Pubblicità
Pubblicità

U Bernardu di Ventimiglia (per S. Bernardo)

U Bernardu di Ventimiglia è un pane dolce di polenta che si prepara in Liguria per la festa di San Bernardo, il 20 agosto. Lucia di unapennaspuntata.com mi ha proposto questa ricetta per la nostra collaborazione di agosto. Nell’entroterra ligure il granoturco e, quindi la farina di mais, ha sempre avuto un ruolo di primo piano nell’alimentazione locale: più economica della farina bianca, veniva utilizzata comunemente per pani e focacce.
U Bernardu è tipico della zona di Ventimiglia e dal 2012 questo prodotto rustico ha avuto la denominazione De.Co. (Denominazione Comunale d’Origine), che ne ha valorizzato la produzione. Il nome “U Bernardu” probabilmente si riferisce alla festa patronale che si tiene il 20 agosto nella piccola frazione di San Bernardo, a pochi chilometri da Ventimiglia; secondo Luigi Maccario, nel suo testo “L’alimentazione intemelia nella storia”, questa sorta di pandolce ha origini antichissime, risalenti addirittura al XVI secolo.
La versione che vi proponiamo io e Lucia, tratta da ”Lievitati di Liguria dolci e salati”, a cura di Ilaria Fioravanti e Valentina Venuti, prevede l’utilizzo, oltre che della farina di mais, anche di farina bianca, per ottenere un prodotto un po’ meno rustico e ben lievitato.
Io non sono mai stata in Liguria e quando ho letto il nome di questa ricetta sono rimasta perplessa, perché mi sembrava più tipico del Sud Italia, infatti il marito pensava fosse sardo ma Lucia mi ha detto che il dialetto ligure è pieno di “u”.
San Bernardo nacque nel 1090 a Fontaine- lès- Dijon ed entrò nel monastero di Citeaux all’età di ventidue anni, trascinando con sé quattro dei suoi fratelli e una trentina di gentiluomini coetanei. L’Ordine dei Cistercensi, un ramo del vecchio tronco benedettino, acquistò così un nuovo vigore. Bernardo fondò ben presto la grande abbazia di Chiaravalle alla quale è rimasto legato il suo nome. Grande contemplativo, San Bernardo non fu però estraneo a tutti gli avvenimenti e ai problemi del suo tempo e fu tra coloro che impressero al XII secolo un carattere così nettamente cristiano. Mise fine allo scisma di Anacleto che turbava il clero e il popolo di Roma; debellò gli errori di Abelardo nel Concilio di Sens, di Arnaldo da Brescia e di Gilberto Porrettano. Inoltre, predicò instancabilmente la seconda crociata. San Bernardo morì a Chiaravalle il 20 agosto 1153 e il suo corpo fu deposto ai piedi dell’altare della Vergine. Egli lasciava dietro di sé centosessantacinque monasteri. Fu canonizzato nel 1174 da Papa Alessandro III nella cattedrale di Anagni e fu dichiarato Dottore della Chiesa da Pio VIII nel 1830. Nel 1953 Pio XII gli dedicò l’enciclica “Doctor Mellifluus”.

QUI trovate l’articolo di Lucia.

  • DifficoltàBassa
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di riposo2 Ore
  • Tempo di cottura20 Minuti
  • Porzioni4 panini
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana
Pubblicità
793,96 Kcal
calorie per porzione
Info Chiudi
  • Energia 793,96 (Kcal)
  • Carboidrati 160,90 (g) di cui Zuccheri 61,84 (g)
  • Proteine 16,91 (g)
  • Grassi 14,28 (g) di cui saturi 2,09 (g)di cui insaturi 1,98 (g)
  • Fibre 6,84 (g)
  • Sodio 787,93 (mg)

Valori indicativi per una porzione di 243 g elaborati in modo automatizzato a partire dalle informazioni nutrizionali disponibili sui database CREA* e FoodData Central**. Non è un consiglio alimentare e/o nutrizionale.

* CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione: https://www.crea.gov.it/alimenti-e-nutrizione https://www.alimentinutrizione.it ** U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. FoodData Central, 2019. https://fdc.nal.usda.gov

Ingredienti

  • 300 gfarina 0 (W 290)
  • 260 gacqua
  • 200 gfarina di mais fioretto
  • 20 glievito di birra fresco
  • 100 gzucchero
  • 20 gmiele
  • 50 golio extravergine d’oliva
  • 200 guvetta
  • 8 gsale
  • 1 cucchiainosemi di finocchio

Strumenti

  • 2 Ciotole
  • 1 Cucchiaio
  • 1 Pentolino
  • 1 Termometro
  • 1 Planetaria
  • Carta assorbente
  • Pellicola per alimenti o strofinaccio
  • 1 Teglia
  • carta da forno
  • 1 Cucchiaio di legno
Pubblicità

Preparazione

  1. Per preparare u Bernardu di Ventimiglia, per prima cosa mettete l’uvetta a bagno in acqua tiepida.

    Poi in una ciotola mescolate 100 g di farina di mais, presa dal totale, con 150 g di acqua, presa anch’essa dal totale e precedentemente riscaldata in un pentolino a 100° C. Quindi, fate raffreddare.

    A questo punto, versate nella ciotola della planetaria la farina bianca, la farina di mais rimanente, lo zucchero, il miele, l’acqua, il lievito sbriciolato e la polentina ottenuta precedentemente. Ora impastate con la foglia per qualche minuto, dopodiché aggiungete l’olio e il sale e continuate a lavorare per far “incordare” l’impasto. Poi aggiungete l’uvetta strizzata e asciugata e i semi di finocchio e continuate ad impastare brevemente.

    Poi formate una palla, ungete una ciotola (io ho usato quella della planetaria) e copritela con la pellicola trasparente o con uno strofinaccio e lasciate lievitare in un luogo tiepido e umido per circa un’ora.

    Passato questo tempo, dividete l’impasto in quattro parti dello stesso peso e modellateli a filoncini. Quindi, metteteli su una teglia rivestita di carta da forno e lasciateli lievitare fino al raddoppio.

    Poi con il manico di un cucchiaio di legno fate quattro segni sui filoncini.

    Infine, fateli cuocere in forno preriscaldato (io ho usato la funzione ventilata) a 200° fino a doratura. Ci vorranno circa 20 minuti.

5,0 / 5
Grazie per aver votato!
PubblicitàPubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.