Pappa al pomodoro

La pappa al pomodoro è una ricetta povera della cucina contadina toscana che si prepara con ingredienti semplici: pane “sciocco” ossia il toscano senza sale e raffermo, pomodori (l’ideale sarebbe il costoluto fiorentino), basilico, aglio e naturalmente olio extravergine toscano. Era un piatto di recupero la pappa al pomodoro, nato per riutilizzare gli avanzi di pane indurito, una deliziosa zuppa da gustare calda in inverno (si prepara utilizzando i pelati) o a temperatura ambiente, come la preferisco, in estate. Come per tutte le ricette tradizionali anche per la pappa al pomodoro esistono più versioni con piccole varianti… quella che vi propongo e che mi sono limitata a fotografare l’ha preparata la mia amica Samuela mescolando e personalizzando qualche ricetta trovata sul web. Buona, saporita, gustosa, la pappa al pomodoro è senz’altro uno dei simboli della cucina toscana insieme alla panzanella e alla ribollita… provatela… vi piacerà!

  • Difficoltà:Bassa
  • Preparazione:15 minuti
  • Cottura:20 minuti
  • Porzioni:4 persone
  • Costo:Basso

Ingredienti

  • Pane toscano raffermo 200 g
  • Pomodori costoluti (o 300 grammi di pomodori pelati) 6
  • Aglio 2 spicchi
  • Basilico fresco 2 foglie
  • Olio extravergine d’oliva toscano 40/50 ml
  • Sale q.b.

Preparazione

  1. In un tegame, meglio se di coccio, versare l’olio extravergine d’oliva toscano (in questa ricetta l’olio non deve mancare ma abbondare perché gli ingredienti sono pochi), aggiungere l’aglio schiacciato e lasciarlo scaldare (non deve soffriggere ma solo rilasciare il suo profumo). Unire poi i pomodori senza pelle e passati (Samuela ha utilizzato sia il pomodoro fresco che la polpa di pomodoro). Mescolare delicatamente in modo che si distribuiscano i sapori e i profumi. Regolare di sale, aggiungere il basilico spezzettato con le mani e quando il pomodoro inizia a bollire unire il pane raffermo tagliato a dadini e mescolare. Il pane assorbirà il pomodoro. Lasciar cuocere a fuoco basso per quindici minuti circa o fino a che il pane non sarà “sfatto” e il liquido tutto ben assorbito. Servire con un filo d’olio extravergine toscano a crudo.

Note

Qualche ricetta prevede l’aggiunta di acqua o brodo per portare a cottura la pappa al pomodoro ma per una cottura così breve può essere sufficiente il liquido rilasciato dai pomodori se però vi accorgete che non basta unite pure un po’ d’acqua o di brodo.

In altre ricette il pane viene tagliato, tostato in forno e poi aggiunto a fette, in altre versioni il pane raffermo di 2/3 giorni viene messo in ammollo prima di essere aggiunto al pomodoro. Il metodo utilizzato da Samuela di tagliarlo a cubetti facilita comunque la “rottura” del pane.

Curiosità

Si dice che la cottura della pappa al pomodoro vada regolata col metodo dei “sette veli”: il velo è la pellicina che si forma durante la cottura della pappa al pomodoro e che va rotto mescolando. Poi si forma un nuovo velo e si ripete l’operazione sette volte. Allora la pappa al pomodoro sarà cotta.

Dove nasce la pappa al pomodoro? Secondo alcune fonti nelle campagne fiorentine, secondo altre in quelle senesi. Arriva poi fuori dalla Toscana con il “Giornalino di Gianburrasca” scritto nel 1907 dal giornalista fiorentino Luigi Bertelli conosciuto con il soprannome di Vamba. Nel racconto scritto sottoforma di diario si raccontano le avventure di Giannino Stoppai un ragazzino monello e indisciplinato soprannominato per questo Gian Burrasca. Rinchiuso in collegio e stufo della solita minestra di riso servita alla mensa Giannino e un compagno versarono petrolio nei sacchi di riso rovinando la provvista. Così la minestra venne sostituita dalla pappa al pomodoro. (Fonte delle informazioni QUI).

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