C’è un profumo che in Sicilia sa di casa più di ogni altro. È quello del pane appena sfornato, condito con un filo d’olio buono, origano e gli ingredienti che ogni famiglia custodiva nella propria dispensa. Un profumo che racconta la vita contadina, la semplicità e quella straordinaria capacità di trasformare poco in qualcosa di memorabile.

Il 10 e l’11 ottobre, a partire dalle ore 19.00, il centro storico di Comiso celebrerà uno dei simboli più autentici della tradizione gastronomica siciliana con la Festa del Pane Cunzatu, in programma presso l’Ex Mercato Casmeneo (Pinacoteca) in Piazza delle Erbe.
Un evento dedicato al pane, alla memoria e ai sapori del territorio, che vedrà protagonisti produttori, degustazioni, vini, birre artigianali, olio DOP, prodotti ortofrutticoli locali, musica e spettacoli tra Piazza delle Erbe, la Fonte Diana e il sagrato della Chiesa Madre.
E quest’anno ci sarò anch’io.

CUNZALU TU! Dal racconto alla degustazione
Nell’ambito della manifestazione condurrò il laboratorio esperienziale:
“CUNZALU TU! Prepara, racconta e gusta il pane della tradizione siciliana”
Un appuntamento che nasce dal desiderio di fare qualcosa in più rispetto a una semplice degustazione.
Il pane cunzatu non è soltanto una ricetta. È una storia collettiva fatta di famiglie, massaie, forni a legna e ricordi tramandati di generazione in generazione.
Durante il laboratorio ogni partecipante avrà la possibilità di preparare il proprio pane cunzatu utilizzando gli ingredienti della tradizione. Ma prima ancora di iniziare a condire il pane, ci prenderemo il tempo per raccontare e ascoltare. Vorrei, infatti, che ogni postazione diventasse un piccolo luogo della memoria.
- Come lo preparava vostra nonna?
- Quale ingrediente non mancava mai nella vostra famiglia?
- C’era chi usava soltanto olio e origano? Chi aggiungeva il caciocavallo? Chi non rinunciava al capuliatu o alle acciughe?
Sono queste le storie che rendono vivo il patrimonio gastronomico siciliano.
Il pane cunzatu, uno dei simboli della cucina popolare siciliana
Il pane cunzatu nasce come alimento povero e sostanzioso delle famiglie contadine. Quando il pane veniva sfornato, bastava aprirlo e condirlo con ciò che era disponibile in casa: olio extravergine d’oliva, origano, pomodoro, capuliatu, acciughe o caciocavallo.
Ogni territorio ha sviluppato la propria variante e ogni famiglia custodisce ancora oggi piccoli segreti e abitudini che rendono unica questa preparazione.
Nel Ragusano, ad esempio, il pane cunzatu è spesso legato al pane di pasta dura e alla presenza del capuliatu, uno degli ingredienti più identitari della nostra cucina. Non è un caso che il pane sia ancora oggi considerato qualcosa di più di un semplice alimento. Per generazioni ha rappresentato lavoro, sacrificio, condivisione e rispetto.



Il pane di pasta dura ragusano, protagonista del pane cunzatu
Quando si parla di pane cunzatu nel territorio ibleo, il pensiero corre inevitabilmente al pane di pasta dura ragusano, uno dei simboli più autentici della tradizione panaria della Sicilia sud-orientale. Conosciuto anche come pane ibleo, nasce dall’utilizzo di semola rimacinata di grano duro e da una lavorazione antica che ancora oggi si tramanda nelle famiglie e nei forni artigianali del territorio.
Il suo nome deriva proprio dalla consistenza dell’impasto: una pasta compatta, lavorata a lungo e con una quantità d’acqua inferiore rispetto ad altri tipi di pane. Una caratteristica che gli conferisce una straordinaria fragranza e una lunga conservabilità, qualità particolarmente preziose in passato, quando il pane veniva preparato una sola volta alla settimana.
La sua crosta spessa e dorata racchiude una mollica color giallo chiaro, compatta ma morbida, dal profumo intenso di grano duro. Tradizionalmente veniva cotto nel forno a legna, direttamente sulla pietra refrattaria, assumendo quella consistenza rustica che ancora oggi lo rende immediatamente riconoscibile.



Le pagnotte, spesso di grandi dimensioni, potevano arrivare a pesare diversi chilogrammi e costituivano una vera e propria riserva alimentare per le famiglie contadine dei Monti Iblei.
Non è un caso che questo pane sia diventato il compagno ideale delle preparazioni più identitarie della cucina ragusana: dal pane condito con l’olio nuovo al pane mangiato con la ricotta fresca, fino al pane cunzatu e agli abbinamenti con i formaggi del territorio, primo fra tutti il Ragusano DOP.
Durante il laboratorio “Cunzalu Tu! Dal racconto alla degustazione”, i partecipanti troveranno nelle loro postazioni proprio il pane di pasta dura ragusano, protagonista di una tradizione che continua a raccontare la storia delle nostre campagne, delle nostre famiglie e della cultura gastronomica degli Iblei.
Comiso celebra il suo pane
A Comiso il pane di casa rappresenta da anni una delle eccellenze più riconoscibili del territorio ed è inserito tra i prodotti De.Co. (Denominazione Comunale d’Origine).
La Festa del Pane Cunzatu vuole proprio valorizzare questa tradizione, mantenendo vivo il legame tra cultura gastronomica e comunità. In un tempo in cui tutto corre veloce, fermarsi davanti a una pagnotta, raccontarne la storia e prepararla insieme assume un significato speciale.
Vi aspetto a Comiso
Sarà bello incontrare lettori,i panificatori, appassionati di cucina e famiglie che custodiscono ancora il ricordo del pane preparato in casa.
Se avete una storia da raccontare, una ricetta tramandata dalla nonna o semplicemente la curiosità di riscoprire uno dei simboli più autentici della Sicilia, vi aspetto il 10 e 11 ottobre a Comiso.
Perché il pane cunzatu non è soltanto qualcosa da mangiare. È un racconto da condividere.
“Chi partecipa al laboratorio troverà 10 postazioni già allestite per preparare il proprio pane cunzatu”
Invitate i vostri amici, le vostre nonne e condividete
Barbara Conti, food blogger siciliana !!
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Pagnotta di semola di grano duro Ragusana
Pane di pasta dura tipico Ragusano ( pane di casa )
