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AUTUNNO DI GIOVANNI ARCIMBOLDO – Il cibo nell’arte

L’autunno è ormai iniziato da un po’, siamo a metà e per celebrarlo al meglio, visto anche tutti i prodotti che ci offre, vi parlerò dell’Autunno di Giuseppe Arcimboldo, un quadro che rappresenta al meglio questa stagione e tutto quello che madre natura ci regala. Sempre di questo straordinario pittore ho già parlato del suo quadro dedicato all’Estate, ecco qui il link.

AUTUNNO DI GIOVANNI ARCIMBOLDO - Il cibo nell'arte
AUTUNNO DI GIOVANNI ARCIMBOLDO – Il cibo nell’arte

AUTUNNO DI GIOVANNI ARCIMBOLDO – La vita del pittore

Prima di passare al quadro, un pochino di storia sull’Arcimboldo.

Giuseppe Arcimboldo o Arcimboldi nasce a Milano il 5 aprile 1526 e vi muore l’11 luglio 1953 e segue le orme del padre Biagio, il quale era un pittore accreditato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, dove inizia a lavorare nel 1549.

L’Arcimboldo è famoso in tutto il mondo per aver dipinto le celebri “teste composte” una forma diversa di esprimere la natura morta, dove frutta, verdura, volatili, spighe, forme viventi o di cose, grazie a delle bizzarre combinazioni, danno vita a delle fisionomie grottesche quasi surreali.

La fisionomia più celebre è quella in onore all’Imperatore Rodoldo II in veste di Vertunno, che conobbe durante il suo lungo soggiorno a Vienna, quando venne invitato a corte dal Principe e futuro Imperatore Massimilano II d’Asburgo, passato successivamente al servizio di Rodolfo II.

Le sue opere più celebri, oltre al ritratto di Rodolfo II, sono sicuramente le allegorie delle quattro stagioni, Primavera, Estate, Autunno ed Inverno e di questi quattro dipinti, della versione originale rimangono soltanto l’Estate e l’Inverno custoditi al Kunsthinstorisches Museum di Vienna, tuttavia le copie più conosciute sono quelle del Louvre, eseguite sempre dallo stesso Arcimboldo su richiesta di Massimiliano II nel 1573.

AUTUNNO DI GIOVANNI ARCIMBOLDO – Il cibo nell’arte

L’Autunno di Giovanni Arcimboldo è rappresentato come un uomo dai lineamenti grossolani, rudi non particolarmente gentili che come la Primavera guarda verso sinistra. Il collo dell’uomo è formato da due pere e da alcuni ortaggi mentre il busto è rappresentato da un tino parzialmente distrutto, le doghe di legno che lo formano sono tenute legate tramite dei rami di salice.

Nel visto possiamo distinguere tutti i frutti dell’Autunno.

Partendo dal mento possiamo vedere una melagrana, salendo troviamo la bocca rappresentata da una castagna aperta che forma le labbra. Il naso è una pera mentre la guancia è formata da una mela. Un fungo rappresenta l’orecchio con un pendente a forma di fico e sempre dall’orecchio parte la basetta piuttosto folta rappresentata dal grano. La capigliatura è composta esclusivamente da uva bianca e nera e viti, alla cui sommità si trova una zucca, che si contrappone al giglio della Primavera.

Un dipinto che è il riassunto e l’essenza dell’autunno, rappresentato perfettamente anche nei colori.

Prendendo spunto dalla capigliatura che è quella che mi ha colpito di più, ho preso spunta per la ricetta che vi propongo, ossia una torta con uva bianca e nera. Una torta semplice, sana e genuina ideale per la prima colazione o la merenda.

Ma ora passiamo alla ricetta.

Torta di uva bianca e nera
Torta di uva bianca e nera

DA L’AUTUNNO DELL’ARCIMBOLDO – TORTA CON UVA BIANCA E NERA

Ingredienti per una torta del diametro di 24 cm
400g. di farina 00
250ml. di latte fresco intero
200g. di zucchero semolato
200g. di uva bianca
200g. di uva nera
100g. di burro fuso
2 uova intere
1 bustina di lievito per dolci
Gelatina di albicocca per la finitura

Tempo di preparazione: 30 minuti + 45 minuti di cottura in forno.

Esecuzione: semplice

Iniziate con il lavare gli acini d’uva sotto l’acqua corrente, quindi tagliateli a metà e privateli dei semini e metteli da parte.

In una ciotola mischiate la farina e il lievito setacciato con la zucchero semolato. Quindi aggiungete le uova intere ed il latte che avrete precedentemente sbattuto insieme e mischiate molto bene con un cucchiaio di legno.

Aggiungete a filo il burro fuso tiepido e continuate a mischiare.

In ultimo aggiungete metà degli acini d’uva bianca e nera, l’altra metà mettela da parte e amalgamate bene.

Ricoprite la tortiera con della carta da forno, sia fondo che bordi, e versate il composto della torta.

Decorate la superficie della torta con i restanti acini d’uva.

Cuocete in forno preriscaldato a 180°C in modalità statica per 45 minuti.

Sfornate e spennellate con la gelatina di albicocca leggermente stemperata con dell’acqua calda e fate raffreddare completamente la torta prima di sformarla.

Servite la torta di uva bianca e nera con del tè alla vaniglia.

Buon appetito

Elenuar

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Credit: Wikipedia; Tavole d’Autore – Storie d’arte e di cucina

Foto dipinto: Wikipedia

 

 

Pubblicato da lericettedielenuar

Creare in cucina mi rilassa e mi fa sentire creativa. Amo cucinare per me, la mia famiglia e i miei amici. Ho deciso di creare questo blog per condividere con voi le mie creazioni dolci e salate.