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Allergie e intolleranze alimentari

Allergie e intolleranze alimentari

ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI.

Negli ultimi decenni, le esigenze “agricole”di utilizzare piante più facili da coltivare o da lavorare (frumento con piante più basse e chicchi con un elevato contenuto di glutine),più resistenti ad alcune tipologie di antiparassitari, la diversificazione territoriale delle colture, insieme alla richiesta da parte dei consumatori di alcune varietà di ortaggi, hanno visto ridurre drasticamente un patrimonio di sapori, di colori, lasciandoci granaglie e ortaggi più poveri di vitamine e minerali e con più elevato potere “irritante”.

Questa drastica diminuzione della biodiversità delle sementi, porta anche a delle conseguenze per l’agricoltura visto che non tutti i terreni e le condizioni climatiche avranno in futuro le sementi adatte.Le piante, cresciute in un terreno non adatto o in condizioni climatiche stressanti si ammaleranno di più e sarà necessario usare la chimica.Per il nostro organismo le conseguenze sono un indebolimento delle difese immunitarie (allergie, malattie autoimmuni,..), ma anche un aumento delle intolleranze in conseguenza alla minor varietà e concentrazione di minerali e vitamine che rendono gli alimenti più difficilmente digeribili.

Nel caso particolare del frumento si somma anche l’abitudine troppo diffusa di raffinare il chicco prima di produrre la farina.

In questo modo si perdono quasi completamente i minerali e le vitamine, non c’è più il germe (parte vitale del chicco) e inoltre, a parità di peso di farina,aumenta chiaramente il contenuto di glutine.

La conseguenza: aumento vertiginoso delle intolleranze e delle allergie alglutine,ma intanto cerchiamo di capire la differenza tra allergie ed intolleranze e come poterci tutelare.

Cosa sono e come si manifestano…

Le intolleranze alimentari si differenziano dalle allergie alimentari vere e proprie perché non producono shock anafilattico, e non rispondono di conseguenza ai tradizionali test allergici,non provocano quasi mai delle reazioni violente ed immediate nell’ organismo , è quindi spesso difficile metterle in relazione all ’assunzione di un cibo.

Alla base dell ’intolleranza c’è sempre una difficoltà a digerire l’alimento.

Le cause possono derivare sia dallo stile di vita: scarsa masticazione, errate combinazioni alimentari, poche ore di sonno, vita sedentaria, ecc. che da stati emotivi alterati (tensione, depressione, rabbia…). Possono essere scatenate anche dall’assunzione di antibiotici perché creano una diminuzione della flora batterica intestinale che ha un effetto protettivo e trofico (di nutrimento) sulla parete dell’intestino,si parla anche di effetti collaterali di un’infezione virale. Le intolleranze hanno come presupposto un’irritazione della mucosa dell’ intestino che porta ad un aumento della sua permeabilità, favorendo il passaggio di parti di cibo non completamente digerite,anche se spesso sono indipendenti dalle allergie, ma possono convivere in uno stesso individuo.

In questo caso possono essere il fuoco che accende le manifestazioni allergiche ai pollini, agli acari della polvere o allergie da contatto di tessuti, metalli, ecc. Molto spesso nella pratica infatti si riscontrano allergie di bassa entità che però, a causa della concomitante presenza di intolleranze alimentari, producono manifestazioni soprattutto respiratorie importanti.

Si manifestano quasi sempre con sintomatologie precise (stanchezza, cefalee, gonfiori e sonnolenza , infezioni ricorrenti, dolori articolari, ecc.) anche cutanee (pelle secca, eczemi, orticaria, ecc.), spesso sono collegate anche a disordini del peso sia in eccesso che in difetto. Una delle caratteristiche è che il disturbo nel tempo diventa sempre più frequente.

Da aggiungere inoltre che, come accade per le allergie respiratorie e le polveri causa dell’inquinamento atmosferico, le sostanze chimiche addizionate in qualsiasi momento della lavorazione di un cibo possono renderlo più propenso a favorire l’insorgere di un’intolleranza.

Tutto ciò può provocare confusione rispetto ai cibi consentiti,per questo motivo il primo intervento quando ci sono dei sospetti rispetto a certi cibi è quello di utilizzare solo prodotti sicuramente “puliti” senza nessun tipo di additivo o trattamento chimico. Inoltre anche il tipo di lavorazione può incidere sulla futura reazione basti pensare agli oli vegetali che sono tra i capolista delle intolleranze alimentari al contrario degli oli spremuti a freddo.

Le intolleranze viste come una rottura dell’equilibrio cibo-ospite, si insediano comunque in un organismo predisposto o con un sbilanciamento della barriera intestinale e del sistema immunitario.Nascono dal consumo eccessivo di cibi che piacciono a tal punto da non poterne fare a meno, e verso i quali si è sviluppata una vera e propria dipendenza psicofisica.

Perciò in tali casi, come primo rimedio è opportuno evitare di mangiare gli stessi cibi tutti i giorni, e fare attenzione a quelli che piacciono troppo.Ricordiamo inoltre che qualsiasi alimento, consumato spesso e in dosi massicce, può risultare intollerato ,soprattutto dopo un periodo di stress o una malattia, situazioni che affaticano sia l’intestino che le difese immunitarie.

Capita a volte, pur senza essere affetti da una malattia precisa, di soffrire di disturbi ricorrenti e persistenti di cui non si riesce a venire a capo: gonfiori, capogiri, cefalea,stanchezza cronica, dermatiti o improvvisi cambiamenti di peso, ma anche astenia, insonnia, forme lievi di depressione. La causa potrebbe essere un’intolleranza alimentare fenomeno che negli ultimi anni si è ingigantito in maniera esponenziale

È l’intestino che si ribella ai cibi “sbagliati”
Le persone che sono affette da intolleranze accusano disturbi per anni, provando ogni tipo di cura senza accorgersi che tutto può dipendere da un certo alimento non gradito al loro metabolismo. L’intolleranza può essere dunque il sintomo di una reazione dell’organismo a cibi comuni, insospettabili, ma che costituiscono uno stimolo tossico capace di dare luogo a numerosi problemi. Quando questi cibi sono assunti a lungo e in quantità elevate, creano un accumulo di sostanze sgradite che danno luogo ai vari disturbi. L’organo coinvolto in questo processo è in primo luogo l’intestino, che recepisce alcuni cibi come “tossici”, coinvolge il sistema immunitario e scatena le reazioni infiammatorie.

come si smascherano le intolleranze

Per rilevare la presenza di un’intolleranza alimentare sono a disposizione diversi tipi di test, nessuno attualmente riconosciuto dalla medicina ufficiale.                                                                                Alcuni test vengono effettuati su un campione di sangue. Questo metodo prevede che il plasma sanguigno venga posto a contatto con numerosi estratti di alimenti (cereali, verdure, frutta, ecc.) e, dopo un certo tempo di incubazione, si un tecnico esperto osserva al microscopio se i neutrofili (una categoria di globuli bianchi) ha subito delle modifiche a causa del contatto con alcuni alimenti. Il limite del test, oltre all ’esperienza del tecnico, risiede nella parzialità della risposta.

I sintomi:non si manifestano subito dopo l’ingestione del cibo ma possono manifestarsi col tempo. Sono soprattutto problemi gastrointestinali, dermatologici o respiratori

La diagnosi:si effettua con esami specifici, come il Dria Test e il Vega Test. Molto utile è la dieta di eliminazione: evidenzia se i sintomi si attenuano togliendo il cibo sospetto.

Le allergie alimentari.

Le allergie si manifestano quando nel sistema immunitario si rompe l’equilibrio,ovvero quando sostanze assolutamente innocue vengono combattute come terribili nemici. Le allergie che insorgono entro il primo anno di vita solitamente regrediscono entro il terzo anno, mentre le allergie che permangono o insorgono dopo i tre anni rimangono per tutta la vita, anche se in alcuni casi possono rimanere asintomatiche per molti anni.

Per cercare di ritrovare un equilibrio del sistema immunitario per favorire la riduzione dei sintomi allergici, si possono attuare alcuni accorgimenti:

-non mangiare cibi confezionati (biscotti, creackers, ecc.) soprattutto se hanno tra gli ingredienti grassi vegetali o animali
–eliminare o limitare le carni rosse e gli insaccati
–introdurre quotidianamente legumi e cereali integrali, anche sotto forma di pane a lievitazione naturale
– utilizzare oli spremuti a freddo e semi oleosi come mandorle semi di girasole (se non si è allergici a questi alimenti!)
–bere almeno 1 litro e mezzo di acqua sorseggiandola lontano dai pasti
–eliminare gli alimenti che aumentano l’istamina: pomodoro, birra, formaggio stagionato e fermentato, spinaci, funghi, cioccolato, tonno e sgombro in scatola, insaccati, fragole

E’ molto importante fare una diagnosi precisa per poter in seguito eseguire una corretta terapia delle allergie alimentari e delle intolleranze. L’anamnesi, cioè tutte le informazioni inerenti al tipo di reazione, alla dieta, alla qualità e alla quantità dei cibi, alle modalità di insorgenza dei sintomi, è fondamentale nella definizione dell’intervento terapeutico, che si basa essenzialmente sull’esclusione dell’alimento responsabile.

Le allergie alimentari sono un classico esempio di reazioni avverse di tipo non tossico.L’organismo dei soggetti allergici è sensibilizzato nei confronti di alcune sostanze di origine alimentare, comunemente definite allergeni o antigeni. Dire che una persona è sensibilizzata nei confronti di un antigene di natura alimentare equivale ad affermare che il suo organismo produce anticorpi verso alcune sostanze, normalmente innocue, contenute uno o più cibi.

Le reazioni avverse di tipo allergico sono quindi mediate dal sistema immunitario. C’è chi sviluppa un’allergia, chi al kiwi e chi al latte, ma la maggior parte delle persone può consumare questi alimenti senza avere problemi La seconda categoria di reazioni avverse agli alimenti, in cui rientrano le manifestazioni di tipo tossico o “da avvelenamento”, è legata alla presenza, in un dato cibo o prodotto alimentare, di una o più tossine , come quelle contenute nel pesce palla, nelle patate germogliate (solanina), in alcuni tipi di funghi (Amanita Phalloides)ed in alcune conserve non adeguatamente sterilizzate(botulino).

In questo caso la tossicità è comune a tutti gli individui, a condizione che venga ingerita una dose di tossina sufficiente per scatenare la sintomatologia.Le reazioni tossiche agli alimenti sono sempre collegate alla dose, non coinvolgono il sistema immunitario e danno reazioni proporzionali alla quota ingerita.

Le allergie sono la reazione improvvisa e acuta dell’organismo (in particolare del sangue) a determinate sostanze irritanti (detti “allergeni”) presenti in pollini, profumi, polveri, vaccini, ma anche in alcuni cibi, come latte, uova, crostacei e molluschi, frutti di bosco,pomodori, banane, kiwi. L’allergia è scatenata dalla presenza nel sangue di speciali anticorpi, le IgE: se questi anticorpi entrano in contatto con gli allergeni, possono provocare manifestazioni fisiche immediate e violente. I sintomi si manifestano in modo violento e sono di tipo cutaneo e/o respiratorio,la diagnosi invece prevede esami del sangue e test cutanei, come Pach test, Prick Test.

Chi soffre di questi disturbi alimentari generalmente, potrebbe anche non accorgersi di essere un soggetto intollerante al glutine ,danneggiando quindi l’intestino creando fortissimi squilibri poiché la presenza di glutine attiva in maniera anomala il sistema immunitario.

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, che è il fattore scatenante della malattia celiaca. È la componente proteica che si trova nel frumento ed in altri cereali, ad esempio farro, orzo, segale, avena, kamut (grano egiziano), spelta, triticale, bulgur (grano cotto), malto, greunkern (grano greco) e seitan (alimento ricavato dal glutine).Quindi eliminare il glutine dalla propria dieta permette al celiaco di condurre una vita serena ed in salute, la dieta priva di glutine è infatti l’unica terapia possibile e l’unica cura per la celiachia.

La celiachia è una patologia autoimmune ed è anche chiamata morbo celiaco ovvero enteropatia (malattia dell’intestino) immuno-mediata, o enteropatia glutine-sensibile.È infatti l’intestino del celiaco che non riesce ad assimilare il glutine, che quindi viene considerato un agente tossico.

Il glutine in realtà non è presente nel chicco del cereale o nella farina, ma si forma solo in seguito all’aggiunta di acqua e alla formazione dell’impasto ,ed è quindi vivamente consigliata una dieta priva di esso.

La reazione al glutine provoca alcuni sintomi tipicamente intestinali,come il gonfiore e il dolore addominale,che può essere di tipo colico con ondate acute o continue,può causare vomito e dissenteria,senso di stanchezza e debolezza.

La celiachia specialmente nei bambini comporta un ritardo nella crescita, con un peso costantemente basso in relazione all’età. Tutto ciò è causato dal mancato assorbimento dei nutrienti fondamentali per l’organismo.

È praticamente impossibile elencare tutti i possibili utilizzi di questi cereali (si pensi solo alla miriade di prodotti panati disponibili in commercio)è bene quindi conoscerli ma è fondamentale anche riconoscerli, ossia leggere con attenzione le etichette dei prodotti per scoprirne eventuali tracce.                                Un’ altro problema può essere la contaminazione ovvero la presenza di glutine in cucina o nella lavorazione dei cibi stessi ,è bene prestare molta attenzione usando appositi utensili e pentole.

I nostri nonni non hanno tutti questi problemi nonostante abbiano vissuto un’epoca più o meno lontana in cui l’igiene era sicuramente più carente,così come i controlli su prodotti alimentari. Mangiavano cibo senza conservanti e non elaborato e tutto veniva consumato secondo le naturali caratteristiche.                              Gli alimenti venivano dalle aziende agricole o dai mercati,se non dal proprio orto e allevavano e curavano ciò che mangiavano con estrema dedizione e non con l’occhio al profitto.
Oggi invece il cibo causa gonfiore ,obesità e altre gravi malattie perché elaborato con sostanze chimiche ,additivi conservanti e stabilizzanti…..forse non si stava meglio quando si stava peggio????….
Conteggio parole: 2104   Ultima modifica di fragolaechampagne il 8 aprile 2017 alle 19:10

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Mi permetto di aggiungere concludendo che in una mia precedente esperienza ,in una mensa

di una casa di riposo ,dove ho lavorato per 6 mesi, nessun ospite (80 persone tra i 60/90

anni)aveva problemi di intolleranze o allergie varie!!!!

I nostri nonni non hanno tutti questi problemi nonostante abbiano vissuto un’epoca più o

meno lontana in cui l’igiene era sicuramente più carente,così come i controlli su prodotti

alimentari. Mangiavano cibo senza conservanti e non elaborato e tutto veniva consumato

secondo le naturali caratteristiche.

Gli alimenti venivano dalle aziende agricole o dai mercati,se non dal proprio orto e

allevavano e curavano ciò che mangiavano con estrema dedizione e non con l’occhio al

profitto.

Oggi invece il cibo causa gonfiore ,obesità e altre gravi malattie perché elaborato

con sostanze chimiche ,additivi conservanti e stabilizzanti…..forse non si stava meglio

quando si stava peggio????….