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Cosa vuol dire essere una food blogger

Cosa vuol dire essere una food blogger

Cosa vuol dire essere una food blogger? E’ questa una delle domande che mi viene rivolta più spesso. Il lavoro del food blogger sembra semplice: si cucina, si mette il piatto sul tavolo, si scatta una foto e si pubblica la ricetta nel blog, una sorta di ricettario online. E che ci vuole? Niente di più facile… Ma è davvero tutto qui?

Cosa vuol dire essere una foodblogger Cucina vista mare

Nella realtà le cose sono un po’ diverse… essere un/a food blogger vuol dire più che saper cucinare, la passione per la cucina da sola non è sufficiente a mettere su un blog. Anche se non è richiesto uno specifico titolo di studio, il/la food blogger deve avere buone conoscenze di cultura generale e saper scrivere in italiano corretto.

Deve avere conoscenze di informatica: SEO, indicizzazione, ottimizzazione, aggiornamenti…perché il blog va aggiornato… voi lo vedete bello, pulito, ordinato, chiaro, ma dietro c’è tutto un lavoro tecnico che lo tiene su… cose che per me erano al pari di una lingua straniera e che ancora oggi, dopo quasi quattro anni, qualche volta mi mandano in tilt… e meno male che abbiamo un’assistenza e un supporto sempre disponibile ad arrivare in soccorso ma bisogna comunque possedere delle basi… un blog si gestisce in buona parte da pc.

Il/la food blogger deve conoscere il mondo del “food”, le materie prime, i prodotti e la loro stagionalità, i produttori e le aziende, le “eccellenze” del territorio, le piccole produzioni, le ricette tradizionali regionali e oggi anche le intolleranze e le allergie… perché il/la food blogger è sul web, entra in contatto con un vasto pubblico che ha difficoltà ed esigenze diverse e che spesso fa richieste precise che richiedono risposte ed indicazioni corrette.

Per specializzarsi ed essere ben preparato il/la food blogger frequenta dei corsi, “torna a scuola” per così dire… corsi di pasticceria, corsi di panificazione, corsi per imparare ad utilizzare la pasta madre e per riuscire a fare un buon pane anche nel forno di casa, corsi per imparare i segreti del temperaggio del cioccolato… e poi segue corsi di aggiornamento… un/a food blogger non smette mai di studiare… e senza pretese mette le sue conoscenze a disposizione degli altri.

Lavorare come food blogger comporta tempo, energie, costanza: il blog va aggiornato tutti i giorni… e vi sembra facile tirare fuori una nuova ricetta al giorno? E’ importante avere buone capacità organizzative e gestionali: imparare a fare dei programmi, un elenco di ricette da realizzare e stabilire delle scadenze entro cui portare a termine tali progetti. Si inizia la settimana scegliendo le ricette da cucinare per la settimana successiva e si stabilisce la lista della spesa: niente sprechi… solo quello che serve per realizzare le ricette in programma. Si esamina la propria “agenda editoriale” per controllare cosa c’è in lista per la settimana corrente e ci si mette ai fornelli… capita che io prepari anche tre o quattro ricette al giorno e non si mangia mai due volte lo stesso piatto in casa mia (tranne qualche rarissimo caso). Quante ore lavoro io? Tante…

Poi si scattano le foto, il che richiede avere buone conoscenze dell’arte fotografica… le foto sono essenziali! Se si ha qualche base bene, altrimenti si fa davvero fatica e bisogna studiare tanto. Non si scatta a caso, sul tavolo, con tutto quel che c’è intorno… no, no… si allestisce un vero e proprio set fotografico, il che vuol dire investire in una buona attrezzatura: macchina fotografica (fino a qualche tempo fa scattavo con una compattina, oggi sono passata alla reflex), cavalletto, pannelli riflettenti, eventuale box fotografico e faretti se in alcune rare (meglio mai) occasioni bisogna scattare di sera o se sta venendo giù il diluvio universale, il cielo è talmente grigio che non c’è luce ma quel piatto va assolutamente fotografato… Dove si scatta? Occorre avere un angolo ben illuminato, possibilmente vicino ad una finestra, bisogna imparare a “dosare” la luce (e qui c’è ancora tanto da studiare… magari prima o poi riuscirò a fare un bel corso di fotografia food). Ma non è tutto… occorrono i “props” ossia quegli accessori che si utilizzano in scena, sul set fotografico, che sono ad uso esclusivo del blog, che non si utilizzano per la tavola o per cucinare: piatti, bicchieri, tazze e tazzine, barattoli, vassoi, posate, tegamini, taglieri, tovaglie e tovaglioli rigorosamente stirati ad arte… le pieghe sul set non sono ammesse… E poi quando la scena è pronta si scatta…Una foto? Due? Dieci? Tante… tante foto, tanti scatti… orizzontali, verticali, da varie angolazioni modificando pure la scena se serve… e intanto la pietanza si fredda… e allora la si riscalda perché non si scattano foto ai piatti freddi, eccezion fatta se si tratta di un piatto che si gusta freddo. Si ma allora quante foto si scattano? A volte anche 300 in una giornata… dipende da quante ricette si sfornano. Poi le foto si scaricano sul pc, si guardano tutte una per una, si sceglie la migliore (una o due a seconda della ricetta) e non potete immaginare che rabbia sale quando hai scattato 300 foto e la maggior parte non sono a fuoco, sono scure o storte e non te ne piace nemmeno una… la ricetta va rifatta… perché una foto imperfetta non è adatta per il blog. Le foto devono far venire fame, devono invogliare chi guarda a preparare quel piatto, e nello stesso tempo non devono spaventare: se una foto è “troppo” perfetta il lettore potrebbe pensare che quel piatto sia impossibile da replicare. Insomma se la pietanza è buona ma la foto è bruttina non metterà voglia di fare la ricetta e se è troppo bella non metterà voglia di fare la ricetta. E secondo voi è facile stabilire qual è la foto giusta? E quando finalmente hai scelto, la foto va sistemata per inserire il logo… la “firma”.

Poi ci sono gli articoli da scrivere… non un freddo elenco di ingredienti ma qualcosa che parli di quella ricetta, qualcosa che in poche righe trasmetta a chi legge chi sei e la passione che hai per il tuo lavoro. Io scrivo gli articoli rigorosamente a penna su un quaderno (davanti allo schermo del computer non mi viene l’ispirazione), la vecchia “brutta copia”. Un articolo lo leggo e lo rileggo, lo correggo e lo sistemo… perché si parla ad un pubblico ben preciso, a delle persone… che siano studenti, casalinghe o a volte anche qualche chef che si affaccia sul blog, bisogna rivolgersi loro al meglio, bisogna descrivere nel modo migliore ciò che si propone, scegliere con cura le parole, che siano chiare e comprensibili, adatte a chi non sa cucinare e vuole imparare ma giuste anche per chi è già esperto.

Altro aspetto essenziale l’affidabilità delle ricette che vanno tutte testate, provate di persona e pubblicate solo se si è certi del risultato finale. Si fanno ricerche nel web o sui libri di cucina (la mia libreria da cucina è composta da ben 216 volumi oltre a innumerevoli riviste) e si sperimenta: può capitare che non a tutti la stessa ricetta riesca nello stesso modo e può capitare che addirittura non riesca affatto (le variabili sono tante) ma quel che conta è essere onesti… sicuri che ciò che si dice è veritiero. Serietà e professionalità sono qualità importanti per un/a food blogger!

E dopo che hai cucinato, scattato, vagliato foto, scritto articoli in brutta copia e trasferiti al pc, programmato gli articoli in uscita nel blog per tutta la settimana, condiviso il post del giorno tra tutti i vari social, organizzato la spesa per la settimana successiva, il/la food blogger a tarda sera si riposa… ma quando mai! A tarda sera si leggono le mail, si risponde ai commenti, si interagisce con il pubblico, con i fans, si cercano soluzioni per chi ti chiede come sostituire un ingrediente o come ridurre le dosi di un impasto per una tortiera più piccola di quella che hai usato tu.

E ma almeno in vacanza il/la food blogger si rilassa… Il blog viene in vacanza con te! Il blog non si ferma, le uscite delle ricette si programmano prima di partire ma poi si controlla che tutto proceda come deve, non si smette mai di rispondere ai commenti né di leggere le mail.

E lo shopping? Cos’è lo shopping? Scarpe, borse, vestiti e make up lasciano il posto a stampi, stampini, attrezzature da cucina, accessori da utilizzare sul set fotografico o in cucina, le liste dei desideri online sono zeppe di “robe” da cucina… e ti ritrovi a visitare solo negozi di casalinghi e reparti cucina delle librerie. E non sai dire se il marito era più “felice” prima quando lo trascinavi per i negozi di abbigliamento o adesso che si ritrova a fare la spola tra piatti e padelle!

Ma la domanda più ricorrente tra tutte quelle che mi fanno è: come fai ad essere così magra e in forma con tutto quello che cucini? Piccole porzioni, piccoli assaggi, attenzione ai condimenti e tanti amici disposti a fare da cavia per i miei esperimenti culinari.

Ed eccola qua, la mia vita da food blogger, tutta nero su bianco, una vita intensa, fatta di sacrifici, di tante ore di lavoro ma fatta anche di piccole, grandi soddisfazioni: quelle che mi regalate voi che ogni giorno con affetto venite a cercare una ricetta, che la provate, la realizzate, ve la gustate contenti del risultato, che mi lasciate un commento o mi chiedete consigli… perché se sono qua è per me ma soprattutto per voi! Grazie di cuore!

Vi aspetto sulla pagina FACEBOOK!

4 Risposte a “Cosa vuol dire essere una food blogger”

    1. Grazie tante Cris e Max in cucina… so che potete capire benissimo cosa vuol dire… e aggiungo anche che non potrei immaginare una vita diversa da questa!

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