Pincini fritti senza glutine

Nella tradizione emiliana la pasta fritta è una ghiottoneria che risale alla notte dei tempi; dove abito io viene chiamata “pinzin” o “pincino” e servita con salumi come antipasto o come secondo in cene informali. Farla senza glutine è stata una vera e propria sfida non solo tecnica ma anche riguardante il gusto.I Pincini fritti senza glutine già al mio primo tentativo hanno avuto grande successo, anche tra chi il glutine lo può tranquillamente mangiare. La  lievitazione di farine naturalmente senza glutine, come la farina di riso o gli amidi, proprio per la mancanza di quest’ultimo, risulta difficile, compromettendo il risultato finale. Esistono in commercio mix di farine naturali che contengono anche addensanti e ciò le rende adatte alla panificazione. Non sempre era facile reperire questo tipo di farine, soprattutto alcune, che usano come canale di vendita solo la farmacia. Fortunatamente il mercato si è aperto a questo problema alimentare, oramai molto diffuso, quindi molti tipi di farine senza glutine si trovano anche nel supermercato sotto casa. La miscelazione di vari tipi di mix diversi è risultata necessaria per unire le caratteristiche di ognuna ed arrivare ad un prodotto finale equilibrato sia come appetibilità che come capacità lievitante, morbidezza e durata. Per approfondire l’ argomento vi rimando a questo bellissimo sito: http://uncuoredifarinasenzaglutine.blogspot.it/

pincini sg

Ingredienti:

  • 250 gr di farina senza glutine per pane e pasta Coop (reperibile al supermercato omonimo)
  • 200 gr di farina Glutafin select (reperibile in farmacia)
  • 150 gr di Fibropan Farmo (reperibile nei supermercati Billa e Lidl)
  • 1 cucchiaino colmo di sale fine
  • circa 300 gr acqua tiepida
  • farina di riso (per la spianatoia)
  • 70 gr di strutto
  • 1 bustina di lievito di birra secco

pincini a scolare

Procedimento con la macchina del pane:

Mettere nella macchina del pane tutti gli ingredienti partendo da quelli liquidi e terminando con il sale (che non deve toccare direttamente il lievito); azionare la modalità impasto e lievitazione (della durata di circa  ore 1,50). Quando è lievitato riporlo in un contenitore con coperchio. Se dovesse risultare troppo molle aggiungere farina a piccole dosi, ma comunque in frigo si compatterà.

Procedimento sulla spianatoia:

Mettere sulla spianatoia le farine miscelate insieme e il sale, fare il buco nel centro ed inserire il lievito diluito con acqua tiepida e lo strutto; con una forchetta sbattere il tutto inserendo pian piano farina alternata ad acqua fino ad esaurire tutta la farina. L’ impasto dovrà essere sodo come quello da pane. Per una miglior lavorabilità meglio lasciarlo riposare in un contenitore con coperchio e riporlo in frigo (dove può essere conservato anche diversi giorni).

Prendere una parte di impasto e porlo sulla spianatoia infarinata, stendere la pasta con il mattarello ad uno spessore di 5mm circa; ritagliare losanghe, triangoli o rettangoli di pasta di circa 10 cm e friggerli in olio bollente a 190-200° fino a doratura di entrambi i lati. Friggendo i pincini si gonfiano diventando delle bomboline…metterli in un piatto a scolare su carta assorbente.

Spianata:

Con lo stesso impasto si può realizzare anche la spianata: basta stenderla con il mattarello e cuocerla nel testo romagnolo o in una piastra antiaderente come fosse una piadina, da entrambi i lati. Il diametro della spianata è variabile da 20 a 30 cm. Può essere farcita a piacimento, arrotolata, piegata a triangolo o come la fantasia suggerisce perché è morbidissima…e con questo tipo di cottura anche molto più dietetica.

Con questa ricetta partecipo a:

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