
- CostoMedio
- Tempo di preparazione40 Minuti
- Tempo di cottura3 Ore
- Porzioni8
- Metodo di cotturaFornello
- CucinaItaliana
Ingredienti CIMA ALLA GENOVESE
Strumenti
Procedimento CIMA ALLA GENOVESE
1. Preparazione del Ripieno
Inizia ammollare i funghi secchi in acqua tiepida per circa 20 minuti. Nel frattempo, in una padella, sciogli il burro e un filo d’olio e fai soffriggere un trito fine di cipolle e carota. Aggiungi la polpa di vitello e la cervella tritate, rosolandole bene. Unisci i piselli e i funghi strizzati e tritati.
2. L’Aggiunta degli Aromi
Spegni il fuoco. In una ciotola capiente, mescola la carne rosolata con la mollica di pane precedentemente ammorbidita nel latte e strizzata, i pinoli, l’aglio tritato finemente e abbondante maggiorana. Regola di sale e unisci il vino bianco, mescolando bene per amalgamare. Lascia cuocere il ripieno a fuoco lento fino a che il vino non sarà evaporato completamente.
3. Farcitura della Tasca
Metti il ripieno in una ciotola, lascia intiepidire e aggiungi le uova sbattute e il parmigiano. Mescola per ottenere un composto omogeneo. Prendi la tasca di vitello e riempila con il ripieno, ma non oltre la metà. Questo è il segreto fondamentale per evitare che la cima scoppi durante la cottura. Cuci l’apertura con del filo da cucina, assicurandoti che sia ben chiusa.
4. La Cottura
In una pentola grande, porta a ebollizione dell’acqua salata. Immergi la cima e unisci una cipolla intera, una carota e una costa di sedano. Fai cuocere a fuoco medio-basso per circa due ore. Durante la cottura, buca la sacca con uno spillo o uno stuzzicadenti lungo ogni 15-20 minuti, per far uscire l’aria ed evitare che si gonfi e si rompa.
5. Il Riposo e il Taglio
Una volta cotta, scola la cima e lasciala raffreddare completamente. È fondamentale metterla sotto un peso (ad esempio, con un tagliere e sopra un paio di barattoli pesanti) per farle mantenere la forma e far fuoriuscire l’eventuale brodo in eccesso. Solo quando sarà completamente fredda, tagliala a fette spesse circa un centimetro.
Note sugli Ingredienti
Per la cima, è importante chiedere al macellaio un petto di vitello con la sua “tasca” già formata. Se non la trovi, puoi chiedere di fartela preparare, assicurandoti che la carne sia di ottima qualità. La cervella di vitello, un tempo ingrediente chiave, è oggi difficile da reperire. Se non la trovi, puoi sostituirla con 50 grammi di mortadella di qualità, che aggiungerà sapore e morbidezza, oppure con del midollo o della salsiccia spellata. Per la maggiorana, quella fresca è essenziale per il suo profumo inconfondibile: non usare quella secca.
Conservazione
La cima alla genovese si conserva in frigorifero per 3-4 giorni, avvolta in pellicola trasparente o in un contenitore ermetico. Essendo un piatto che va servito freddo, è perfetta per essere preparata in anticipo. Si può anche congelare, già affettata, per averla sempre pronta.
Varianti e Abbinamenti
Ripieno più ricco: Puoi arricchire il ripieno con altri ingredienti, come animelle o testicoli di vitello, seguendo la ricetta originale più antica. Oppure, per un gusto più deciso, aggiungi 50 g di salsiccia spellata e sbriciolata.
Versione vegetariana: Sostituisci la carne con un mix di verdure tritate finemente (zucchine, carote, sedano), patate bollite e schiacciate e funghi porcini. Per un tocco in più, aggiungi anche del tofu affumicato a cubetti.
Abbinamenti: La cima è deliziosa gustata da sola, ma il suo abbinamento tradizionale è con la salsa verde. Si sposa bene anche con verdure fresche come insalata, pomodori e olive, o con una salsa a base di yogurt e erbe aromatiche.
Le Origini e la Storia
La cima alla genovese affonda le sue radici nella tradizione contadina e marinara di Genova e della Liguria. Nata come piatto di recupero, serviva a riutilizzare parti meno nobili del vitello e altri avanzi, trasformandoli in una pietanza ricca e sostanziosa. La sua forma caratteristica, quella di una “sacca” imbottita, ricorda le borse che i marinai portavano con sé durante i lunghi viaggi. Nel tempo, è diventata un piatto celebrativo, immancabile sulle tavole delle feste e delle domeniche in famiglia.
Per un’Esperienza Completa
La cima è una vera delizia da portare in tavola. Se vuoi conquistare ancora di più i tuoi ospiti, prova ad aggiungere una foto o un video che mostri il momento in cui la cima viene tagliata, rivelando l’interno colorato e invitante. Aggiungi nel tuo post un invito a gustarla come si farebbe a Genova: con una fetta di pane croccante e un bicchiere di buon vino bianco ligure, come un Vermentino.
FAQ (Domande e Risposte)
1. Perché la mia cima è scoppiata in cottura?
Il motivo più comune è che è stata riempita troppo. Ricorda di riempire la tasca solo fino a metà per lasciare spazio al ripieno di espandersi. Anche una cottura a fuoco troppo alto può essere causa della rottura.
2. Posso usare altri tipi di carne?
Tradizionalmente si usa il petto di vitello, ma è possibile utilizzare anche carne di vitello più magra o un misto di vitello e maiale per un sapore più intenso.
3. Come si fa a capire se la cima è cotta?
La cima è cotta quando, forandola con uno spiedo o una forchetta, risulta tenera e morbida. Le tempistiche possono variare a seconda della grandezza della tasca, ma in genere due ore sono sufficienti.
Dosi variate per porzioni
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