Zuppa di ceci neri e zucca

Zuppa di ceci neri e zucca della nostra amica Eleonora Fabrizi. Cremosa e saporita, primo piatto autunnale, da gustare con fragranti crostini di pane .

  • DifficoltàBassa
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di riposo12 Ore
  • Tempo di cottura20 Minuti
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana

Ingredienti per 4 persone


  • 250 gCeci neri secchi
  • 400 gZucca violina
  • 1Cipolla
  • 1 fogliaAlloro
  • q.b.Cannella in polvere
  • q.b.Rosmarino
  • q.b.Olio extravergine d’oliva

Preparazione

  1. Zuppa di ceci neri e zucca



    Mettete a rinvenire per una notte i ceci.

    Fateli cuocere con una foglia di alloro e metteteli da parte.

    In un tegame con un poco d’olio mettete la cipolla, la zucca e la stecca di cannella.

    Fate dorare quindi aggiungete un po’ d’acqua di cottura dei ceci e tritate con il frullatore ad immersione.

    Rimettete sul fuoco e aggiungete i ceci ed il rosmarino.

    Fate andare per una ventina di minuti, quindi servite ben caldo.

Approfondimenti

Uno dei legumi più particolari e gustosi che esistano sono sicuramente i ceci neri: si tratta di una tipologia di legumi di origini molto antiche, tanto che le prime testimonianze della sua coltivazione risalirebbero addirittura all’età del bronzo. I ceci neri vengono coltivati per lo più nel Sud Italia, dove vengono particolarmente apprezzati e utilizzati per realizzare molte ricette tradizionali. In molti però non sanno che, non molto tempo fa, i ceci neri hanno seriamente rischiato di estinguersi: ciò è dovuto al fatto che alcune loro particolari caratteristiche li rendevano difficili da coltivare e, soprattutto, da cucinare, e quindi per gli agricoltori risultava più facile e redditizio coltivare altri tipi di legumi.

Fortunatamente, però, negli ultimi anni c’è stata una vera e propria inversione di tendenza: i ceci neri, infatti, sono stati riscoperti e valorizzati. Tutto questo è merito dell’intervento della Confederazione Italiana Agricoltori e della Camera di Commercio di Bari, che hanno consentito di accorpare in un Presidio Slow Food alcuni agricoltori pugliesi che coltivavano questo particolare legume. Una vera e propria fortuna, perché il cece nero, oltre ad essere particolarmente saporito, è anche un alimento ricchissimo di sostanze nutritive, e mangiarlo abitualmente apporta numerosi benefici al nostro organismo.

Caratteristiche del cece nero

Il cece nero, conosciuto anche in molte zone d’Italia con il nome di “cece del solco dritto”, è un legume molto particolare, sia per le sue caratteristiche che per il suo sapore. Come dicevamo, i ceci neri vengono coltivati e prodotti per lo più nel Sud d’Italia, più nello specifico in Basilicata ed in Puglia, in particolar modo nella zona della Murgia Barese, un altopiano di origine carsica vicino al confine con la Lucania. La loro raccolta avviene nel mese di agosto e, una volta raccolti, i ceci neri vengono messi ad essiccare, di modo da poter essere consumati durante tutto l’anno.

Il cece nero, rispetto al cece bianco classico che tutti conosciamo, si differenzia da quest’ultimo anzitutto per il colore della buccia, che è appunto scuro, e per la particolare conformazione della buccia stessa, che non risulta liscia ma rugosa. Inoltre, rispetto ai ceci classici, quelli neri hanno delle dimensioni più piccole, infatti non superano quelle di un chicco di grano, ed hanno una forma irregolare, con l’apice a forma di uncino.

Dal punto di vista nutrizionale, il cece nero è ricchissimo di fibre: sai che questo legume contiene ben tre volte la quantità di fibre che è invece contenuta nel suo “fratello” chiaro? Questa sua caratteristica li rende, pertanto, decisamente sazianti. Inoltre, consumare ceci neri regolarmente consente di migliorare il funzionamento dell’intestino e di tenere sotto controllo il livello di glucosio presente all’interno del sangue. Il cece nero, inoltre, è ricco di vitamine, in particolar modo C, K, E e del gruppo B, nonché di sali minerali, come magnesio, fosforo e potassio. Ma il cece nero è per lo più noto per contenere elevante quantità di ferro, al punto che in passato, proprio per questa sua caratteristica, era particolarmente consigliato alle donne in stato di gravidanza e a quelle che avevano appena partorito.

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