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Baccalà alla Vicentina – Ricetta Tradizionale Veneta

Il baccalà alla vicentina è uno dei piatti simbolo della tradizione veneta, una ricetta ricca di storia e sapore che affonda le sue radici nella città di Vicenza. La nostra amica Eleonora Fabrizi ci propone la sua versione casalinga, fedele alla tradizione ma con quel tocco di cura che rende il piatto ancora più speciale. Si tratta di un secondo piatto di pesce a base di stoccafisso (merluzzo essiccato), cucinato lentamente con olio extravergine d’oliva, cipolle e latte fino a diventare cremoso e irresistibile. Perfetto da servire con la polenta, è una ricetta che conquista al primo assaggio.

  • DifficoltàMedio
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di cottura30 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • CucinaItaliana
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Ingredienti

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Preparazione

  1. Tenete in ammollo sotto un filo di acqua corrente il baccalà per 24 ore. Tagliate le cipolle a fette sottili e mettetele in un tegame con le acciughe e tre cucchiai di olio.

  2. Fate diventare le cipolle morbide, toglietele dal fuoco e aggiungete il prezzemolo tritato. Spallate il filetto di baccalà. Asciugatelo e tagliatelo a pezzi. Infarinate i pezzi e metteteli nel tegame assieme alle cipolle.  

  3. Ricopriteli con le cipolle. Aggiungete il latte ed il parmigiano, aggiustate di pepe e sale, irrorate con un po’ di olio e coprite. Lasciate cuocere a fuoco dolce per un’ora e mezza senza rimestare. Buon Appetito!   Tutte le ricette dei membri di Amici in cucina catalogate per tipologia li trovate nei blog: http://blog.giallozafferano.it/amicincucina/ http://blog.giallozafferano.it/idolcidiamiciincucina Se la ricetta è stata di tuo gradimento metti mi piace sulla Pagina Facebook del Blog Torna alla HOME PAGE Vedi anche Baccalà in umido Baccalà croccante con peperoni Millefoglie di melanzane e baccalà

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Approfondimenti

L’uso di essiccare il merluzzo (Gadus morhua) per conservarlo è antichissimo: vi sono documenti che attestano questa pratica nei Mari del Nord sin dai tempi di Carlo Magno (IX secolo). Lo stoccafisso sarebbe stato introdotto nel Triveneto dai veneziani, che erano grandi navigatori e portavano in patria ogni novità. La più diffusa versione dei fatti sostiene che nel 1432 la spedizione agli ordini del capitano veneziano Pietro Querini naufragò in Norvegia, sull’isola di Røst. Rientrando a casa, il Querini portò lo stoccafisso, che nel Triveneto è tuttora chiamato baccalà (mentre il baccalà nel resto d’Italia indica il merluzzo conservato sotto sale). I veneziani videro nello stoccafisso un’allettante alternativa al pesce fresco, costoso e facilmente deperibile. Nacque allora la tradizione di consumare questo piatto secondo varie ricette, tra le quali il baccalà alla vicentina. Tratto da https://it.wikipedia.org/wiki/Gaufre

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