8 CONSIGLI PRATICI PER FOTOGRAFARE IL CIBO

8 CONSIGLI PRATICI PER FOTOGRAFARE IL CIBO
Oggi ho pensato, poiché siamo rientrati tutti dalle vacanze e dobbiamo pian piano rientrare nella modalità lavoro a tempo pieno, di scrivere per voi questo articolo e passarvi 8 consigli pratici ed essenziali per fotografare il cibo.
Se li terrete presenti ogni volta che dovete realizzare delle nuove immagini, che siano per voi o per un cliente
riuscirete ad organizzarvi sempre meglio, acquisirete maggiore consapevolezza e il risultato finale sarà molto più soddisfacente.
Non c’è foto di straordinaria che sia stata realizzata ( tranne qualche rara eccezione) con il solo talento e per questo agire con cognizione di causa e organizzazione è un aspetto fondamentale in fotografia.
Un’immagine di successo è il frutto del perfetto equilibrio tra creatività e tecnica.
 
Per spiegarmi meglio. Quando siete invitati ad un matrimonio verificate in anticipo se avete l’abito adatto, andate dal parrucchiere o dal barbiere in poche parole curate maggiormente la vostra immagine rispetto a quando sapete che rimarrete tutta la giornata in casa. Vi informate sui gusti degli sposi, scegliete e acquistate il regalo che più ritenette adatto.
La stessa rigorosa cura va utilizzata nella realizzazione di una fotografia food.
 
10 consigli
Cous cous © RoGMa

Vediamo nel dettaglio questi preziosi consigli.

Il cibo deve essere bello.
Curare accuratamente l’impiattamento è molto importante ma a volte non basta.
I cibi mutano velocemente aspetto con la cottura, con il passare dei minuti e a contatto con l’aria. Basta pensare a melanzane, carciofi e all’avocado che si ossidano a contatto con l’aria, ai pomodori che cuocendo perdono il colore rosso virando su toni più arancione, al basilico che si affloscia e spenge dopo pochi minuti, alle verdure che perdono consistenza, e il temibile gelato che si scioglie in un batter d’occhio.

La pasta e le verdure per esempio appaiono visivamente bene se semi crude.

Nella vostra dotazione per fotografare il cibo non possono non esserci delle pinzette da cucina utilissime per i dettagli nella decorazione dei piatti, delle piccole siringhe per distribuire salse e creme nei punti giusti, bottigliette spray di acqua e olio per dare sempre un aspetto fresco alle insalate.
Il piano di lavoro deve essere perfettamente pulito, niente briciole, schizzi di olio, salse o quant’altro se non voluto e nei punti giusti.
 
Idee chiare
Decidete da subito cosa volete trasmettere con la vostra immagine.
Se state proponendo una bibita in pieno Agosto è necessario che essa trasmetta freschezza e refrigerio così come una zuppa di castagne in Ottobre dovrà trasmettere calore e conforto.
Partendo con un’idea chiara potrete intervenire sul set ricreando gli effetti naturali che caratterizzano la vostra preparazione. Nel caso d’esempio potrete ricreare la condensa sul bicchiere di bibita o del fumo nella ciotola della zuppa.
Tenete sempre presente che i colori veicolano le emozioni. Il mio slogan è ogni colore si trasforma in sensazione. Sceglieteli con cura.
 
Luce soffusa
La luce diretta con le sue ombre dure e nette non è particolarmente apprezzata nella food photography nella quale si preferiscono invece le ombre morbide e sfumate della luce soffusa.
Montate il vostro set vicino ad una finestra con luce diretta e utilizzate dei diffusori o una tenda bianca a trama liscia per filtrare diffondere la luce, le ombre risulteranno più tenui e aggraziate.
In caso di cielo coperto o nuvoloso i diffusori non serviranno.
Usate il diffusore non solo quando utilizzate la luce naturale ma anche con flash di ogni tipo.
 
 
Composizione
Basate la composizione sulla regola dei terzi.
Mettete il soggetto a fuoco in primo piano e sfocate lo sfondo.
Stampate un foglio diviso con la regola dei terzi e disegnate a grandi linee su un foglio di carta l’idea che averte dell’immagine da realizzare.
Dovete fotografare un piatto d’uva?
Disegnate il piatto in uno dei punti di interesse e decidete dove posizionare i props che avete scelto per ambientare il soggetto.
Utilizzate oggetti di scena appositamente scelti per raccontare la storia del vostro piatto. Se serve acquistateli.
Per capirci meglio. Se il vostro soggetto è la torta della nonna scegliete come props delle vecchie fotografie, uncinetto, centrini di pizzo, teiere e tazzine vintage ecc.
Capirete bene da soli che un oggetto come un tablet poggiato sul tavolo accanto alla torta essendo fuori luogo comprometterebbe l’armonia dell’immagine.
regola dei terzi
Regola dei terzi
Orientamento.
L’orientamento del fotogramma più utilizzato nella food photography è il verticale in quanto consente di inquadrare maggiormente l’ambiente circostante facendo risultare il cibo meno schiacciato.
Alcuni siti web, aziende o riviste richiedono a volte, a seconda della circostanza, anche immagini orizzontali. Come ad esempio la copertina di un sito web o la pubblicazione sulle due pagine centrali di una rivista.
Se avete campo libero a riguardo tenete presente le immense potenzialità di un fotogramma verticale.
 
Inquadratura
Scegliete l’inquadratura in base al soggetto che state fotografando.
L’angolo di ripresa a 45° è quello più utilizzato in quanto equivale a come vediamo il cibo quando siamo seduti a tavola. E’ l’inquadratura che risulta più naturale. L’inquadratura frontale da 0°-15° mette particolarmente in risalto la verticalità del piatto è quindi specialmente indicata per panini farciti, torte a piani, bottiglie di vino…
Mentre quella dall’alto o flat lay consente di mettere in risalto la texture e le particolarità del soggetto come la decorazione di una torta, una particolare salsa, una farcitura o i dettagli di una ripresa ravvicinata.
still life
Parametri per iniziare
ISO.
Mantenete il parametro a 100 ossia al valore minimo. Ad ogni aumento del valore ISO l’immagine perde di qualità generando rumore digitale.
 
DIAFRAMMA. Utilizzate diaframmi aperti e luminosi. Il range di utilizzo più usato va da f3.2 a f5.6.
 
TEMPO In base al diaframma che avrete scelto ricordate di riportate sempre l’esposimetro della fotocamera a zero.
 
Sperimentate
L’ultimo, non certo per importanza, consiglio che voglio darvi è
non abbiate paura di provare e sperimentare. Sperimentare vi consente di prendere padronanza dei vostri mezzi e della vostra arte fotografica.
 
Il prossimo articolo sarà tra 15 giorni, per qualsiasi informazione o consiglio potete contattarmi sui miei profili social (ig e fb) Giusto_per_il_gusto e Roberta_mancini_photographer
 
 
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