Ciambelle di Patate

Ciambelle di Patate

Il carnevale più grande e pomposo della storia era appena cominciato. La folla si riversava nella grande piazza partenopea all’inseguimento dei carri allegorici riccamente adornati di ogni ben di Dio che si rispettasse: salumi, formaggi, pane e bevande. Re Carlo di Borbone aveva dato il via in quell’anno a una tradizione che si sarebbe certamente protratta nei secoli a venire.

Tuttavia, i saccheggi violenti dell’affamato popolo rendevano quasi totalmente impraticabili le vie, rischiando anche di rimaner ferito gravemente o peggio. Era una festa nuova e l’allegria, nonostante tutto, la faceva da padrona. Mentre gli uomini attaccavano i carri, per accaparrarsi le vivande, le donne attendevano ai margini, pronte a portar via i bottini.

Celestina, una giovane ragazza al servizio nelle cucine del Re, impastava con perizia la farina, le patate, le uova e lo zucchero. Aveva ideato un nuovo dolce ispirandosi ai famosi krapfen austriaci che da anni, ormai, erano entrati a far parte della tradizione napoletana. I suoi dolci sarebbero stati ugualmente rotondi ma con un buco al centro e ricoperti di zucchero semolato – le chiamerò Graffe o, più semplicemente, Ciambelle di patate– rifletté.

Lasciò che le Ciambelle lievitassero prima di tuffarle nello strutto bollente friggendole ben dorate da ambo i lati per passarle ancora calde nello zucchero semolato, il Re, e tutta la corte riunita per i festeggiamenti, le avrebbe adorate. Era così concentrata sul suo lavoro che a stento si rese conto del gran trambusto che c’era all’esterno, i carri si erano spostati e la folla in estasi con essi.

Qualcuno bussò freneticamente alla porta delle cucine trovata chiusa. La giovane si avvicinò con cautela, era la più vicina rispetto a tutti gli altri cuochi che sembravano non aver udito nulla. «Oh, Celestì, si proprio tu, so venuto a cercarti, lascia sta tutto, agg accattà da mangià ngop o carr» disse Vincenzo, un giovane ragazzo appena maggiorenne fratello di Celestina.

«Famm ‘o piacer Vincè, ci manca solo che fai altri danni, i poveri genitori nostri escono pazzi cu te» ripose prontamente la ragazza che ben conosceva l’irrequietezza di suo fratello minore «Entra e fai poco casino, mo ci penso io a darti da mangià na cosa». Vincenzo ubbidì, e poco dopo fu premiato con un sacchetto di stoffa pieno di Ciambelle ancora calde, senza attendere oltre, ne prese una e diede un morso generoso.

Spalancò gli occhi per la sorpresa, era davvero buono «Mamma mia Celestì, che cosa buona hai combinato» disse alla sorella «Si chiamano Ciambelle di patate , mo non fare altri danni, vai a casa e portali pure a mamma e papà».

Una tradizione centenaria che è tramandata da generazioni. Soffici e golose le Graffe o Ciambelle di Patate sono ormai un must di Carnevale e non solo … provare per credere!

Cosa aspettiamo? Accendiamo i fuochi, si parte!

Ciambelle di Patate
  • DifficoltàMedia
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di riposo3 Ore
  • Tempo di cottura20 Minuti
  • Porzioni18 ciambelle da 8cm di diametro
  • Metodo di cotturaFrittura
  • CucinaRegionale Italiana

Ingredienti

350 g farina Manitoba
150 g farina 00
400 g patate, con buccia, cotte, bollite (circa 550gr crude)
15 g lievito di birra fresco
60 g zucchero
120 g latte
2 uova
70 g burro
scorza d’arancia (grattugiata)
scorza di limone (grattugiata)
1 bacca vaniglia
2 g sale
1 l olio di arachide (per la frittura)
q.b. zucchero semolato (per la decorazione finale)

Strumenti

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1 Coppapasta rotondo da 8 cm
1 Coppapasta Rotondo da 2 cm

Procedimento

Per iniziare la ricetta delle Ciambelle di Patate: porre le patate (con la buccia) in una casseruola con acqua fredda a coprire. Portare a bollore e lasciar cuocere per 30-40 minuti in base alla dimensione delle patate.
Scolarle e togliere la pelle esterna prima di schiacciarle con lo schiacciapatate, o forchetta, lasciandole raffreddare completamente.

Tagliare a cubetti il burro, aggiungere la buccia del limone e dell’arancio grattugiati, i semi di una bacca di vaniglia e il sale, amalgamare il tutto e porre in frigorifero.

Nella ciotola della planetaria, con il gancio montato, unire il latte tiepido, lo zucchero e il lievito sbriciolato.

Mescolare bene e aggiungere le uova leggermente sbattute e le patate.

Azionare la planetaria alla velocità minima e aggiungere le farine in 3 volte, sino alla formazione di una palla che si staccherà dai bordi.

Aggiungere un pezzetto alla volta di burro freddo con gli aromi e il sale, aspettando che sia completamente assorbito dall’impasto prima di proseguire con un altro e così via.

Spostare l’impasto su un piano da lavoro ben infarinato, impastare brevemente a mano.

Stendere un quadrato e dare 3 pieghe per lato. Se necessario aggiungere poca farina poiché il panetto sarà particolarmente morbido e appiccicoso.

Porlo in una ciotola infarinata, coprire con la pellicola e lasciar lievitare per 2 ore a temperatura ambiente.

Stendere l’impasto con uno spessore da 1 cm, tagliare dei cerchi con un coppa pasta da 8cm e ritagliare il centro con uno da 2cm (può essere utilizzato anche il retro di un beccuccio per saccapoche).

Ciambelle di Patate

Porre su una teglia con carta forno ben distanziati, coprire con la pellicola e lasciar lievitare per 1 ora in forno con la luce accesa.

Ciambelle di Patate

Tagliare la carta forno in quadrati così da poter prendere le ciambelle senza rovinare la lievitazione. Friggere in abbondante olio, togliendo la carta forno, sino alla doratura desiderata. 

Ciambelle di Patate

Scolare su carta assorbente e passarle ancora calde nello zucchero semolato.

Ciambelle di Patate

Consigli, ricette da non perdere e social

Se non si dispone di una planetaria questo impasto può essere fatto anche a mano, seguendo tutti i passaggi. Le Ciambelle di Patate possono essere conserate, chiuse in un contenitore per alimenti, per un paio di giorni, passandole di nuovo nello zucchero prima di gustarle.

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