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Pasta allo scarpariello: il sapore verace di Napoli in 10 minuti

La Pasta allo scarpariello è uno dei primi piatti più amati della tradizione napoletana, nato tra i vicoli del rione Sanità. Se esiste una ricetta capace di raccontare l’anima verace di Napoli con pochissimi ingredienti, è senza dubbio questa: un trionfo della filosofia del “non si butta via niente”, che trasforma pomodorini, pecorino, parmigiano e peperoncino in un’esplosione di mediterraneità.
Non chiamatela semplice pasta al pomodoro! La magia dello scarpariello risiede tutta nella mantecatura: una salsa veloce e profumata che, grazie all’incontro tra il calore della pasta e il mix di formaggi grattugiati, si trasforma in una cremina avvolgente e irresistibile. È il classico piatto dell’ultimo minuto che non delude mai, perfetto per chi cerca un’esperienza sensoriale che va ben oltre la sua apparente semplicità.
Anticamente era il “piatto del lunedì” dei calzolai (gli scarpari), preparato con i rimasugli della dispensa; oggi è la soluzione ideale per portare in tavola un primo piatto da “scarpetta” obbligatoria, pronto nel tempo di cottura della pasta. Preparate il pane, abbondante basilico fresco e lasciatevi conquistare dal sapore autentico della tradizione partenopea!

  • DifficoltàMolto facile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione10 Minuti
  • Tempo di cottura15 Minuti
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàTutte le stagioniEstate
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Ingredienti

400 g bucatini (in alternativa spaghetti o paccheri)
600 g pomodorini datterini
50 g parmigiano grattugiato
50 g pecorino grattugiato
1 spicchio aglio (schiacciato ma con la buccia)
1 peperoncino piccante
q.b. olio extravergine d’oliva
q.b. basilico
sale
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Procedimento

In una padella capiente, scaldate un giro generoso di olio extravergine d’oliva con lo spicchio d’aglio vestito (schiacciato) e il peperoncino tritato.
Tagliate i pomodorini a metà e versateli in padella. Salateli leggermente e lasciateli cuocere a fiamma vivace per circa 10-12 minuti. Devono appassire e creare un sughetto invitante. Verso la fine, aggiungete qualche foglia di basilico spezzettata a mano.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata e scolatela molto al dente (circa 2-3 minuti prima del tempo indicato), conservando un po’ di acqua di cottura.
Saltate la pasta nel sugo di pomodoro, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura per ultimare la cottura. Spegnete il fuoco: questo è fondamentale per evitare che i formaggi filino troppo.
Versate il mix di parmigiano e pecorino a pioggia e mescolate energicamente (o saltate la padella) finché non si sarà formata una crema densa e vellutata. Se serve, aggiungete un altro goccio d’acqua.
Impiattate subito con un’ultima foglia di basilico fresco e un filo d’olio a crudo.

I consigli della maestra…

Per un risultato da vero professionista, ricordatevi di spegnere il fuoco prima di aggiungere i formaggi. È il calore residuo della pasta a dover creare l’emulsione, evitando che il formaggio fili o crei fastidiosi grumi. Il segreto? Un mestolo d’acqua di cottura aggiunto al momento giusto!”

Lo sapevi che…?

Il Lunedì dello “Scarpariello”: Un tempo, a Napoli, il lunedì era il giorno di riposo dei calzolai (gli scarpari). Poiché le loro botteghe erano spesso situate in piccoli locali dove vivevano anche, cucinavano questo piatto proprio all’inizio della settimana usando i regali dei clienti. Spesso i clienti, non potendo pagare in denaro, saldavano i conti con i prodotti della terra o della dispensa: ecco perché il formaggio (parmigiano e pecorino) abbondava sempre nelle case dei calzolai!

La scarpetta è “obbligatoria”: Molti pensano che il nome derivi dall’atto di fare la “scarpetta” nel piatto per raccogliere la cremina avanzata. Anche se non è l’origine ufficiale del nome, è diventata una regola non scritta: non si finisce uno scarpariello senza un pezzo di pane cafone tra le mani!

Perché due formaggi? L’uso di parmigiano e pecorino non è un caso. Il parmigiano serviva a dare cremosità e dolcezza, mentre il pecorino (più economico e comune al sud) serviva a dare la spinta di sapidità. Insieme creano un equilibrio perfetto che un solo formaggio non riuscirebbe a dare.

Niente soffritto di cipolla: A differenza di molti sughi napoletani, lo scarpariello “ortodosso” vuole solo l’aglio. Questo per non coprire il sapore pungente dei formaggi e quello fresco del basilico.

Un piatto salva-sprechi: È considerato l’antenato della cucina zero waste. Oltre ai formaggi, spesso venivano aggiunti i pezzetti di pomodoro avanzati dal ragù della domenica, rendendo il sugo ancora più saporito e “vissuto”.

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Pubblicato da Una maestra in cucina

Benvenuti nel mio blog dove condivido ricette veloci e facili da preparare. Sono una maestra e le mie giornate le trascorro tra i banchi e i fornelli... da qui il titolo del mio blog... "Una maestra in cucina". Seguitemi!!!😃

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