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L’ESTATE DI GIUSEPPE ARCIMBOLDO – IL CIBO NELL’ARTE

Il 28 Maggio in concomitanza con la giornata nazionale delle cibo nell’arte, ho inaugurato la mia nuova rubrica bimensile che tratterà un’opera o un artista, dove l’elemento principe sarà il cibo in tutte le sue forme, sfumature e peculiarità. Il primo dipinto che ho voluto celebrare è stato “I Mangiafagioli” di Vincenzo Campi. Oggi parlerò di un Giuseppe Arcimboldo e la sua Estate, dove i frutti dell’estate si uniscono per dare vita al volto di una donna.

L'estate di Giuseppe Arcimboldo
L’estate di Giuseppe Arcimboldo

Giuseppe Arcimboldo o Arcimboldi (Milano, 5 aprile 1526 – Milano, 11 luglio 1953), segue le orme del padre Biagio, il quale era un pittore accreditato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Nel 1549 inizia a lavorare presso la Fabbrica del Duomo e da qui inizia la sua carriera che lo vedrà raggiungere paesi europei.

L’Arcimboldo è noto per aver dipinto le celebri “teste composte” una forma diversa di esprimere la natura morta, dove frutta, verdura, volatili, spighe, forme viventi o di cose, grazie a delle bizzarre combinazioni, danno vita a delle fisionomie grottesche quasi surreali.

La fisionomia più celebre è quella in onore all’Imperatore Rodoldo II in veste di Vertunno, che conobbe durante il suo lungo soggiorno a Vienna, quando venne invitato a corte dal Principe e futuro Imperatore Massimilano II d’Asburgo, passato successivamente al servizio di Rodolfo II.

Le sue opere più celebri, oltre al ritratto di Rodolfo II, sono sicuramente le allegorie delle quattro stagioni, Primavera, Estate, Autunno ed Inverno e di questi quattro dipinti, della versione originale rimangono soltanto l’Estate e l’Inverno custoditi al Kunsthinstorisches Museum di Vienna, tuttavia le copie più conosciute sono quelle del Louvre, eseguite sempre dallo stesso Arcimboldo su richiesta di Massimiliano II nel 1573.

Tornando al dipinto, ho volutamente scelto l’Estate, visto che ormai è alle porte e sui banchi del mercato troviamo tutti gli elementi rappresentati.

Sia nella versione originale, sia nella copia custodita al Louvre, l’Estate è l’unica opera a portare la firma dell’Arcimboldo, nel collo del vestito. Il soggetto è una donna con il viso rivolto verso destra, creando quindi una divisione a coppie dei dipinti del ciclo.

Il volto della donna è composto da frutti, verdure ed ortaggi. Le ciliegie delineano il contorno della capigliatura e delle labbra. La guancia è formata da una pesca mentre il naso è formato da un cetriolo e l’orecchio è rappresentato da una melanzana. Il vestito della donna è formato dal grano e sul collo possiamo notare la firma del pittore, mentre sulla manica è inciso l’anno, 1573. Analizzando più a fondo il viso possiamo scorgere altri dettagli, come delle teste d’aglio, un carciofo che spunta dal petto, delle pere e delle spighe di grano.

Questi elementi, che presi singolarmente sono solo ortaggi, in realtà, grazie alla maestria dell’Arcimboldo, prendono vita sul volto di una donna.

Arcimboldo ha rappresentato alla perfezione l’estate ed io per renderne omaggio ho preparato una ricetta semplice e veloce con le ciliegie. Per l’occasione ho utilizzato delle ciliegie di Vignola IGP che hanno reso una ricetta molto semplice una vera prelibatezza.

Vignola, città nel modenese, è conosciuta in tutto il mondo per le sue ciliegie dal colore rosso intenso e dalla polpa dolce e soda, la cui raccolta inizia a metà maggio per terminare a fine giugno. Per la versatilità di questo frutto, le ciliegie di Vignola sono impiegate per la produzione di confetture, sciroppi, candite, sotto spirito e per la produzione di liquori.

Ma ora passiamo alla ricetta.

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DA L’ESTATE DELL’ARCIMBOLDO – PANZEROTTI AL FORNO CON CILIEGIE DI VIGNOLA

Ingredienti per 6 panzerotti
1 Rotolo di pasta sfoglia
100g. di ciliegie di Vignola IGP
2 Cucchiai di zucchero di canna
Il succo di mezzo limone
Zucchero a velo q.b.

Tempo di preparazione: 15 minuti + 30 minuti di cottura in forno.

Esecuzione: semplice

Accendete il forno a 180°C in modalità statica.

Iniziate con lavare e asciugare le ciliegie. Tagliatele a metà, levate il nocciolo e tagliatele ancora in due, così da ottenere dei dadini tutti della stessa misura.

Mettetele in una ciotola e mischiatele con lo zucchero di canna e il succo del limone e lasciate da parte.

Srotolate il disco di pasta sfoglia e bucate la superficie con la forchetta. Ricavate sei dischi del diametro di 10cm., io ho utilizzato lo stampo per panzerotti.

Mettete al centro un cucchiaio di ripieno, bagnate i bordi con dell’acqua e richiudete rifilando i bordi.

Disponeteli su una teglia rivestita con carta da forno e cuocete in forno a 180°C in modalità statica per 30 minuti.

Sfornate e lasciate raffreddare, quindi spolverate con dello zucchero a velo.

Buon appetito

Elenuar

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Credit: Wikipedia; Tavole d’Autore – Storie d’arte e di cucina

Foto dipinto: Wikipedia

 

Pubblicato da lericettedielenuar

Creare in cucina mi rilassa e mi fa sentire creativa. Amo cucinare per me, la mia famiglia e i miei amici. Ho deciso di creare questo blog per condividere con voi le mie creazioni dolci e salate.