Panini fast food LiffBurger #1

Ok, per raccontarvi da dove nascono i panini fast food LiffBurger #1, mi tocca proprio fare outing. Mi capita talvolta di avere voglia di fast food. Quindici anni fa o poco più, quando ancora facevo le superiori, avevano aperto a Reggio Emilia il primo (ed unico, per molti anni a seguire) fast food. Io vivevo logicamente in provincia, tra vigneti e campagne e, soprattutto, tra feste di paese e trattorie a base di gnocco fritto e tigelle, perciò questo benedetto cibo da fast food io lo potevo vedere solo nei film o “espatriando” in qualche grande città.

Partivamo, io e le mie amiche, dirette verso Reggio Emilia, macinando la bellezza di una ventina di chilometri tra le vibrazioni dei nostri motorini (ancora non avevamo la patente) e le nebbie tipiche delle mie zone, quelle dense che avvolgono nel mistero tutto ciò che si trova oltre due metri dalla tua ruota anteriore; tant’è che continuavamo a far suonare i nostri clacson per confermare la nostra presenza nel gruppetto. E arrivavamo là, dove questo cibo “esotico” ci aspettava, che ci pareva buonissimo solo perchè era nuovo e anticonformista.

Poi, pian piano son cresciuta e, vuoi perchè la novità era passata, vuoi perchè i gusti saranno diventati più raffinati, a quel fast food capitavo piuttosto raramente. In tempi più recenti, passati i 30 anni suonati, complici due traslochi ravvicinati che hanno reso la mia cucina fuori combattimento per alcuni periodi, abbiamo optato per qualche cena al fast food; non so cosa sia successo, ma onestamente quel cibo mi è sembrato molto diverso e per niente gustoso. Patatine fritte male, pane gommoso, carne dolciastra, salse invasive… Sarà cambiato il mio palato? Sarà peggiorata la qualità?

A me, però, le serate alternative piacciono, e così perchè avrei dovuto rinunciarvi? E così Lifferia, qualche sera, si trasforma in fast food, o dovremmo dire Slow Food? Oh no, qui parliamo di Very Slow Food!

Vi sto presentando una nuova speciale sezione, in cui raccoglierò il Very Slow Food di Lifferia, cioè quel cibo alternativo e un po’ fuori dallo schema di un menu classico; un fast food al contrario, che prende ispirazione dai fast food e simili, ma mira a piatti qualitativamente migliori, più digeribili, più genuini, con il piacere di prepararli a casa e offrirli alle persone che amiamo. Ecco da dove nasce il primo LiffBurger #1: piccoli panini fast food style con morbido pane integrale, pancetta affumicata del Trentino Alto Adige e Tomino Piemontese. Comincia a piacervi l’idea del Very Slow Food? ;-)

Panini fast food LiffBurger #1

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Panini fast food LiffBurger #1

scarica la ricetta stampabile

ingredienti | 12 pezzi

12 bocconcini di pane integrale (vedi la ricetta)
24 fette di pancetta affumicata del Trentino Alto Adige
6 foglie di lattuga
3 tomini piemontesi

procedimento

Scaldare bene una bistecchiera; nel frattempo, tagliare trasversalmente in tre parti i panini integrali. Riscaldare le sezioni dei panini e grigliare i tomini. Dividere in quattro spicchi ogni tomino caldo e ricomporre i panini: porre uno spicchio di tomino alla base, coprire con il disco intermedio del panino, quindi adagiare due fettine di pancetta affumicata, mezza foglia di insalata e coprire con la calotta superiore del panino.

Procedere velocemente fino ad esaurimento degli ingredienti, e tenere in caldo (ad esempio, adagiando i panini farciti sulla bistecchiera a fuoco spento). Fermare i panini fast food LiffBurger #1 con uno stuzzicadenti e servire subito, caldi o tiepidi.

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LiffBurger #1

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2 Commenti su Panini fast food – LiffBurger #1

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