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Quaglie al mirto, ricetta sarda

Le quaglie al mirto sono una ricetta della tradizione sarda, molto semplice da preparare, profumata e gustosa.
In realtà la ricetta tradizionale prevedeva l’utilizzo dei tordi o altri uccelletti, la cui caccia però ha delle forti restrizioni, si possono quindi sostituire con semplici quaglie da allevamento.
Chi ha avuto la possibilità di assaggiare la ricetta originale sa che il sapore di questo piatto è assai particolare in quanto questi uccelli si nutrono esclusivamente di corbezzoli e bacche di mirto che danno alle carni un sapore diverso da quello delle quaglie da allevamento: la ricetta tradizionale prevedeva 8 uccelli tra tordi e merli, legati fra loro per il becco da fronde di mirto a formare una “taccula“, o mazzo di grive, che veniva venduta in questa forma. Questi uccelletti, cibandosi prevalentemente di bacche di mirto, erano lasciati integri, non venivano privati delle interiora che davano quindi al piatto un sapore ancora più marcato di queste bacche.
Ma anche con delle semplici quaglie la ricetta rimane comunque da provare!

  • DifficoltàMolto facile
  • CostoEconomico
  • Tempo di riposo1 Giorno
  • Tempo di cottura25 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaBollitura
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 8Quaglie
  • fronde di mirto (con foglie e bacche)
  • q.b.sale

Preparazione

  1. Le quaglie si trovano ovunque già pronte, spiumate e senza interiora, per cui l’unica cosa da fare è inserire qualche rametto di mirto al loro interno e calarle in acqua bollente abbondantemente salata (più o meno il doppio di quanto salereste l’acqua per la pasta, per capirci) con qualche altro ramo di mirto.

  2. Si lasciano bollire per 20 – 25 minuti, poi si levano dall’acqua, si cospargono di sale e si adagiano dentro un panno foderato di fronde di mirto, si coprono con altre fronde e si lasciano chiuse per un giorno intero.

  3. Si preparano quindi con un giorno di anticipo, e si servono a temperatura ambiente.

Note aggiuntive

Con questo metodo si può preparare anche il pollo, che assume così un sapore un po’ diverso dal “solito pollo”. L’unica accortezza è quella di allungare i tempi di cottura, essendo il pollo più grande impiega un po’ di più a cuocere.

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