Ciambelle salate all’anice di San Michele


Le ciambelle salate all’anice di San Michele sono dei taralli che vengono preparati l’8 maggio, in occasione della festa del Santo, in particolare nella zona di Vitorchiano, nel Lazio, ai piedi dei monti Cimini.
Questa ricetta è stata pubblicata da Simona del blog pensieriepasticci.it per l’appuntamento mensile “Alla mensa coi santi”. Questa rubrica è curata, oltre che da Simona, da Miria di duemicheincucina.it e Monica di fotocibiamo.com: evidentemente, non sono l’unica ad essere interessata alle ricette legate al culto dei santi.
Io festeggio l’onomastico il 29 settembre, giorno dell’anniversario della dedicazione del santuario di Roma al Santo arcangelo (anche se in seguito questa festa è stata associata alla basilica del Gargano) ma domani, 8 maggio, si festeggia l’anniversario delle apparizioni a Monte Sant’Angelo, in Puglia. Quest’ultima festa fu istituita da S. Pio V (1566- 1572).
A Vitorchiano, in provincia di Viterbo, il Comitato Festeggiamenti San Michele Arcangelo, composto da volontari del paese, insieme con la Pro Loco, si occupa della preparazione delle ciambelle e dell’organizzazione dei festeggiamenti del Patrono. Le ciambelle salate all’anice di San Michele vengono preparate con acqua e farina, a cui si aggiungono olio extravergine d’oliva, sale ed anice. Hanno una preparazione piuttosto lunga, con una doppia cottura, prima in acqua bollente e poi al forno, per far sì che raggiungano la giusta consistenza. Questi taralli si accompagnano perfettamente con i vini dolci e profumati della Tuscia.
Secondo la leggenda, le ciambelle salate all’anice di San Michele sono imparentate con i tarallucci pugliesi. Infatti, da Monte Sant’Angelo, luogo sul Gargano in cui nel 490 avvenne la prima apparizione di S. Michele, un sacerdote si trasferì a Vitorchiano ed insegnò ai parrocchiani questa ricetta; in questa preparazione, il finocchietto selvatico, che al Sud è facilmente reperibile, fu sostituito con i semi di anice. A me hanno ricordato i taralli venafrani tipici del mio paese d’origine, in Molise, che si fanno con i semi di finocchio. Sono stati apprezzatissimi anche dal marito, che ha commentato: “Vanno giù bene! Perché hai aspettato tutti questi anni a farli?”. Eh, li avessi conosciuti prima…

Provate anche lo scudo di San Michele per la festa del 29 settembre!




  • DifficoltàMedia
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di riposo2 Ore
  • Tempo di cottura2 Ore
  • Porzioni8 ciambelle
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana
362,10 Kcal
calorie per porzione
Info Chiudi
  • Energia 362,10 (Kcal)
  • Carboidrati 55,66 (g) di cui Zuccheri 1,28 (g)
  • Proteine 9,72 (g)
  • Grassi 12,59 (g) di cui saturi 1,72 (g)di cui insaturi 0,31 (g)
  • Fibre 2,49 (g)
  • Sodio 682,87 (mg)

Valori indicativi per una porzione di 90 g elaborati in modo automatizzato a partire dalle informazioni nutrizionali disponibili sui database CREA* e FoodData Central**. Non è un consiglio alimentare e/o nutrizionale.

* CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione: https://www.crea.gov.it/alimenti-e-nutrizione https://www.alimentinutrizione.it ** U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. FoodData Central, 2019. https://fdc.nal.usda.gov

Ingredienti

  • 300 gFarina 00
  • 100 mlAcqua (tiepida)
  • 50 mlOlio extravergine d’oliva
  • 25 mlVino bianco
  • 10 gLievito di birra fresco
  • 7 gSemi di anice
  • 7 gSale fino

Strumenti

  • 1 Planetaria o 1 ciotola capiente
  • 1 Bicchiere
  • 1 Coltello affilato
  • Pellicola per alimenti
  • 1 Teglia
  • Carta forno
  • 1 Schiumarola

Preparazione

  1. Per preparare le ciambelle salate all’anice di San Michele, per prima cosa mettete in ammollo i semi di anice in un bicchiere con il vino.

    Intanto, fate sciogliere il lievito di birra nell’acqua tiepida, dopodiché versate il composto in una planetaria (ma potete impastare anche a mano). A questo punto, aggiungete la farina un po’ alla volta e cominciate ad impastare con la “foglia”. Poi aggiungete poco per volta anche l’olio e per ultimo il sale, sempre continuando ad impastare. Infine, versate anche il vino con i semi di anice e continuate a lavorare, fino a quando l’impasto risulterà omogeneo e si staccherà dalle pareti della ciotola. A questo punto, sostituite la foglia con il gancio e continuate ad impastare, a velocità media, per alcuni minuti.

    Poi spegnete la planetaria, coprite la ciotola con della pellicola trasparente e lasciate lievitare l’impasto in un luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria (io l’ho messo nel forno spento con la luce accesa) per 2-3 ore. L’impasto deve quasi raddoppiare.

    Passato questo tempo, portate ad ebollizione dell’acqua in una pentola capiente.

    Nel frattempo, sulla spianatoia iniziate a formare le ciambelle: dividete l’impasto in otto pezzi e con ciascuno create un salsicciotto lungo circa 20 cm; poi arrotolate ed intrecciate i salsicciotti su se stessi e saldatene l’estremità.

    Ora accendete il forno statico a 180°.

    Intanto, immergete le ciambelle nell’acqua bollente una alla volta ed appena vengono a galla tiratele fuori con una schiumarola, scolatele ed adagiatele su una teglia rivestita con carta da forno. Se le ciambelle dovessero aprirsi durante la cottura (a me, ovviamente, si sono aperte tutte), richiudetele una volta sistemate sulla teglia.

    Poi praticate qualche taglietto con un coltello affilato sulla superficie di ogni ciambella, dopodiché infornatele e lasciatele cuocere per circa un’ora e mezza, fino a quando saranno dorate.

    Infine, sfornatele e lasciatele raffreddare su una gratella.

NOTE

Le ciambelle salate all’anice di San Michele si conservano chiuse per alcuni giorni in un contenitore ermetico in un luogo fresco ma non umido.

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